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Gli studiosi intervengono in materia di Alienazione: il maltrattamento esiste

Area Medico Scientifica


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Gli studiosi intervengono in materia di Alienazione: il maltrattamento esiste

23/10/2012 - 08.56

Un nutrito gruppo di studiosi di Psicologia Forense, sull'onda della vicenda di Cittadella e in relazione alla disinformazione che i media nazionali hanno dato del fenomento della c.d. PAS, è recentemente intervenuto sul tema, pubblicando un "Documento sugli ostacoli al diritto alla Bigenitorialità e al loro superamento". Dal testo, firmato da ben 64 esperti della materia (tra i quali la nostra Sara Pezzuolo), emerge l'opinione ormai comune, e cioè che l'Alienazione Parentale - non più chiamata "Sindrome" - è un disturbo relazionale causato da una chiara forma di maltrattamento di genitori malevoli.

Ecco il testo integrale (in calce tutti i firmatari).

 

1. La legislazione italiana in ossequio alla Costituzione italiana, alla Convenzione dei Diritti del Fanciullo di New York, alla Convenzione di Strasburgo ed alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo pone a fondamento dei rapporti familiari la bigenitorialità, ovvero il diritto dei minori a rapportarsi in maniera armonica ed equilibrata con i propri genitori e con le rispettive famiglie di origine.

2. Le condotte volte ad ostacolare l’esercizio di tale diritto risultano pertanto censurabili e possono a volte configurare un maltrattamento.

3. Capita talora che, per il prevalere di dinamiche di coppia particolarmente disfunzionali, il genitore presso il quale il figlio è prevalentemente collocato trasmetta al figlio stesso l’ostilità verso l’altro genitore.

4. Ciò può avvenire per via indiretta (il bambino si appropria delle reazioni emotive del genitore) oppure diretta (il genitore trasmette attivamente al bambino i propri giudizi o gli fornisce informazioni parziali o distorte).

5. Il fenomeno del bambino conteso e “schierato” a difesa di un genitore contro l’altro risulta, purtroppo, molto frequente nelle separazioni caratterizzate da un’alta conflittualità in cui i partner, anche a causa delle loro caratteristiche di personalità, non riescono ad elaborare in modo evolutivo e riflessivo l’evento separativo.

6. Tale condizione è stata in un primo tempo denominata “Sindrome di Alienazione Genitoriale” nello stesso modo in cui si è parlato di “Sindrome del Bambino Maltrattato”, per poi focalizzare l’attenzione sulle diverse manifestazioni del maltrattamento oltre che sui fattori di rischio e protettivi. Il fatto che il maltrattamento non costituisca una sindrome in senso proprio non significa che il maltrattamento non esista come fenomeno, potendo compromettere i potenziali di sviluppo psicoevolutivo del minore coinvolto.

7. Le attuali riflessioni della comunità scientifica, basate su molteplici ricerche in ambito nazionale ed internazionale, non consentono di definire il bambino come “malato” solo in quanto influenzato negativamente da un genitore contro l’altro sino ad arrivare, nei casi più eclatanti, al rifiuto di ogni forma di rapporto.

8. Attualmente si ritiene che il termine più corretto per definire tale fenomeno sia “Alienazione Parentale” e non “Sindrome di Alienazione Genitoriale” sottolineando (nei casi di rifiuto non motivato) che non si tratta di una problematica individuale del figlio ma di una difficoltà relazionale tra i tre membri della famiglia: bambino, madre e padre, alla quale possono contribuire i membri della famiglia allargata. Anche se in misura che può essere diversa come intenzioni, motivazioni e comportamenti, ognuno dei componenti il gruppo familiare fornisce il proprio personale contributo in misura variabile da caso a caso.

9. I segni di tale condizione sono il rifiuto ingiustificato e comunque talora solo parzialmente motivato da parte del figlio di frequentare uno dei due genitori (più spesso il padre ma non infrequentemente la madre) e/o il “voltafaccia” del figlio stesso, il quale prima della separazione era legato al genitore che successivamente non vuole più frequentare. Altro segnale è l’ingiustificato disprezzo non solo per un genitore ma per l’intera sua famiglia d’origine e/o ricostruita.

10. Si può discutere se a questo fenomeno sia opportuno dare un nome specifico; a questo proposito sembra che i manuali di classificazione di prossima uscita (DSM V e ICD 11) siano orientati a farlo rientrare e definirlo all’interno della categoria dei “Disturbi Relazionali”.

11. Come per il maltrattamento, riteniamo che negare il fenomeno del rifiuto immotivato e persistente di un genitore significhi commettere un errore grossolano e fuorviante.

12. Le implicazioni psicosociali e giuridiche della violazione dei diritti relazionali dei soggetti coinvolti in tali situazioni giustifica la messa in atto di interventi e di provvedimenti psicosociali e giudiziari volti alla tutela dei diritti stessi, i quali varieranno di caso in caso a seconda dell’età del minore coinvolto, della sua capacità di autodeterminazione e delle responsabilità dei genitori e dei familiari coinvolti. D’altronde, in ambito giuridico l’attenzione alla particolarità di ogni singola situazione rappresenta un elemento fondamentale di rispetto dei componenti il nucleo familiare e soprattutto, nel caso specifico, di tutela dei diritti relazionali del minore.

 

FIRMATARI:

Paola Antonelli, Renato Ariatti, Anna Balabio, Fabio Benatti, Linda Betti, Cristina Cabras, Giovanni Battista Camerini, Elisa Cantarutti, Daniela Carboni, Daniela Catullo, Adele Cavedon, Francesca Ciammarughi, Sara Codognotto, Serena Colaianni, Elena Consenti, Antonietta Curci, Ancilla Dal Medico, Michele D’Andreagiovanni, Rodolfo de Bernart, Luisella De Cataldo Neuburger, Rosanna Della Corte, Rubens De Nicola, Ida de Rénoche, Carlo Desole, Renzo Di Cori, Alessandro Fanuli, Valeria Giamundo, Guglielmo Gulotta, Iolanda Abate, Moira Liberatore, Laura Lombardi, Giovanni Lopez, Tiziana Magro, Marisa Malagoli Togliatti, Maurizio Marasco, Barbara Masseroli, Aldo Mattucci, Isabella Merzagora Betsos, Marco Monzani, Daniela Pajardi, Patrizia Patrizi, Sara Pezzuolo, Cesare Piccinini, Luisa Puddu, Donatella Pulixi, Donatella Ragusa, Marco Ricci Messori, Severo Rosa, Lino Rossi, Ugo Sabatello, Laura Sancio, Luca Sammicheli, Giuseppe Sartori, Melania Scali, Gilda Scardaccione, Luciana Silvestris, Magda Tura, Elena Varoli, Adolfo Verde, Matteo Villanova, Laura Volpini, Vittorio Volterra, Alberta Xodo, Georgia Zara


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


10.00  di domenica 18/11/2012
scritto da  fabio nestola
la strada è questa, avanti così
Chi non vuole che si chiami sindrome è accontentato, l´importante è riconoscere un comportamento come nocivo, lesivo dei diritti dell´infanzia e soprattutto classificarlo come una forma di maltrattamento

09.27  di domenica 11/11/2012
scritto da  Fredddy
Ovviamente la nostra società fà il lavaggio del cervello facendoci credere ciò che vuole.Trasmettendo quelle immagini, ad hoc studiate,il messaggio è chiaro : Guardate quanto sono cattivoni i padri italiani... voi volete dargli il condiviso bis...guardate che criminali ..non hanno pietà per un bambino che vuole stare con la sua "amorevole madre". Questo si ripete quotidianamente su ogni Tv.La fogna mediatica del falso spacciato per vero!
Goebbels diceva, prendete una bugia ripetetela all infinito e diventerà il vero...Vedi 7 milioni di donne in italia han subito violenza...prima causa di morte in italia è per mano maschile..ecc.ecc.
Partiti come il PD che asserisce di essere per i diritti di tutti ,nega ai padri per una una qustione ideologica lo stare con i figli,tacciandoli ipso facto di bruti, violentatori, pedofili se chiedono una frequentazione paritetica ed il mantenimento diretto. Questa è la non tolleranza dei tolleranti.

19.49  di sabato 03/11/2012
scritto da  Ale
"NESSUNO E´ FELICE CHE LEONARDO SIA IN COMUNITA"
Perché nessuno? Il padre è felice! Adesso.
Però, poverino, tra un anno scoprirà che avere un figlio a casa significa non solo fare le cause contro la ex moglie ma anche un mondo di resposabilità tutta nuova: le notti senza sonno, i giorni senza un minuto di pace, un mondo di capricci e di malumore, di spese e di malattie, graffi e bugie, di compiti ed esami, di amichetti e stupidaggini, di sbagli ed incidenti. Perché il figlio è una persona viva e non è una proprietà, e non è un’arma di vendetta.

10.21  di martedì 23/10/2012
scritto da  Luigi B.
ERA ORA CHE QUALCUNO " PREPARATO ED INFORMATO" INTERVENISSE IN QUESTO MARE DI DISINFORMAZIONE.

BAMBINO COMPLETAMENTE SOTTOMESSO ALLA MADRE CHE RIFIUTA IL PADRE I QUANTO INDOTTO DA MADRE E PARENTI, TUTTO QUESTO E´ PROVATO, MA BISOGNA LASCIARE CHE SI CONTINUI A FAR DEL MALE AL FIGLIO SOLO PERCHE´ E´ IL GRANDE AMORE CHE LA MADRE PROVA PER LUI CHE LA PORTA A COMPORTARSI COSI.

MI VENGONO IN MENTE QUEI "UOMINI" CHE MENTRE PICCHIANO A SANGUE LA DONNA DICONO DI AMARLA.

RIFLETTETE PRIMA DI PARLARE, UOMINI E DONNE FALSI MORALISTI DEL PIFFERO, NESSUNO E´ FELICE CHE LEONARDO SIA IN COMUNITA´, MA SI DIMENTICA IL MOTIVO PER IL QUALE C´ E´ FINITO, E LO SCOPO PER IL QUALE E´ LI, VALE A DIRE PER RIAVERE ENTRAMBI I GENITORI.

ALTRO CHE INDIGNARSI PERCHE´ E´ STATO ALLONTANATO DALLA MADRE, BISOGNA ESSERE FELICE PER LUI PERCHE´ ORA SI FARA´ DI TUTTO PER FARGLI AVERE ENTRAMBI, ANCHE LA MADRE CHE COMUNQUE HA BISOGNO DI N GRANDE AIUTO, LEI ABDREBBE CHIUSA DA QUALCHE PARTE LONTANA DAI PARENTI E RESETTATA, NE AVREBBE UN GRAN BISOGNO, E LEONARDO NE AVREBBE UN GRAN BENEFICIO.
E COMUNQUE ANCHE IL PADRE HA LE SUE COLPE, PRENDERLO IN QUEL MODO, MA NON POTEVA PRENDERLO IN BRACCIO ?
IL MODO IN CUI E´ STATO PRELEVATO A BUTTATO FANGO SU UNA GIUSTA SCELTA.
UNA SCELTA ASSOLUTAMENTE MOTIVATA, MOTIVATISSIMA !!!!!!


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