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Tribunale di Firenze: se sei narcolettico, non farlo sapere. Perdi i figli

Cronache dai tribunali


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Tribunale di Firenze: se sei narcolettico, non farlo sapere. Perdi i figli

26/11/2010 - 17.19

Una discutibile ordinanza provvisoria di separazione di un tribunale fiorentino impedisce a un padre, in terapia per patologie che provocano Eccessiva Sonnolenza Diurna (EDS), il contatto con propria figlia, se non in presenza dei nonni paterni, nonostante una buona risposta dei sintomi alle cure. “Una sentenza frettolosa, conseguenza dell’ignoranza sulle malattie del sonno, che non tiene conto dei progressi terapeutici del paziente, privando la bambina del rapporto normale con il padre!” Sono le parole del Prof. Giuseppe Plazzi, fra i maggiori esperti mondiali di malattie del sonno, che ha in cura il paziente.

Soffri di sonnolenza? Puoi avere la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, una patologia che colpisce una percentuale elevata della popolazione, circa il 4-7%. Tipicamente si tratta di forti russatori che smettono di respirare per lunghe pause durante la notte, si svegliano spesso e hanno un sonno perciò molto distubato.

Più raramente puoi soffrire di Narcolessia, una malattia neurologica che colpisce circa 25mila italiani, ma che è stata diagnosticata solamente a circa 4000 pazienti.

Si tratta di patologie estremamente sotto-diagnosticate.

Inoltre non è raro soffrire di entrambe, perchè la narcolessia è spesso associata a un aumento di peso che a sua volta è spesso la causa primaria delle Apnee del Sonno.

Il padre/paziente fiorentino è in questa situazione, e da anni è sotto controllo presso il Centro del Sonno di Bologna, che ha accertato il netto miglioramento dei sintomi dopo la terapia, documentando anche l’assenza di episodi di sonnolenza diurni sotto l’azione del farmaco.

Dicevamo che le malattie che provocano sonnolenza sono sotto-diagnosticate, un 10% circa di popolazione soffre di sonnolenza senza essere in cura per nessuna delle malattie che la causano, come Insonnia Notturna, OSAS o Narcolessia. La sonnolenza è un sintomo comune che può avere diversi livelli di gravità, e che può essere migliorata dalla terapia se il paziente è in cura. Un paziente, se risponde bene ai farmaci, può condurre una vita vicina alla normalità, come nel caso del padre fiorentino.

Una sentenza di separazione che definirei razzista ! - afferma Icilio Ceretelli, presidente dell’Associazione Italiana Narcolettici – Il paziente è stato privato del rapporto normale con la figlia perché è Narcolettico, e non perché esistano oggettivi motivi di pericolo: infatti è certificato da parte del Centro del Sonno di Bologna che il padre in questione risponde bene alle cure e non ha più episodi di sonnolenza durante il giorno. La Narcolessia è una patente che evidentemente bolla le persone impedendo qualsiasi possibilità di un ritorno alla normalità lavorativa e anche familiare. Questo non fa che avallare il comportamento di  tutti coloro che nascondono il sintomo della sonnolenza, pur avendone coscienza, e quindi o si curano da soli o non si curano, sottoponendosi a reali pericoli. Dichiararsi Narcolettici è un “coming out” che può penalizzare in ogni circostanza della vita”. 

Durante le separazioni matrimoniali si assiste ad ogni sorta di “colpi bassi”.

Prof.Giuseppe Plazzi, responsabile del Laboratorio del Sonno di Bologna e medico specialista del paziente.

”Il paziente  per primo ha a cuore la propria incolumità e quella dei propri cari: per questo si è sottoposto e si sottopone volentieri a test sulla vigilanza, che monitorano sia il livello di gravità di malattia sia la risposta alle cure. Appare quindi pretestuosa e inutilmente penalizzante la sentenza di separazione, e fa specie che per mantenere un “vantaggio” nei confronti della propria figlia la madre abbia usato come leva la malattia dell’ex marito”

Ci sarà un secondo round, che avrà come protagonisti i narcolettici dell’AIN che si mobiliteranno in favore del padre narcolettico su Facebook, dove hanno formato un gruppo numeroso, e scrivendo ai giornali per portare l’attenzione sul problema perchè le parole: diagnosi e terapia, non significhino contemporaneamente discriminazione e emarginazione.


Fonte: Redazione - Ass. Italiana Narcolettici

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Ci sono 6 commenti


08.27  di luned├Č 06/12/2010
scritto da  fabio nestola

invito a riflettere su altri aspetti che solleva questa vicenda: 1)la dicotomia matrimonio/separazione 2)la dicotomia uomo/donna......IL COMMENTO CONTINUA NELLA RUBRICA "Politicamente parlando.."


00.56  di marted├Č 30/11/2010
scritto da  massimiliano(padre separato)
il problema non riguarda a me medesimo ma posso raccontare alcuni episodi della mia ex moglie... non sono mai riucito a capire quei tipi di svenimenti nella mia macchina ferma sotto casa sua era cosciente ma dormiva sorrideva con gli occhi chiusi da sonnanbula cosciente da farmi tranquillizzare della mia preoccupazione del suo stato che durava anche pi├╣ di mezz´ora. vorrei aggiungere sempre in mia presenza con lei uno svenimento all´improviso durante una cena di famiglia distesa sul pavimento pallida in viso e da un lato della sua bocca chiusa fuoriusciva un liquido bianco...un tempestivo intervento della madre inniettava un farmaco da una siringa piccola nella sua pancia...io sono stato subito allontanato per oscurarmi di vedere e sapere di tutto ci├▓ sono passati ormai 7 anni e ancora oggi mi domando di cosa soffre la madre di mio figlio

16.06  di luned├Č 29/11/2010
scritto da  Gabriella Marafon Marinese
Un ottimo pretesto per ottenere l´affidamento della figlia. E´ un classico.
Complimenti alla madre!

14.15  di luned├Č 29/11/2010
scritto da  luigia
sar├á anche razzista, ma forse a voi non ├Ę mai capitato di stare in macchina con persone che soffrono di questi disturbi, a me si e se non fossi stata pronta ad afferrare il volante io e figlia ora saremmo probabilmente morte spiaccicate contro un guard rail....mio marito soffre di apnee notturne e, anche se in cura, spesso si addormenta ovunque.....io ho il terrore di farlo guidare....mettiamoci nei panni di una madre...poi probabilmente sar├á un colpo basso, ma sicuramente il pericolo c´├Ę....

21.32  di domenica 28/11/2010
scritto da  roberto spagnolo
I GIUDICI NON APPLICANO LA LEGGE,QUINDI OGNI SCUSA ├Ę BUONA PER COLPIRE UN GENITORE.
IN TRIBUNALE NON SI OTTIENE LA GIUSTIZIA SPERATA,MA UNA CONDANNA DI INNOCENTI,UNA FABBRICA DI VIOLENZA.


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