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Tribunale di Firenze: pretendi il condiviso ? Allora paghi le spese di giudizio

Cronache dai tribunali


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Tribunale di Firenze: pretendi il condiviso ? Allora paghi le spese di giudizio

23/11/2010 - 00.08

Il procedimento che coinvolge chi ci scrive è iniziato nel 2005 (il 2/12/2005 il provvedimento presidenziale), e si è concluso nei giorni scorsi con una sentenza che, come un fulmine a ciel sereno, dispone un peggioramento rispetto alle precedenti disposizioni di altri giudici (reclamo al collegio) e rispetto alla consuetudine, ormai consolidata da tre anni e concordata perfino con la ex moglie, di una maggiore frequentazione dei figli con il padre.

Infatti, i giorni di pernottamento passano da 6 a 5 ogni due settimane, e l'assegno di mantenimento non solo non viene abolito, a fronte della quasi parità di permanenza dei figli presso le case dei genitori e di fronte alla parità di reddito, ma viene invece aumentato con l'aggiunta degli assegni familiari INPS (che non sono un diritto della madre, ma di uno solo dei genitori, uniti o separati che siano).

Fin qui tutto "regolare", in fondo i pernottamenti in casa paterna erano troppi...Ma non è tutto. Il padre viene punito con una ammenda, simbolica ma umiliante, di €100,00 per essersi imposto, una sola volta, nel tenere i figli con sè 1 giorno in più di quanto previsto dal giudice (per l'occasione il padre fu anche querelato penalmente dalla madre). In più - ed è questo l'elemento che fa sobbalzare dalla sedia - il padre, che ha sempre chiesto l'affidamento condiviso e il mantenimento diretto, viene considerato perdente causa di fronte alla madre, che fino al penultimo atto ha chieso l'affidamento esclusivo, e gli vengono addebitate tutte le spese di giudizio (circa 10.000 euro).

Qui di seguito una sintesi del capolavoro giudiziario fiorentino.

 

Il Tribunale di Firenze:

1) Dichiara la separazione personale tra GP e MM.

2) Dispone l'affidamento condiviso dei figli con domiciliazione presso la madre.

3) Dispone che sulle questioni di ordinaria amministrazione la potestà sia eserciata separatamente.

4) Assegna la casa coniugale di Via B, con quanto l'arreda alla madre.

5) Dispone che il padre possa tenere con sè i figli:

- a fine settimana alterni dalle ore 16,30 del venerdì alle ore 9 del lunedì successivo e, nelle sole settimane che precedono i fine settimana in cui i figli non staranno con lui dalle ore 17 del giovedì pomeriggio alle 14 del sabato matttina successivo, in ogni caso prendendoli da scuola o portandoveli se saranno o dovranno essere a scuola, salve le esigenze formative scolastiche ed extrascolastiche dei minori.

- sette giorni durante le vacanze natalizie e tre giorni durante le vacanze pasquali, con alternanza tra i genitori per i giorni di Natale e Pasqua e 30 giorni, anche non consecutivi, durante le vacanze estive, con interruzione della frequentazione da parte di questi per un uguale periodo in cui staranno con la madre, previo accordo tra i genitori entro il 31.10; 28.02; 31.05 di ogni anno.

6) dispone a carico del resistente un assegno di mantenimento, al netto degli eventuali assegni familiari, da pagarsi alla ricorrente entro il giorno 10 di ogni mese, nella misura di 190,00 euro mensili per ciascuno, importo soggetto a rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT con prima rivalutazione dal mese di giugno 2011, disponendo che, ove egli percepisca gli assegni familiari per i figli, li versi alla moglie.

7) Pone a carico di ciscun genitore il 50 % delle spese mediche, scolastiche e di dotazione scolastica e di quelle formative extrascolastiche.

8) Dispone il versamento diretto da parte della Universiità degli Studi di Firenze, datore di lavoro del P., alla M. dell'importo suddetto, prelevandolo dalla retribuzione del resistente.

9) condanna il resistente a risarcire alla ricorrente il danno derivante dalle inadempienze ai provvedimenti provvisori che liquida nella misura di euro 100

10) condanna il resistente a rifondere a controparte e spese di giudizio che liquida in complessivi 9.369,00 di cui 454,00 per spese. euro 2.915,00 per diritti, euro 6.000,00 per onorari, oltre rimborso psese generali, IVA e CAP come per legge

11) Pone definitivamente tra le parti al 50 % le spese di CTU .


Fonte: Redazione

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Ci sono 17 commenti


15.13  di venerd├Č 26/11/2010
scritto da  Raimondo
Ha proprio ragione Palamara:
"la giustizia ├Ę al collasso". Ma non nel senso di Palamara (pi├╣ soldi, pi├╣ sedi, pi├╣├╣ magistrati), nell´altro: pi├╣ diritti, pi├╣ legge, pi├╣ realt├á.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/377601/

13.40  di venerd├Č 26/11/2010
scritto da  Michele
Ecco perch├Ę non pu├▓ funzionare la mediazione: qual ├Ę il vantaggio a mediare per una donna, quando ha una cos├Č alta probabilit├á di ottenere enormi vantaggi rispetto al marito ?

Nessuno! Il vantaggio, per una donna in via di separazione, ├Ę andare dal giudice e chiedere una separazione giudiziale.

Firenze, Lecce, Milano, Bergamo, Verona, Torino, Roma: la PRASSI ├Ę la stessa!
Tutto il resto sono balle!

16.20  di gioved├Č 25/11/2010
scritto da  Roberto Castelli

Quanto aspettare ancora prima di reagire ? Quanto sangue occorre per capire che è una guerra? a mio avviso è chiaro come il sole che non basta più l´educazione davanti a questi evidenti manifestazioni di incolumità e onnipotenza della casta. Quanto senso di civiltà permea purtroppo ancora le relazioni con gli aborigeni della giustizia? Occorre un segnale più eclatante, più spettacolare, più visibile più intelligente di quelli agiti fino ad ora, Strasburgo compreso, che non serve a nessuno! Tanto pagano coi nostri soldi, poi liquidano il governo e vanno a casa con benefici pensioni a vita etc etc.


09.51  di gioved├Č 25/11/2010
scritto da  alfonso
Sono un aderente alla class action. Il Tribunale di Firenze, che purtroppo giudica anche il mio caso di separazione,non ├Ę nuovo a queste imprese. Una giudice di tale Sede, da sei anni sta provocando un´enorme sofferenza a me e a mia figlia; con una sentenza di copia/incolla, dette tutto il possibile alla madre; dopo due anni dall´entrata in vigore della legge, mi concesse il condiviso,che era la sostituzione del sinonimo del precedente esclusivo.Una terna di giudici mi ha condannato a pagare le spese processuali, perch├Ę mi sono azzardato a chiedere un secondo giorno di pernottamento per mia figlia presso di me.Ormai non credo pi├╣ a nulla, aspetto solo che mia figlia cresca. Saluti

22.04  di marted├Č 23/11/2010
scritto da  Muriel
Chi, come me, ha vissuto gli anni 90, ha visto cambiare radicalmente la percezione comune della vita politica da un´ottica di rispetto e nobilt├á ad una di crescente critica e sfiducia. Saranno stati gli scandali dei partiti nazionali ora scomparsi, le varie inchieste della magistratura, saranno state le critiche che piovevano da pi├╣ parti, ma certo ├Ę che se oggi qualcuno mi esprimesse la sua fiducia incondizionata nel generico detentore del seggio a Montecitorio, mi verrebbe da sorridere e da commentare "andiamoci piano".
Ci├▓ che pi├╣ mi spaventa, alla luce di sentenze del calibro di questa di Firenze, ├Ę la fiducia che alcuni cittadini ancora nutrono nel generico detentore della toga, che, a differenza di quello di Montecitorio, ├Ę insindacabilmente vincolato alla funzione che svolge, a prescindere dal consenso popolare, a prescindere dal buon senso, a prescindere dalla legge (che pur dovrebbe egli applicare).
Negli anni ´90 si diceva che i "politici sono attaccati tutti al cadreghino", " fanno gli affari loro".
Mi domando come mai non si sente altrettanto frequentemente dire "i magistrati son tutti cuciti con addosso il loro ermellino" e "sentenziano come garba a loro".


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