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Tribunale di Napoli. Commercialista diffamato dalla ex, per lei 4.000 euro al mese

Cronache dai tribunali


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Tribunale di Napoli. Commercialista diffamato dalla ex, per lei 4.000 euro al mese

18/11/2010 - 23.10

R.T. fa il commercialista, e al tribunale di Napoli pare che la sua professione venga presa molto sul serio. Più del mestiere di genitore che, invece, per il Presidente giudicante in prima udienza conta ben poco.

Nel luglio 2009 l'ordinanza presidenziale assegnava l’affido esclusivo della figlia alla madre, con questa sentenza che è una fiera dell'assurdo: “anche se non appaiono sufficientemente provati la gravissima condotta adulterina ed i comportamenti promiscui del marito, come denunciati dalla moglie sulla base di quanto rilevato su un sito internet apparentemente a lui intestato, non si può allo stato che nell’interesse esclusivo della figlia di anni sei affidare quest’ultima alla madre con facoltà per il padre di visitarla o tenerla con sé il martedì ed il giovedì dalle ore 16 alle ore 19 , rinviando al prosieguo ogni ulteriore statuizione in merito”.

Alla ex moglie veniva riconosciuto un modico assegno di € 4.000,00 al mese (1.500,00 per la bambina e 2.500,00 per la madre ), oltre, ovviamente, la casa coniugale.

R.T. non ci sta, e deposita una querela contro ignoti presso la polizia postale, certo che lui, con quel sito internet, non c'entri proprio nulla. Dopo un anno e mezzo riesce a certificare la sua completa estraneità dai fatti. La P.P. dimostra che il sito web a lui addebitato è un sito burla (homo.com), che esiste da più di dieci anni, ed il nostro finalmente, dopo aver presentato varie istanze e ricorsi al G.I., ottiene l’affido condiviso ed i pernottamenti.

Dalle indagini, risulta che l'accusa di "promiscuità sessuale" sia stata costruita a tavolino dalla ex moglie e dal suo legale, e la "signora"  viene prontamente rinviata a giudizio per il reato di diffamazione e per la produzione di falsi documenti (art. 81 cpv., 485 c.p. e 595 cp).

In un paese normale, l'autrice di un simile misfatto riceverebbe delle sanzioni. Inoltre, visto il chiaro intento di ostacolare l'esercizio della genitorialità paterna, si potrebbe ipotizzare anche l'inversione dei tempi di permanenza. RT, invece, ottiene ben poco: può vedere la figlia solo il mercoledì pomeriggio ed un fine settimana alternato - dal sabato alle 10,00 alla domenica alle 20,00 -, e sopratutto continua a dover sottostare alla volontà della ex moglie che, in maniera precisa e maniacale, controlla le date e gli orari, e lo bacchetta se porta la bambina in ritardo. In pratica, lei continua a comportarsi esattamente come prima, quando aveva l'affidamento esclusivo.

L'assegno di 4.000,00 euro mensili è rimasto tale e quale, rivalutato dagli indici ISTAT.

RT dichiara sconfortato: "Ma che significa affido condiviso ? Sono il padre ed ho gli stessi diritti della madre, oppure no ? La magistratura non tutela la bigenitorialità, non sa proprio che significa. Per accompagnare mia figlia a scuola ho dovuto penare per un anno e mezzo. Non parliamo poi dell’assegno che è rimasto tale. Forse, a detta del mio avvocato, fra un anno verrà rideterminato, ma io nel frattempo avrò regalato altri 50.000,00 euro ad una donna che mi ha diffamato...".


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


18.27  di venerd├Č 19/11/2010
scritto da  Bernardo da Reggio Calabria

Essere un uomo separando e per di più libero professionista è un mix di qualità negative per le quali sei colpevole "a prescindere" (così ha scritto per me la Corte d´Appello) da qualunque prova tu abbia portato in Tribunale e che non merita neanche un secondo di "sommaria" disamina. IL COMMENTO CONTINUA NELLA RUBRICA "Io penso che..."


11.06  di venerd├Č 19/11/2010
scritto da   Pino FALVELLI
Se davvero il Capo dello Stato ci tiene alla famiglia e se quanto descritto in questo Articolo corrisponde al vero ├ę Suo preciso dovere intervenire. Basta con queste VERGOGNE !
Anche i padri umiliati, denigrati, offesi e diffamati SONO CITTADINI ITALIANI e devono essere tutelati. Ogni giorno assistiamo a storie assurde ed incredibili che danneggiano gli uomini. Sarebbe ora di finirla e di costringere le Istituzioni e le Autorit├á preposte a fare quanto ├Ę di loro dovere ! Un Paese senza giustizia non pu├▓ essere ritenuto civile. E... la giustizia deve essere fatta subito, senza lasciar trascorrere gli anni inutilmente e costringere "le vittime" (cio├Ę quasi sempre gli uomini) a dover spendere una vera fortuna per affrontare le spese legali e doversi difendere dalle false accuse nelle separazioni( chi scrive ha speso ben 125.000 ÔéČ. e dopo 4 anni non ├Ę riuscito ad ottenere ancora nulla ).-

11.13  di venerd├Č 19/11/2010
scritto da  stefano
veramente scandaloso!!! In questo paese oltre alla guerra posta in essere dalle madri malevoli vengono appoggiate da avvocati e giudici senza scrupoli. Dopo la separazione veniamo calunniati, osteggiati e vessati. Basterebbe applicare la legge sul condiviso e tanti interessi o comportamenti posti in essere dalla controparte (generalmente la madre) a diffamare verrebbero semplicemente abbattuti! Giudici vergognatevi!!!

11.05  di venerd├Č 19/11/2010
scritto da  Sergio
La solita storia l´ex moglie apre la causa in tribunale con accuse infondate i giudici non ascoltano la reprlica del marito e emettono i loro "provvedimenti provvisori". Poi per la regola che loro non sbagliano mai non modificheranno MAI il provvedimento, di conseguenza l´ex si gode un bel gruzzoletto di soldini, la casa etc MA SOPRATUTTO OSTACOLA IL RAPPORTO PADRE-FIGLI.


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