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Milano, Marinella Colombo non rivela dove sono i figli. Prima vuole garanzie

Cronache dai tribunali


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Milano, Marinella Colombo non rivela dove sono i figli. Prima vuole garanzie

11/11/2010 - 08.51

Marinella Colombo e Tobias Ritter si sono incontrati al Tribunale dei minori di Milano durante una udienza in cui, per l'ennesima volta, la signora Colombo ha ribadito di non voler rivelare il luogo in cui sono nascosti i figli. Continua così, nella più assoluta indifferenza delle Istituzioni, una discutibile azione di occultamento di minori che non ha precedenti in Italia.

I due sono stati convocati per discutere della possibilità che la donna possa tenere i figli in Italia, ma Tobias Ritter ha chiesto a chiare lettere di far tornare i figli in Germania, da dove sono stati allontanati per ben due volte. 

Riassumendo la vicenda - per i pochi che non la conoscessero - dopo che la Cassazione aveva annullato un provvedimento di rimpatrio al quale, nei mesi scorsi, ne era seguito un altro, i due bambini erano stati prelevati a scuola dai carabinieri e portati dal padre in Germania. A quel punto Marinella Colombo li aveva sottratti, e lo scorso 27 ottobre era stata arrestata in seguito a un mandato d'arresto europeo, scarcerata dopo un solo giorno (...) con  l'obbligo di firma (settimanale). I giudici del tribunale dei minori, al termine dell'udienza di oggi, si sono riservati di decidere su alcune istanze istruttorie, compresa quella di sentire i due bambini.

Tobias Ritter, al termine dell'udienza, si è finalmente materializzato. Adesso ha un volto, e ha consegnato una nota ai giornalisti dove chiede alla giustizia e alla polizia italiana di dare il loro contributo «affinché le decisioni giudiziarie tedesche e italiane vengano finalmente eseguite e Leonardo e Nicolò tornino di nuovo a casa». Il rimpatrio dei bambini è stato in effetti disposto dall'autorità giudiziaria tedesca, ma Marinella Colombo continua a rivolgere accuse di abusi e di irregolarità con le quali, a suo dire, si sarebbero falsificati alcuni documenti.

La cosa che più colpisce, in questa vicenda, è come una donna possa occultare due bambini e rimanere a piede libero. Qualunque siano le ragioni (ancora tutte da dimostrare) che hanno spinto Marinella Colombo a mettersi contro due stati - prima quello tedesco, e adesso anche quello italiano - sarebbe stato meglio partire da una posizione di legalità. La Colombo, invece, anche ieri ha ribadito ai giudici che i suoi bambini, che hanno 7 e 11 anni, «sono in un luogo sicuro e con persone fidate» e che è disposta a farli sentire in presenza di alcune garanzie.

Se le cose stanno così, ci chiediamo cosa differenzierebbe questa storia da un rapimento.

In più, il Corriere della Sera riporta altre dichiarazioni, secondo le quali la madre avrebbe detto "...dopo quattro tentativi di sottrarmeli vorrei delle garanzie molto concrete...", dimenticando che la prima ad aver allontanato i bambini dalla Germania senza il consenso del padre è stata proprio lei, così come oggi i due figli vengono occultati a seguito di una sottrazione di cui lei è autrice. 

Il suo ex marito è sembrato molto preoccupato per la sorte dei bambini, le è stato fatto notare dai giudici, ottenendo in risposta una condizione: "..basterebbe togliere questi mandati di arresto nei miei confronti, nessuno vuole che i bambini non vengano sentiti. Solo che se continuano a spiccare mandati di arresto diventa molto difficile". Ma i mandati di arresto non sono frutto di invenzioni. Se viene chiesto il tuo arresto, vuol dire che vieni accusata di aver violato le leggi. 

Si è parlato anche di accordi con l'ex marito, "solo davanti al giudice, perché fino ad ora gli accordi si sono rivelati delle trappole", sarebbe stata la risposta.

Di fronte al comportamento della Colombo, si ha la sensazione di assistere a quella assurda perseveranza che chi ha sbagliato continua ad osservare, sapendo che non più tornare indietro. Il "punto di non ritorno" è stato raggiunto proprio con la seconda sottrazione. Da lì in poi, la scelta è stata quella di disobbedire, quasi negando il "peccato originale": il primo allontanamento dalla Germania dello Jugendamt. E' quello l'errore fatale, l'aver pensato che le cose sarebbero andate come in Italia, dove le sottrazioni - da Venezia a Trapani, per esempio - sono all'ordine del giorno.

La paura delle scorrettezze dello Jugendamt, che avrebbe mosso tutta la vicenda, non è un motivo accettabile. Adesso la posizione legale della Colombo è molto debole. Se avesse agito senza uscire fuori dagli schemi, quanta forza in più, quanto consenso avrebbe oggi !  Inoltre, anzichè dividere gli italiani, li avrebbe uniti tutti con lei, e avrebbe anche contribuito ad evidenziare gli abusi che sisvolgerebbero in terra tedesca.

Se avesse agito veramente nell'interesse di tutti, avrebbe dovuto fare altro.

  


Fonte: Redazione

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Ci sono 22 commenti


12.06  di sabato 27/11/2010
scritto da  Massimo Rosini
Avvocato Cossar, lei sa meglio di tutti che in Italia si scarcerano anche i probabili assassini come √® avvenuto pochi giorni fa a Terracina, dive un uomo che gi√† aveva tentato di uccidere la sua ex compagna ha avuto i domiciliari e ne prontamente approfittato per finire il "lavoro". La Signora Colombo si ritiene proprietaria dei figli. Ho visto con agghiacciante terrore la sua intervista con la Saluzzi dove si offriva generosamente"di portarli dal padre ben una "volta al mese" ed allargava le braccia come a voler dire "che altro pu√≤ volere il padre?" gi√† perch√® con poche ore al mese si costruisce un rapporto con i figli secon lei e la dott.ssa Colombo? Bene faremo anche noi come la dott.ssa Colombo mettiamo i figli presso persone "sicure" (sicure secondo noi ) non li facciamo pi√Ļ vedere alle madri e pretendiamo garanzie! Poi chiamiamo lei a tirarci fuori di galera Cossar? vediamo quanti escono .... √® meglio che mi fermi qui potrei dire qualcosa di sconveniente.

11.51  di domenica 21/11/2010
scritto da  dadtux
Peccato, l´avvocato Cosser mi ha deluso. Mi aspettavo una disanima tecnica dei motivi per cui i provvedimenti dell´auforit√† tedesca sarebbero illegittimi.

Invece le sue argomentazioni sono poco all´altezza della sua professione. In sostanza vuole farci credere che siccome la Cassazione italiana ha annullato il decreto di rimpatrio del Tribunale dei Minori italiano, allora la signora Colombo aveva diritto di recarsi in territorio tedesco per riprendersi i figli all´insaputa del marito e senza chiedere nulla al Tribunale tedesco, competente per territorio, che ormai li aveva affidati al padre.

Curiosa posizione che vuole far tornare in vita l´antica concezione "personale" del diritto che era in auge ai tempi del regni romano-barbarici.

Attenzione, avvocato, i tedeschi sono molto precisi in materia di diritto e non si fanno facilmente confondere da questo tipo di argomenti.

15.40  di marted√¨ 16/11/2010
scritto da  Redazione
Con questo messaggio alla Signora Cossar chiudo la polemica, anche perch√® non mi piace parlare con gli emissari. A giudicare dai commenti che arrivano in redazione e dal sondaggio che abbiamo lanciato, la nostra opinione √® ampiamente condivisa. Lei pu√≤ smentire quanto vuole, ma resta il fatto che la signora Colombo HA ALLONTANATO I FIGLI DAL PADRE. E ci√≤ √® moralmente, genitorialmente e socialmente discutibile. Di pi√Ļ, √® davvero incivile. Alla medesima conclusione giungiamo riguardo alla circostanza che la Colombo non ha potuto vedere i figli per 10 mesi: anche questo √® profondamente incivile - anche se √® avvenuto sulla scorta di un provvedimento giudiziale - ma ci√≤ non giustifica la successiva sottrazione dei minori, CHE ADESSO IL PADRE NON VEDE DA...DA QUANTI MESI, SIGNORA COSSAR ? Come vede, cara signora, in questa vicenda una cosa √® davvero facile: arrampicarsi sugli specchi. Un saluto. A. Cardinale

14.37  di marted√¨ 16/11/2010
scritto da  laura cossar
Devo per√≤ smentila, caro signor Cardinale, anche in ordine alle sue due convinzioni (lei scrive: due cose le ho capite...). Non c´√© alcuna sentenza, n√© italiana n√© tedesca che dichiari che la Colombo ha allontanato i figli dal marito: se cos√¨ fosse la Cassazione non avrebbe annullato il provvedimento di rimpatrio in Germania. Quello che ad oggi E´ ORMAI CHIARITO E GIUDIZIALMENTE ACCERTATO √® che il marito della Colombo NON AVEVA LA LEGITTIMAZIONE ATTIVA per chiedere il rimpatrio: poteva solo chiedere il ripristino del diritto di vista.
La seconda: siccome √® stato accertato che la Colombo √® venuta in Italia lecitamente, aveva tutti i diritti di andarsi a prendere i suoi figli che, per volont√† del marito, NON AVEVANO POTUTO AVERE PER BEN 10 mesi ALCUN CONTATTO (nemmeno telefonico) CON LA PROPRIA MADRE. Mi chiedo solo se qualcuno ha davvero letto gli atti dei diversi processi: allo stato credo di essere l´unica. Tutto il resto sono solo chiacchiere sul sentito dire, di cui, normalmente, non mi occupo.

10.43  di marted√¨ 16/11/2010
scritto da  Redazione
Gentile Signora Cossar, noi abbiamo capito due cose. La prima √® che la signora Colombo, in origine, ha allontanato i bambini dal padre. Non ci interessano le argomentazioni da voi portate avanti ("Tobias Ritter non si interessava dei figli...", "√® stato convinto dallo Jugendamt..."). Sono solo supposizioni, alcune delle quali anche un p√≤ risibili. La seconda cosa che abbiamo capito √® che la Colombo si √® recata in Germania e ha "prelevato" i figli. Pare che non potesse farlo, la legge glielo vietava. C´√® anche una terza cosa che abbiamo capito: i bambini oggi sono occultati, non vanno a scuola, non si sa dove siano, e nessuno si muove per porre fine a questo scempio del diritto. Qualunque siano le motivazioni che hanno spinto la Colombo ad infrangere la legge, sarebbe stato meglio non farlo. E sa perch√® ? Perch√® oggi sarebbe stata senza macchia, forte come non mai, e tutti noi l´avremmo osannata. Purtroppo per tutti, lei ha scelto un altra strada. Cordialit√†
Alessio Cardinale


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