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Savona, false accuse di pedofilia e servizi sociali "zelanti". La perizia scagiona il padre

Cronache dai tribunali


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Savona, false accuse di pedofilia e servizi sociali

15/09/2010 - 00.35

Una coppia si separa a Savona, e per il papà, fresco di allontanamento forzato dalla casa coniugale, si spalanca anche il baratro della false accuse. La ex moglie ci va pesante: segnala ai servizi sociali le sue molestie verso uno dei suoi bimbi. Uno solo, e già questo elemento avrebbe dovuto far riflettere le zelanti assistenti sociali le quali, a loro volta, su "parola di madre" e senza aver effettuato alcun accertamento, formulano una denuncia in procura.

La madre ha inscenato il solito copione: avrebbe infatti riferito di aver notato degli atteggiamenti strani nella figlia e di "essersi preoccupata". A quel punto la piccola si sarebbe confidata con lei e le avrebbe raccontato che il padre la toccava. Regolare, no ?

Dopo la denuncia l’uomo, che da subito ha respinto le accuse, si è così ritrovato indagato per pedofilia e la Polizia Giudiziaria ha iniziato i suoi accertamenti. Il presunto padre-pedofilo viene ascoltato dal pubblico ministero per poter chiarire alcuni aspetti della vicenda. Nel frattempo, sentiti in Procura, i figli dell’uomo raccontano la loro verità: la piccola, evidentemente istruita e condizionata dalla madre, conferma quanto detto alla mamma, mentre il figlio (di 6 anni) nega di essere mai stato toccato dal genitore.

Fortunatamente, alle sciocchezze dei servizi sociali hanno rimediato i legali dell’indagato e gli inquirenti, i quali proseguivano le loro verifiche, attraverso “indagini difensive”, acquisendo elementi utili a chiarire la posizione del loro assistito: memorie difensive ma anche testimonianze dei familiari dell’uomo che vivono con lui. E pare che proprio la testimonianza abbia fornito una conferma alle calunnie: i genitori e i fratelli del presunto pedofilo avrebbero spiegato che durante la notte, momento nel quale, secondo i racconti della bimba, si sarebbero consumati gli abusi, l’uomo non si muoveva mai dalla sua stanza. Elementi che, probabilmente, sono serviti ad “alleggerire” la posizione del papà della piccola che infatti è sempre rimasto a piede libero. Il pm non ha mai fatto richiesta di custodia cautelare.

Il passaggio successivo è stato l’incidente probatorio durante il quale sono stati riascoltati i due minori. Anche in questa sede la piccola ha confermato di aver subito abusi ma la perizia psichiatrica, svolta dal consulente del giudice, ha valutato la bambina come “non attendibile”. A questa conclusione è arrivata anche la consulente di parte nominata dai legali dell’uomo. Secondo due perizie quindi i racconti della figlia del presunto papà-pedofilo non sarebbero da considerarsi attendibili.

Adesso si attende la discussione dell’incidente probatorio, fissata intorno alla metà di ottobre, nella speranza che anche il giudice venga convinto dell’innocenza dell'uomo. Se così fosse questa brutta storia potrebbe essere archiviata già nella fase istruttoria, e si potrebbe consentire la denuncia (probabilmente d'ufficio) per il reato di calunnia aggravata.


Fonte: Redazione

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Ci sono 5 commenti


22.15  di mercoledì 15/09/2010
scritto da  Augusto O.
Scusate la voce fuori dal coro. Leggendo questa notizia anche io auguro a questo padre di uscire dall´inferno in cui i SS e i sua moglie l´hanno cacciato.

Tuttavia sbalordisco davanti alla facilitĂ  con cui, nonostante tutto, queste vicende scaturiscono, ovvero esemplificando:
1. la segnalazione di una donna ai SS
2. l´ascolto della donna da parte dei SS
3. la formulazione di una denuncia in procura da parte dell SS.

Filtri? Peggio di un toscano: le SS si fumano tutto!


E prove fisiche di abuso? Non ci sono, magari le SS non le hanno neanche cercate, anzi ritengono che non siano condizione necessaria dell´evidenza di abuso.

La questione rimane "dialettica", basata sulle dichiarazioni.

Sbalordisco di fronte alla assoluta casualitĂ  con cui i procedimenti penali si fermano, ovvero:
1. ben venga la perizia psichiatrica del giudice...: ma se a fare la perizia fosse stata una delle SS che cosa sarebbe successo? Ovvero: se come CTU ci fosse un associato a un centro antiviolenza o una "professionalitĂ " meno attenta, come se la sarebbe cavata il padre di turno?
2. ben vengano le prove, le testimonianze, ma è ben difficile avere prove di qualcosa di cui non ci sono tracce; nel caso esaminato, è stata una fortuna aver acquisito prove, nel privato di una abitazione.

Mi sembra che sia tutto un pò "appeso" alla psico-scienze (nel migliore dei casi) o alle psico-discipline (la psicologia non è scienza...), a cui i tribunali si aggrappano. E, per colmo di stranezza, gli esperti "veri" al massimo dichiarano socraticamente di non sapere, mentre al contrario gli esperti "schierati" si sentono pienamente investiti da una capacità gnostica che neanche i prof universitari hanno acquisito in decenni di studi. Mistero...

In ultimo penso che sia una contraddizione il mantenimento del minore presso l´abitazione della madre: se deve essere salvaguardato il giusto processo, occorrerebbe mantenere il minore (che è anche un teste) lontano dalle influenze della madre (al limite nominare un curatore), in quanto portatrice di interessi di parte.

Mi sembra insomma che i processi su abusi sessuali ai danni dei minori, specie quando non vi sono riscontri di alcun tipo, vengano mal gestiti. Mi ricordano tanto quel quiz televisivo, basato sul caso, la ruota della fortuna: ti può andar bene, ti può andar male...

17.51  di mercoledì 15/09/2010
scritto da  Matteo
La proposta di un elenco è davvero da tenere in grande considerazione. Non si tratta, come può venir da pensare, di liste di proscrizione, tutt´altro. E´ un sano motivo per capire quando è molto probabile che i notri figli debbano essere protetti da macchinazioni volte a danenggiarli, sotto il falso pretesto di una azione condotta "per il bene del minore".

Che si compili la lista delle segnalazioni, come si voleva compilare la lista dei pedofili o presunti tali.

Che si dia pubblicitĂ  alla lista delle menzognere, come Garfagna vuol dare pubblicitĂ  alla lista dei pedofili.

Che si applichi la carcerazione preventiva per le menzogne, visto che c´Ă¨ il serio pericolo di una reiterazione delle menzogne...

Una menzogna, che cos´Ă¨... Un flatus voci, che può cambiare la vita alle persone, trascinando salute, affetti, patrimonio, tempo, vitalitĂ , nel baratro della disperazione.
Chi proferisce una menzogna cosa pensa? Non certo a contribuire alla ricerca del vero, bensì a conseguire il trionfo del falso.

Chi è menzognero oggi cosa rischia? Per le saccenti sostenitrici della maternità assoluta (ovvero quella che non considera il padre e anzi cerca di estrometterlo) la menzogna è solo una "maternità creativa"!
Qual miglio mezzo creativo per ottenere l´obiettivo? Tanto ci sono pletore di CTU e avvocati pronti a sostenere le menzogne...
Che vergogna!





13.01  di mercoledì 15/09/2010
scritto da  Per frenare questa follia
Per proteggere i bambini proponiamo quindi che venga istituito un registro pubblico, con i nomi delle persone, onlus ed associazioni che, in qualità di avvocato, perito di parte, testimone, hanno sostenuto una accusa rivelatasi falsa in procedimenti civili o penali che hanno coinvolto minorenni in maniera diretta o indiretta, insieme all’indicazione del danno da loro riportato.

http://www.centriantiviolenza.it/the_truth_archives/registro-pedo-calunnie/

09.31  di mercoledì 15/09/2010
scritto da  Matteo
Alla fine di questa brutta storia, chiederei la castrazione chimica per la madre, la revoca del suo diritto di voto, revoca della patria potestĂ  nonchè la sua iscrizione nel pubblico registro dei mentitori e menzogneri, da affiggersi nelle pubbliche bacheche delle scuole della cittĂ : "Madre Pincopallo IMBROGLIONA E MENZOGNERA, INDEGNA DI ESSERE MADRE" Scommetto che, così facendo, le calunnie delle "madri creative" contro i padri finirebbero in un batter d´occhio.
Che schifo....

08.36  di mercoledì 15/09/2010
scritto da  Pino FALVELLI
E´ un classico e la storia si ripete all´ infinito. Credo che fino a quando le donne in "malafede" resteranno impunite ( come, purtroppo, risulta avvenga nella maggior parte dei casi ! ) c´ è poco da meravigliarsi. Si continua a farle passare tutte ( o quasi tutte)per "vittime", ma i fatti di tutti i giorni lo smentiscono categoricamente. Da piĂą parti ho letto che il 90% delle accuse formulate dalle donne a distanza di molti anni si rivelano del tutto infondate( quando,ormai, i danni sono fatti! ). Il grave è che,spesso, ciò avviene anche dietro il consiglio e l´ assistenza di legali "senza scrupoli" che, certamente, screditano la propria categoria e la professionalitĂ  dei tanti loro colleghi onesti . E... il problema delle "false accuse" è maggiormente risentito quando queste avvengono nei confronti di appartenenti alle Forze dell´ Ordine e alle FF.AA. che, come si sa, sono soggetti anche al Regolamento di Disciplina militare per il particolare "status" rivestito (per loro le false accuse potrebbero persino generare sospensioni cautelative dal servizio, trasferimenti, problemi per l´ avanzamento in carriera, ecc. ecc.). Ritengo sia necessario trovare il sistema per punire adeguatamente chi "volutamente" arreca nocumento agli altri che non lo meritano. Le Istituzioni ed i politici si adoperino per trovare la soluzione poichè quanto sta avvenendo in Italia non è certamente giusto e/o corretto.


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