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"Quando la casta si incazza..." - di Massimo Bonaventura

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13/07/2010 - 11.12

"Il potere logora chi non ce l'ha", diceva il divo Giulio., anche se con questa frase ormai celebre intendeva riferirsi all'invidia che il potere suscita in coloro che non lo detengono.

Ma c'è un'altra faccia del "potere che logora chi....", che vien fuori quando qualcuno esprime delle opinioni pungenti su un appartenente alla casta (qualunque essa sia, politica, giudiziaria, televisiva etc), facendolo incazzare. Se poi l'incauto critico, pur non avendo offeso nessuno, appartiene ad una piccola ma determinata testata on line, le cose si mettono male.

Questo è ciò che sembra essere accaduto ai redattori del "Legno Storto", web-quotidiano che ha pestato i calli a nientepopòdimenoche il Dr. Palamara (ANM) e Piercamillo Davigo. La vicenda ha attratto la mia attenzione già qualche giorno fa, quando ho letto un brano di una lettera diffusa da Antonio Passaniti e Marco Cavallotti, titolari della testata, i quali segnalavano:

"il nostro giornale sta correndo il pericolo di essere chiuso. Negli ultimi tempi, infatti, ben due magistrati, cioè il dr. Luigi Palamara e il dr. Pier Camillo Davigo, ci hanno querelato. Per l'esattezza la Procura di Roma ci ha comunicato (attraverso il quotidiano la Repubblica, divenuto ormai il "postino" e il "megafono" delle procure) che ha aperto un fascicolo per le minacce che noi avremmo formulato con questo articolo nei confronti del dr. Palamara. Giorni fa abbiamo poi ricevuto una citazione dal dr. Davigo che ci chiede 100.000 € per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa per quest'altro articolo , pubblicato da noi il 21 giugno 2009.

Per completare il quadro di quella che a noi pare una manovra per farci fuori dalla rete, circa due mesi fa abbiamo ricevuto un'altra querela dal sindaco di Montalto di Castro – Salvatore Carai del Partito Democratico – che si è sentito diffamato da questo articolo che abbiamo pubblicato su il 27 ottobre 2009. Al di là di ogni considerazione sul merito degli articoli, che agli occhi di chiunque li legga senza volontà punitive riterrebbe duri, certo, ma sempre nell'ambito del diritto di critica, la cosa che lascia esterrefatti è la rapidità con la quale sono state notificate le querele e/o l'avvio di indagini, quando si tratta di magistrati. Una denuncia per diffamazione di un qualunque cittadino verso qualcuno che non appartenga alla casta della magistratura, in Italia, impiegherebbe sicuramente anni per giungere a destinazione. Noi invece siamo chiamati a giudizio (querela del dr. Davigo) il prossimo 28 luglio per un articolo pubblicato il 21 giugno 2009. La giustizia insomma, quando vuole – cioè quando si tratta di uno di "loro" – dà prova di grande celerità ed efficienza: poco più di un anno. Nell'atto di notifica del dr. Davigo c'è applicata un'etichetta con la scritta: "Urgente". Chiaro il concetto: visto che si tratta di un "pezzo da novanta" della casta (la citazione del dr. Davigo comincia così: «L'odierno attore, attualmente in servizio presso la II sezione della Suprema Corte di Cassazione in qualità di Consigliere...») la giustizia deve fare il suo corso in tempi rapidissimi...".

E ancora: "Da domani il Web potrà avere una voce libera e liberale in meno, e l'ordine regnerà ancor più indisturbato intorno a una Magistratura che non ammette critiche. È una sconfitta per noi, certo, ma è anche un colpo per tutti coloro che ritengono sacrosanta la raccomandazione di Voltaire: battersi per consentire, a chi la pensa diversamente da noi, di esprimere liberamente la propria opinione. Oggi gran parte della magistratura combatte, non applica la legge, in omaggio al principio etico-politico che spetta ai magistrati il compito di raddrizzare il Legno Storto dell'umanità".

No comment, ma sull'argomento ci torneremo. Il Legno Storto è una voce sicuramente "non allineata", e se ha subito chiarissime intimidazioni è il caso di continuarne a parlare......  


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


19.22  di martedì 13/07/2010
scritto da  Salvatore Garofalo
La colpa è solo della politica che ha elargito privilegi senza badare alle logiche conseguenze che ne sarebbero derivate. Un pover uomo, un cittadino dello Stato avrebbe atteso tempi lunghissimi per avere giustizia e sarebbe stato risarcito nelle migliori delle ipotesi con qualche manciata di spiccioli. Per non parlare del Diritto di Famiglia dove uomini accusti falsamente di tutte le porcherie che si possono inventare contro un essere umano, alla fine delle indagini e dopo avere dato esito negativo, non vengono risarciti anzi il fascicolo si chiude con la dicitura "beghe famigliari". Di contro la casta non si tocca, guai a farlo. I processi sono d´urgenza e i risarcimenti milionari. Tutto ciò accade nel paese delle garanzie. Garanzie di chi? Che la politica non venga a piangere. I freni andavano azionati per tempo. Ora rimane da assistere a poteri che tentano di fagocitare altri poteri o di renderli silenziosi. In Italia tutto striscia silenzioso ma i mezzi a disposizione sono "violenti" ed efficaci per mettere a tacere i cittadini del Paese delle Banane. Auguri.

17.47  di martedì 13/07/2010
scritto da  Sergio
...quando ero piccolo dicevo sempre :
"...LA VERITA´ OFFENDE..."

ECCONE UN ESEMPIO LAMPANTE.

p.s.

io stesso mi sono permesso di dire a una CTU che aveva omesso di riportare alcuni fatti accaduti nel suo studio e subito ha minacciato di querelarmi.
A me l´unica Casta che mi piace è Letizia!
Non so a voi...

17.25  di martedì 13/07/2010
scritto da  Valeria
Mi scuso se ho dato adito a fraintendimenti, ma la spazzatura cui mi riferivo, perchè non confutata da prove certe ma basata su chiacchiere che finora non hanno trovato conferma alcuna, era quella spacciata a piene mani dall´articolista del LegnoStorto, non mi riferivo all´articolo della redazione, assolutamente.
Non sono giudice anzi, se mi trovo a frequentare questo sito è proprio perchè vivo indirettamente una separazione del mio uomo e così ho scoperto quante ingiustizie regnano in questo campo e quanto spesso i giudici prendano delle decisioni molto discutibili. Pertanto sono ben lungi da essere pro giudici senza se e senza ma, mi piace però argomentare senza le generalizzazioni che sono pericolose perchè foriere di disinformazione e ignoranza.

15.28  di martedì 13/07/2010
scritto da  Redazione

Per Valeria: l´autore dell´articolo si è limitato a riportare fedelmente (vedi corsivo) le opinioni espresse da altri - facilmente reperibili al sito www.legnostorto.com -, ed è strano che una sedicente giornalista (che non dice neanche il suo cognome...) non abbia letto con attenzione. Forse i toni del suo commento sarebbero meglio indirizzati proprio ai due autori, dei quali peraltro ha già sancito la sicura (o quasi) condanna. E´ per caso un giudice anche lei ?


13.58  di martedì 13/07/2010
scritto da  Valeria
Ho letto l´articolo e, da giornalista, ravviso pesantissimi estremi per procedere alla querela per diffamazione.
Una cosa sono le opinioni, un´altra affermare, senza tema di smentita e soprattutto, quel che è piĂą grave, senza uno straccio di prova, che nel 92 c´Ă¨ stato uno pseudogolpe ad opera dei magistrati rossi. E´ un´accusa pesante che, se non si riesce a provare con documenti e cose concrete, infanga la reputazione delle persone prese di mira.
E´ inutile che facciate le vittime, avete torto marcio e certamente o quasi verrete condannati.
Una cosa è criticare con cognizione di causa, un´altra lanciare pesanti accuse senza dimostrazione alcuna che non sia l´accesa fantasia dell´articolista.


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