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Stalking Giudiziario, un reato che il Legislatore del 2009 ha "dimenticato" di contemplare

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Stalking Giudiziario, un reato che il Legislatore del 2009 ha

07/07/2010 - 00.09

Il recente pronunciamento della Cassazione in materia di Stalking fa riflettere non poco. Se due soli atti persecutori (o presunti tali) sono sufficienti, secondo gli ermellini, a far scattare le misure di sicurezza, ci si attende un aumento vertiginoso delle false denunce, che già oggi, relativamente a questo reato, raggiungono la rispettabile cifra del 50% del totale (dati Ministero dell'Interno).

Aggiungendo, poi, che questa "suprema sentenza" arriva giusto prima del periodo estivo - nel quale gli episodi di violazione dei provvedimenti giudiziali, da parte del genitore "collocatario", sono molto più frequenti - è lecito aspettarsi una lunga estate calda.

Già nei primi tre mesi del 2010, secondo il ministero per le Pari Opportunità, le persone denunciate per stalking sono state 1592 e gli arrestati 293, con una lieve diminuzione delle denunce rispetto all'anno scorso. A denunciare sono ancora in gran parte donne, ma non mancano gli uomini vittime di questo reato: nel 2009 erano il 20,4%, nei primi tre mesi del 2010 sono passati al 21,06%. Proprio nel caso delle vittime di sesso maschile, il sommerso è ancora elevatissimo, perchè forte è la resistenza culturale degli stessi uomini a denunciare le persecuzioni subite dall'ex moglie.

E proprio la Ministra Carfagna sembra essere oggetto di critiche feroci, dopo che in più occasioni, nel corso di uscite pubbliche, ha parlato della legge sullo Stalking come di "una norma che finalmente protegge le donne dagli atti di persecuzione di cui sono vittime". Una legge di genere, in pratica. Peccato che il 21% delle denunce - una percentuale molto significativa - sia a carico proprio delle donne. Ciò che da più parti si rimprovera alla Carfagna è la mancanza di obiettività, che a volte sembra sfociare ad un "non voler ammettere" che la legge di cui sopra è una legge alla quale gli uomini sono costretti a ricorrere sempre più spesso.

Durante i lavori parlamentari che poi sfociarono nell'approvazione del DL 11, da più parti fu segnalata una grave anomalia nel testo della legge, relativamente alla possibilità che i comportamenti del genitore "non-collocatario" (la nuova edizione del "non affidatario" ai tempi del falso condiviso), di fronte al rifiuto continuato dell'ex coniuge a rispettare i tempi di permanenza con i figli, potessero essere erroneamente interpretati come atteggiamenti persecutori.

Infatti, nei casi di separazione è facile intuire quanto i due ex coniugi possano covare risentimento. Non di rado accade che il genitore più debole (N.B.: l'uomo separato, non la donna...), non riuscendo a  frequentare i figli per via dell'ostruzionismo dell'altro, cominci ad effettuare numerosi tentativi di contatto telefonico e fisico, magari passando più volte sotto l'abitazione della prole nella speranza di poterla incontrare e "rubare" un saluto, un abbraccio. Ebbene, secondo la Cassazione basterebbero già queste azioni, del tutto naturali e logiche, a delineare un reato che, lungi dall'essere voluto, è invece pienamente procurato dal vero stalker (il genitore ostativo).

Secondo i dati ufficiali, relativi alle false denunce, ciò accade molto più spesso di quanto si possa pensare. Se nel 2009 sono state circa 7000 le denunce per Stalking in tutta Italia, 3500 sono risultate prive dei requisiti e archiviate. Il ricorso all'uso strumentale della legge in questi casi può servire allo scopo dello "stalker giudiziario", il quale ha già un rapporto con un avvocato e una causa in corso con l'ex consorte. In questi casi la difesa giudiziale viene utilizzata come uno strumento per mettere in atto lo stalking giudiziario: legge e avvocato diventano così inconsapevoli strumento di persecuzione.

Il rovescio della medaglia, anche se meno diffuso e meno grave, è l'ossessivo ricorso alla giustizia da parte del genitore realmente perseguitato, il quale è convinto di avere subito un torto dalla giustizia. In presenza di queste condizioni, il comportamento persecutorio viene sempre attuato attraverso l'avvocato e il giudizio si prolunga all’infinito.

Lo stalker giudiziario si riconosce subito, perchè mette in pratica una serie di tattiche di disturbo, quali:

 

- un eccessivo controllo delle spese

- la puntigliosità nei programmi di visita dei figli

- cambi improvvisi di programmi sempre relativi ai figli

- rifiuto di qualsiasi contatto verbale pretendendo ed effettuando comunicazioni scritte tramite gli avvocati anche per banali decisioni di routine

- ricorsi di ogni tipo per mutamenti delle condizioni

- attacchi trasversali ai nuovi partners

- strumentalizzazione di ogni tipo dei figli

 

Fondamentale diventa in questi casi il riconoscimento della situazione da parte degli avvocati, per evitare che il ricorso alla legge non abbia altri fini se non quelli per la quale la legge è stata creata, cercando di discernere tra la difesa dei diritti del cliente e l'uso strumentale del procedimento.  


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


09.37  di mercoledì 19/06/2013
scritto da  ALESSIA R.

Sono pienamente d´accordo. Sono tre anni che mio marito, medico di base, attua lo stalking giudiziario nei miei confronti. In primis, ha chiesto l´affido esclusivo dei bambini e la mia perizia psichiatrica, cosa non concessa, ovviamente in prima udienza....così ha innescato tutta una serie di angherie perpetrate su me e i bambini come ad esempio quello di non parlarmi che tramite la ragazzina di 9 anni (ora 11 quasi 12)o tramite legale...Poi, non pago della cosa, poichè a causa di ciò il giudice ha fatto intervenire i servizi sociali e la psicologa asl, preso da un raptus di follia, lui che convive da subito con un´altra donna, è venuto a 500 metri da casa mia e li ha fatto in modo di scatenare una rissa coinvolgendo il mio attuale compagno, docile e per nulla aggressivo (geloso di questa mia serenità conquistata in due lunghi anni di analisi) insinuando, alla presenza di mio figli di 7 anni, rapporti particolari tra il mio compagno e mio figlio....e non aggiungo altro... Da qui siamo finiti tutti al pronto soccorso...risultato, si apre causa penale e in più il giudice decide per la CTU per tutta la famiglia per verificare le capacità genitoriali e il disagio dei minori. Risultato...riesco dopo 3 anni a portare ....a sun di migliaia di euro spesi, la psicoterapia per il piccolo che presenta disagi comportamentali.... Morale....causa civile che va avanti da tre anni...cause penali davanti a Giudice di Pace...lui che fa dispetti e questioni su ogni stupida cosa...orari...scontrini...autorizzazioni non date..rendendomi la vita UN INFERNO..


08.40  di giovedì 28/06/2012
scritto da  raffaele
sono vittima di stalking giuridico dal 08.09.2005 ad oggi da parte della mia ex moglie e del sul avvocato nipote della mia ex moglie. dal 2005 al 2009 nostra figlia in affido esclusivo alla mia ex moglie e dal 08.09.2005 al ottobre 2006 con continue richieste di art. 709-710 per allontanare definitivamente la bambina dal papĂ . Accusato di essere prima un violento, poi un pedofilo, poi un folle e CTU psicologico anno 2008 poi ancora anno 2008 violento. Lo stato Italiano nonostante avessi provato quanto sono stato vicino a mia figlia fino alla data di effettiva separazione con tutti i congedi parentali e le vaccinazioni obbligatorie dove solo io ero presente. Lo stato italiano dal anno 2005-2006 permette alla minore di vedere il papĂ  solo quindici ore alla settimana senza mai pernottare a casa del papĂ , senza mai avere un periodo di vacanze distruggendo il rapporto figlia-padre. Solo dopo la prima mediazione ottobre 2006 (oltre un anno dopo)nonostante la richiesta di attuazione della legge 542006 si da alla minore la possibilitĂ  di vedere e pernottare anche a casa del papĂ  continuando a mantenere l´affido esclusivo negando la legge 542006 fino al giugno 2009 per la conflittualitĂ  voluta e costruita appositamente dalla mia ex moglie per negare l´affido congiunto. Lo stato italiano può confondere nella persona che lo rappresente l´affido congiunto con l´affido condiviso? lo stato Italiano può confondere la causa con l´effetto quando io denuncio il mancato diritto della minore di avere contatti con il papĂ  con continui certificati medici di cui deu volte in meno di dieci mesi per scarlatina? Un papĂ  ha il dovere di denuciare maltrattamenti che la minore subisce in custodia della mamma e sotto gli occhi della stato italiano nel proc.4201

21.30  di martedì 30/11/2010
scritto da  anna
Sta accadendo esattamente quanto esposto sopra.Mi rifiuto di credere che la veritĂ  non debba venire a galla, anche mio fratello sta subendo violenze psicologiche, accuse di stalker, e provocazione da parte dei genitori di Lei.Lei strumentlizzata succube dei genitori e priva ormai di autonomia decisionale,lei che suo malgrado ha dovuto accettare l´ignobile decisione di una madre snaturata a usare lo strumento stalker -violenze, (tanto, c´Ă¨ la legge senza "antitodo" disponibile per menti malefiche, che non hanno rispetto nè per se stessi nè per chi le violenze davvero le subisce). tutto questo per ostacolare il riconoscimento del bambino. La Carfagna si faccia un corso accellerato di buon senso quando parla,che non esiste solo la violenza sulle donne ma anche quella sulle persone per bene di sesso maschile.

21.45  di martedì 02/11/2010
scritto da  carmela

sono pienamente d´accordo, posso testimoniare che la legge è un ulterire strumento per chi intende distruggere l´ex, sotto gli occhi di una presunta giustizia, la Carfagna farebbe bene a rifletterre e ad integrare la legge con strumenti a tutela delle vittime di false denunce. Nel mio caso, la ex di mio fratello, non solo aveva una relazione con il marito di ns sorella, dopo la scoperta, sotto le direttive di questo ha presentato ben 10 denunce per stolking contro mio fratello e non gli fa vedere i figli,traendolo in inganno con raggiuri vari. Il Tr. minori, quello ordianario, le assistenti sociali, benchè abbiano capito tutto se ne lavano le mani. MI chiedo, se qualcuno abbia pensato alla vera giustizia, quella dei deboli, pare che vinca quella degli astuti e dei delinquienti quali sono le persone che inventano fatti per farne oggetto di querele. La procura accetta le querele e poi sono problemi dell´indagato, nessuna indagine viene svolta accuratamente, basterebbe davvero poco per smascherare il falso e la complicità, l´induzione, la preordinazione (controlli utenze). Si ascolta la denunciante ma nulla si fa a tutela del deunciato, lui deve vedersela da solo e lottare contro le false costruzioni. Si accerterà mai la verità? chi pagherà il male causato ed aggravato grazie alla Carfagna?



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