Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

CONTROCORRENTE. "La blitzkrieg (guerra-lampo) di una signora milanese"

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


CONTROCORRENTE.

04/07/2010 - 21.26

Come molti sanno, alla fine la Cassazione ha stabilito che l'applicazione della Convenzione dell'Aia in materia di trasferimento di minori all'estero - per il caso di una madre italiana che si era trasferita in Italia portando con sé i figli da Monaco di Baviera, non era corretta. Stando a quanto ha riferito il Corriere della Sera, si è trattato di una sentenza abbastanza tecnica, su cui non è il caso di entrare nei dettagli.

Ma se l'interpretazione delle norme è spesso monopolio degli addetti ai lavori, il resoconto dei fatti è maggiormente alla portata dell'uomo comune.

Vediamo dunque i fatti.

Una donna italiana si trasferisce a Monaco di Baviera, sposa un cittadino tedesco e con lui mette al mondo due figli. Dopo alcuni anni i due si separano, il tribunale dispone l'affido congiunto dei figli ad entrambi i genitori - con domicio prevalente presso la madre - e la signora comincia la sua nuova vita di madre separata. I figli frequentano il padre con le modalità stabilite.

A questo punto accade il primo episodio che potremo definire di "difesa preventiva". Di fronte all'intervento dello Jugendamt (una specie di servizio sociale esclusivamente dedicato alle questioni minorili), la signora italiana ritiene di percepire un clima ostile nei suoi confronti, talmente ostile da fare pensare ad una cospirazione contro di lei, finalizzata a sottrarle i figli. Sulla base di questa sua interpretazione dei fatti la signora prende i figli e torna alla sua città natale, ovvero a Milano.

I funzionari dello Jugendamt rimangono sorpresi dalla rapidità della signora, la quale riesce a mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Ma le procedure di legge vengono avviate con teutonica pedanteria: il tribunale di Monaco chiede l'estradizione della signora e scatta la Convenzione dell'Aia che prevede il rimpatrio immediato dei minori trasferiti illegalmente all'estero. Così lo Jugendamt avvia le pratiche presso il Tribunale dei minori di Milano che non può che dare seguito alla richiesta perchè le norme vigenti in questa materia non sono derogabili. Infatti trattandosi di materia internazionale l'avvallo al "fatto compiuto" aprirebbe scenari inquietanti.

Ma lo Jugendamt tedesco e i giudici italiani sottovalutano la tenacia della signora. Madre e figli si rendono irreperibili. Comincia una campagna di stampa in cui viene fatto notare come lo Jugendamt sia una istituzione nata durante il regime nazista che ancora oggi si ispirerebbe alla dottrina del "sangue e suolo", per garantire alla nazione tedesca il maggior numero di cittadini atti alle armi. Secondo questa tesi, i due piccoli italo-tedeschi sarebbero stati salvati dalla madre da un triste futuro segnato dall'ombra di istituzioni che usano i metodi delle SS. Uno scenario assai inquietante che  ottiene credito sul Corriere della Sera.

La campagna mediatica ha come risultato l'apertura di una trattativa. I bambini escono dalla clandestinità sulla base di un accordo che prevede l'avvio di una mediazione familiare. Ma qualche tempo dopo il Tribunale dei minori deve dare seguito alla procedura di rimpatrio. I bambini tornano a Monaco dal padre, anche se le modalità con cui si svolge la faccenda (prelievo coatto, con tanto di carabinieri) lasciano molto a desiderare. 

Ovviamente scoppia un finimondo sui giornali e alla televisione. Vengono presentate interrogazioni parlamentari a Roma e a Strasburgo. Nessuno, tranne un giornale locale italiano, prova a sentire la versione del padre. Tutti sono schierati con la madre, vittima del totalitarismo tedesco e del servilismo delle istituzioni italiane. 

Ma ciò che qui interessa è l'ulteriore seguito della vicenda.

Dopo parecchi mesi la signora, lungi dall'arrendersi, dimostra per la seconda volta agli ingenui tedeschi di che pasta è fatta una donna milanese. Prende l'auto, si reca in Germania e al momento opportuno fa salire i due figli e si rende irreperibile.

Inutile dire che a questo punto i toni dei media italiani arrivano all'apice del trionfalismo. La madre fuggiasca viene dipinta come un'eroina.  Per quanto riguarda lo Jugendamt - istituzione assai discutibile, non v'è dubbio - si pubblicano le foto di Himmler spiegando che l'istituzione è una sua esclusiva creazione. Insomma una vicenda veramente appassionante per un pubblico in cerca di emozioni forti.

Ma a questo punto, messe da parte le passioni, proviamo a ragionare a mente fredda esclusivamente sui fatti. Proviamo a fare un esperimento mentale, proviamo ad invertire i ruoli. Immaginiamo che il padre venga a Milano con una grossa auto tedesca e che si apposti davanti alla scuola dei figli. Immaginiamo che con l'aiuto della loro bionda cuginetta li faccia salire per poi partire a tutta velocità in direzione del Brennero. E' uno scenario veramente inquietante.

Che cosa diranno allora giornali e TV ? Certo si tireranno in ballo di nuovo le SS e la Stasi, e forse con maggiore fondamento, questa volta. E si potrà fare appello alle istituzioni internazionali per avere giustizia. Ma a che titolo, visto che ormai nel caso della madre si è avvallato con così grande entusiasmo il fatto compiuto ? 

La morale della nostra storia è semplice, non serve essere addetti ai lavori per capirne il fondamento. C'è una regola costante nel diritto: le istituzioni non possono mai avvallare chi si fa giustizia da sé, perchè ciò aprirebbe la strada ad una escalation di rappresaglie private. Però quando si tratta di madri che disapplicano provvedimenti a loro sgraditi questo principio non vale più, lo testimoniano le centinaia di "sottrazioni nazionali", effettuate in regime di affidamento condiviso, che ogni anno avvengono in Italia (dove per la sua naturale geografia, in quei casi, le distanze rendono impossibile l'esercizio della genitorialità) e allegramente avallate dai tribunali di merito e, recentemente, anche dalla Cassazione.

Forse gli operatori della materia dovrebbero porsi il problema della sostenibilità nel tempo di questa anomalia, perché se no - prima o poi - i nodi verranno al pettine.


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia č stata letta 4984 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

La pazienza è finita. Questa, in sintesi, la presa di posizione di numerose...

07/04/2019 - 14:53
26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Di ALESSIO CARDINALE* - Sono trascorsi ormai più di dodici anni dalla entrata in vigore della legge n....

15/09/2018 - 00:53
Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

È quanto riportano le agenzie: dall’inizio dell’anno sono 16 le donne sospese dal...

12/03/2018 - 11:09
Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante...

09/08/2017 - 07:09
Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Oh, ecco com’è stata recepita dal Ministro la vibrante protesta AIAF.....Il MIUR riconosce che...

02/05/2017 - 13:34
AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?


Le Notizie piů Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 8 commenti


15.25  di giovedì 28/10/2010
scritto da  dadtux
Nuovo colpo di scena. Il 27 ottobre 2010 la signora Marinella Colombo è stata arrestata a Milano.

23.13  di mercoledì 18/08/2010
scritto da  dadtux
Segnalo gli sviluppi della vicenda:
alla data del 21 luglio la pagina Facebook informa che la signora non può ancora rientrare in Italia.
RAI2 ha dedicato una lunga trasmissione a sostegno della madre, (senza mai sentire il padre):
http://www.youtube.com/watch?v=RZm6ljjgnKI
http://www.youtube.com/watch?v=3oznDlabWV4
http://www.youtube.com/watch?v=xKnrktZ6yz0

Faccio una proposta ad ADIANTUM. Contattare il padre e offrirgli la possibilitĂ  di esprimere il suo punto di vista da queste pagine.

10.49  di giovedì 29/07/2010
scritto da  Vittorio Vezzetti
Al momento della mia separazione, per sgravare i miei genitori della non gradita occupazione della casa di loro proprietĂ  da parte della nuora, proposi al Tribunale di Varese che signora e figlio andassero a vivere a 1300 metri di distanza in un´abitazione di mia proprietĂ  nello stesso Comune. Tutto a mie spese.
L´allora Presidente del Tribunale rifiutò (obbligando i miei a intraprendere una ulteriore causa), asserendo che l´interesse supremo del minore (di 2 anni) era solo quello di continuare a vivere lì. Bene: per mio figlio 1300 metri sarebbero stati esiziali; per i fans della signora Colombo,invece, nemmeno due nazioni e mille chilometri di distanza intaccano il supremo interesse del minore. Due pesi e due misure? Forse perchè la madre è piĂą ascoltata del padre?

21.30  di lunedì 12/07/2010
scritto da  CHIEDIAMO: venga da subito sospeso il riconoscimento delle decisioni rese dalle amministrazioni tedesche (Jugendamt E Tribunale)
Nota bene - CEED - INFO / luglio 2010 / Parlamento Europeo / 1a di 10 Petizioni dei genitori contro lo Jugendamt - Sospensione del riconoscimento delle decisioni emesse dalla giurisdizione familiare tedesca - CHIEDIAMO: venga da subito sospeso il riconoscimento delle decisioni rese dalle amministrazioni tedesche (Jugendamt e Tribunale) e che questa sospensione resti in vigore fintanto che le giurisdizioni europee e le istanze internazionali non si saranno loro stesse assicurate, verificando anche i fatti, che lo Jugendamt non ricopra più la funzione né di giudice politico (Wächteramt) né di terzo genitore, genitore di Stato plenipotenziario e garante dell’interesse dello Stato tedesco.
http://www.jugendamt-wesel.com/CEED_it.htm

19.24  di venerdì 09/07/2010
scritto da  laura cossar
mi dispiace leggere come, ancora una volta, la realtĂ  venga stravolta. Purtroppo la vicenda si è svolta con ben altre modalitĂ : mi sembra quindi abbastanza discutibile che nell´articolo si rivolga un invito a "ragionare a mente fredda, esclusivamente sui fatti" poichĂ© per fare ciò occorrerebbe, appunto, quanto meno CONOSCERE DAVVERO i fatti. Ma in questo paese ognuno vuole sempre dire la sua. E va bene così.


1 - 2


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti č unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitŕ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584