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"Quando il potere si trova dall´altro lato della barricata...." - di Massimo Bonaventura

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27/06/2010 - 12.57

Prima di scrivere questo articolo ho dovuto fare uno sforzo per non cadere nella trappola della più invitante delle "dietrologie": l'accusatore (ex, ormai, essendo in pensione) che diventa accusato....Ce n'è abbastanza, per tutti i campioni dell'ironia.

Niente di tutto questo, bisognerà scavare attentamente sulla vita privata di questo ex giudice, per capire se il fattaccio debba diventare leggenda popolare - destinata ad incidere pesantemente sulla immagine, già scricchiolante, della Magistratura -, oppure siamo di fronte ad una falsa accusa, l'ennesima, tanto audace quanto vendicativa.

Di certo la donna che ha accusato il giudice Vecchione non ha compromessi possibili nella vicenda che lei stessa, denunciando, ha avviato: o ha coraggio da vendere, o la Giustizia la annienterà con la furia che il suo potente rappresentante sarà capace di veicolare, forte di antiche (e fresche) amicizie.

Dicono che quando gli è arrivato il fascicolo sul tavolo, il procuratore di Roma Giovanni Ferrara abbia preso carta e penna per evocare la ultratrentennale amicizia con l’indagato e abbia chiesto alla Procura Generale di astenersi. Dicono che lo stesso imbarazzo lo abbiano provato alla Procura Generale, anche se alla fine hanno deciso di spedire l’incartamento a Perugia.

Perché all’epoca dei fatti contestati l’indagato era una toga della capitale. Forse la più potente di Roma: Procuratore Generale presso la Corte d’Appello e, prima ancora, capo della Procura della Repubblica di Piazzale Clodio. Ad iscrivere il suo nome nel registro indagati a Perugia sono stati il procuratore facente funzioni Federico Centrone e il sostituto ”anziano” Giuliano Mignini. Che poi è quello che ha condotto l’indagine su questa vicenda delicatissima.

L'accusa è di quelle che tagliano le gambe a chiunque, innocenti o colpevoli: atti sessuali su una bambina di sei anni. Ne sanno qualcosa le migliaia di padri che, nei procedimenti di separazione degli ultimi dieci anni, sono stati accusati falsamente di abusi sessuali. Alcuni hanno anche fatto la galera. Altri, in galera, ci stanno ancora. Ma è una prigione del cuore e dell'anima, perchè a causa di quelle false accuse, anche se archiviate, il rapporto con i figli si è comunque incrinato.

Relativamente al caso dell'ex PG Vecchione, gli episodi sui quali la procura di Perugia sta cercando di fare luce si sarebbero verificati nell’arco di alcuni mesi, fino allo scorso settembre.

Proprio la data a partire dalla quale l'accusato è andato in pensione. Strano.

La bambina è figlia di una coppia che aveva una frequentazione assidua con la famiglia Vecchione, e il tenore dei rapporti era tale da consentire che molto spesso la piccola restasse sola con l’ex alto magistrato. Da parte sua, l’ex Pg ha inviato ai pm inquirenti alcune memorie difensive in cui respinge categoricamente tutte le accusa, addebitandole all’intento calunniatore della mamma della piccola. Secondo Vecchione, all’origine della vicenda ci sarebbe un rancore personale nei suoi confronti da parte della madre della bambina e da parte della sua famiglia. E anche la facile impressionabilità della piccola che soffrirebbe per la sua movimentata situazione familiare.

A Roma, nei locali protetti della Questura di San Vitale, si è svolta un’udienza in cui il pm Giuliano Mignini e il gip Paolo Micheli sono venuti da Perugia per ascoltare con il rito dell’incidente probatorio la testimonianza della piccola. Oltre ad esperti in psicologia infantile, all’udienza hanno partecipato anche la mamma della bambina accompagnata dal suo legale e il difensore di fiducia di Vecchione. Non si conosce ancora l'esito, ma stiamo tutti con il fiato sospeso.

Io spero con il cuore che l'ex giudice sia innocente, e la mia è una speranza che, al di là della solidarietà che umanamente si deve provare, nasce dalla consapevolezza che la sua condanna non avrebbe effetti incisivi sul modo di fare di certa magistratura: il suo caso verrebbe rapidamente tacitato,e su di lui calerebbe l'oblio, come nella vicenda di quel magistrato beccato con un minorenne nel bagno di un cinema. Allora la sua colpevolezza fu lampante, ma ne avete più sentito parlare ?

L'innocenza di Vecchione, invece, ancorchè sperata, aprirebbe finalmente uno squarcio sul fenomeno delle false accuse, e favorirebbe un dibattito interno alla Magistratura sulla necessità di una maggiore severità verso il reato di calunnia.

Ma se sarà colpevole, questa volta qualcuno provvederà a ricordarne le gesta, ad eterna memoria.

 


Fonte: Redazione

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