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la "buona giurisprudenza" prima della L. 54. Il trib. di Pistoia e l´affido alternato

Rassegna Giuridica


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21/05/2010 - 15.44

Di Chiara Donadon*. Il Tribunale di Pistoia (n.1016 del 01/09/2004), pronunciando la separazione dei coniugi, ha disposto, all'esito di una articolata consulenza tecnica d'ufficio, l'affidamento alternato della figlia, rigettando le domande di affidamento esclusivo avanzate dai genitori e non ritenendo di poter disporre l'affidamento congiunto a causa della lontananza delle residenze dei due coniugi e della loro rigida conflittualità.

La sentenza costituisce quindi una delle poche applicazioni dell'istituto dell'affidamento alternato, soluzione spesso criticata dalla dottrina. In particolare, il Tribunale pistoiese ha regolamentato tale affidamento, prevedendo la permanenza della minore presso l'abitazione della madre durante il periodo scolastico e presso quella del padre per il periodo estivo e disponendo l'obbligo di mantenimento in favore della figlia a carico di ciascun genitore nel periodo di "non affidamento".

Interessante rilevare anche come il Tribunale abbia proceduto all'ascolto della minore, attuato però dal solo consulente a causa della tenera età della bambina.

* Avv. Chiara Donadon - Foro di Pistoia

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI PISTOIA

Il Tribunale civile e penale di Pistoia, riunito in camera di consiglio, composto nelle persone dei seguenti magistrati:

dr. Antonio Cimoroni - Presidente

dr. Niccolò Calvani - Giudice

dr.ssa Laura Bonelli - Giudice relatore

ha pronunciato la seguente sentenza nella causa civile N.R.G. (...) dell'anno (...) vertente tra (...), rappresentato e difeso dall'avv. (...), elettivamente domiciliato in (...) come da delega a margine del ricorso introduttivo;

-parte attrice-

e (...), rappresentata e difesa dall'avv. (...), elettivamente domiciliata in (...) come da delega a margine della comparsa di risposta

-parte convenuta-

avente ad oggetto: separazione giudiziale dei coniugi.

CONCLUSIONI

PARTE ATTRICE: 1) dichiarare la separazione personale dei coniugi; 2) affidare la figlia minore (...) al padre, determinando secondo giustizia i periodi in cui la madre potrà tenerla con sé e vederla; 3) imporre alla (...) l'obbligo di corrispondere al marito un assegno alimentare per contributo al mantenimento ed alimentare in favore della figlia di € 450,00, o in quella misura inferiore o superiore che risulterà di giustizia; 4) stabilire che i coniugi non dovranno versare reciprocamente alcun assegno alimentare e/o per contributo al mantenimento, in quanto entrambi autosufficienti; 5) respingere ogni domanda o richiesta formulata dalla (...) anche in via riconvenzionale; 6) condannare (...) al rimborso delle spese, diritti ed onorari di causa.

PARTE CONVENUTA: 1) dichiarare la separazione tra i coniugi con addebito di responsabilità al marito e disporre l'affidamento della figlia minore in via esclusiva alla madre, disciplinando nel modo che riterrà più opportuno nell'interesse della bambina il diritto di visita del padre; 2) disporre l'obbligo a carico del (...) di contribuire al mantenimento della figlia nella misura di € 400,00 mensili, da rivalutarsi secondo gli indici ISTAT; 3) consentire alla convenuta l'asporto dalla ex casa coniugale dei mobili da lei acquistati, come da allegati nell'ipotesi che sia confermata l'ordinanza 19.08.2003, con la quale è stato disposto l'affidamento alternato della minore ad entrambi i genitori con residenza privilegiata presso la madre, voglia il Tribunale revocare e/o modificare l'ordinanza 07.01.2004 eliminando, ovvero riducendo, alla misura di € 200,00 mensili l'obbligo imposto alla convenuta di versare al marito la somma di € 450,00 relativamente ai mesi estivi in cui la minore fosse affidata al padre. In ogni caso vittoria di spese ed onorari.

PUBBLICO MINISTERO: affinché il Tribunale dichiari la separazione giudiziale.

SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO

Con ricorso depositato nella Cancelleria di questo Tribunale in data (...), (...) esponeva di aver contratto matrimonio in (...) in data (...);che dal matrimonio era nata la figlia (...) in data(...); che i rapporti coniugali si erano deteriorati da tempo a causa del comportamento della (...) che aveva cominciato ad uscire la sera e a cercare nuove compagnie, fino a che, in data (...), questa aveva lasciato marito e figlia; di aver invano tentato di mettersi in contatto con lei, senza esito; che la (...) non si era fatta più vedere, facendo solo qualche telefonata alla figlia; di aver provveduto lui, per tutto questo tempo, alla bambina, con l'aiuto dei suoi familiari. Chiedeva dichiararsi la separazione, con addebito alla moglie, e l'affidamento della figlia.

Il Presidente del Tribunale, con decreto in data (...), fissava l'udienza per la comparizione personale dei coniugi per il giorno (...).

Si costituiva in giudizio (...), contestando la ricostruzione dei fatti di causa esposti da parte attrice, negando che il suo matrimonio con il (...) avesse avuto un periodo tranquillo e sereno, precisando di aver accudito ed educata la figlia nei quasi dieci anni di matrimonio, completamente da sola e di aver provveduto lei esclusivamente al mantenimento della bambina e del marito, che non aveva mai lavorato ed era sempre dipeso dall'aiuto economico - sporadico - del padre. Riferiva di essere una modella ed indossatrice diplomata e di avere con tale suo lavoro provveduto a mantenere la famiglia, svolgendo, al bisogno, anche altri e diversi lavori, più umili; di essersi separata di fatto dal marito dal (...), quando il (...) era andato a vivere con i genitori ed avere avuto l'intenzione di proporre ricorso per separzione consensuale, inizialmente d'accordo con il marito che poi aveva cambiato idea in un contesto di crescente tensione. A seguito di tale situazione di intollerabilità della convivenza si trovava, nella metà del (...), in un profondo stato depressivo ed ansioso, che era presto iniziato a regredire, tanto che aveva trovato stabile lavoro come collaboratrice domestica in Reggio Emilia.

A tale udienza, presenti entrambe le parti, il Presidente, ai sensi dell'art. 708 cpc, autorizzava i coniugi a vivere separati, assegnava al ricorrente la casa coniugale e gli affidava la figlia fino alla fine del corrente anno scolastico, con l'obbligo di mantenimento della bambina a carico del padre.

Di fronte a questo Giudice, la causa era istruita documentalmente, a mezzo di prova per testi e CTU, disposta anche in relazione alle necessità di ascolto della minore.

Precisate infine le conclusioni, la causa era rimessa al Collegio per la decisione; questo, previa camera di consiglio, pronunciava sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Le conclusioni formulate dalle parti in ordine alla declaratoria di separazione giudiziale devono essere accolte. Pare certo dalla lettura degli atti di causa e delle dichiarazioni rilasciate dalle parti all'udienza di comparizione davanti al Presidente del Tribunale, che l'affectio coniugalis sia definitivamente venuta meno; conseguentemente anche la convivenza è divenuta intollerabile e di fatto terminata con l'allontanamento della (...) dall'abitazione coniugale.

Anche il tempo trascorso dal deposito del ricorso senza che sia intervenuta tra le parti la riconciliazione porta a ritenere che questa sia ormai irraggiungibile.

Ricorrono dunque i presupposti per dichiarare la separazione giudiziale tra i coniugi (...) e (...).

Per ciò che attiene alle reciproche domande di addebito, queste devono essere entrambe respinte. Le parti, infatti, hanno offerto al giudizio del Tribunale versioni assolutamente contrastanti circa i motivi che hanno determinato la impossibilità di prosecuzione della convivenza. Il (...) l'ha motivata con l'abbandono, di fatto, dell'abitazione coniugale e della figlia da parte della (...); quest'ultima ha giustificato il proprio comportamento con un suo particolare stato di salute provocato dai contrasti sorti all'interno dell'ambito familiare, anche allargato ai suoceri, e determinati dal disinteresse del (...) alle necessità sue e della bambina.

Nessuna di tali due versioni dei fatti è stata provata, né sono state dedotte istanze istruttorie in proposito: entrambe le reciproche domande di addebito della separazione devono essere così respinte.

Quanto alle condizioni di separazione, queste si risolvono - di fatto - nell'affidamento di (...).

Deve preliminarmente tenersi presente, prima di affrontare questa importante problematica, che alla udienza del (...), nel fissare l'udienza di precisazione delle conclusioni, era stato tenuto conto della necessità di mettere alla prova la soluzione trovata, grazie all'aiuto della nominata consulente d'ufficio, facendo presente alle parti "la possibilità di fissare udienza intermediasu istanza di parte ove si siano verificati i cambiamenti della situazione della convenuta auspicati dalla CTU."

A seguito di tale istanza, è stato affidato alla consulente d'ufficio nuovo incarico, valutato con ordinanza del (...).

La consulente d'ufficio, con una relazione completa e ben motivata, aveva in un primo momento previsto due forme di affidamento: la prima forma indicava che "al momento attuale la migliore soluzione di affidamento pare essere quella della custodia associata, con residenza privilegiata presso l'abitazione paterna, ... fino a che la madre non arrivi ad avere reali condizioni economiche ed abitative che garantiscano, anche in modo minimale, ma sufficiente, l'autonomia e l'indipendenza. Si intende cioè che la madre di (...) debba tenere per i futuro separati i due ambienti di vita, quello lavorativo e quello domestico, senza intrecci di tipo affettivo" (ciò perché la (...) risultava aver allacciato una relazione sentimentale con il figlio del proprio datore di lavoro, presso cui abitava). La seconda forma di affidamento era consigliata "successivamente, ovvero allorquando la madre raggiunga le sopraccitate condizioni di autonomia in grado di dare stabilità alla minore, l'affidamento congiunto potà essere mantenuto alternando la residenza privilegiata presso l'abitazione materna per il periodo scolastico e presso l'abitazione paterna per il periodo estivo", ciò al fine di "mantenere un rapporto più continuativo con la madre in una età in cui questo ruolo è importante per il suo futuro sviluppo psicologico e nel contempo di non perdere il legame affettivo con il padre ... nonché con quello costruito con l'ambiente familiare paterno, in cui la bambina è cresciuta e le ha dato sicurezza."

Tali indicazioni, apparendo la relazione peritale ben argomentata e completa, erano fatte proprie dal Giudice, con la modificazione - di non poco conto - che la consigliata "custodia associata", da intendersi come affidamento congiunto, non era stata disposta, dal momento che - come da giurisprudenza costante di questo Tribunale - a lontananza di vita dei coniugi, residenti a circa 150 chilometri di distanza - rendeva di fatto impossibile quel confronto continuo e proficuo per i genitori, necessario a prendenre costantemente insieme le decisioni circa la crescita della prole.

Oltre al dato geografico, è da tenere presente che le posizioni delle parti risultano, in tutti gli scritti difensivi di parte, essere rigidamente distanti ed anche tale considerazione porta a ritenenere sconsigliabile l'ipotesi di affidamento congiuto.

Conferito al CTU il nuovo incarico in data (...) circa le migliori condizioni di affidamento di (...), sentita anche la bambina (il cui ascolto, in considerazione della sua tenera età, è stato demandato alla stessa consulente), la consulente ha ritenuto, nelle proprie conclusioni, sussistere "le condizioni minimali per poter procedere alla attivazione della seconda forma di affidamento congiunto ed alternato con residenza privilegiata presso la madre per il periodo scolastico e presso il padre per quello estivo", fatti salvi i necessari accorgimenti affinché la bambina possa passare da una abitazione all'altra, da una realtà all'altra, senza porre in pericolo la sua salute psicologica.

Tali indicazioni sono state recepite dal giudice con l'ordinanza del (...), con la sola precisazione dell'affidamento alternato (già del resto contemplato dalla consulente nella propria seconda relazione integrativa), con la previsione dell'affidamento alternato di (...) alla madre nel periodo scolastico e al padre nel periodo estivo.

Merita sottolineare che tale passaggio è stato disposto nell'estate in cui (...), terminata la scuola elementare, doveva iscriversi alla scuola media, per cui una cesura tra la vecchia e la nuova scuola avrebbe comunque dovuto esserci.

Sembra che tale statuizione debba essere confermata, vedendosi la necessità di contemplare comunque una frequentazione non saltuaria della bimba con il padre e l'ambiente in cui è cresciuta, facendo salva la primaria necessità di vita in comune con la madre; di fronte alla distanza geografica oggettiva, non certamente insormontabile ma importante, quella sopra indicata appare essere la forma di affidamento migliore per (...), che le garantisca gioé la possibilità maggiore di un sano ed equilibrato sviluppo psicologico.

Anche il silenzio delle parti dopo il deposito della ordinanza di agosto 2003, di fronte all'invito a chiedere nuova fissazione di udienza ove necessario, porta a ritenere che tale sistema sia stato reputato fruttuoso da entrambi i genitori.

Resta il consiglio di far comunque seguire la bambina da uno psicologo dell'età evolutiva, come già indicato nell'ordinanza più volte ricordata.

Oltre a tale statuizione, (...) potrà vedere il padre quando lo vorrà, sull'accordo delle parti e previa comunicazione telefonica, e trascorrere con lui sette giorni consecutivi durante le vacanze natalizie e quattro giorni consecutivi durante quelle estive, considerando che nell'arco dello stesso anno la bimba dovrà trascorrere il giorno di Natale o di Pasqua alternativamente con i due genitori.

Per ciò che attiene alle statuizioni economiche, deve rilevarsi che nulla deve essere disposto come mantenimento reciproco dei genitori, entrami economicamente autosufficienti.

Per ciò che attiene al mantenimento della figlia, entrambi i genitori devono contribuirvi per il periodo in cui (...) vivrà con l'altro genitore. Appare equa la somma di € 400,00 mensili, considerato il reddito dichiarato di entrambi i genitori, somma da far pervenire all'altro genitore entro il giorno cinque di ogni mese e rivalutabile annualmente secondo gli indici ISTAT.

Nulla può disporsi circa l'istanza della (...) di ritirare dalla abitazione coniugale i mobili da lei asseritamente acquistati, essendo inammissibile nel procedimento per la separazione dei coniugi ogni istanza di divisione dei beni.

Atteso l'esito della lite, le spese di CTU e di lite devono dichiararsi interamente compensate.

P.Q.M

Il Tribunale di Pistoia in composizione collegiale, definitivamente pronunciando nella causa di separazione intentata da (...) nei confronti di (...) così provvede:

1) dichiara la separazione giudiziale di (...) e (...);

2) dispone l'affidamento alternato di (...) alla madre nel periodo scolastico e al padre nel periodo estivo;

3) dispone che (...) potrà vedere il padre quando lo vorrà, sull'accordo delle parti, previa comunicazione telefonica e trascorre con lui sette giorni consecutivi durante le vacanze natalizie e quattro giorni consecutivi durante quelle estive, considerando che nell'arco dello stesso anno la bimba dovrà trascorre il giorno di Natale o di Pasqua alternativamente con i due genitori;

4) dispone che entrambi i genitori contribuiscano al mantenimento della figlia per il periodo in cui (...) vivrà presso l'altro coniuge, versando la somma mensile di € 400,00, somma da rivalutarsi annualmente secondo gli indici ISTAT e da far pervenire al domicilio dell'altro coniuge entro il giorno cinque di ogni mese;

5) dichiara le spese di lite integralmente compensate tra le parti.


Fonte: Redazione

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