Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

26/03/2017 - 19:19

Non si placa il polverone sul tribunale di Brindisi, colpevole di emanare delle linee guida senza interpellare gli avvocati seri e saggi, quelli più bravi di tutti.

La Presidente Palazzo, infatti, ha osato avere una propria visione delle separazioni che non collima con la visione AIAF.

E questo, si capisce, è colpa grave.

Poco importa che il modello auspicato dalla dr.ssa Palazzo sia totalmente in linea con la riforma voluta dal Legislatore del 2006; all’AIAF non piace quindi non doveva farlo, e l’hanno chiarito con un comunicato di fuoco.

In molti - associazioni forensi in primis - si sono espressi contro l’attacco dell’AIAF alla presidente Palazzo, contestando una serie di errori anche abbastanza grossolani[1].

La stroncatura AIAF è una voce isolata, altre fonti legate al mondo del Diritto riportano il comunicato brindisino lodandolo[2], oppure senza criticarlo[3], oppure ancora non ne parlano affatto[4]. L’AIAF invece si è spinta fino a paventare attacchi alla Costituzione….

Io quel comunicato l’ho letto, ma sinceramente mi sembrava troppo malfatto per essere partorito da persone che vivono muovendosi fra i quattro codici. Il Diritto di famiglia è il loro pane, mi sono detto, com’è possibile che scrivano un testo del genere?

Ero propenso a credere che altre menti, spacciandosi per AIAF, avessero ordito l’attacco alle linee guida di Brindisi. E l’ho scritto, chiedendo in chiave ironica che qualcuno li avvertisse del complotto ai loro danni.

http://www.adiantum.it/public/3786-aiaf,-attenzione,-un-hacker-sta-spacciando-per--vostro-un-falso-comunicato!---di-fabio-nestola.asp

Avevo torto.

Riconosco l’errore: forse avevo sopravvalutato gli avvocati per la famiglia, il comunicato è proprio roba loro, non c’è nessun complotto, è autentico made in AIAF.

Poi mi chiama Radio Radicale, intendono organizzare un confronto tra posizioni diverse rispetto alle linee guida di Brindisi.

Mi sembra un invito a nozze, partecipo volentieri.

L’AIAF mette in campo il pezzo da novanta, il Presidente Sartori. Però il buon Sartori si dimostra alquanto nervoso; speravo di discutere solo sulle linee guida e lui invece più di una volta si disinteressa dell’analisi giuridica per attaccarmi: avrei dileggiato l’associazione, non avrei dovuto scrivere quello che ho scritto, dovevo tenerlo per me, etc.

Ho ignorato in diretta le sue frecciatine, ma prima di entrare nel merito vorrei chiarire che:

- io scrivo quello che voglio, prima di pubblicare non devo certo chiedere il permesso a Sartori

- riconosco all’AIAF ed a chiunque altro il diritto di criticare, ma non di censurare;

- se in ciò che scrivo Sartori ravvisa degli estremi di reato, è caldamente invitato a precipitarsi in Procura; spero convenga che sia sterile lamentarsi alla radio ed agisca, se vuole;  

- qualora venissi querelato dall’AIAF prego il GIP di non archiviare, non vedo l’ora di argomentare dettagliatamente le contestazioni – per ora solo in chiave ironica – mosse al comunicato;

- peraltro, Sartori ha fatto un grave errore di comunicazione: non tutti gli ascoltatori di radio radicale leggono Adiantum, quindi non ha fatto capire a nessuno, tranne me e pochi altri, il motivo delle sue lagnanze.

Ed ora entriamo nel merito.

Sartori parte forte, accusa la dr.ssa Palazzo di scorrettezza. Le linee guida tanto odiate dall’AIAF sarebbero viziate da un suo “errore iniziale”, quello di essersi consultata con l’avvocato Fanuli (evidentemente non socio AIAF) e il prof. Maglietta, da sempre su posizioni molto distanti dall’AIAF.

E ciò non s’ha da fare, cribbio !

Per chiunque volesse verificare rimandiamo al link della puntata del 14 u.s., con l’audio integrale

http://www.radioradicale.it/scheda/503088/divorziobreveit-trasmissione-della-lega-italiana-per-il-divorzio-breve 

Dov’è la scorrettezza? Eccola: “sarebbe stato corretto consultare anche altri”, ma la Palazzo non l’ha fatto.

“Avrebbe dovuto farsi correttamente carico di ascoltare altre voci” ma la Palazzo non l’ha fatto.

Quindi per non essere scorretta avrebbe dovuto ascoltare altri bravi avvocati, Sartori tiene a precisare “mica dico l’AIAF, per carità”.

Ah no ? E chi avrebbe potuto contestare la linea-Palazzo e sostenere le tesi AIAF se non l’AIAF stessa, visto che - alla verifica dei fatti - l’AIAF è in splendida solitudine e nessuna altra voce ha tuonato indignata contro la presidente del tribunale di Brindisi?

Sartori considera le linee guida un affronto, le definisce testualmente “una offesa alle persone che si occupano di queste cose” , “scriteriate”, un’offesa ai diritti dei minori”, “una vera offesa al concetto di soluzioni bambinocentriche”. Nessun altro lo ha fatto.

Poi farcisce i suoi verbosi interventi con minispot pubblicitari pro AIAF.

Non è esplicito come Totò col celebre “vota Antonio, vota Antonio”, ma infila qua e là una lode, una lusinga, un autoincensamento, tutto per magnificare la struttura che presiede e la bontà dei professionisti che ne fanno parte.

Vediamone una selezione, tanto per capire: “ci sentiamo gli avvocati dei loro figli”, “avvocati saggi, dediti soprattutto ai minori”, “un bravo avvocato, come noi ci preoccupiamo di formare e come ci preoccupiamo di essere”, “avvocati seri, noi ad esempio ci siamo da 24 anni”, “siamo presenti in tutto il circondario”, “chi viene da noi diciamo che le scelte migliori sono in favore dei vostri figli …”  etc.

Mah, credo che Sartori sia convinto di presiedere la principale associazione forense, la più autorevole, competente, prestigiosa, buona, brava e bella. Probabilmente gli brucia constatare che non tutti la pensano come lui, ed il mondo va avanti anche senza interpellare l’AIAF, o forse no, non saprei dire con certezza, ma da altri passaggi - spiace ammetterlo - emerge uno spessore difficilmente conciliabile con l’immagine del presidente di un’associazione forense, oltretutto specializzata in diritto di famiglia.

Sartori non comprende la distinzione obsoleta e quindi da superare, tra genitore accudente e genitore ludico. O meglio, capisce accudente ma non ludico, che secondo lui vorrebbe dire “uno stupidino, che vuole solo divertirsi coi bambini”.

Sorprende che un’autorità in materia di diritto di famiglia non ricordi la distinzione fra genitore ludico ed accudente, utilizzata nei 12 anni di audizioni che hanno preceduto il varo della legge 54/06, e note a tutti gli addetti ai lavori, per connotare sinteticamente il genitore del quotidiano, chi si occupa della prole per quanto attiene a colazione, abiti, scuola, pranzo, compiti, palestra, doccia, cena, sonno, pediatra, dentista etc. (per brevità genitore accudente) e distinguerlo dal genitore della domenica, chi può condividere pochi tratti del percorso quotidiano di crescita dei figli ed a cui il tribunale concentra gli incontri con la prole principalmente quando la stessa è libera dagli obblighi scolastici quindi domeniche, vacanze estive, natalizie, etc. (per brevità genitore ludico).

Niente di scandaloso, accudente/ludico sono due dei tanti sinonimi - insieme a genitore prevalente o marginale, genitore centrale o periferico ed altri ancora - utilizzati per definire il genitore affidatario e quello non affidatario. Può il leader AIAF non saperlo?

Poi sgretola decenni di dibattito sul mantenimento diretto - in realtà sostenuto  dalla base, dalle associazioni di genitori prima ancora che da avvocati, pedagogisti, psicologi, pediatri - dicendo che “l’assegno per i figli è gradito alle parti, che non hanno voglia di mettersi li a decidere chi compra questo e chi compra quello”.  Favolosa interpretazione dell’interesse del minore !

Quindi il mantenimento diretto sarebbe un’incombenza rifiutata dalle parti (sia da chi oggi riceve l’assegno che, soprattutto, da chi oggi lo versa, dice lui) una noiosa perdita di tempo, facilmente aggirabile scaricando tutti i compiti di cura sul genitore che riceve denaro.

Tesi bizzarra, ad altro tacere. È lecito chiedersi chi siano i clienti fino ad oggi assistiti dai soci AIAF, quei genitori che di fronte all’opportunità di contribuire in prima persona ai bisogni dei figli rispondono no avvocato, non voglio perdere tempo con Lucia a comprare la racchetta da tennis che le serve, meglio dare i soldi alla madre così ci pensa lei. 

Se esistono li conoscono tutti loro, dato che il resto d’Italia va in direzione opposta. Ed infatti il legislatore,  non il tribunale di Brindisi, aveva previsto il mantenimento diretto.

 

È questo l’elemento più curioso. Chi ha memoria storica sulla genesi della riforma sa che l’AIAF prima del 2006 si è sempre opposta all’affidamento condiviso, sostenendo in sintesi che: l’equiparazione fra genitori avrebbe alimentato la conflittualità; i bambini non sono pacchi postali quindi non è bene che vadano un po’ dal padre e un po’ dalla madre; il mantenimento diretto non deve passare, che succede se poi il padre non paga la sua parte? In sostanza, meglio mantenere il modello di affido esclusivo. Tutte tesi stroncate da altri esperti di psicologia, diritto, pedagogia etc., infatti la riforma è passata nonostante l’ostracismo di alcuni irriducibili. Anni di affido condiviso fittizio hanno avuto il plauso dell’AIAF, ma se oggi qualcuno - vedi Brindisi - osa parlare di affido condiviso concreto torna utile rispolverare le antiche obiezioni, basta sostituire i pacchi postali con gli spicchi d’arancia ed il vecchiume è riciclato.

 

Altra chicca, i preziosi consigli di Sartori su come gestire il periodo post separativo: secondo lui sarebbe buona cosa che i genitori si telefonassero all’ora di cena, quando sono a tavola con i figli, mostrando di fronte ai bambini “grande cordialità” fra di loro e “parlando del proprio quotidiano”, così trasmettono sicurezza ai figli.

Nessuno ci aveva mai pensato, ha fatto bene l’avv. Sartori a dare questo consiglio di raffinatezza tecnica inarrivabile. Magari è realizzabile nello 0,5% dei casi, ma è comunque un consiglio di squisita sottigliezza giuridica.

Ci si chiede: Sartori sa che le denunce reciproche arrivano anche dopo una consensuale, per cui è un errore credere che 80% di consensuali significhi 80% di pace, serenità, distensione? È al corrente di false accuse di violenze – anche a sfondo sessuale – sui minori, delle dinamiche ostative messe in atto da un genitore ai danni dell’altro per escluderlo dalla vita dei figli, dei certificati medici ad orologeria, dell’alienazione parentale, della sottrazione internazionale di minori, degli studi sulle strategie ostili fra separati, e tanto altro ancora?

All’uscita da un processo per pedofilia (che forse fra tre anni si concluderà con un bel 530 primo comma) la prima cosa che ti viene in mente è “stasera telefono a quella che mi vuole spedire in galera innocente, così facciamo due chiacchiere distensive e i bambini sono sereni”.

E qual è la moglie abbandonata dal marito scappato con la segretaria 23enne, a cui non viene spontaneo pensare “quasi quasi lo chiamo mentre le figlie sono con lui, così le pupe sentono che parliamo del più e del meno da buoni amici”.

Forse a Disneyland, ma la realtà è cosa diversa.

Magari Sartori zoppica un po’ nell’ipotizzare i comportamenti degli italiani, ma almeno nei dettagli normativi dimostra di essere sul suo terreno, infatti parla di “articolo 337, se non sbaglio”.

Sbaglia.

È il 337 ter che ha sostituito il 155 (dal 2013, mica da ieri), la Bibbia per chiunque sia veramente esperto di diritto di famiglia. O pensi di esserlo.

In conclusione vorrei offrire al Presidente Sartori un ramo d’ulivo proponendo una collaborazione concreta, un monitoraggio: ogni associato AIAF fornisce sentenze di separazione che ha curato personalmente, diciamo due omologate nel 2006, due nel 2007, due nel 2008 e così via, fino al 2016.

Poi le analizziamo insieme, per vedere - dati alla mano - cosa intendono i soci AIAF per affido condiviso, interesse del minore, bigenitorialità, etc..

Sono avvocati della famiglia e dei minori quindi ognuno curerà minimo una dozzina di separazioni l’anno, molti ne faranno anche più del doppio e noi proponiamo di fornirne solo un paio, lasciando a loro la scelta delle migliori.     

Dovremmo avere un materiale corposo sul quale lavorare, sono centinaia di iscritti ed ognuno potrebbe inviare un minimo di 22 sentenze spalmate su 11 anni.

Ovviamente con dati personali e sensibili oscurati, è nostro interesse analizzare qualitativamente e quantitativamente solo le misure erogate.

Siamo disposti ad occuparcene col nostro staff di avvocatesse, psicologhe e statistici; all’AIAF non costerebbe nulla ed avrebbero uno screening sulla bontà del loro operato.

Col campione scelto da loro, oltretutto.

Se Sartori si ritiene offeso dai miei articoli, io ritengo che lui, durante la trasmissione, abbia offeso la mia intelligenza, la sua e quella degli ascoltatori.

Scordammece u passat dicono sotto al Vesuvio

Ci vediamo in tribunale per le querele o accetta l’offerta di pace, e collaboriamo?

 

Fabio Nestola – Consigliere ADIANTUM


Fonte: redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 1934 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

Non si placa il polverone sul tribunale di Brindisi, colpevole di emanare delle linee guida senza...

26/03/2017 - 19:19
AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

AIAF, attenzione, un hacker sta spacciando per vostro un falso comunicato! - di Fabio Nestola

Sorge un legittimo dubbio nel leggere il comunicato stampa dell’AIAF, un testo col quale gli...

13/03/2017 - 10:06
AIAF, attenzione, un hacker sta spacciando per  vostro un falso comunicato! - di Fabio Nestola

Se questi sono giudici....

Ore 08.30. Attendo che arrivi la Circumvesuviana per recarmi in udienza. Sono separato, e devo andare in...

12/12/2016 - 17:06
Se questi sono giudici....

Il Tribunale di Milano cassa la Cassazione: no alla c.d. Maternal Preference

(Maternal Preference – continua) - Immediatamente dopo il nostro articolo di critica alla...

02/11/2016 - 17:11
Il Tribunale di Milano cassa la Cassazione: no alla c.d. Maternal Preference

ADIANTUM al gruppo CRC: siamo fieri di essere contro la malagiustizia familiare. E voi ?

Tutelare l´Infanzia e l´adolescenza, in Italia, è diventata per qualcuno una passerella, una...

13/05/2016 - 15:32
ADIANTUM al gruppo CRC: siamo fieri di essere contro la malagiustizia familiare. E voi ?


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 3 commenti


22:27  di domenica 16/04/2017
scritto da  Marco B
....se anche noi avessimo incontrato un giudice così sulla nostra strada, magari !!!!! Non saremmo qui, dopo 3 anni e mezzo a ritrovarci senza ancora una sentenza definitiva.
Questi tempi "dilatati" a chi servono? Non certo ai bambini!!!
Spero vivamente che altri Tribunali prendano esempio....e questa volta le lezioni di civiltà vengono dal sud.

09:35  di mercoledì 29/03/2017
scritto da  Gianni Giusti
Finalmente, vengono messi al centro i figli, conformemente all´attuale legislazione. E´ un protocollo che a mio avviso azzera (o quasi) i conflitti, mettendo sullo stesso piano i genitori e azzerando i contenziosi. Credo che, un tale protocollo possa far aumentare le separazioni consensuali a tutto vantaggio dei figli e delle famiglie. Auspico che quel protocollo, diventi un esempio per altri tribunali.
Complimenti a chi ha scritto quel regolamento, perchè si messo veramente dalla parte dei bambini, come l´affido stesso prevede.

Vorrei però anche mettere un mio parere personale sull´articolo e su quel che scrive Fabio Nestola...

Giustamente Fabio Nestola tende la mano, chiedendo la possibilità di vedere delle sentenze scaturite in ambito AIAF. Più che legittimo, se non altro per capire la linea che segue questa associazione rispetto all´ "interpretazione che fa" del diritto di famiglia.

Tra l´altro il punto B dello stesso statuto di quell´associazione, recita "... di conseguenza si propone di dare pubblica visibilità ai requisiti professionali dei propri associati ...."

Un motivo in più per raccogliere l´invito di Nestola, visto che è conforme allo statuto.

....vorrei anche fare una piccola osservazione al PRIMO punto dello statuto che riporto:

a) di promuovere la rappresentanza associativa tra gli avvocati che esercitano la professione, con continuità o prevalentemente, nel settore del diritto di famiglia, minorile e delle persone affinché sia tutelata la funzione del difensore conformemente alle norme costituzionali ed internazionali e siano rispettati i diritti e GLI INTERESSI PROFESSIONALI DELL´AVVOCATURA;

Non sarebbe stato meglio mettere al primo punto, qualcosa riguardante la famiglia e non l´avvocatura? Non rischia di far sembrare l´associazione stessa autoreferenziale? ovviamente sono domande e dubbi personali.

16:48  di lunedì 27/03/2017
scritto da  gerardo spira
Caro Fabio, le api si innervosiscono e ti attaccano quando tenti di sottrare il dolce miele accumulato nel tempo di una stagione di lavoro. Durante tutta la vita professionale mi sono trovato di fronte a cotanta scienza, finita poi miseramente schiacciata dall´evoluzione del diritto. Non servono le critiche o le censure in questa speciale materia perché i risultati e gli effetti della mancata applicazione della legge 54 sono clamorosamente sotto gli occhi di tutti. L´AIAF, persino Sartori e altri sono stati e sono il maggior sostegno, e si comprende, di una giustizia che invece di unire ha capovolto i principi costituzionali della famiglia e del superiore interesse dei minori. Di questa giustizia sono attore e testimone ancora vivente per ciò che è accaduto a Roma nei confronti di un minore, gravemente colpito da malattia rara. La cosiddetta correttezza di cui l´AIAF si vanta non l´abbiamo trovata nei procedimenti attivati dalla Giustizia minorile romana. l´Abbiamo ripescata invece nel tribunale di Milano dove il Giudice Buffone da anni sostiene la teoria dell´alternanza, obbligando il genitore resistente ad attenersi al pronunciato. Ora associazioni e caste professionali gridano allo scandalo, e lo fanno con un linguaggio ben noto, confondendo la portata della direttiva della Presidente . Bisognava, secondo qualcuno, ascoltare e sentire anche altre associazioni, forse per fare niente o imbrogliare la matassa. Brava la Presidente del Tribunale di Brindisi! Finalmente un altro Giudice, si è distanziato dalla " morra" e coscientemente ha deciso di applicare i principi della legge 54, recuperando la dignità giuridica dello Stato. Ora si rifacciano i conti e si cerchino le responsabilità per il danno e i pregiudizi provocati a tanti minori. E´ finita l´epoca dei principi compromessi e concordati sulla pelle di cittadini deboli e di minori strattonati nelle aule e nei corridoi dei tribunali.






1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2017 - Codice Fiscale: 97611760584