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AIAF e le linee guida del tribunale di Brindisi. Come anatre in riva al lago - di Alessio Cardinale

Cronache dai tribunali


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AIAF e le linee guida del tribunale di Brindisi. Come anatre in riva al lago - di Alessio Cardinale

11/03/2017 - 15:53

Una buona iniziativa, di solito, fa la differenza, sopratutto in un ambiente dove l'assenza di fatti nuovi assicura, da un lato, continuità al sistema e, dall'altro, ricchezza a chi, in quel dato sistema, nuota placidamente, come un'anatra in riva al lago.

E così, come le anatre, non appena il vento porta la notizia di un "pericolo" in arrivo (un temporale, uno scroscio di pioggia, magari anche un terremoto), chi sta dentro il sistema comincia a starnazzare, cercando di fare molto rumore, e lanciare un richiamo d'allarme ai cigni, affinchè corrano in aiuto e assicurino protezione.

Pertanto ci si chiede: chi sono i cigni a cui l'AIAF ha lanciato il suo grido di allarme (sotto forma di comunicato), allorquando l'associazione Crescere Insieme di Marino Maglietta è riuscita a portare a casa, in quel di Brindisi, un importante risultato in tema di affido condiviso?

Il Parlamento, o l'Associazione Nazionale Magistrati?

Formalmente il comunicato è indirizzato al Ministro della Giustizia ed al Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione; ma si sa, un comunicato è anche un avviso ai naviganti...chi sta nei paraggi intervenga a salvare la barca che affonda. 

E l'ANM è sempre nei paraggi, in tema di giuistizia familiare.

Del resto, lo "sgomento" con cui AIAF ha accolto la notizia delle linee guida sul condiviso adottate dal tribunale di Brindisi non è certo rivolto al pubblico dei suoi clienti a cui, ogni anno, i propri avvocati dispensano consulenza legale in materia di separazione e divorzio.

Un comunicato, quello di AIAF, che sorprende ma non troppo. Solo un mese fa, infatti, l'associazione di avvocati si era pronunciata a favore dell'abolizione dei tribunali minorili, e la cosa non era sfuggita agli occhi attenti degli addetti ai lavori (le famiglie italiane organizzate in associazioni, NDR) che da quei tribunali speciali, nati al tempo del fascismo, hanno subito disagi indescrivibili. Si era rimasti colpiti, in particolare, dai toni determinati usati nel comunicato ("...Per AIAF è quanto mai necessario riportare la materia minorile nell’alveo della giurisdizione ordinaria, sottraendola a possibili “zone franche” riservate a giudici “speciali”, dove sotto il “mantello” di opache ed indistinte “particolari esigenze” dei minori possano albergare inquietanti deroghe al rispetto dei principi e delle garanzie che devono contraddistinguere un ordinamento processuale costituzionalmente orientato..."), e tutto questo lasciava sperare in un cambio di atteggiamento anche verso il Condiviso (che ad AIAF non è mai andato giù).

E invece...siamo alle solite. Appena si manifesta da lontano il temutissimo Maglietta, apriti cielo. Se poi il pericolo si materializza direttamente in un tribunale, si chiama la cavalleria pesante.

Se Maglietta ha un talento (tra i tanti), certamente è quello di saper lavorare dietro le quinte, in riservatezza; poi, quando nessuno se lo aspetta, sorprende i suoi avversari. Già nel corso del 2011 AIAF, non potendo contrastarne l'operato per via di una cronica mancanza di contenuti, lo attaccò sulla sua presunta "non competenza" in materia giuridica, dal momento che Maglietta è solo un professore universitario di ingegneria. 

Subito dopo, non paga del risultato ( che, appunto, fu inesistente), se la prese con il gruppo degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare, tanto che Diego Sabatinelli (Partito Radicale), di fronte all'alzata di scudi dell'AIAF contro ogni ipotesi di revisione della responsabilità civile dei giudici, tuonò "...Sarebbe utile comprendere il motivo per cui un’associazione di avvocati come l'AIAF, tra le tante che ci sono in circolazione, abbia questa impellente necessità di difendere a spada tratta la magistratura...".

Su tutto, le associazioni di genitori separati: per gli avvocati di AIAF, sono fumo negli occhi. E Maglietta, un lacrimogeno lanciato ai loro piedi. Tanto che, il 9 maggio del 2011, l'associazione pubblicò un comunicato da cui, oltre alla rabbia, si lasciava trasparire autentica preoccupazione per le possibili modifiche al Condiviso (in particolar modo sull'illegittima domiciliazione prevalente, che tanta conflittualità e lavoro produce...) e per le istanze di modifica che toccavano nel vivo l'amatissima Magistratura di merito.

Non è un caso che, in occasione dell'"imboscata di Capodanno" 2013 (il decreto lgs. n. 154 del 28/12/2013), che ha "sanato" il concetto di residenza prevalente tanto odiato dai genitori italiani e tanto caro proprio ai giudici, l'AIAF non abbia battuto ciglio.

Non è un caso che ancora oggi, nel suo comunicato di protesta del 10 marzo, AIAF, evidentemente preoccupata per la possibile limitazione dell'amata residenza prevalente dei minori, parli di tutela dell'"habitat domestico", e si dimentichi di parlare della tutela degli affetti (che la residenza prevalente comprime e spesso disgrega).

Non è un caso, inoltre, che in pieno 2017 AIAF continui con la solita litania di "associazioni ideologizzate e partigiane", e della loro presunta "visione “adultocentrica” che si contrapporrebbe a quella “bambinocentrica” (e "avvocatocentrica".....) che AIAF afferma di voler tutelare.

Non è davvero un caso che, appena queste associazioni "partigiane" si muovono, in riva al lago comincia una gran confusione. 


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


16:22  di mercoledì 15/03/2017
scritto da  gerardo spira
Bisogna portare magistrati e avvocati, quelli "sfatti" sul banco degli imputati. Siamo alla resa dei conti. Era giusta la legge? E´ stata corretta la giurisprudenza applicata fino ad oggi dal 2006 o la direttiva della Palazzo? Chi pagherà tutti i danni provocati alla famiglia, ai minori e alla società? Non è il caso di cominciare ad organizzare convegni sull´argomento?

12:09  di domenica 12/03/2017
scritto da  Pino FALVELLI
Mi domando: "Perché l´ AIAF non è intervenuta quando ho segnalato, per iscritto, la mia assurda storia di separazione matrimoniale che, mio malgrado, mi vede coinvolto da ben 11 anni e che mi ha ingiustamente rovinato ? ". Interviene solo ora che si intravvede qualche "pericolo" per il sistema come scrive l´ autore dell´ articolo di cui sopra ? Qualcosa non torna ed è bene riflettere ! Quando io dico che i principali "nemici" dei separati sono proprio giudici ed avvocati ( ovviamente senza generalizzare ), evidentemente, non mi sbaglio. Purtroppo, troppi loschi interessi ruotano intorno alle separazioni ed è giunta l´ ora di ribellarsi al sistema e chiedere con forza adeguate riforme ed in particolar modo una vera responsabilità diretta per l´ operato di giudici e avvocati, almeno in tema di separazioni. Non è giusto che continuino a rovinare impunemente la gente che non lo merita. Bisogna dire basta alle nefandezze del sistema vigente.


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