Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Se questi sono giudici....

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Se questi sono giudici....

12/12/2016 - 17:06

Ore 08.30. Attendo che arrivi la Circumvesuviana per recarmi in udienza. Sono separato, e devo andare in corte di Appello per discutere il mio ricorso.

Ore 09.00. Sono all'ingresso del Tribunale, ed il cuore incomincia a svegliarsi aumentando i suoi battiti. Salgo le scale mobili ed attendo il mio legale che, come concordato, devo aspettare all'ingresso del consiglio dell'Ordine degli avvocati.

Il tempo scorre inesorabile ed io attendo; nell'attesa penso alle possibili domande che la Corte potrebbe rivolgermi, e così ripasso le mie eventuali risposte. Noto il via vai di persone che camminano a passo svelto tra i tanti corridoi del palazzo, ed i miei occhi si soffermano su una donna dagli occhi verde smeraldo, dai capelli biondi lunghi e lisci, alta circa m. 1.80 con stivali alti tipo guerrigliera, minigonna e camicetta slacciata, da dove si riusciva ad intravedere il rigonfiamento del seno.

Perchè mai un legale debba entrare in tribunale agghindata in quel modo rimane un mistero, ma tant'è (forse perchè dovrà prendere la causa "di petto"?). 

Ovviamente su quel seno si appiccicano gli occhi di almeno una ventina di persone, tra avvocati, giudici e genitori afflitti. Mi distraggo per dimenticare quella visione così suggestiva, e mi accorgo che si sono fatte ormai le 09.30. A quel punto decido di chiamare il mio legale al cellulare, ma il telefono squilla senza alcuna risposta.

Aumenta la tensione, e decido di capire dove potrebbe essere il collegio del presidente, dove si discuterà il ricorso. Chiedo ad un passante (probabilmente un avvocato) sui sessant'anni di età: "Scusi, saprebbe indicarmi a che piano si trova la Corte di Appello sezione famiglia?" Lui osserva il mio abbigliamento (ero vestito con giacca, cravatta e scarpe nere lucide), e con uno sguardo altezzoso si gira all'indietro, alza il braccio sinistro e si rivolge al suo assistente: "...vedi un pò cosa vuole questo...".

Io, in quel luogo, sono "questo". Non una persona, ma "questo".

La pressione sale, e per non stampargli una parolaccia faccio finta di niente e ascolto il suo collaboratore: "...vada in fondo a sinistra e prenda gli ascensori della Torre A, e salga al 23 o al 24 esimo piano". Ringrazio e memorizzo l'informazione. 

Ore 10.00. Finalmente riesco a scorgere tra la folla i capelli castano chiari del mio legale. Mi avvicino, ci salutiamo e facciamo il punto della situazione. Ogni volta che ascolto un legale (lui è il quarto in 10 anni) ho sempre la sensazione di una sconfitta ancora prima di scendere in campo: il diritto di visita non lo aumentano..........l'assegno non lo diminuiscono.......la PAS non esiste.........sembra quasi di essere lì a chiedere un miracolo a San Gennaro, sapendo che (sangue a parte) non avverrà. 

Mi faccio coraggio, e ci mettiamo in coda per gli ascensori. Dopo alcuni minuti di fila entriamo in uno di essi e arriviamo (con frenate brusche della cabina ad ogni piano...) al 24esimo piano. All'uscita guardiamo le cornici appese alle porte, ma sembra non esserci nessuno; continuando a camminare, però, vedo in lontananza una calca di persone, tutte intente a guardare un foglio appeso al muro, quasi come agli esami di stato, quando ognuno cercava di capire il voto della commissione d'esame; è chiaro che il "luogo del sacrificio" è quello...

Ci sediamo su l'unica panca ancora libera ed il mio legale controlla il fascicolo; io mi alzo ed osservo che il mio cognome è ottavo nella lista, e quindi ci sarà da attendere. Nel frattempo il mio legale cerca l'avvocato di controparte, giusto per capire se esistono delle chances per un accordo.

Pia illusione, la mia ex moglie è irremovibile e, sicura che non ha nulla da temere, resta in disparte, mentre il suo legale sembra la dea della saggezza impersonificata. 

Dopo una breve discussione, l'avvocato della mia ex si dirige verso di me con passo deciso, e mi fa:

- "...la mia cliente dopo enormi sacrifici potrebbe concederle un'ora in più il venerdi, e quindi lei potrebbe stare con suo figlio fino alle 22.00 anzichè alle 21.00", 

- e io, di getto: "...se volevo una elemosina sarei andato in chiesa o alla stazione di Piazza Garibaldi, non venivo certo da Lei o dalla mia ex moglie..",

- e lei, con tono seccato: "..allora non le diamo niente", 

- ed io: "Questo lo vedremo!",

- e lei ancora: "...volevo ricordarle che per periodo NON scolastico si intende quando la scuola è chiusa, cioè da Giugno ad inizio Settembre (ho 2 pernotti infrasettimanali nel periodo NON scolastico)", 

- e io: ...anche un bambino di scuola elementare conosce bene il significato di periodo non scolastico, e cioè che si intende anche ogni festività scolastica, oppure se vi è uno sciopero delle insegnanti, se la scuola è sede di elezioni, e più in generale ogni volta che non vi sono obblighi scolastici, la invito ad inserire periodo non scolastico su Google e ad osservarne i risultati".

L'avvocatessa (a quel punto molto seccata) si ritira, mentre il mio legale ha compreso che la trattativa è fallita e smette di insistere.

Mentre la mia incazzatura raggiunge livelli elevatissimi, all'improvviso sento gridare il mio cognome. E' il cancelliere che mi sta chiamando come si fa al mercato del pesce, urlando il mio nome ai quattro venti, come se mi stesse vendendo un tot al chilo.

Senza esitare mi appropinquo verso la porta d'ingresso, ed appena entrato vedo una scena desolante aprirsi ai miei occhi: 6 persone con una età media di 65 anni, seduti attorno ad una lunga scrivania; si tratta di tre giudici (uno è il presidente), un P.M., un cancelliere ed un funzionario. Uno dei giudici armeggiava con il suo tablet, il P.M. sta quasi sdraiato su delle carte riverse sulla scrivania ed un altro ancora, un'anziana donna, mi scruta dalla testa ai piedi, quasi a cercare un difetto nella mia figura.

Nessuno di loro ci invita a sederci, così mi siedo lo stesso. Il presidente esclama: "Parli l'appellante!" Siccome il suo sguardo era diretto verso di me, ed essendo io l'appellante, mi accingo a parlare, ma lui mi interrompe bruscamente: "Non lei, non lei, il suo avvocato!". E mentre tra me e me pensavo: "Prenditi una camomilla, imbecille!", il mio Legale illustra in appena 3 minuti di orologio la mia situazione. Allo scadere dei 3 minuti prende la parola l'avvocato della mia ex: "....la CTU non ha concesso pernotti infrasettimanali al dottor **** nel periodo scolastico e respingiamo le sue richieste. La signora per poter stare accanto al proprio figliolo ha modificato il suo contratto di lavoro da indeterminato a part-time (praticamente una confessione) e quindi ha subìto un peggioramento economico....".

A questo punto il presidente la interrompe: "...avvocato, stiamo parlando del mantenimento del minore di 10 anni, non del mantenimento per la moglie...". Suona quasi come una piccola vittoria, ma non mi faccio illusioni.

Il mio legale interviene per concludere richiamandosi alle pronunce dell'Europa sull'applicazione del condiviso in Italia, e a questo punto il Giudice che giocava con il tablet alza lo sguardo esclamando: "A ME NUN ME RISULT' STA CCOS'!" (Traduzione: "a me non risulta questa cosa"); e ancora: "SONG' E STESS' COS', NU PERDER' O TIEMP', IAMM' ANNANZ'!" (Traduzione: "Sono sempre le solite questioni, non perdere altro tempo. Andiamo avanti!").

Il Presidente allora chiede un intervento del P.M., il quale aggiunge: "...rigetto, rigetto tutto!" (ma cosa rigetti, se non hai letto nulla!?). 

Il Presidente, spazientito, pone fine al triste spettacolo e dice: "Potete andare".

Lentamente, mi alzo e richiudo la porta alle mie spalle.

Conclusioni:

1) i giudici ti trattano peggio di come si tratta un animale (avvocati inclusi);

2) si rifiutano di ascoltare le persone (eppure stanno lì anche per questo...);

3) non leggono le carte, o al limite leggono soltanto la parte conclusiva della memoria difensiva (ottimizzano i tempi, come Fantozzi prima di prendere l'autobus al volo);

4) non tutti i giudici sono aggiornati (non conoscono niente così bene che non sia prassi);

5) non mostrano alcun senso di umanità (torna al punto 1);

6) quale atto di suprema arroganza, si esprimono in dialetto davanti alle persone (almeno alla corte di Appello di Napoli; sarà un indirizzo specifico per valorizzare il dialetto autoctono?);

7) L'interesse supremo del minore è solo un mucchio di chiacchiere (e distintivo). 

Mi viene da pensare che, in onore del lauto stipendio che paghiamo loro, avrebbero almeno potuto far finta di interessarsi all'argomento,. Invece niente... 

Non mi aspetto niente di positivo da questa udienza, e dubito che la decisione sarà assunta sulla base di un improvviso rigurgito di senso del dovere e di osservanza dei più elementari criteri di professionalità. Però, se avete letto fin qui, forse avrete anche la pazienza di conoscere come la penso: mi concederanno qualcosina, un contentino, e forse qualcosina anche alla mia ex, ed in più dovrò pagare 1500 euro di spese di giudizio.

Del resto, me la sono proprio cercata: li ho disturbati nel pieno del loro torpore, osando mettere un piede nel loro mondo delle favole.

Se questi sono i giudici...... 

 

LETTERA FIRMATA


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 3006 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

La pazienza è finita. Questa, in sintesi, la presa di posizione di numerose...

07/04/2019 - 14:53
26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Di ALESSIO CARDINALE* - Sono trascorsi ormai più di dodici anni dalla entrata in vigore della legge n....

15/09/2018 - 00:53
Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

È quanto riportano le agenzie: dall’inizio dell’anno sono 16 le donne sospese dal...

12/03/2018 - 11:09
Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante...

09/08/2017 - 07:09
Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Oh, ecco com’è stata recepita dal Ministro la vibrante protesta AIAF.....Il MIUR riconosce che...

02/05/2017 - 13:34
AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


C'è 1 solo commento


04:20  di mercoledì 14/12/2016
scritto da  Stato di necessità
Se il bambino è vittima di PAS ed i giudici se ne fregano, puoi proteggerlo ai sensi dell´art. 54 del codice penale "STATO DI NECESSITÀ" secondo cui: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo».


1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584