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Scagliusi al Governo: modificare il trattato Aja sulle sottrazioni internazionali

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Scagliusi al Governo: modificare il trattato Aja sulle sottrazioni internazionali
Emanuele Scagliusi

21/11/2016 - 15:55

Interpellanza al Presidente del Consiglio, da parte del deputato Emanuele Scagliusi (M5S) in materia di sottrazione internazionale dei minori. Si tratta della prima richiesta, presentata al Governo in questa legislatura, di promuovere in campo internazionale alcune modifiche migliorative al trattato dell'Aja che disciplina gli interventi in campo di sottrazioni.

"Continua la collaborazione tra ADIANTUM e Movimento Cinque Stelle", afferma Edmondo Sena, delegato per i rapporti con il Parlamento, "e siamo certi che presto anche gli altri partiti che hanno sempre accolto con favore le nostre istanze confermeranno la loro sensibilità verso le problematiche delle famiglie e dei bambini, così come a quei nuclei costituiti da coniugi di diversa nazionalità".

Ecco il testo integrale dell'interpellanza, scaricabile anche a questo link 

 

ATTO CAMERA

INTERPELLANZA 2/01525

17 Seduta di annuncio: 700 del 02/11/2016

Primo firmatario: SCAGLIUSI EMANUELE Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE

Data firma: 28/10/2016 - Destinatari:

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

 

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro della giustizia, per sapere

– premesso che:

tra gli accordi internazionali che concernono la sottrazione di minori vi è la Convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori, applicata nell'ordinamento italiano in forza della legge n. 64 del 1994 e ratificata da 93 Paesi;

essa si pone l'obiettivo primario di consentire il ritorno del minore nello Stato di residenza abituale (articolo 8);

altro fondamentale obiettivo della Convenzione è quello di garantire ti diritto del minore ad incontrare il genitore dal quale è stato illecitamente sottratto, regolamentandone la modalità di frequentazione anche nel Paese estero;

ad oggi, la Convenzione è l'unico strumento giuridico internazionale cogente cui è possibile ricorrere per i casi di sottrazione e/o per la regolamentazione del diritto di cura parentale dei minori sottratti e portati coattivamente, a grande distanza dal contesto familiare in cui sono nati e cresciuti, in Paesi non appartenenti all'Unione europea;

la sottrazione internazionale di minore si verifica nel caso in cui un minore viene illecitamente trasferito all'estero o illecitamente trattenuto all'estero (mancato rientro);

i casi di sottrazione sono innumerevoli nel nostro Paese così come nel resto dell'Europa, e presentano aspetti assai diversi tra loro. Nel corso del tempo si sono registrate alcune problematiche, segnalate anche da associazioni come «Adiantum» (Associazione di aderenti nazionali per la tutela dei minori) in ordine soprattutto al trauma che il bambino vittima di sottrazione subisce;

secondo la citata associazione, infatti, il minore sottratto viene catapultato in un vortice di circostanze che determinano cambiamenti incisivi nella propria vita di bambino: variazioni del clima, del paesaggio, delle mura domestiche, dell'alimentazione, della lingua parlata, dei rapporti sociali, del gioco, dell'emulazione, della scuola e delle condizioni economiche (spesso disagiate). Tutto ciò segna l'inizio di un calvario sia affettivo che legale, dal momento che il bambino trascorre molto tempo prima di rivedere (o anche sentire telefonicamente) il genitore a cui è stato sottratto, in ciò acutizzando un forte senso di abbandono che lo seguirà per tutta la vita;

le sottrazioni internazionali, oltre a essere di per sé dolorose per i figli e genitori che ne sono colpiti, possono costituire un elemento di forte turbamento nei rapporti tra gli Stati interessati, e far sorgere dei problemi di competenza giuridica sia nel Paese in cui il minore è stato sottratto sia in quello in cui è stato trasferito;

tali problemi coinvolgono necessariamente, per dispositivo normativo (si veda anche il regolamento «Bruxelles II-bis»), le «Autorità Centrali Convenzionali c/o il Ministero della Giustizia e le Autorità Consolari dei reciproci Paesi dei genitori interessati»; nella fattispecie, le criticità che si sono evidenziate nel tempo riguardano gli articoli 12, comma 1, e 13, lettera b), della citata Convenzione: nel caso dell'articolo 12, il comma prevede che il genitore del minore sottratto è obbligato a presentare l'istanza presso l'autorità giudiziaria o amministrativa dello Stato contraente dove si trova il minore dopo la sottrazione, laddove invece sarebbe opportuno prevedere una sua modifica per consentire la presentazione dell'istanza dove si trovava il minore antecedente alla sottrazione o al mancato rientro, ovvero nell'ultima residenza o dimora abituale del minore eventualità che aprirebbe scenari diversi e favorevoli, in quanto il genitore a cui viene sottratto il minore non sarebbe più obbligato a rivolgersi a un'autorità straniera, ma a quella del luogo dove il bambino aveva per ultimo la residenza abituale e i propri affetti più cari; inoltre, tale modifica fungerebbe da deterrente per il genitore reo dell'allontanamento forzato, sia nel caso che sottragga illecitamente il minore sia nel caso metta in atto un mancato rientro, evitando così lo sradicamento culturale, ideologico e affettivo dal proprio Paese d'origine;

nel caso, invece, dell'articolo 13 della citata Convenzione, la criticità riguarda la circostanza nella quale il rimpatrio del minore nel Paese d'origine, viene reso vano, ai sensi della lettera b), dal semplice deposito di una dichiarazione di un qualunque assistente sociale dell'ufficio di competenza ove in quel momento il minore si trova;

viene, per ciò stesso, auspicata dalle citate associazioni la soppressione di quanto disposto negli articoli 12 e 13, lettera b), in quanto il genitore è obbligato a rivolgersi a un'autorità giudiziaria o amministrativa locale con le conseguenti difficoltà anche personali (la lingua straniera, i costi che il genitore del minore sottratto deve affrontare e altro)

–: se il Governo sia a conoscenza delle problematiche evidenziate in premessa e quale sia la loro dimensione attuale;

se e quali intendimenti abbia il Governo in ordine alle auspicate modifiche dei citati e controversi articoli della Convenzione dell'Aja, nel senso di farsene promotore in sede internazionale, in prossimità della scadenza del suo rinnovo quinquennale;

se non si ritenga di adottare iniziative volte a facilitare la stipula di accordi con gli Stati non aderenti alla citata Convenzione per agevolare il rientro dei minori sottratti nei Paesi di abituale residenza anteriormente alla sottrazione, nel rispetto delle rispettive sovranità nazionali.

(2-01525) «Scagliusi».


Fonte: Redazione

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