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Principio di Bigenitorialità nella Scuola, Rotoli: ogni genitore intervenga

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Principio di Bigenitorialità nella Scuola, Rotoli: ogni genitore intervenga
Giacomo Rotoli

02/09/2016 - 15:03

Con la firma della Circolare n. 5336 del 2 settembre 2015, dopo ben nove anni di ritardo, veniva firmato il Decreto attuativo sull’Affido Condiviso nella Scuola Italiana a seguito di numerose segnalazioni pervenute al Miur riguardo alla mancata ottemperanza in ambito scolastico del dettato normativo della L.54/2006 relativo, tra l’altro, al riconoscimento del diritto di “bigenitorialità”, il diritto del bambino a ricevere cure, educazione e istruzione da entrambi i genitori, anche se separati. Tale diritto diritto, però, non è mai stato attuato, e tanti sono i casi e le segnalazioni che arrivano da tutta Italia.

A denunciare tale mancata applicazione della legge è Adiantum, Associazione di Aderenti Nazionale per la Tutela dei Minori. L’ente, che si batte per sensibilizzare la società civile contro ogni forma di privazione a danno dei minori, continua a denunciare, ormai da anni, la mancata applicazione della legge 54/2006. “Tale normativa", afferma Giacomo Rotoli, presidente ADIANTUM, "sancisce il diritto del minore, anche in caso di separazione dei genitori, a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo che preveda per entrambi i genitori pari responsabilità genitoriale e che essa debba essere esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio, anche con riferimento alle decisioni relative all’educazione ed all’istruzione. Questi principi, però, rimangono spesso lettera morta”.

In riferimento alla legge 54/2006, si segnala che lo stesso Miur all’interno della circolare, scriveva : “non ha mai trovato una totale e concreta applicazione anche nella quotidiana ordinarietà della vita scolastica dei minori”. Preoccupata per tale situazione, ADIANTUM informa che “la circolare per l’anno scolastico 2016/17 non è stata ancora firmata, pertanto con urgenza si chiede di favorire e garantire il prima possibile l'esercizio del Diritto/dovere del genitore separato o divorziato o non più convivente, anche se non (affidatario) e/o non allocatario, di vigilare sull'istruzione ed educazione dei figli e conseguentemente di facilitare agli stessi l'accesso alla documentazione scolastica e alle informazioni relative alle attività scolastiche ed extra scolastiche previste dal POF”. “Ci aspettiamo", aggiunge Rotoli, "oltre che dal Miur, anche dagli organi di competenza, una nota da inoltrare anche nei tribunali, dove, a differenza degli insegnanti, i giudici civili difettano di sensibilità verso la sfera emotiva degli affetti familiari”.

Al fine di iniziare l’anno scolastico nel migliore dei modi e garantire il prima possibile l'esercizio del diritto/dovere di ogni genitore, in attesa di leggi che spesso non vengono mai applicate, ADIANTUM invita tutti i genitori separati, divorziati, non più conviventi (anche se non affidatari) a protocollare una raccomandata A/R presso gli istituti scolastici dei figli ricordando che: "Il sottoscritto (genitore che interloquisce con la scuola) consapevole delle conseguenza amministrative e penali per chi rilasci dichiarazioni non corrispondenti a verità, ai sensi del Dpr 245 (rectius nr. 445 del 28 dicembre 2000), dichiara di avere effettuato la scelta/richiesta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli art. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile, che richiedono il consenso di entrambi i genitori"; di conseguenza, ove una tale dichiarazione risulti poi essere non vera, proprio perché è mancato il consenso dell'altro genitore in danno del dichiarante, scatteranno tutta una serie di sanzioni, ferma restando a norma di quanto disposto dal precedente art. 75 la "decadenza dei benefici eventualmente conseguiti”.


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


16:32  di lunedì 03/10/2016
scritto da  maurilio
basta partire dal presupposto che in caso di affidamento condiviso dei figli, i figli fanno parte dei due nuclei genitoriali, essi trascorrono un po´ di tempo con uno un po´ con l´altro e la residenza anagrafica è solo un atto formale.

https://www.pdf-archive.com/2016/10/03/quadro-sinottico-gallo-rtf/quadro-sinottico-gallo-rtf.pdf

08:34  di sabato 03/09/2016
scritto da  Gerardo Spira
Credo che si debba perseguire un´altra strada. Se la P.A è obbligata a rispettare il principio di cui all,art.97 Cost, la circolare ministeriale dispone il rispetto della legge 54/96.
Poiché i responsabili della scuola continuano a fare silenzio, bisogna seguire la linea tracciata dal TAR Palermo, ultima, con la quale il Giudice amministrativo, dopo aver condannato il Comune, per l´arrogante silenzio, ha rimesso gli atti alla Procura della Repubblica per i reati previsti e puniti dagli artt. 323 e 328 c.p. Ritengo che siano responsabili per concorso anche il Tribunale dei minori, il P.M e il giudice tutelare, per mancata vigilanza.


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