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Tanti comuni favorevoli al Registro della Bigenitorialità, ma qualcuno si oppone

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Tanti comuni favorevoli al Registro della Bigenitorialità, ma qualcuno si oppone

10/12/2015 - 11:42

Negli ultimi mesi, grazie ad una campagna vigorosa condotta da tante associazioni familiariste, l'iniziativa di istituire il Registro della Bigenitorialità nei comuni ha trovato il favore di tanti consiglieri e sindaci che l'hanno sposata con slancio.

Partita dai comuni minori (dove la "distanza" tra amministratori e cittadini è minore), il Registro è adesso al vaglio delle grandi città e dei capoluoghi di provincia. Ovunque, grazie alla sua funzione esclusivamente civica - va detto che non tocca gli interessi economici delle solite lobbies, per cui va bene... -, i vari consigli comunali mostrano un certo gradimento gradimento.

Ma c'è chi, all'interno di qualche gruppo politico locale, si oppone e cerca di mettere i bastoni tra le ruote.

Facciamo un passo indietro. Il registro nasce per garantire ai minori che entrambi i genitori ricevano le necessarie informazioni in merito al percorso didattico (e non solo didattico) della prole. Ovviamente, il registro non avrebbe ragione di esistere qualora vi fosse spirito collaborativo tra i genitori stessi, vale a dire se il genitore prevalente/collocatario si prendesse - bontà sua - il disturbo di comunicare al genitore marginale/non collocatario le notizie riguardanti voti, assenze, date e orari di ricevimento, gite, recite, etc.

Quando ciò non accade, risulta evidente la volontà ostativa di un genitore ai danni dell'altro, la volontà esclusiva ed escludente, la malsana percezione di possesso della prole e tutte le dinamiche lesive del diritto del minore alla bigenitorialità .

Noi conosciamo bene queste dinamiche. Evidentemente, chi si oppone all'istituzione del Registro, non le conosce o fa finta di non conoscerle.

Recentemente, in un comune del Sud Italia, durante il dibattito sul Registro alcuni consiglieri hanno preteso che la sua istituzione dovesse sottostare ad una modifica inaccettabile: l'inserimento del minore e dei genitori nel Registro deve essere autorizzato necessariamente da entrambi i genitori congiuntamente, e solo nei casi di affidamento condiviso.

Il quadro che questi consiglieri propongono sarebbe questo: chi viene sistematicamente tagliato fuori dalla vita dei propri figli (Scuola e Sanità, sopratutto), per poter ricevere le informazioni più importanti riguardo a loro deve chiedere il permesso. A chi ? Proprio a chi vuole tagliarlo fuori.

Non sapremmo dire dov'è il confine fra ignoranza e malafede. Volendo ammettere la buonafede, lascino spazio a chi ne sa di più. Con la modifica proposta dai consiglieri, il registro della bigenitorialità comprenderebbe solo famiglie in cui esiste un effettivo riconoscimento da parte di entrambi del ruolo genitoriale altrui. Quindi solo i casi in cui non serve affatto ! 

Facciamo un esempio. Come faccio a sapere dove e quando mio figlio deve essere operato di adenoidi o tonsille, se la mia ex (o il mio ex) non mi dice nulla e la struttura ospedaliera non mi comunica che ha adenoidi e/o tonsille da asportare ? Sappiamo quanto spesso queste ed altre informazioni vengano negate dal genitore domiciliatario, quindi devo avere anche io le analisi.

In sostanza: vigilare è un diritto/dovere previsto dal nostro impianto normativo, subordinarle al consenso dell’altro genitore è una pretesa illegittima. È un diritto/dovere anche per il genitore non affidatario, pertanto subordinare la vigilanza ai soli casi di affido condiviso è una pretesa illegittima. 

Altro principio che ai consiglieri sembra sfuggire riguarda le modalità di comunicazione. Da sempre, tutte le voci relative a pagelle e note disciplinari, saggio di ginnastica e gite varie, recita di fine anno e retta per la mensa, rientrano nelle comunicazioni scuola-famiglia. Appunto, scuola - famiglia. Orbene, il principio è semplice: se la famiglia è unita, è sufficiente una comunicazione unica; quando la famiglia si divide, si sdoppia anche il canale di comunicazione.

Tutto qui, di una semplicità disarmante.

Se alcuni consiglieri continuano ad opporsi a queste ovvietà, abbiano almeno il coraggio di verbalizzare una verità latente che si preoccupano di nascondere: riconoscono il genitore convivente come unico familiare dell'alunno, l'altro per loro è ormai un elemento estraneo al concetto stesso di famiglia. Riconoscano, nero su bianco, il diritto di un genitore di occultare all'altro qualsiasi informazione relativa alla prole.

Scrivano pure che, per essere genitore, serve l'autorizzazione dell'altro. 


Fonte: Redazione

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C'è 1 solo commento


17:55  di venerdì 11/12/2015
scritto da  simone lucchi
Aggiungo un esempio: il genitore cd collocatario riceve dall ASL notifica di un vaccino obbligatorio per il figlio, un richiamo a un vaccino o la possibilità di un vaccino facoltativo. Diciamo che il genitore cd collocatario si è fatto convincere che i vaccini fanno più male che bene, che sono prodotti da alieni o facciano parte di un percorso malefico per diminuire la popolazione mondiale e decide di cestinare la missiva dell´ASL. Il genitore cd non collocatario non verrà mai a sapere di nulla e non potrà garantire il diritto alla salute del figlio e non potrà esercitare il proprio dovere genitoriale di tutela e di cura della prole. Esempio strano? Lo scorso anno oltre 70 bimbi morti per mancati vaccini e migliaia di genitori convocati dalle procure che li hanno denunciati. La beffa delle beffe? Che anche il genitore cd non collocatario viene denunciato in quanto ha la responsabilità genitoriale.


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