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Niente è come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali

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Niente è come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali
Sara Rattaro

20/08/2015 - 15:15

Accade spesso, in una coppia di nazionalità mista, che uno dei due genitori venga allontanato dai propri figli senza un ragionevole motivo, e che a volerlo sia proprio la persona di cui ci si fida maggiormente: il coniuge. Si chiamano sottrazioni internazionali di minori, e riguardano tutti quei casi di bambini portati all’estero da uno dei due genitori, sempre all’insaputa dell’altro.

"Quando ho incontrato Francesco, che mi ha raccontato la storia alla quale è ispirato il mio romanzo", ci racconta Sara Rattaro, "non credevo alle mie orecchie. Dalla sua vicenda, e dalla ricerca che ne è seguita, è nato il mio libro". ("Niente è come te", Garzanti libri, Premio Bancarella 2015, in tutte le librerie).

"Quello che mi veniva spiegato", continua l'autrice, "era semplice e lineare, ma incredibile. Il padre non vedeva la propria figlia da oltre dieci anni, da quando era stata portata in Danimarca per una vacanza con la madre. Lui non sapeva che quella vacanza, in realtà, era un vero e proprio trasferimento. Così mentre si preparava al loro rientro, la figlia veniva iscritta a sua insaputa in una scuola danese, e ad informarlo di come stavano realmente le cose è stato un avvocato che si è preso la briga di scrivere una lettera per far sapere le vere intenzioni della moglie”.

"Non potevo crederci e una parte di me non voleva", afferma Sara Rattaro, "ma c’era qualcosa in quell’uomo e nelle sue parole che non riuscivo a dimenticare. Per questo ho provato a indagare, sperando che fosse difficile trovare altri casi simili e che quell’uomo appartenesse a una sfortunata e solitaria nicchia di persone. Non è stato così. Quello che ho scoperto è stato sconcertante per chi, come me, è sempre stata convinta che l’amore che lega un genitore a un figlio sia qualcosa di sacro e da salvaguardare, indipendentemente da tutto quello che accade intorno".

Ma la verità ha un sapore amaro. Sono centinaia i bambini portati all’estero dal nostro paese senza l’accordo tra i genitori. Bambini strappati a un affetto fondamentale e da tutto ciò che per loro rappresenta la normalità. Sono portati via senza nessun preavviso, trascinati su un aereo con un piccolo bagaglio per non destare troppi sospetti e improvvisamente, come se fosse normale, viene imposta loro un’altra realtà.

"L’amore finisce", aggiunge la Rattaro, "e la maggior parte delle famiglie è destinata all’esplosione, questo si sa, ma troppo spesso l’odio coniugale prevale sull’amore per i propri figli. Si è così accecati dal risentimento o dalla propria immaturità emotiva che condannare il proprio figlio a sopravvivere ad un vuoto affettivo diventa un fattore trascurabile".

È possibile tutto ciò ? È possibile che una madre preferisca far crescere il proprio figlio in un paese massacrato da un disastro nucleare o che un padre trascini una figlia in uno stato in guerra da anni ?

Accade anche questo, perché la sottrazione internazionale di minori non ha confini e nemmeno leggi precise. Si aspetta di essere soli, si afferra il passaporto, qualche vestito e ci si dirige in aeroporto per salire su quel volo prenotato da mesi pronti a rifarsi una vita insieme a chi ci aspetta dall’altra parte del mondo. È facile. È dannatamente facile mettere a rischio la salute emotiva di chi sosteniamo di amare, i nostri figli.

"Ma cosa accade al genitore che resta ?", conclude Sara Rattaro. "Un vero e proprio naufragio in un vuoto legislativo. Dopo essere rientrati a casa con le mani cariche di sacchetti della spesa si avverte una strano vuoto. Ci si guarda intorno, si telefona a  parenti e amici. Poi arriva uno strano presentimento e si contattano gli ospedali. Si tira un sospiro di sollievo perché nessuno sa nulla e questo a volte è un bene finché non si aprono i cassetti e gli armadi e si trovano, inspiegabilmente vuoti. Il tempo di realizzare cosa è accaduto che l’incubo ha inizio. Richieste di rimpatrio, di affido, di visita. Tutti i diritti devo essere richiesti come se non fossero naturali, come se non fossero doverosi. Come se un padre o una madre non avessero come unico compito quello di occuparsi dei propri figli. Ma non è così scontato a quanto pare. E così ti ritrovi al ministero degli interni, poi degli esteri e in un’ambasciata che però, sia chiaro, preferisce non avere guai con il paese che la ospita. Lunghe code, udienze rimandate, documenti da tradurre e bugie, tante bugie. Ti accusano di essere violento o inadeguata, di fare cose che non devi, di mangiare cibo sbagliato, di non essere all’altezza o semplicemente gradito. Tu devi lottare, non puoi mollare. Lo fai per tuo figlio. Giuri che per lui sei disposto a tutto. Ma il tempo passa e tutte le tue energie, economiche e non, si disperdono in quel vuoto legislativo, in quella incomunicabilità che si può creare anche tra paesi “fratelli” quando gli obiettivi sono diversi, per lo più economici o addirittura razziali e del bene di tuo figlio non interessa a nessuno, nemmeno a chi lo ha messo al mondo". 

“Niente è come te” di Sara Rattaro non racconta solo la storia di Francesco, ma quella di molte donne e uomini vittime di un reato odioso e violento, spesso senza una reale soluzione. Infatti, nonostante l’intervento della giustizia, i genitori a cui è sottratta la custodia del figlio devono adattarsi al volere del coniuge.


Fonte: Redazione - Sara Rattaro

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Ci sono 2 commenti


21:07  di mercoledì 02/09/2015
scritto da  Sergio Da Taranto
centinaia sono i casi di sottrazioni internazionali di minori, 9 casi su 10 è la madre che "rapisce" il figlio e lo porta via ma........Viviamo in una Italia/Europa IPOCRITA.
Le istituzioni Italiane fanno finta di seguire i casi....
Come può l´Italia far ritornare un babino dal suo papà combattendo con le leggi di un altro Stato....xkè ipocrisia?...
xkè se una mamma " rapisce " il proprio figlio e lo porta da Torino a Palermo, questo figlio non tornerà più dal suo papà.
Allora...dobbiamo parlare di sottrazioni internazionali di minori o...di sottrazione di minori dai loro papà?
Se un padre rapisce il proprio figlio, al 95% lo trovano, viene arrestato e..gli tolgono il figlio.

06:35  di venerdì 21/08/2015
scritto da  Ezio L.
con la danimarca ne ho sentite altre di storie terribili
Brava Sara Rattaro, può essere che si apre un filone di libri sul tema


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