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ADIANTUM: caso Del Grande: presto il DDL sul reato di Impedimento Doloso

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ADIANTUM: caso Del Grande: presto il DDL sul reato di Impedimento Doloso
Giacomo Rotoli

10/08/2015 - 09:04

"Anni perduti nella ricerca di un dialogo impossibile". Così esordisce Alessio Cardinale, portavoce e consigliere nazionale di ADIANTUM. "I magistrati, l'ordine degli assistenti sociali, il Garante nazionale Infanzia sono stati più volte invitati ad un confronto con noi, ma hanno sempre opposto un atteggiamento arrogante o strumentale. Memorabile, nel 2011, l'invito a partecipare ad un tavolo tecnico con il CNOAS. Doveva essere l'inizio di un percorso condiviso, ed invece si è rivelato soltanto un mezzo per prendere tempo". "A novembre scadrà il mandato dell'attuale Garante dr. Spatafora", aggiunge Cardinale, "e stiamo già lavorando per proporre un candidato che, a differenza del precedente, abbia carisma e competenza per esercitare le proprie prerogative rimaste lettera morta".

Giacomo Rotoli, Presidente Nazionale di ADIANTUM, ha diramato un comunicato che, prendendo spunto dalla vicenda dell'ing. Del Grande (il papà costretto per due anni ad incontri protetti e "fuggito" all'acquapark per 24 ore con il figlioletto), chiarisce i futuri e immediati propositi dell'associazione con sede a Napoli. "La vicenda dell´ing. Alessandro Del Grande", scrive Rotoli, "costretto ad un atto di disobbedienza civile pur di dimostrare l´assurdità di certe misure di deprivazione genitoriale, apre oggi un dibattito senza ritorno. ADIANTUM, anche sulla scorta di altre vicende di uguale gravità che non sono balzate agli onori della cronaca, intende approfondire i metodi e le prassi utilizzate dai tribunali e dagli assistenti sociali per verificare l´esistenza di eventuali violazioni di norme - anche deontologiche - e di trattati internazionali in materia di diritti civili della famiglia".

"Pertanto", conclude il prof. Rotoli, "relativamente a questa ed altre storie di malagiustizia familiare, già all´attenzione dell´associazione, l´ufficio legale di ADIANTUM, in ossequio al proprio statuto e alla rappresentatività di interesse diffuso riconosciuta dalle Istituzioni, depositerà nei prossimi giorni un esposto ai presidenti dei tribunali competenti, alla presidenza dell´ordine nazionale degli assistenti sociali (CNOAS), nonché una richiesta di attività ispettiva al competente ufficio del Ministero della Giustizia".

In settembre, fa sapere il consiglio direttivo di ADIANTUM, è prevista la presentazione in Senato del DDL per l´introduzione del reato di impedimento doloso alla cura genitoriale. Un lavoro ormai necessario per sanzionare un reato odioso, commesso da molti genitori in fase di separazione e, sempre più spesso, da operatori dei servizi sociali che lavorano tradendo il proprio codice deontologico e gettando disonore sull'intera categoria degli assistenti sociali.

"Il nostro disegno di legge", afferma Alessio Cardinale, "intende disciplinare tutti quei comportamenti odiosi che distruggono la psiche dei figli con genitori separati. "La pena detentiva prevista", annuncia Cardinale, "sarà raddoppiata nel caso in cui a commettere il reato, con dolo o colpa grave, sarà un operatore qualificato".


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


14:50  di venerdì 11/09/2015
scritto da  arianna
Non sempre sono solo le donne a farlo ma molti mariti. Che fanno di tutto per portare via i figli alle mogli per farli vivere dalla suocera e non pagare mantenimento e chiedere la casa di proprietà della moglie.Il padre vive in un altra città molto lontana mentre il figlio vive dalla nonna senza una propria stanza e dormendo in un divano letto e non vive con la madre che vive vicina alla casa della suocera e non frequenta la sorellina!Giudici e assistenti sociali vedono e lasciano fare.Intanto poi i figli si ammalano e nessuno fa nulla.Vergogna.Basta parlare sempre di cattive madri, la cattiveria e la disonestà non ha sesso.Nel mio caso i giudici non difendono le mogli come leggo sempre dai commenti

08:32  di lunedì 24/08/2015
scritto da  domenico 77
serve il reato di crimini contro l´infanzia

12:23  di giovedì 20/08/2015
scritto da  Pino FALVELLI
Ciò addirittura quando le ex hanno tutte le possibilità di lavorare e non intendono farlo e/o, addirittura, sono proprietarie di immoboli locati dai quali possono ricare consistenti redditi e/o svolgono lavoro "in nero" . I magistrati e gli avvocati responsabili di certi provvedimenti dovrebbero rispondere ed essere adeguatamente sanzionati per le assurde situazioni che si vengono a generare.

11:21  di giovedì 20/08/2015
scritto da  Pino FALVELLI
Ma secondo voi è normale che vi siano uomini separati costretti ad alzarsi di buon ora per andare a lavorare per poi consegnare gran parte del proprio stipendio alle ex, persino quando i figli sono maggiorenni ed autonomi economicamente ? Ed il tutto perchè qualche giudice ha deciso così ? Forse questi non sono casi di vere e proprie "estorsioni legalizzate" con sfruttamento e riduzione in schiavitù per il malcapitato di turno ?

09:29  di giovedì 20/08/2015
scritto da  Pino FALVELLI
Perchè le storie dei papa´separati portati alla miseria, sfruttati e ridotti in stato di schiavitù con evidentissime e documentate falsità e menzogne sono da meno ? Forse queste non meritano di essere portate all´ attenzione di chi di competenza ?ADIANTUM conosce bene la mia assurda storia e quella di tantissimi altri. Sarebbe quantomeno opportuno proporre anche che tutte le false accuse documentate ed inventate di proposito, per conseguire loschi obbiettivi, vengano adeguatamente sanzionate, soprattutto se "inventate" con coscienza e volontà e, magari, pure con la complicità di taluni legali "senza scrupoli". Nel nuovo DDL occorre sicuramente prendere in considerazione anche queste importantissime argomentazioni.


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