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Attacco alla Responsabilità Civile. A Treviso giudice non sentenzia e rinvia alla Consulta

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Attacco alla Responsabilità Civile. A Treviso giudice non sentenzia e rinvia alla Consulta

14/06/2015 - 11.52

Qualcuno l'ha già definita come "la dichiarazione d'incompetenza" della Magistratura italiana. Laddove per incompetenza, però, si intende l'incapacità manifesta di compiere il proprio ufficio.

A Treviso il giudice Cristian Vettoruzzo proprio non se l’è sentita di pronunciare una sentenza per paura della nuova legge sulla responsabilità civile, e così ha rinviato tutto alla Corte Costituzionale. Il magistrato avrebbe dovuto prendere una decisione al termine di un dibattimento sulle responsabilità del locatario di un capannone, all’interno del quale erano stati trovati 47 quintali di sigarette di contrabbando. Un caso semplice: per la pubblica accusa l’imputato va condannato a 2 anni, per la difesa l’imputato va assolto.

Semplice ? Chi lo ha detto ?

Vettoruzzo prima si riserva per la decisione, poi (ai primi di maggio) sospende il processo e spedisce gli atti alla Corte costituzionale. Nel processo ci sarebbero troppi “elementi indiziari” e così la valutazione di questi diventa “difficile e rischiosa in ordine alla correttezza dell’esito del giudizio”. Ed è in casi come questi, aggiunge il magistrato nell’ordinanza, che si “manifestano i riflessi negativi e costituzionalmente illegittimi della nuova disciplina delle responsabilità civile dei magistrati introdotta con la legge del 27 febbraio 2015″.

Se sbaglio pago, in sintesi. Per cui evito di compiere la mia funzione e mi pongo sotto l'ala protettiva della legge (art. 23 L. 11 marzo 1953, n. 87) che consente - solo a me giudice - di sollevare la questione di illegittimità costituzionale.

Un bel modo di svicolare dalle responsabilità, non c'è che dire.

Ma cosa dice la nuova legge che tanto non piace alla casta delle caste ?

La norma prevede la possibilità da parte dello Stato di rivalersi sul giudice che, “per dolo o per colpa grave”, nel corso del suo operato abbia danneggiato un cittadino. E questa nuova normativa, secondo il giudice Vettoruzzo (come riporta "Il Fatto Quotidiano"), rischia di “incidere sul principio del libero convincimento del giudice che, per essere indipendente, deve essere libero di valutare le prove, senza temere conseguenze negative a seconda dell’esito del suo giudizio”. Al contrario la disciplina scelta dal legislatore a febbraio prevede “come possibile fonte di responsabilità civile anche la valutazione dei fatti e delle prove” e quindi “mina il cuore dell’attività giurisdizionale”. La conclusione, continua Vettoruzzo, come spiega il Corriere, è che “per forza di cose se sa che la sua attività di valutazione potrà comportargli una responsabilità civile per danni, il giudice sarà portato, quale essere umano, ad assumere la decisione meno rischiosa che, nel processo penale, è spesso identificabile nell’assoluzione dell’imputato”. Perciò rischia di essere leso il principio per cui “il giudice è soggetto soltanto alla legge”. 

Non farebbe una grinza. Peccato che tali concetti, ai più, appaiono come una forma di resa incondizionata di fronte alla evidente incapacità, da parte dei parte dei magistrati, di assumere una responsabilità per il proprio operato, in nome di una sbandierata indipendenza che costa ogni anno, agli italiani, migliaia di errori giudiziari e miliardi di euro di danni. Il tutto, sommato ad una cronica inefficienza e lentezza che nasce da privilegi insopportabili.

Una domanda su tutte: senza la nuova legge il giudice Vettoruzzo avrebbe emesso la sentenza ?

Nel frattempo, chi si è fumato le 47 casse di sigarette di contrabbando ?

 


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


17.34  di martedì 30/06/2015
scritto da  Ezio Lucchina
VERGOGNA
resistere, resistere, resistere

09.53  di lunedì 15/06/2015
scritto da  Pino FALVELLI
Al di là del caso del giudice di Treviso che non compete a me giudicare, una cosa è certa : CERTI GIUDICI NON POSSONO CONTINUARE A ROVINARE LA GENTE E RESTARE IMPUNITI. La garanzia di impunibilità va eliminata subito con una nuova legge che modifichi adeguatamente quellòa approvata recentemente, la quale, a mio modesto parere, è soltanto una presa in giro. Non può pagare lo Stato , cioè sempre il solito povero contribuente ( sempre ammesso che qualcuno paghi per le proprie malefatte ).

09.42  di lunedì 15/06/2015
scritto da  Pino FALVELLI
Poveri noi ! In mano a chi stiamo ? E´ questo il sisatema giustizia nel quale noi comuni cittadini dobbiamo riporre fiducia ? Da ce mondo è mondo ogni lavoratore della pubblica amministrazione dovrebbe ripondere per le proprie responabilità. Possibile che detto principio non debba valere solo per i giudici ?

19.07  di domenica 14/06/2015
scritto da  gerardo spira
Fatta la legge, trovato l´inganno. Dunque se tutti i giudici italiani, assumono la decisione come Vettoruzzo, la giustizia si blocca. Finalmente è venuto fuori il problema. Cosa pretendeva questo giudice, di assolvere o condannare scaricando sullo Stato e quindi sui cittadini le conseguenze della sua decisione? Il popolo italiano paga perché chi ricopre funzioni pubbliche e viene pagato lautamente sia soprattutto preparato e capace di decidere, in buona fede. Il caso prova che nella questione si è inserito un dubbio colpevole ancora prima di decidere. Questo magistrato per la irresponsabile decisione va comunque allontanato dalla funzione. Per i funzionari pubblici invece resta il principio della responsabilità. Il giudice Vettoruzzo poteva farsi un´assicurazione, pagata con soldi di tasca propria, e decidere responsabilmente.

15.57  di domenica 14/06/2015
scritto da  Tizzan iGiuseppe
Un giudice (spero) dovrebbe conoscere le leggi, per cui se ritiene che le informazioni acquisite non siano sufficienti può chiedere ulteriori indagini conoscitive diversamente (secondo la N/S costituzione) se non è a conoscenza di "fatti e prove certe" in grado di provare la colpa (reato) ha il "Dovere" di assolvere l´imputato.
ED AGGIUNGO "SE NON E´ IN GRADO DI FARE QUESTO VA´ MANDATO A CASA A CALCI NEL CULO"


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