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Registro della Bigenitorialità, ADIANTUM accelera. Bergamo e Lazio al via. Rotoli: Una lotta civile

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Registro della Bigenitorialità, ADIANTUM accelera. Bergamo e Lazio al via. Rotoli: Una lotta civile

29/05/2015 - 18.05

Bergamo ha scaldato i motori, e il Lazio accelera. Il Registro Comunale della Bigenitorialità - idea vincente di Marino Maglietta e della sua associazione Crescere Insieme - è una realtà che tutto il mondo associativo attivo in materia di famiglia ha adottato con entusiasmo, ricevendo da molti comuni grande favore. Quelli di Firenze, Verona, Milano e Trento ne sono esempio.

Così, l’Associazione Minori in Primo Piano Onlus - aderente ADIANTUM - ha presentato nei giorni scorsi al Sindaco Giorgio Gori la richiesta di istituire il registro della bigenitorialità nella città di Bergamo. Allo stesso modo, la delegazione del Lazio ha cominciato a sottoporre in molti comuni la medesima iniziativa, riscontrando grande successo. 

Ma cos'è il Registro ?

Il registro introdurrebbe il doppio domicilio per i figli di genitori divorziati o separati e darebbe applicazione al principio della bigenitorialità, ovvero al diritto soggettivo del minore di vedere ugualmente coinvolti i genitori, sia in pendenza di giudizio di separazione o di divorzio, che successivamente, alla conclusione dello stesso, nelle decisioni relative alla sua salute, educazione e istruzione.

«L’istituzione del doppio domicilio – spiega Francesco D’Auria, presidente di Minori in Primo Piano Onlus e Segretario Nazionale di ADIANTUM – aiuterebbe le famiglie ad affrontare in modo migliore il trauma della separazione, affermando il diritto e il dovere di ciascun genitore ad esercitare il proprio ruolo, cosa tutt’altro che scontata nella confusione legislativa attuale, che alimenta incomprensioni e dispetti nei momenti più difficili. Il registro non cambia nulla sul piano giuridico, ma produce effetti concreti perché consente ad entrambi i genitori di esercitare meglio il loro ruolo per diritti, doveri e responsabilità. Al registro potrebbero iscriversi i figli di tutti i genitori con residenze diverse, qualunque ne sia il motivo. La residenza resterebbe una sola, ma le comunicazioni che riguardano il bambini farebbero riferimento ai due domicili indicati dai genitori».

"Cominceremo dai comuni limitrofi come Ardea e Grottaferrata", ci racconta Massimiliano Gobbi, consigliere nazionale ADIANTUM e delegato per il Lazio, "per poi spingerci fino a Roma, dove già altre realtà associative, a cui daremo tutto il nostro supporto, stanno lavorando in questo momento per lo sviluppo dell'iniziativa".

Il registro per il diritto alla bigenitorialità dei minori è istituito in diverse città italiane. La prima a crearlo è stata Parma, un anno fa, e nell’ultimo anno diverse città hanno deciso di seguirne l'esempio.

"Non occorre una carica politica", afferma Giacomo Rotoli, Presidente Nazionale di ADIANTUM, "è sufficiente essere un cittadino consapevole dell'importanza di questa iniziativa, che mira a combattere anche gli aspetti burocratici di un principio tanto disatteso dai nostri tribunali e da buona parte della politica, entrambi troppo occupati a difendere i privilegi acquisiti da una vita di malagiustizia e malapolitica. E' una delle sfaccettature della lotta di civiltà che stiamo combattendo contro chi si oppone al cambiamento".

 

(IN ALLEGATO BOZZA DEL REGOLAMENTO COMUNALE-TIPO)


Fonte: Redazione

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C'è 1 solo commento


18.58  di mercoledì 10/06/2015
scritto da  gerardo spira
Qualsiasi iniziativa tesa a rafforzare il principio della bigenitorialità va sostenuta, perché tende alla salvaguardia dei diritti del minore. In forza di questo principio dunque regolamenti e direttive devono tendere ad evitare l´inserimento della giustizia minorile la quale, almeno fino ad oggi, ha gestito i conflitti con una cultura inidonea ed incapace, aggravando situazioni e risolvendo quasi sempre il caso,con la sottrazione del minore ad uno dei due, impedendo l´esercizio di diritti e doveri fissati negli artt.147 e 148 c.c. L´obbligo non può essere ridotto a facoltà, per intervento non conforme alla legge. Il Registro, approvato dall´Ente territoriale, deve prevedere l´iscrizione obbligatoria alla semplice richiesta di un genitore, senza condizionamenti. Sappiamo cosa accade presso i servizi socio-sanitari e conosciamo le decisioni sulla responsabilità genitoriale e sulle conseguenze adottate dalla giustizia "nostrana". Entra qui in gioco il discorso della negoziazione assistita, che deve uniformarsi ai principi del diritto nazionale ed internazionale. Il minore è al di sopra di tutto e va salvaguardato. Insisto sulla necessità di legare al contratto un protocollo di intesa sui diritti ed i doveri, generali ed assoluti validi in tutta Italia da Palermo a Milano. Ho invitato per questo il Consiglio nazionale forense di fissare uno schema tipo generale di protocollo a cui tutti gli avvocati devono attenersi. I conflitti non si risolvono in tribunale, ma davanti allo Stato civile, dove sono stati assunti impegni col matrimonio. Il problema delle separazioni va affrontato dalla Società con passaggi chiari e correlati( inizio separazione, protocollo di intesa ,negoziazione assistita). Queste fasi fissano il percorso nell´interesse superiore del minore. I figli sono tutti uguali ed hanno tutti gli stessi diritti.


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