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Europa condanna Italia: diritto dei nonni a vedere i nipoti. Noi paghiamo, i giudici no

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Europa condanna Italia: diritto dei nonni a vedere i nipoti. Noi paghiamo, i giudici no

21/01/2015 - 12.19

La solita storia all'italiana: una separazione, si discrimina uno dei due genitori (il padre), l'altro genitore (ovviamente il "collocatario") lancia false accuse di abuso, "il genitore che non partorisce" non vede più i figli - ma, si sa, sono le "cautele" derivanti dalla verifica delle accuse - e i nonni di quello fanno la stessa fine. In più, i figli "si abituano" (con la violenza) a non avere le cure di entrambi i genitori, ed il risultato sperato da chi ha ordito la trama (criminale) viene raggiunto. A cose fatte, dopo qualche grado di giudizio e diversi anni, arrivano la condanna dell'Europa ed il risarcimento di qualche spicciolo, che in realtà non risarcisce un dolore che le vittime (figli, genitore e nonni) si porteranno dietro per tutta la vita. 

A monte di tutto, gli italiani pagheranno questo risarcimento e i giudici imperiti e svogliati rimarranno impuniti. Da non sottovalutare, inoltre, il ruolo dei legali della donna che hanno accettato supinamente - sicuri che il codice deontologico forense non sia stato violato ? - quanto raccontato dalla madre (poi rivelatosi totalmente infondato).

Cominciamo a pensare che, all'Italia degli imbecilli, burocrati, negligenti e fannulloni (quelli che governano la giustizia familiare), questo meccanismo piaccia. In fondo. 20-30.000 euro di risarcimento ogni tanto valgono un welfare indotto ed una economia lucrativa che vale da 5 a 10 mld l'anno. 

In questa ultima vicenda, per oltre 12 anni i nonni non hanno potuto incontrare la nipotina a causa di una decisione dei tribunali italiani. Ma, secondo la CEDU (Corte europea dei diritti umani) le autorità nazionali «non hanno compiuto gli sforzi adeguati e sufficienti per preservare il rapporto di parentela» tra i nonni e la bambina e «hanno disatteso il loro diritto al rispetto della loro vita familiare». Nei fatti: due coniugi torinesi si sono visti negare il diritto di vedere la nipote per oltre 12 anni, e la Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia a pagare alla coppia 16 mila euro per il risarcimento dei danni morali, più altri 5 mila euro per le spese legali.

Franca Manuello e Paolo Nevi - questi i loro nomi - dal 2002 non sono stati più autorizzati a vedere la nipote, che all'epoca stava per compiere sei anni. Infatti, dopo sei anni di matrimonio, la nuora della coppia ha chiesto il divorzio dal marito, padre della bimba e figlio dei ricorrenti, accusato subito dopo di aver abusato sessualmente della bambina. Quattro anni dopo, il tribunale di Torino ha assolto l'uomo da ogni accusa «perché il fatto non sussiste». Nel frattempo però il tribunale dei minori di Torino ha tolto al padre la patria potestà sulla figlia e i nonni non sono stati più in grado di vedere la bambina.

Dopo il solito calvario del "percorso" con i servizi sociali e gli psicologi per poter riprendere i contatti con la nipote, il tribunale di Torino nel 2007 ha negato alla coppia il diritto di rivederla perché, secondo la psicologa della bambina, questa «mostrava paura e angoscia nei confronti del padre e, associando i nonni al padre, non era pronta a incontrarli».

Nel 2009 il ricorso dei nonni è stato respinto dalla Corte di Cassazione. Ma per la Corte europea dei diritti dell'uomo, le autorità italiane «non hanno compiuto gli sforzi adeguati e sufficienti per preservare il rapporto di parentela» tra i nonni e la bambina. La Corte ha rilevato, in particolare, che sono passati tre anni prima che il tribunale di Torino stabilisse il diritto dei ricorrenti di incontrare la nipote e che quella decisione non è mai stata eseguita dai servizi sociali incaricati di organizzare gli incontri.

Di casi del genere, attualmente, ce ne sono a centinaia nel nostro Paese. Il Sistema non fa sconti a nessuno, padri o madri non si fa quasi più differenza. Una deriva che vede sempre più spesso giudici pigri e servizi sociali assenti.


Fonte: Redazione

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Ci sono 3 commenti


11.32  di martedì 17/03/2015
scritto da  LUCIANA
Io eliminerei per prima gli assistenti sociali , non sono idonei a dare un giudizio al di fuori.... Incassano solo e non gliene frega nulla se i nonni soffrono.... Poi quei giudici (senza toga) che non capiscono nulla sono solo dei ragazzi senza esperienza.Diritto dicono ma poi devi aspettare anni e anni, fai in tempo a morire

09.05  di venerdì 23/01/2015
scritto da  gerardo spira
Direi giudici responsabili di sottrazione di minori e impedimento doloso al mantenimento dei rapporti e frequentazioni col minore.

11.30  di giovedì 22/01/2015
scritto da  indagare su chi ha organizzato la falsa accusa di pedofilia
Torino è terra di abusologi, ci saranno dietro sempre gli stessi?


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