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Vademecum: cosa fare in caso di sottrazione internazionale di minore

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Vademecum: cosa fare in caso di sottrazione internazionale di minore

05/11/2014 - 17.39

di MARCO DI MARCO* - "Se ci sono forti sospetti e soprattutto prove di una potenziale sottrazione, chiedete come misura preventiva e cautelare il ritiro  del  passaporto  e/o della carta d’identità italiana e straniera del minore, e anche del passaporto e/o della carta d’identità del genitore straniero, con notifica di avvenuto ritiro dei documenti da parte del tribunale italiano all’ambasciata estera rappresentante il genitore straniero ed il minore binazionale. Inoltre richiedete a tale ambasciata di non emettere un nuovo passaporto provvisorio per il genitore straniero e per il minore".

Esordisce così Marco Di Marco, delegato ADIANTUM per le sottrazioni internazionali, il quale aggiunge "Attenzione però, questa misura cautelare potrebbe essere insufficiente perché l’ambasciata estera potrebbe non rispettare la vostra richiesta di non emettere i documenti provvisori".

Sempre più minori rapiti e portati via dall´Italia nel paese straniero da cui proviene l´altro genitore. Molte madri dell´Est Europa lo fanno, alimentando una casistica ormai preoccupante, ma ne sono autori anche diversi padri originari del Nord Africa e di religione musulmana.

Da qui una sorta di vademecum, di "Bignami" della sottrazione internazionale arricchito dalla guida del Ministero degli Affari Esteri. Eccone una sintesi.

IL TRIBUNALE ITALIANO - Il tribunale italiano, in caso di forti sospetti o prove di una potenziale sottrazione, deve emettere relativamente al minore il divieto di espatrio dall’Italia e la segnalazione alle liste di frontiera. Attenzione però, perchè questo provvedimento di divieto di espatrio dal territorio italiano può essere facilmente disatteso dal genitore straniero, in quanto nell’aerea dei paesi che hanno aderito alla convenzione di Shengen non ci sono più i controlli alle dogane dei confini di stato  per spostamenti via terra, come neanche ai terminali check-in degli aeroporti e porti, e il divieto di espatrio dal territorio italiano non è segnalato nei terminali. Solo un controllo a campione fortuito da parte delle forze dell’ordine italiane potrebbe riconoscere tale divieto emesso da un giudice italiano e sventare il tentativo di espatrio.

Pertanto, in tutti i casi sospetti o provati, si deve necessariamente emettere la segnalazione nel circuito Shengen/SIRENE come unica vera prevenzione. Tale segnalazione, in applicazione dell’art. 97 della convenzione di Shengen, registra il minore nelle liste di frontiera di  tutti i paesi aderenti a tale convenzione, così come anche in tutti i paesi del mondo per quanto riguarda il circuito SIRENE, nel caso in cui il genitore sottrattore straniero volesse trasferire illegalmente il minore binazionale al di fuori dell’aerea Shengen. 

Le forze dell’ordine straniere o italiane, durante i controlli negli aeroporti, porti marittimi o altri luoghi, contatterebbero subito il magistrato responsabile di tale divieto, il quale a sua volta può decidere di far andare a prendere il minore oppure di riconsegnare il minore in Italia.

COSA FARE DOPO IL SEQUESTRO/SOTTRAZIONE DEL PRORIO FIGLIO

1) Denunciare il fatto presso la Procura della Repubblica di zona o in alternativa presso un Posto di Polizia, chiedendo che si proceda penalmente contro i responsabili per i reati puniti e perseguiti dall’art. 605 bis del Codice Penale. Alla fine della denuncia inserire la seguente frase:” Chiedo inoltre, ai sensi dell´art. 408 del c.p.p., di essere avvisato in caso di archiviazione del presente procedimento”.

Cercare in tutti i modi di evitare che si proceda penalmente secondo l’art. 574 bis del Codice Penale, perché questa formula è risultata totalmente inefficace. Infatti, sono previsti anche per il 574 bis c.p. tre gradi di giudizio (primo grado, appello e cassazione), e il tutto serve solo a perdere tempo inutile nei tribunali, a spendere somme cospicue senza avere la certezza della pena (il reato prevede al massimo una pena di quattro anni). Con il nuovo decreto svuota carceri e l’indulto il genitore sottrattore non sconta neanche qualche minuto di carcere, e il minore sottratto non viene ricondotto sul territorio italiano.

La differenza sostanziale consiste nel fatto che Il reato di sottrazione internazionale di minori (art. 574 bis c.p.) è un reato compiuto sui genitori e non sul minore, quindi non riconosciuto come reato in diversi paesi nel mondo. Mentre il reato previsto nell’art. 605 bis c.p. (rapimento di incapace/ sequestro di persona), con l’aggravante parentale  dell’art 630 bis c.p., consente l’immediata emissione di un mandato di custodia cautelare, e di un mandato di cattura europeo/internazionale perseguito dall’Europol/Interpol, che utilizza i mezzi previsti per un rapimento (intercettazioni telefoniche, controllo delle carte di credito e delle email del genitore straniero rapitore etc).

In tal modo, il minore binazionale rapito verrebbe individuato con meno difficoltà e riportato il più velocemente possibile.

L’esperienza della procura di Vicenza insegna che l’utilizzo dell’art. 605 c.p., da solo, non sempre è sufficiente, perché le forze Europol/Interpol straniere spesso conducono indagini passive o – addirittura  -comunicano al loro connazionale rapitore data ed ora esatta in cui faranno il sopralluogo per rimpatriare il minore. Pertanto, allo scopo di prevenire questi episodi di elusione e ostacolo alla Giustizia, la procura italiana dovrà dare l’accreditamento al proprio ufficiale giudiziario e, con una rogatoria internazionale, inviarlo nel territorio dove si trova il minore per effettuare indagini congiunte con i loro colleghi stranieri, in modo da assicurare il sicuro ritorno.

Con questo metodo la procura di Vicenza è riuscita ad ottenere in passato il 90 % dei rimpatri in Italia dei minori binazionali rapiti all’estero. (Per informazioni  esatte, professionali e dettagliate rivolgersi alla procura di Vicenza).

2) Sia in caso di coppie di fatto, sia di coppie sposate, chiedere al Tribunale competente che venga sospesa, con procedura d’urgenza, la Responsabilità Genitoriale al genitore che ha rapito il figlio ( a causa del grave reato commesso).

3) Se siete sposati, separati o divorziati o conviventi, e il figlio rapito è stato portato in uno stato che ha sottoscritto la Convenzione dell’Aja, chiedere al tribunale competente, con procedura di urgenza, che vengano riviste le condizioni di affidamento del Minore chiedendo l’affido esclusivo per il genitore vittima di sottrazione internazionale sulla base della Convenzione, nonchè e l’immediato rientro in patria del Minore.

4) Denunciare il fatto, se il Minore è stato portato all’estero, al Ministero degli Esteri (Tel. +39 06 36913800;+39  06 36913900; 39  06 36912804; +39 06 36918572;  +39  06 36912814)

5) Denunciare il fatto all´Autorità Centrale presso il Ministero della Giustizia, dipartimento per la giustizia minorile, affinchè venga attivata la Convenzione dell’Aja (Tel.: +39 06 68188325  ; +39 06 68188328 ; +39 06 68188329 06 68188419)

6) Se il figlio rapito è stato portato in uno stato della Comunità Europea, sulla base del Regolamento Europeo n° 2201/2003 (detto anche Regolamento Bruxelles 2 bis) si può far riconoscere ed eseguire le sentenze italiane purché nello stato dove si trova il Minore sia previsto lo stesso reato.

7) Contattare l’ambasciata italiana all’estero dove ipoteticamente si trova il minore sottratto, chiedendo di far fare alle forze di polizia straniere un sopralluogo presso l’ipotetico indirizzo o posto dove si trova il minore in modo da velocizzare eventualmente l’intercettazione del minore ed intervenire al più presto possibile e permettere ai tribunali italiani ed alle autorità centrali, ministero della giustizia dipartimento giustizia minorile di agire in maniera più veloce. L’ambasciata italiana all’estero può fornire una lista di avvocati stranieri traduttori ed interpreti accreditati presso tale ambasciata.

8) Chiamare il numero gratuito europeo "116000 - bambini scomparsi" del telefono azzurro gestito dal ministero degli interni, loro si attivano subito con la loro rete europea e seguono il caso costantemente fino al ritrovo del minore, hanno il contatto diretto continuo con le forze dell’ordine: http://116-000.it - Email: segnalazioni@116-000.it

 

ALCUNI CONSIGLI FONDAMENTALI

- In caso di separazione dal coniuge straniero, provate a consentirgli un ampio contatto con il figlio. Non esasperate la situazione, non provate mai ad impedirgli di vedere il proprio figlio. Mantenete, ove possibile, un rapporto civile, non dimenticando che le radici familiari, culturali e sociali del vostro ex partner non si trovano in Italia, ma in un altro paese, e che questa circostanza è fondamentale per il futuro della relazione. Proprio le situazioni in cui il coniuge straniero si sente (giustamente o ingiustamente) ostacolato nei rapporti con i figli, finiscono spesso con una sottrazione.

- Se la sottrazione è avvenuta, agite subito e celermente per le vie legali. Non fidatevi di promesse o richieste di tempo "per riflettere". Evitate discussioni sulla situazione giudiziaria con il genitore sottraente, queste discussioni devono rimanere in sede giudiziaria o avvenire tra i legali. Spesso le cause sono lunghe e difficili da vincere, e nell’immediatezza della sottrazione il contatto con il vostro figlio dipende dalla buona volontà del genitore sottraente.

- Provate a mantenere buoni rapporti con la famiglia del genitore sottraente o con amici comuni. Questo potrebbe facilitare i contatti con i vostri figli o favorire il raggiungimento di una soluzione pacifica.

Usate i mass-media con cautela, la pubblicazione della sottrazione può rendere la situazione ancor più complicata. Rivolgetevi ai mass-media solo in situazioni disperate.

- Valutate i consigli delle autorità italiane preposte alla gestione di questi casi (Ministero degli Affari Esteri, Autorità Centrale Giustizia Minorile, Ambasciate ecc.) con una buona dose di scetticismo. I loro obbiettivi spesso non coincidono con i vostri.

 

Delegato Nazionale Adiantum per le sottrazioni internazionali

 


Fonte: Redazione

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Ci sono 5 commenti


12:30  di lunedì 14/11/2016
scritto da  Massimo
Buongiorno, molto interessante e utile. Grazie. Non trovo però come l´articolo 630 bis c.p., che lei cita, possa essere utilizzato.

07:33  di giovedì 06/08/2015
scritto da  alessio
consigli preziosi, grazie
e pure gratis, se li chiedi a un avvocato sono 300 euro come ti siedi

11:45  di lunedì 03/08/2015
scritto da  Annalisa
consigli fondamentali: sparare al genitore che scappa, no?

20.35  di sabato 15/11/2014
scritto da  Marco Di Marco
Gentilissima sig.ra @milagros cordova, Le consiglio di registrare e videoregistrare il padre di Sua figlia mentre fa tali affermazioni e portarli al giudice e poi chiedere al giudice italiano il divieto d´espatrio dall´italia di Sua figlia e come forma preventiva cautelare di far mettere sempre dal giudice la segnalazione nel circuito Shengen/Sirene di sua figlia in modo che in tutti i paesi dell´area Shengen quindi anche in Italia lei è segnalata, doppia sicurezza.
Inoltre chiedere l´applicazione dell´art. 97 della convenzione di Shengen, in modo che se sua figlia dovesse venire individuata in un paese dell´area Shengen , lei verrebbe bloccata e Lei può venire a riprenderla oppure le autorità italiane oppure riconsegnate in Italia dalle autorità straniere.
Se riesce, ma lo deve valutare Lei, dovrebbe chiedere al giudice l´affido esclusivo della minore ed il collocamento presso di Lei, con visite esclusivamente in modalità protetta da parte di Suo marito.
Potrebbe chiedere tramite giudice italiano di far ritirare il passaporto siriano del padre di Sua figlia con la notifica da parte del tribunale italiano dell´avvenuto ritiro presso l´ambasciata siriana in Italia e che tale ambasciata non emetta nuovi passaporti siriani provvisori per Sua figlia ed il padre di Sua figlia, ma credo che l´ultima soluzione sia veramente difficile

06.59  di giovedì 13/11/2014
scritto da  milagros cordova
Ciao,piacere,io sono una mamma peruviana, il padre de mia figlia e siriano,mi minaccia di togliermi mia figlia,lo a già fatto in passato e prima di andarsene dicasa,sono tterrorizzata,stressata, sofferente,fino adesso non ho avuto la custodia de mia figlia,ho molta paura,ho provato a bloccare l passaporto de mia figlia,chiedere la fotosegnalazione in questura, ho provato di tutto, non so che fare, voglio evitare la sottrazione di lei,sono disperata.....


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