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Trento, bocciato il DDL 24 su affidamento minori. Maffioletti: il difensore civico si dimetta

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Trento, bocciato il DDL 24 su affidamento minori. Maffioletti: il difensore civico si dimetta
Daniela Longo

14/09/2014 - 11.23

Trento. Di recente il Difensore civico, dott.ssa Daniela Longo, ha presentato una relazione alla Quarta commissione politiche sociali in merito al DDL n. 24 presentato dall’onorevole Giacomo Bezzi e relativo al tema dell’affidamento dei minori. A nostro avviso, alcune posizioni assunte dalla dottoressa Longo si collocano in aperto contrasto con la missione stessa a cui è chiamata in qualità di Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Trento.

Infatti, quella del Difensore civico è, in primis, una funzione di garanzia e tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione. Ricordiamo altresì che nella Provincia autonoma di Trento il ruolo di Garante dei minori è affidato proprio al Difensore Civico. Eppure la dottoressa Longo, relativamente al passaggio, previsto nel ddl 24, in cui si prevede l’obbligatorietà di un progetto formale di recupero o rafforzamento della genitorialità, nella sua relazione scrive: “.... la soluzione non è quella di imporre un progetto, che fra l’altro credo esista per tutti senza tale vincolo, visto che risolvere il problemi con la famiglia è prioritario in ogni progetto di intervento sui minori, quanto magari trovare idonee modalità di interfacciarsi e superare ostilità esistenti. Tutto questo però riguarda la gestione dei servizi sociali, quindi l’azione amministrativa, e (la questione, ndr) non può essere risolta in via legislativa. Altrimenti si corre il rischio di aggiungere una carta in più da predisporre e basta.”

È scandaloso che il Difensore Civico, che dovrebbe tutelare i cittadini, si opponga formalmente al tentativo del legislatore di imporre uno strumento che, appunto, tutela maggiormente i cittadini, definendolo “....una carta in più da predisporre e basta”.

E' altrettanto scandaloso che, così facendo, svuoti di significato il proprio ruolo - così sottraendo una figura di garanzia dal novero delle guarentigie di cui la cittadinanza deve godere - e finisca consapevolmente con il riconoscere (quasi con atteggiamento di "sudditanza gerarchica") un potere immenso all’azione amministrativa. Invece, le fonti normative che istituiscono la figura del Difensore civico/Garante affermano che il ruolo del difensore civico (e garante per l'infanzia) è quello di  essere Organo di tutela dei cittadini per segnalare storture o male prassi operate dalla pubblica amministrazione a svantaggio della erogazione di pubblici servizi che devono rispondere al principio legislativo di efficienza, efficacia e trasparenza pubblica,  e di bilanciare il potere dominante delle Istituzioni nei confronti della posizione del singolo cittadino.

A Trento, evidentemente, c'è qualcosa che non torna, giacchè ci troviamo in un territorio che registra uno tra i più alti tassi di allontanamento di minori dal proprio nucleo familiare, con destinazione casa famiglia o affido familiare.

L'intento di difendere a spada tratta il Sistema si rivela anche nel passaggio in cui si afferma che “la soluzione non è quella di imporre un progetto, che fra l’altro credo esista per tutti senza tale vincolo....”. Qui il Difensore Civico dimostra, quantomeno, una scarsa competenza in materia, dato che il disegno di legge si indirizzava proprio alle lacune amministrative relative alla mancanza di progettualità nelle attività di recupero della genitorialità.

Com’è possibile che la dottoressa Longo non sia al corrente delle innumerevoli segnalazioni concernenti la mancanza di progettualità dei servizi sociali trentini ?

Forse nulla sa della recente denuncia secondo la quale 93 bambini su 101 minori in regime di visita protetta - un numero "allucinante" se consideriamo che in Trentino il numero totale di minori allontanati dalle famiglie è di 355 - non hanno beneficiato di alcun aumento graduale delle visite (il che dimostra chiaramente la mancanza di progettualità o l’inefficienza della stessa).

Come può, il Difensore Civico, accettare ad occhi chiusi le informazioni, provenienti probabilmente dalle amministrazioni, e affermare che tale progetto “CREDO esista per tutti” ?

Significa forse che i “rapporti difficili con la famiglia di origine” siano sempre da addebitare alla famiglia e mai all’amministrazione ?

E perché la dottoressa si oppone a uno strumento di controllo dell’amministrazione ? Quella “carta in più da predisporre e basta” potrebbe permettere ai genitori di dimostrare l’inefficienza del progetto di recupero o rafforzamento della genitorialità e richiedere un progetto migliore, nonchè fungere da stimolo, per gli operatori, ad essere concretamente "al fianco" delle famiglie.

Come potranno i genitori e i cittadini rivolgersi con fiducia al Difensore civico ?

Crediamo che, a fonte di tale atteggiamento così passivo verso la cittadinanza, l'attuale Difensore Civico dovrebbe dimettersi. Dal canto nostro, consideriamo le sue dichiarazioni molto serie e valuteremo se porre la questione a livello istituzionale.

 

Gabriella Maffioletti Delegata Nazionale ADIANTUM per gli Enti locali

 

IN ALLEGATO IL FILE COMPLETO DELLA RELAZIONE ALLA IV COMMISSIONE


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


17.05  di lunedì 06/10/2014
scritto da  da GESEFI
appello dei padri separati al sinodo sulla famiglia http://www.gesefi.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=160:2014-08-28-appello-al-santo-padre&catid=46:-calendario-eventi&Itemid=499

20.52  di domenica 14/09/2014
scritto da  gerardo spira
E´ pura follia che un Garante si esprima in modo così confuso. Meno male che il suo parere, per legge, è obbligatorio ma non vincolante Nel Trentino il valore della dignità della famiglia ha un significato molto diverso da queste sconsiderazioni giuridiche. Sicuramente la Commissione le cestinerà.


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