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Mediazione Familiare in Italia ancora al palo: mediatori vittime di se stessi?

Mediazione Civile e Familiare


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Mediazione Familiare in Italia ancora al palo: mediatori vittime di se stessi?

17/08/2014 - 10.31

Disegni e progetti di legge, workshop, seminari e convegni...In mezzo, anche un tavolo tecnico partito a Marzo 2014 con le migliori intenzioni, e presto rimbalzato sul muro di gomma eretto dal Sistema Conflittuale italiano, contro il quale sbattono quotidianamente migliaia di famiglie del nostro Paese.

Ma siamo sicuri che sia tutta colpa del "Sistema", e che la categoria dei mediatori familiari non abbia alcuna responsabilità nel cercare di colmare questo assurdo vuoto normativo ?

Perchè, dopo la XVI Legislatura - durante la quale sono stati depositati ben due disegni/progetti di legge (n. 2503 Camera Deputati - n. 2203 Senato) - l'azione di lobbying delle associazioni di categoria si è arenata nel nulla ?

Partiamo proprio da quel Tavolo Tecnico, annunciato con grande enfasi. A Lecce, lo scorso 24 Marzo 2014, gli organizzatori (patrocinati dal Comune della città pugliese) si sono riuniti per elaborare una proposta di legge che definisse natura ed obiettivi della mediazione familiare, e regolamentasse la figura professionale del mediatore familiare, individuandone l’ambito operativo. “Il progetto di istituire un Tavolo Tecnico al fine di elaborare una proposta di legge in materia di Mediazione familiare, con il contributo delle principali Associazioni di categoria e del Forum Europeo per la Formazione e ricerca in Mediazione Familiare, nasce dalla constatazione che la Mediazione familiare, pur essendo una realtà nel nostro Paese da circa trent’anni, non ha trovato cittadinanza nel nostro ordinamento attraverso una disciplina normativa organica che definisca la Mediazione familiare; che regolamenti ed attribuisca autonoma dignità alla figura professionale del Mediatore familiare, individuando i criteri di accesso alla professione e disciplinandone l’ambito di operatività; che preveda l’istituzione di un Registro dei Mediatori familiari, di un Tariffario della Mediazione familiare e di un Codice deontologico dei Mediatori familiari. Su questi punti si sta lavorando proficuamente, al fine di valorizzare la Mediazione familiare come strumento di gestione costruttiva del conflitto di coppia e di sostegno alla genitorialità”.

L'adunanza era supportata dall’Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR - Fondazione di diritto pubblico costituita da Enti di ricerca, come l’Università di Teramo e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale - nonchè da associazioni rappresentative quali il Forum Nazionale dei Mediatori e l’Associazione Avvocati Europei, dal Comune di Collegno, dalla Provincia di Caserta, dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria.

L’Osservatorio svolge attività di studio, ricerca e analisi dei sistemi ADR, e vigila sulla qualità e sull’operato dei mediatori. Inoltre, la sua natura giuridica di Fondazione di diritto pubblico le consente di poter operare a supporto del Ministero della Giustizia.

Al tavolo tecnico partecipavano le più importanti Associazioni di categoria di Mediazione familiare, quali: Associazione Italiana Mediatori Familiari (AI.Me.F.), Società Italiana di Mediazione Familiare (S.I.Me.F.), Associazione Internazionale Mediatori Sistemici (A.I.M.S.), Associazione Europea Mediatori Familiari (A.E.Me.F.), Associazione Nazionale Avvocati Mediatori Familiari (A.N.A.Me.F.), Istituto Nazionale di Mediazione Familiare e Penale (I.NA.ME.F) ed il Forum Europeo per la Formazione e ricerca in Mediazione Familiare.

A distanza di quasi 5 mesi dalla sua istituzione, ad oggi nessuno conosce dove i contenuti del Tavolo siano approdati, e quali possano essere le caratteristiche di questo progetto di legge.

La riflessione non è di poco conto, giacchè le famiglie separate italiane attendono con ansia gli sviluppi in materia. Inoltre, ci si chiede come mai una "forza d'urto" di almeno 15.000 professionisti non riesca a superare le barriere corporative erette dall'Avvocatura Nazionale, dall'associazione dei magistrati e dagli assistenti sociali, tutti impauriti dalla potenziale quota di apporto professionale (e di potere, dal loro punto di vista) e di fatturato che verrebbe loro a mancare grazie ad una definitiva affermazione della Mediazione Familiare.

La paura più grande di questi operatori, infatti, sta nella possibilità di "sottrarre alla giurisdizione" le separazioni, che verrebbero così sempre più allontanate dalle aule di tribunale e gestite in luoghi fisici diversi, dove regnerebbe il contenimento della conflittualità che tanto fa guadagnare avvocati, comunità e operatori della psicologia e che alimenta un serbatotio di occupazione - un vero e proprio welfare - ormai non più tanto occulto.

E i mediatori familiari, cosa fanno per imporsi definitivamente ?

Scendono in piazza per far sentire la propria voce, come gli avvocati ?

No.

Chiedono ogni mese audizioni in Parlamento ?

No.

Vanno a Strasburgo, per rivendicare la dignità di un ruolo che la Società Civile italiana - ma non il Parlamento dei nominati - riconosce loro ?

No.

Chiedono di affiancare magistrati e servizi sociali, anche gratuitamente, nelle procedure di separazione ?

No.

Si iscrivono in massa tra gli elenchi dei CTU presenti in ogni tribunale ?

No.

Chiedono di poter aiutare i legali del gratuito patrocinio ?

No.

Vanno tra le famiglie, nelle scuole, nelle università, a fare cultura di Mediazione ?

No.....

I mediatori familiari fanno corsi su corsi, organizzano formazione, seminari e workshop. Non rendendosi conto della loro enorme importanza, stringono placidamente la mano ai loro oppositori, convinti come sono che prima o poi le cose miglioreranno o, più probabilmente, sentendosi loro ostaggi in attesa di un eroico liberatore che tarda ad arrivare.

Fanno tavoli tecnici con i comuni. Non 1000 tavoli in altrettante città, ma uno solo.

Così, cari amici e amiche mediatori, non si va lontano.


Fonte: Redazione

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C'è 1 solo commento


20.20  di giovedì 28/08/2014
scritto da  max
io dico che sono vittime di un sistema che rende inutile recarsi in mediazione quando il tribunale chi sappiamo noi tutti sa di ottenere di tutto e di più!
Un vero processo di mediazione si potrà intraprendere se i tribunali prendono decisioni che non privilegia nessuno e solo se
puniscono gli evidenti comportamenti di prevaricazione ed ostacolo come anche la privazione dei diritti di una parte!
Allora converrà recarsi da un mediatore che ti fa mettere d´accordo senza beccarti la mazzata tra capo e collo!


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