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Sottrazioni Internazionali, gli impegni dei candidati. Di Marco: li metteremo subito alla prova

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Sottrazioni Internazionali, gli impegni dei candidati. Di Marco: li metteremo subito alla prova

24/05/2014 - 17.55

Grazie anche alle imminenti elezioni Europee, il tema delle sottrazioni internazionali di minore ha ricevuto l'attenzione di molti tra candidati ed europarlamentari uscenti che si (ri)propongono a questa tornata elettorale. Ad alcuni di loro ADIANTUM ha rivolto, senza mezzi termini, di firmare "col sangue" un patto di impegno verso gli strumenti che l'Associazione chiede a gran voce di adottare per assicurare il rientro dei bambini sottratti illegalmente dal nostro territorio.

Infatti,  esistono enormi difficoltà in ordine all'esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio dei minori sottratti, anche qualora entrambe le Autorità Giudiziarie - sia del Paese d’origine che del Paese nel quale il minore viene illecitamente trattenuto - riconoscano la violazione delle leggi italiane e dei trattati internazionali, e la conseguente necessità di rientro nel contesto abituale dal quale il minore è stato sottratto.

La causa è da individuare nell’inerzia delle Autorità Giudiziarie che considerano concluso il proprio compito all’atto dell’emanazione del provvedimento. Invece, l’iter giudiziario si arena all’ultimo step, ove entrano in conflitto le competenze giurisdizionali ed inizia o scarico di responsabilità in merito a chi dovrebbe concretamente prelevare il minore.

La casistica testimonia inoltre che il genitore "soccombente" (colui che ha compiuto la sottrazione in modo illegale) è il primo a rifiutarsi di eseguire il provvedimento, si rende spesso irreperibile e le Autorità locali non investono tempo, personale e risorse per rintracciare il minore da rimpatriare. Ne risulta che, di fatto, bambine e bambini sono irreperibili e non rientrano; il provvedimento esiste ma non viene eseguito.

Al Vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli -  anche lei candidata - è stato già chiesto nei mesi scorsi di pronunciarsi sulla necessità di creare, quale organo di controllo permanente in seno alla UE, una "Unità di Intervento" (frutto di uno studio FENBI C.S.A./ADIANTUM), composta da 2 figure originarie di ogni Paese membro, selezionate tra quelle già in organico presso le rispettive Ambasciate e/o Consolati: 1 avvocato, 1 carabiniere (o omologo). Su 28 Paesi UE, sarebbero così 56 i componenti dell’Unità di intervento.

L’Unità risulterebbe, quindi, composta da uno staff giuridico che provvede alla traduzione ed alla trasmissione degli atti necessari e da uno staff operativo che provvede al rientro del minore, con la possibilità di aggregare una psicologa di madrelingua, della stessa nazionalità del minore da rimpatriare, grazie ad un un protocollo d’intesa col Servizio Sociale Internazionale (SSI).

Pertanto, nessun organo giudiziario, nessun emendamento alla normativa vigente, ne’ quella dei singoli Stati ne’ quella internazionale; vige il regolamento comunitario 2201 del 2003 meglio noto come Bruxelles II bis. L’Unità prende atto della situazione giudiziaria maturata ed effettua la presa in carico della sottrazione in ogni sua fase, dall’aspetto giudiziario a quello diplomatico, dal momento della segnalazione fino al rimpatrio dei minori.

A diversi candidati all'Europarlamento è stato chiesto di pronunciarsi sull'argomento. Pochi, in verità, hanno trovato il tempo di rispondere. Secondo Francesco Cascio (NCD), "il tema delle sottrazioni internazionali deve entrare come elemento principale nell’agenda europea. Il punto nevralgico, come dimostra l’attualità, è spesso rappresentato dalla circostanza che di fronte a situazioni di questo tipo, anche in presenza di ordini di rimpatrio, manca poi, un soggetto, un organo in grado di garantire l’effettiva esecuzione di tale ordine, derivando da ciò non solo l’incertezza della giustizia, del  diritto, ma anche una battuta d’arresto circa la tutela del minore in quanto individuo prima che figlio, e del genitore, in quanto cittadino prima che padre o madre vittima della sottrazione. Noi dobbiamo rispondere a questo vulnus come parlamentari perchè siamo chiamati a rappresentare i nostri cittadini, i quali non possono portare da soli il peso di queste situazioni.  Vanno adottate misure che siano in grado di assicurare l’effettivo rimpatrio del minore. Il Trattato Europeo dispone sul punto, ma la norma, a quanto pare, da sola non basta. Occorre anche trovare risorse umane e mezzi che la rendano effettivamente applicabile, occorre che qualcuno si faccia carico di andare a prendere materialmente il minore e accompagnarlo fino al rientro in Italia o nel suo paese UE di origine. La creazione dei un Comitato di Controllo EU potrebbe rispondere a tale esigenza, ma credo sia necessario anche pensare all’introduzione di un piano rigoroso di sanzioni/embargo per i paesi comunitari che non rispettano le regole e proteggono le sottrazioni internazionali di minori “sistematiche” condotte dai propri cittadini. Noi non andiamo in Europa solo per far numero, ma per trovare soluzione condivise ai problemi di ogni giorno, anche a quelli creati dai cittadini di altri paesi che non fanno parte dell'UE. Pertanto, al fine di arginare il fenomeno, non è da escludere un piano collettivo comunitario nel caso di sottrazione da un paese UE in uno non appartenente all'UE, immaginando che, se un minore italiano viene sottratto in un paese non UE, il rimpatrio potrebbe essere chiesto non solo dall’Italia ma da tutta l'Unione, attraverso il suo ministro degli esteri".

Franco Zaffini (Fratelli d'Italia), afferma che "In un’Europa che tende a governare ed omologare tutto, sembra che laddove è necessario effettuare il coordinamento di approcci e procedure ci siano difficoltà. Tra le attività più importanti è necessario individuare e approvare una normativa che garantisca la certezza del diritto applicabile eliminando i conflitti di giurisdizione per i bambini contesi dopo separazioni o divorzi di coppie binazionali. Come Parlamentare Europeo indirizzerò la mia attività alla difesa di principi fondanti come la famiglia e di diritti inviolabili come quello alla genitorialità. Per questo metto a disposizione delle famiglie il mio lavoro all’Europarlamento, nella convinzione che si possa aiutare i genitori vittime di sottrazione internazionale di minori, ma che si possa anche diffondere una cultura - ancor prima di una normativa - in difesa dei bambini e dei genitori, ma in definitiva degli stessi trattati internazionali che troppo spesso rimangono inapplicati".

Secondo Marco Scurria (anch'egli Fratelli d'Italia, europarlamentare uscente), "La tematica delle sottrazioni non più solo condivisibile, ma anche urgente. Personalmente, qualora venissi confermato nell'impegno che ho svolto negli utlimi anni, mi batterò per qualunque progetto che possa garantire l'osservanza dei trattati internazionali nell'interesse dei bambini di tutta l'UE, non dimenticando che anche il diritto alla Bigenitorialità deve diventare un argomento primario in Europa".

Chiosa l'argomento Marco Di Marco, delegato nazionale ADIANTUM per le sottrazioni internazionali, secondo il quale "le dichiarazioni di intenti fanno sempre piacere, sopratutto se provengono da persone che hanno operato con serietà, ma il tema delle sottrazioni internazionali per troppo tempo è stato giudicato marginale, eppure i casi adesso sono migliaia. Dopo le elezioni chiederemo ai nuovi parlamentari di mantenere gli impegni  e di lavorare con noi per cambiare le cose".


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


23.24  di sabato 24/05/2014
scritto da  raffaele bottacchi
Ho avuto a che fare di recente con una Ambasciata e Consolato all´estero.....un tizio dell´Ambasciata dipendente del Ministero dell´Interno mi ha chiamato con una sua scheda prepagata perché gli ho fatto pena dopo avergli rotto i maroni per 2 settimane, mi ha assicurato che non ci sono risorse e personale per fare nulla fra l´altro per situazioni che rientrano nella norma. Mi ha assicurato di essere sottopagato e di trascinarsi all´estero malvolentieri per necessità familiari con uno stipendio di €1400. E´ questa la situazione in cui vorremmo un aiuto dalle Istituzioni. Se c´è una cosa che sanno fare bene le nostre Ambasciate all´estero è metterci in attesa e attenzione mi è stato riferito anche di comportarmi bene........... "mi dia retta a me, non si arrabbi e sia gentile è un consiglio che le do, mi capisce vero?".............anche lì non esiste un controllo e non esiste responsabilità, siamo in terra di nessuno.

21.18  di sabato 24/05/2014
scritto da  Marco Di Marco
Nella mia esperienza come responsabile nazionale ADIANTUM per le sottrazioni internazionali di minori mi sembra doveroso riconoscere l´impegno dell´on.Roberta Angelilli, vicepresidente europeo e mediatore europeo per le sottrazioni internazionali di minori per questa causa, il ringraziamento oltre a lei va anche al suo staff il quale ha lavorato con molto impegno, la sig.ra Luisa Pecoraro ed il sig. Pasquale Ciuffreda


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