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Mediazione Penale Minorile, Palmieri: ascoltare i silenzi per capire i disagi

Mediazione Civile e Familiare


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Mediazione Penale Minorile, Palmieri: ascoltare i silenzi per capire i disagi

08/03/2014 - 17.18

(Di Irma Capece Minutolo) - Lo scorso 5 marzo, al Tribunale dei Minori di Roma, l'Ambasciatrice alle Relazioni Esterne Irma Capece Minutolo e il Delegato di Ardea Giovanni della Torre hanno presenziato al convegno dal titolo “la mediazione penale minorile”, promosso dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare presieduto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri.

Insieme alla Palmieri, hanno condotto i lavori le massime cariche del Tribunale dei Minori: dal procuratore Claudio De Angelis alla Presidente Melita Cavallo, che hanno presentato i saluti alla platea e ai rappresentanti di AD. Il Procuratore De Angelis ha moderato ed introdotto con abilità ogni intervento, e numerosissimi sono state le testimonianze del pubblico a fine convegno.

Sono intervenuti anche diversi giudici, tra cui il consigliere Roberto Thomas, l’Avv. Mario Scialla, l’Avv. Donatella Cerè della Cassa Forense, l’Avv Francesco Miraglia, l’Avv. Eleonora Grimaldi e l'avv. Francesco Morcavallo, quest'ultimo ex giudice del tribunale di minori di Bologna.

L’evento segna un momento decisivo all’interno del dibattito sulle soluzioni alternative alla pena per i ragazzi rei di aver commesso reati penali. Non a caso Vincenza Palmieri si batte da anni per affermare il ruolo della mediazione penale minorile, per la quale l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare sta assumendo un ruolo tecnico e culturale di primissimo piano.

In occasione dell'evento è stato presentato “I Malamente” (edito da Armando Editore) - ultimo volume sul tema, a cui la Prof.ssa Palmieri si è dedicata insieme all’Avv. Miraglia e all'Avv. Eleonora Grimaldi -, opera che si aggiunge ad un altro testo della Palmieri ("Mai Più un Bambino") scritto con Antonio Guidi e Francesco Miraglia sempre per Armando editore.

Da circa vent'anni sono andati sviluppandosi in molti Paesi diversi programmi di mediazione, quali interventi diretti ad aiutare persone o gruppi in conflitto fra loro a confrontare i loro punti di vista e a trovare una soluzione soddisfacente, con l'assistenza di un mediatore che faciliti il processo senza tuttavia imporre una soluzione; l'intento è quello di restituire ai protagonisti del conflitto la responsabilità della decisione e di ripristinare la pace sociale. Pertanto, nel corso degli interventi è stata ribadita in ogni modo l’importanza della mediazione a livello penale minorile, volta a favorire con grande successo la funzione emendante della pena, e si è ribadita l'importanza di un percorso che porti all'incontro reo-vittime: il ragazzo che accetti di intraprendere questo percorso, e magari scusarsi con i familiari della vittima di una sua azione è il successo più grande, anche qualora le scuse non fossero accolte. 

Nel ricordare le origini partenopee o campane che la accomunavano a molti presenti tra cui la nostra Ambasciatrice, la Presidente Melita Cavallo ha ricordato il significato tutto partenopeo di “Malamente”, termine con cui si indica un modo sconveniente, sbagliato o inopportuno di vivere ed agire oppure una condizione infelice che è sempre stato associato a persone poco raccomandabili di cui non è opportuno fidarsi. Gli autori hanno dimostrato con questo libro di voler andare nella direzione opposta: i malamente oggi sono ragazzi inascoltati, allontanati da una scuola che li perde senza riprenderli, privi di riferimenti e punti saldi ora rari come una famiglia solida, due genitori capaci anche in un momento di crisi di ritrovarsi anteponendo i figli all’egoismo delle loro liti, un oratorio.

Anche per questo la delinquenza minorile prende sempre più piede in quelli che un tempo erano considerati quartieri “bene”, dove paradossalmente l’assenza di valori tradizionali oggi si fa maggiormente sentire.

Secondo Massimiliano Gobbi (Delegato ADIANTUM di Roma) "l'adozione da parte della giustizia di un percorso di mediazione (riconciliazione) tra autore del reato e vittima non allude a un semplice risarcimento in termini economici, ma assume una valenza più ampia, che ha come obiettivo quello di ripristinare la comunicazione tra reo e vittima e favorire la diffusione di un maggiore senso di sicurezza sociale". 

La mediazione è finalizzata a promuovere una maggiore responsabilizzazione del reo, che spesso una sanzione penale di tipo tradizionale non riesce ad assicurare, a ridurre il rischio di vittimizzazione, e a cercare di alleviare, per quanto è possibile, le sofferenze psicologiche ed emotive inflitte alla persona offesa dal reato. 

Dall'ascolto dei relatori e, sopratutto, dalla lettura del libro, si ricavano alcuni spunti di grande interesse: un’infanzia infelice spesso conduce ad una vita sbagliata e, a volte, criminosa. Il "ragazzo cattivo" viene associato ad una mente malata, motivo per cui le case famiglia e le comunità di giovani cui somministrare terapie farmacologiche stanno proliferando. “O reo, o malato”, “o bianco, o nero”, senza tenere in buon conto le sfumature tipiche della variabile adolescenziale. Gli autori quindi si schierano contro lo stigma dell’essere "malamente", capovolgendone il significato. Secondo Vincenza Palmieri “bisogna ascoltare i silenzi dei bambini per comprenderne i disagi e, a volte, gli abusi che subiscono. Il famoso Gianburrasca era in realtà un provocatore positivo. Oggi sarebbe considerato un ragazzo borderline”.

 

IRMA CAPECE MINUTOLO


Fonte: Redazione

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Irma Capece Minutolo e Giovanni Della Torre
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