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Decreto Filiazione, i funzionari del Ministero Giustizia a difesa della norma incostituzionale

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Decreto Filiazione, i funzionari del Ministero Giustizia a difesa della norma incostituzionale
Roma, la sede del Ministero Giustizia

05/02/2014 - 22.13

ADIANTUM e FENBI sono state ricevute lo scorso 3 febbraio dal direttore dell'ufficio legislativo del Ministero di Giustizia. L'incontro ha rappresentato l'occasione per documentare tutte le questioni di incostituzionalità del c.d. decreto filiazione (d. lgs n. 154 del 28.12.2013), ma gli interlocutori si sono schierati a difesa del decreto.

Facciamo un passo indietro. La Commissione Bianca ha confezionato lo schema di decreto poi firmato da Napolitano. Diciamo subito che il decreto legislativo non ha bisogno, a differenza del decreto semplice, di essere trasformato in legge entro 60 gg dal varo. In quanto decreto legislativo, ormai è legge e, piaccia o meno, è una realtà con la quale le coppie separate - con alterne fortune - dovranno confrontarsi.

Avendo aggirato il dibattito parlamentare, inoltre, non è stato possibile proporre emendamenti, ne’ tantomeno il testo può essere emendato ora. Non è verosimile attendersi un ripensamento della Commissione Bianca, la quale dovrebbe tornare sui propri passi ammettendo:

1. di essersi presa delle libertà non concesse dalla delega ricevuta,

2. che chi aveva il compito di controllare non lo ha fatto o lo ha fatto male,

3. che chi ha stilato le relazioni tecniche ha preso delle cantonate,

4. che il Presidente ha firmato un decreto senza conoscerne nei dettagli ne’ i contenuti ne’ le conseguenze sull’impianto normativo …

Non illudiamoci che ciò possa accadere, in Italia il mea culpa è una merce sconosciuta. Quindi cerchiamo di essere pratici: sarà necessario impugnare il singolo provvedimento. Una strada è il vizio di costituzionalità, sollevato in tribunale dagli avvocati con lo scopo di adire la Corte Costituzionale.

In teoria il vizio di costituzionalità potrebbe essere sollevato avverso ogni atto che stabilisca la residenza abituale dei figli, ogni atto che elimini l’ascolto del minore giudicandolo superfluo, ogni atto che renda legittimo il trasferimento di un genitore poiché lo ha comunicato entro 30 gg. Gli spunti da utilizzare per sollevare il vizio di costituzionalità, nonché gli errori contenuti nella Relazione Bianca, sono brevemente riassunti nella relazione allegata a margine dell'articolo, la quale dovrebbe essere consegnata alla presidenza del Consiglio dei ministri. 

È il caso di ammettere, con estrema onestà, che l’atteggiamento del Ministero non si è dimostrato particolarmente bendisposto ad accogliere l'analisi critica della Relazione ADIANTUM-FENBI. Ad esempio, in merito al punto E) della relazione allegata (ascolto del minore), i funzionari ministeriali hanno provato ad eccepire che non si tratterebbe di un arbitrio, in quanto la delega contemplava la possibilità di stabilire le modalità di ascolto del minore.

Vero, ma definire i dettagli delle modalità di ascolto è cosa diversa dal decidere che l’ascolto del minore può essere superfluo. Rientra nella delega stabilire se il minore possa essere ascoltato dentro o fuori dalle aule giudiziarie, dal solo giudice o se questi possa essere affiancato da altre professionalità, se possano o meno assistere i legali delle parti, se l’ascolto debba essere videoregistrato, etc.. Tutti particolari, tra l’altro, dei quali non c’è traccia nel Decreto. Non rientra nella delega, invece, comprimere un diritto del minore, stabilito dalla normativa nazionale e sovranazionale, oltre che - strano a dirsi - ribadito dalla stessa legge che conferisce la delega.

In sostanza la Commissione Bianca avrebbe dovuto stabilire come un minore possa essere ascoltato, non SE deve essere ascoltato.

Queste differenze apparentemente sembrano dettagli, in realtà sono gli appigli che consentono di evidenziare gli eccessi di delega, quindi gli errori contenuti nel Decreto.

Naturalmente, un solo ricorso potrebbe avere scarsa efficacia, anche perché il vizio di costituzionalità sollevato dalle parti deve essere accettato dal giudice previa valutazione di non manifesta infondatezza. Molto più incisivi, in quanto molto più difficile valutarne sempre e dovunque la manifesta infondatezza, decine di vizi di costituzionalità sollevati per identici motivi presso i tribunali di Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari, etc.

Se la Corte si pronuncia una sola volta per l'incostituzionalità, il decreto è incostituzionale sempre.


Fonte: Redazione

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Ci sono 7 commenti


13.39  di domenica 09/02/2014
scritto da  _AliChe G.
Max, ma lo hai letto l´allegato?
Gli spunti ci sono tutti, Adiantum ha pubblicato proprio il materiale che serve per eccepire diversi vizi di costituzionalità.
Non si può concepire un modulo unico sul quale mettere solo la carta intestata dello studio, i casi sono uno diverso dall´altro.
Chi eccepisce per la residenza userà un principio, che eccepisce per il trasferimento con notifica entro 30 gg userà un altro principio, chi eccepirà per l´ascolto del minore ne userà un altro ancora.
Basta volerlo fare.

19.58  di sabato 08/02/2014
scritto da  Max
Il problema è che bisogna chiedere ad un pool di avvocati o esperti di diritto costituzionale i quali dovrebbero preparare un testo base con il quale fare questa richiesta. Altrimenti si rischia di commettere errori banali. Diffondendo questo documento
e tutti lo presentano allora diventa un bel segnale.

17.11  di venerdì 07/02/2014
scritto da  Alessandro Fino
Cosa dobbiamo fare e come possiamo agire per far rimangiare questo decreto? non è umanamente possibile pare un intervento netto per tutelare interessi economici costruiti in questi anni da chiha bisogno dei riciclaggi di denaro pubblico per sopravvivvere a spese del popolo-pecora. In questo caso usando i bambini...ancora tante volte e creare litigi tra i genitori

13.18  di venerdì 07/02/2014
scritto da  gerardo spira
Quando un dirigente del ministero si esprime con pareri a difesa del procedimento e del contenuto, vuol dire che si è sporcato le mani nella fase preliminare. Ma provate a farglielo dire per iscritto. Vedrete che prenderà le distanze, in nome della sua incompetenza. Purtroppo, questa è la dirigenza dello Stato Italiano, fatta qualche limitata eccezione. E´ la dirigenza come Mastrapasqua e tanti altri nascosti nei meandri dei ministeri. Questi funzionari, interpellati, studiano? Quando? Si aggiornano e veramente.? Bisogna rifondare lo Stato e fare ciò che non si fece dopo il 25 aprile 1945.

11.31  di venerdì 07/02/2014
scritto da  un crimine contro i bambini
Avanti per questa strada. Ma anche quando questa porcata sarà stata riconosciuta incostituzionale e superata, le femministe del PD ne inventeranno un´altra di nascosto, e poi un´altra ancora.

La vera lotta è fermarle andando alla radice del problema


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