Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

La filiazione smantella il Condiviso - di Marino Maglietta

INFOLEGAL


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


La filiazione smantella il Condiviso - di Marino Maglietta
Marino Maglietta

03/01/2014 - 13.57

Certamente la legge 54/2006 meritava e merita un nuovo passaggio legislativo, in parte per come è stata scritta e soprattutto per come viene applicata. Non a caso proposte di modifica sono state depositate anche subito dopo il varo. Non a caso il Senato nello scorsa legislatura ha lavorato a lungo alla sua revisione, fino al voto di numerosi emendamenti. Non a caso in quella attuale sono già state depositate altre proposte di legge, che stanno percorrendo il loro iter con la consueta tradizionale lentezza, aggravata dall'essere la materia delicata e controversa.

Nessuno, quindi, sicuramente si aspettava che quel testo potesse essere modificato in pochi mesi, attraverso un decreto legislativo, fuori del dibattito parlamentare. E soprattutto utilizzando artificiosamente una delega che tutto prevede meno che un intervento del genere; a prescindere dalla condivisibilità o meno delle modifiche.

Le novità del Dlgs filiazione - Limitandosi a qualche esempio, cominciamo dall'ascolto del minore, per il quale, in effetti, la delega c'è, ma si limita a dare mandato per la «disciplina delle modalità di esercizio del diritto all'ascolto del minore che abbia adeguata capacità di discernimento, precisando che, ove l'ascolto sia previsto nell'ambito di procedimenti giurisdizionali, ad esso provvede il presidente del tribunale o il giudice delegato».

Oltre a ciò, invece, si legge: «Nei procedimenti in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori, relativo alle condizioni di affidamento dei figli, il giudice non procede all'ascolto se in contrasto con l'interesse del minore o manifestamente superfluo». Questo dopo avere tassativamente disposto (articolo 336 del Cc) che il giudice «dispone l'ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento» nell'ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano.

Ora, "dispone" significa che "deve disporre", senza eccezioni, mentre la valutazione che l'ascolto sia "manifestamente superfluo" è del tutto soggettiva anche quando i genitori sono d'accordo e c'è da chiedersi come potrà fare il giudice a stabilire che il minore non ha nulla di rilevante da dire se prima non lo sente. Né può sostenersi che l'ipotesi di un contrasto genitori/figlio è remota: si pensi a un accordo raggiunto perché il padre si vuole defilare rispetto ai compiti genitoriali e la madre è possessiva. Situazione che sfocerà in esigui contatti con il padre e nessun compito di cura.

E il minore adesso dovrà tacere.

Dunque regola contraddittoria e privazione del minore di un suo diritto

Altri interventi - In caso di affidamento esclusivo si prevede, a differenza di oggi, che il genitore non affidatario perda di regola l'esercizio della responsabilità genitoriale.

Condivisibile: ma rientra nella delega?

Ancora. L'articolo 337- ter, che sostituisce il 155, recita al primo comma: «Il figlio minore ha il diritto …». È stato soppresso lo splendido incipit della precedente formulazione «Anche dopo la separazione dei genitori, il figlio minore ha il diritto … ». Un inizio che sottolineava la natura permanente delle attese del figlio e al contempo i permanenti doveri dei genitori nei suoi confronti, impegnati nella cura di lui a prescindere dai propri rapporti personali. Una anticipazione anche, del carattere soggettivo e indisponibile di quei diritti. Cassato.

Perché? E la filiazione cosa c'entra? Con quale delega?

Andiamo avanti, alla devastante modifica del comma 3 dell'articolo 337-ter: «Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo ... In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice». Con questa aggiunta, evidentemente fuori delega, si archivia sostanzialmente la riforma del 2006, se ne viola il messaggio, si contraddice la ratio dell'intera legge, si creano le premesse per scardinare, oltre alle regole della frequentazione, anche quelle del mantenimento.

La fine della piena bigenitorialità - È l'ineluttabilità del "genitore collocatario", invenzione giurisprudenziale ora legittimata, che rifiuterà la forma diretta del contributo e pretenderà l'assegno; è la fine della piena bigenitorialità, la sconfessione di tutto il lavoro per la pariteticità delle responsabilità genitoriali, per le pari opportunità a favore della donna (ovvero per la madre).

Tutto questo mentre il senato francese approva la doppia residenza a tempi uguali come soluzione prioritaria, caldeggiata da una quantità di ricerche scientifiche, che a questo punto invece da noi va fuori legge (evidentemente in tali casi la residenza abituale non esiste). Per tacere del riproporsi della discriminazione tra i genitori, del modello competitivo vinci-perdi, che danneggerà inevitabilmente la mediazione familiare, il cui successo si fonda su un paradigma riparativo e sull'assenza di condizioni privilegiate.

Le critiche - Eppure queste gravi, assurde, irregolarità erano state osservate e fatte notare presso la Commissione Giustizia della Camera. Fu detto: «I citati articoli da 155 a 155-sexies, … trovano, nella trasposizione nel nuovo Capo sulla responsabilità genitoriale, una parziale riformulazione dovuta ad integrazioni prevalentemente provenienti dall'articolo 6 della legge n.898 del 1970 sul divorzio. Tali articoli rappresentano un riferimento giuridico da tempo al centro di un vasto dibattito sul tema dell'affido condiviso svoltosi durante la precedente legislatura presso il Senato ed oggi ripreso da numerose proposte di legge presentate, sul medesimo argomento, alla Camera dei deputati nella presente legislatura. … la delega … non si sofferma esplicitamente sulla modifica dei contenuti espressi negli articoli relativi all'affidamento dei figli ... Ritiene che, nell'interesse esclusivo dei figli, le norme che regolano l'affidamento degli stessi, per la particolare delicatezza del tema al quale afferiscono, debbano essere considerate nell'ambito di un'approfondita iniziativa parlamentare piuttosto che, anche solo parzialmente, per il tramite di un decreto legislativo.». (on. Bonafede, 10 ottobre 2013).

La risposta degli estensori - Purtroppo a queste giuste e logiche considerazioni si è inteso far dare risposta in audizione dagli stessi estensori, i quali ovviamente hanno sostenuto la mancanza di sconfinamenti, appigliandosi alla necessità di un "riordino" e di una assimilazione delle norme. Tuttavia, resta incomprensibile la necessità di rendere omogenea la legge sull'affidamento condiviso del 2006 con quella sul divorzio del 1970 che la 54 aveva il preciso scopo di cambiare nella parte riguardante i figli.

Un ritorno all'antico regime - La legislazione italiana in materia di affidamento fino al 2006 si fondava su un impianto monogenitoriale. La "rivoluzione copernicana" prescritta dalla riforma ha voluto il passaggio a un sistema bigenitoriale, riconoscendo ai figli conseguenti diritti. Gli interventi attuati dal decreto legislativo impongono sul punto un ritorno all'antico regime senza delega né un vero dibattito, in sostanza a porte chiuse, con una consultazione limitata agli operatori e non ai destinatari delle decisioni.

Qual è, dunque, il risultato finale di questa operazione? Una spoliazione delle prerogative del Parlamento, rappresentante diretto della volontà popolare, un aumento del potere discrezionale della magistratura, un incremento dei motivi di conflittualità, una riduzione dei diritti dei minori. Non c'è che augurarsi un veloce ravvedimento operoso.


Fonte: http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/civile/2013-12-19/filiazione-affidamento-condiviso-maglietta-214424.php?uuid=ABUQSrB

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 2897 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Da quando è in vigore la legge più boicottata dai giudici della storia della Repubblicana (la...

15/07/2018 - 17:29
Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

di CRISTINA DAL MASO - È di pochi giorni fa la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha...

28/05/2017 - 18:06
Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Diritto di famiglia, tribunale di Torino: è possibile imporre al minore di frequentare...

31/03/2017 - 13:40
L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

Sono sempre più frequenti i casi di tragedie familiari che hanno come protagonisti, in negativo, i...

17/02/2016 - 12:53
Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Se una mattina decidi di scorrere le pagine di un notiziario giudiziario sulle decisioni dei tribunali per i...

10/12/2015 - 11:11
In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?

di MARCELLO ADRIANO MAZZOLA* - Quante condanne dovrà ancora subire l’Italia perché...

25/11/2015 - 11:51
Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


C'è 1 solo commento


18.45  di mercoledì 08/01/2014
scritto da  Vincenzo Granata
Egregio Professore, prenda atto che dal 2006, la legge 54/2006 viene recepita solo sulla carta, ovvero citata in migliaia di sentenze e decreti, ma l´affidamento condiviso non risponde nell´interesse del minore, per cura, educazione e istruzione, con tempi non paritetici ( due fine settimana al mese, con eventuale pomeriggio infrasettimanale genitore non COLLOCATARIO minore, questo il provvedimento tipo in Italia ) con il giudicante prevalente, anche quando la convivenza tra i genitori cessa, impone sistematicamente un rapporto monogenitoriale, contro i principi di pedagogia e psicologia dell´età evolutiva, nell´interesse del minore art 8 CEDU ? Art 24 secondo paragrafo carta di Nizza ?Oggi legalizziamo, otto anni di affidamento monogenitoriale, con un genitore prevalente e COLLOCATARIO, dominus del minore, con il giudicante prevalente unilaterale, anche quando non esiste pregiudizio minore genitore non COLLOCATARIO. Vincenzo Granata




1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584