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ADIANTUM: un Parlamento di reazionari riscrive la Storia, noi la loro rielezione

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ADIANTUM: un Parlamento di reazionari riscrive la Storia, noi la loro rielezione

31/12/2013 - 15.53

Il Decreto sulla Filiazione varato dal governo e firmato dal Presidente della Repubblica il 31 dicembre scorso interviene pesantemente anche sulle questioni che riguardano l'affido condiviso dei figli, scavalcando la delega concessa al governo che doveva riguardare esclusivamente l'equiparazione definitiva tra figli legittimi e naturali.

Non è questa la sede per una disanima approfondita dei problemi che solleva il decreto, ci basterà ricordare che esso introduce il concetto di "residenza abituale" del minore, un concetto evidentemente legato a quello spesso usato nelle sentenze di "residenza preferenziale" o "prevalente" e che richiama subito l'idea del genitore "prevalente" o "collocatario" del minore.

Si tratta di una evidente concessione alle idee di molti magistrati che attuano quello che spesso da noi è stato definito "falso condiviso". In effetti il problema non esisterebbe se l'affido condiviso fosse veramente applicato la questione tutto sommato marginale di una residenza  "abituale" non sarebbe pregnante se non a fini fiscali o economici. Non lo sarebbe se vi fosse una vera  distribuzione di tempi non quasi sempre e solo del 15%, ma del 20%, del 30% e del 40% tra i due genitori.

L'introduzione del concetto di "residenza abituale" invece permetterà di giustificare in modo quasi automatico il "falso" affido condiviso, che così si chiama proprio perché riproduce in toto il meccanismo pre-legge 54  dell'affido monogenitoriale. La "residenza abituale" sarà inscidibilmente legata al "genitore prevalente" o "collocatario" riproducendo ancora lo schema che abbiamo sempre visto.

Un altro grave intervento del decreto è nella delicata questione dell'ascolto dei minori. E' evidente che lasciare completamente al giudice la decisione se ascoltare i minori solo se non "... è in contrasto con l’interesse del minore, o manifestamente superfluo.." significa che nella stragrande maggioranza dei casi il minore non sarà ascoltato nemmeno se ha qualcosa da dire e vuole farlo. Questo lo diciamo anche a qualche genitore che ha obiettato che nei casi di genitori alienanti, che comunque costituiscono per fortuna una minoranza dei casi c.d. giudiziali, l'ascolto può danneggiare un genitore. L'ascolto, se ben fatto, potrebbe essere viceversa anche rivelatore di una condizione di alienazione. Ma naturalmente anche qui ci scontriamo con la totale indifferenza di magistrati per cui l'ascolto del minore è una seccatura, spesso da delegare a terzi, spesso persone impreparate che non che non hanno mai lavorato a lungo nel diritto di famiglia non essendo richiesta specializzazione di alcun tipo.

Terzo punto su cui soffermare l'attenzione è la totale riscrittura dell'Art. 155-quater - ora divenuto Art. 337 sexies - nel quale viene fatto sparire un capoverso: "Nel caso in cui uno dei coniugi cambi la residenza o il domicilio, l’altro  coniuge può chiedere, se il mutamento interferisce con le modalità dell’affidamento, la ridefinizione degli accordi o  dei provvedimenti adottati, ivi compresi quelli economici". Mentre viene avallato candidamente che: "In presenza di  figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio".

In pratica, da oggi sarebbe possibile mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Non è stravolta solo la forma, ma anche la sostanza del 155 quater. Il 337-sexies lascia un vuoto riguardo ai minori, in quanto cita l’eventuale cambio di residenza o domicilio di uno dei genitori senza dire cosa accade se chi si sposta porta con se i figli. Prima era specificato il riferimento alle eventuali interferenze con le modalità di affidamento, ora sparisce. Ergo: eventuali accordi – anche consensuali – possono essere violati da chi prende la decisione unilaterale di trasferirsi in altra città e ne tiene all’oscuro l’altro genitore, avendo il solo obbligo di “comunicare” a cose fatte. In questo modo, inoltre, il Foro competente cambia perché sarà quello di (nuova) residenza del minore.

Tralasciando altri aspetti, pure non banali come la questione del disconoscimento di paternità, questo tradimento dello spirito della legge 54/2006 è stato per di più perpretato in modo subdolo, attraverso un chiaro eccesso di delega, scavalcando il Parlamento che, però, non è del tutto estraneo ai fatti avvenuti, trovandosi nell'aula della commissione Giustizia molti nemici del condiviso, lesti a mettere "a posto" questa spinosa questione e fare un piacere ai magistrati.

Se questa operazione, consumata davanti a due Commissioni di Giustizia del Parlamento, ha avuto vita facile, è forse perché a qualcuno/qualcuna era gradita tale inopportuna modifica, ma non certo agli italiani.

La Storia insegna che ad una Rivoluzione (come quella del 2006) presto risponde una "Reazione" di quelle forze che - senza mai essere state sconfitte del tutto - rialzano la testa e fanno valere il proprio potere, abusandone. Per sette anni, questa forze, hanno boicottato la Riforma dell'affido Condiviso preparando il terreno al colpo di mano avvenuto quando gli italiani brindavano al nuovo anno ed erano distratti da altri pensieri.

Adesso è come guardare dalla finestra i carri armati che pattugliano le strade, e avere paura di scendere per strada nel timore di un rastrellamento.

Tutto ciò si ripercuoterà nella Società Civile: sempre meno matrimoni e unioni civili, perchè la paura della separazione è troppo forte e crea insicurezza nelle nuove coppie. Sempre meno figli, a corollario di una tendenza che ci sta portando verso un'Italia familiare che non riconosciamo più.

Qualcuno, dall'alto - ma non si tratta di Dio, per quanto ne aneli disperatamente il potere - ha voluto tutto questo, e nello sconfortante scenario in cui viviamo ADIANTUM si impegnerà fino allo stremo in Europa, ma chiederà con forza il sostegno a tutti quei disegni di legge che, per difendere i genitori dai guasti provocati dal Decreto, vengano discussi in Parlamento.

Non ultima la valutazione di un ricorso, sollecitando i soggetti titolati a farlo, presso la Corte Costituzionale per evidente illegittimità delle nuove norme.

Gli autori di questo scempio sono ben noti a tutti: il PD, il partito dei giudici, e larghe fasce del Centro-Destra - con il probabile sostegno dell'avvocatura nazionale, da sempre interessata a proteggere gli interessi economici che dalla conflittualità coniugale derivano - hanno avallato il colpo di mano sul Condiviso. A noi tocca, fino alla prossima tornata elettorale, distinguere i buoni dai cattivi, e negare il voto a quanti hanno usato questa arroganza istituzionale contro i genitori italiani.

La nostra attenzione e il nostro forte impegno da elettori, ineluttabilmente, verrà rivolto a chi riporterà avanti le lancette dell'orologio della Storia.

 

ADIANTUM

Il Presidente GIACOMO ROTOLI


Fonte: Redazione

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Giacomo Rotoli
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Ci sono 16 commenti


22.27  di lunedì 13/01/2014
scritto da  La vicenda di Maurizio Rigamonti

scusate se vado off-topic, ma è una vicenda che sta assumendo interesse nazionale e potrebbe segnare un punto di svolta.
Un papà è fuggito con il figlio ed accusa apertamente i metodi di certi avvocati che lo stanno perseguitando con false accuse.

Se risulterà che ha contro personaggi noti perché molte loro
clienti sono già state allontanate dai figli, ma che la magistratura ha agito tardi, solo dopo che avevano abusato dei figli con calunnie pedofile,
allora può diventare un simbolo ed una speranza per fermare questi metodi delinquenziali.

http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/maurizio-rigamonti
http://247.libero.it/focus/27876912/12211/maurizio-rigamonti-in-fuga-con-il-figlio-per-proteggerlo

19.22  di lunedì 13/01/2014
scritto da  salvatore
Questo dlgs sulla Filiazione è incostituzionale e da inizio a una operazione di genocidio delle famiglie.E´ stato ideato molto abilmente per agire come un´arma a doppio taglio per cavie umane,altro che azione frettolosa di una commissione che non aveva più tempo e nè aveva studiato il diritto di famiglia come ha detto l´avv.Paniz.
Infatti questi gli scenari prevedibili:
a)Se cambia residenza il genitore collocatario,poco importa che il non collocatario lo venga a sapere,l´importante è che continui a pagare.Se poi vuole venire a sapere anche dove si trova suo figlio lo deve fare lui e a sue spese ,tanto alla fine verrà risarcito.
b)Quando alla fine il non collocatario avrà ritrovato suo figlio,dovrà ricominciare tutto daccapo presso il tribunale della nuova residenza,con un inimmaginabile sperpero di risorse,e un fisologico calo di interesse alla paternità.
c) Quando il genitore non collocatario non sarà riuscito a trovare suo figlio,e/o si sarà stufato,potrà sempre cambiare residenza anch´egli,e in un mese avrà tutto il tempo per far perdere le proprie tracce "economiche",con tanti saluti di ciò che resta di una famiglia separata,tanto la madre,che non saprà più dove andare a sbattere la testa,potrà sempre mettere al figlio il cognome materno!!!

E´ vero invece che per applicare il vero affido condiviso è necessario cambiare la "testa"alla magistratura,ovvero operare un intervento culturale che cambi il pensiero corrente ai giudici decidenti in ambito del diritto di famiglia.

Per questo la prima cosa da fare è dichiarare INCOSTITUZIONALE il dlgs FILIAZIONE presso gli organi di competenza,e poi una massiccia azione di UNIFICAZIONE di tutti quelli che vogliono l´affido condiviso.

18.05  di mercoledì 08/01/2014
scritto da  Vincenzo Granata
Prendiamo atto che la legge 54/2006 non viene in Italia recepita da quel giudicante prevalente che prevede il monogenitoriale per un rapporto unilaterale genitore minore! I dati Istat dicono dal 2006 affidamento condiviso al 90 %..... TUTTO FALSO....SVEGLIA.....tutti i provvedimenti,decreti e sentenze dopo il 2006 prevedono il monogenitoriale, anche quando non esiste pregiudizio minore genitore non COLLOCATARIO. I tempi non sono paritetici, per cura, educazione e istruzione, ma anche il mantenimento diretto, sempre negato, per delega diventa genitore principale il COLLOCATARIO, titolare 100% del minore. Casa coniugale 100% genitore COLLOCATARIO. Art 8 CEDU interesse superiore del minore....art 24 secondo paragrafo carta di Nizza...interesse superiore del bambino. Oggi legalizzano 8 anni di falso affidamento condiviso..Legge 54/2006 non recepita con il minore diretto per un rapporto unilaterale monogenitoriale. Vincenzo Granata

10.36  di martedì 07/01/2014
scritto da  Franco
Senza pudore, un salto nel passato! Malgrado siamo stati pure condannati dall Europa per la mancata frequentazione del padre con i figli, il governo, le lobby, le ideologie furbescamente avallano il monogenitoriale con "mezzucci" furbi. L´ Europa ci condanna noi ce ne freghiamo! Inseriamo leggi, leggine, postille!

15.48  di domenica 05/01/2014
scritto da  Antonello1
Questa è la dimostrazione che se non ci costituiamo in partito oppure convogliamo i nostri voti in un partito che fa suo il nostro problema (che è un problema di civiltà altro che unioni gay o comunioni di fatto)non otterremmo niente. Anzi quello che prima abbiamo ottenuto adesso ci viene tolto anche grazie a quella brava persona che è il Presidente della Repubblica. Lui si che ha dimostrato sensibilità verso i minori.
L´ho scritto qualche anno fa e lo ripeto... solo noi possiamo fare i nostri interessi e purtroppo non li facciamo con le associazioni o con le manifestazioni annuali. Qui prima hanno aggirato la legge 54/2006 e adesso l´hanno resa inoperativa. Chi c´è e quali interessi ci sono dietro questa manovra? Chi ha permesso questa porcheria e perchè ci sono persone che si sono prestate a farla?


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