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Nel Decreto sulla Filiazione un vero colpo di mano contro il Condiviso. Stravolta la L. 54/2006

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Nel Decreto sulla Filiazione un vero colpo di mano contro il Condiviso. Stravolta la L. 54/2006
Marino Maglietta

30/12/2013 - 22.14

"Una operazione di basso profilo giuridico". Così Marino Maglietta chiosa su quello che è, a tutti gli effetti, uno sporco colpo di mano contro la riforma del 2006 (c.d. affido condiviso).

Ed infatti il Decreto Legislativo sulla Filiazione, di imminente firma da parte di Napolitano, senza il filtro di una legge ordinaria e senza averne delega, finisce col ripristinare il modello di affidamento a un solo genitore, grazie all'articolato che stabilisce l'obbligo di scegliere una "residenza abituale" del minore.

La scelta la faranno i genitori (...), oppure, in caso di disaccordo - pertanto nel 95% dei casi, a giudicare dalle statistiche e dall'esperienza - ci penserà un giudice.

"Ciò in pratica vuol dire", aggiunge Maglietta, "che ci sarà un "genitore prevalente" che provvederà a tutti i bisogni del figlio, ricevendo un contributo in denaro dall'altro, al quale si riconosceranno esigui momenti di contatto con i figli attraverso l'antico "diritto di visita". In pratica ciò che si ottiene è un aumento della conflittualità (entrambi i genitori vorranno avere il ruolo dominante) e del contenzioso, un aumento del lavoro per i tribunali, ma anche del potere discrezionale dei giudici, un danno per la mediazione familiare che verrà disincentivata da un modello vinci-perdi. E, soprattutto, il minore verrà deprivato di quei diritti che aveva faticosamente conquistato con la riforma del 2006. Con una operazione di basso profilo giuridico".

Nel decreto è stato introdotto l'obbligo di specificare con chi il figlio dovrà trascorrere prevalentemente il suo tempo: (comma 3 dell'art. 337 ter): "Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo ... In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice".

Con questa aggiunta, evidentemente fuori delega, secondo Maglietta si è violata apertamente la riforma del 2006, contraddicendone il messaggio e scardinando, oltre alle regole della frequentazione, anche quelle del mantenimento, legate alla bilanciata presenza fisica dei genitori, entrambi affidatari. "Si è inoltre vanificato lo sforzo", aggiunge Maglietta nel comunicato dell'associazione Crescere Insieme, "per assicurare alla donna pariteticità nelle responsabilità genitoriali, e quindi pari opportunità, a favore della reintroduzione di discriminazioni tra i genitori ideali per accrescere la conflittualità (meccanismo vinci-perdi) e penalizzare la mediazione familiare, il cui successo si fonda sull'equilibrio tra le parti".

Secondo Massimo Pieri (consigliere PD nel gruppo Noi con Matteo Renzi) "Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 13 dicembre sulla filiazione riporta i diritti dei genitori separati e dei loro figli indietro di 50 anni: si smantella totalmente la bi genitorialità, il diritto all’ascolto del minore – internazionalmente riconosciuto – viene praticamente quasi del tutto negato a favore della discrezionalità del giudice. Si demolisce il principio dell’affidamento condiviso facendo piombare l’Italia in una sorta di bizzarra riedizione del Medio Evo".

"Ora, tutte le forze politiche", conclude Pieri, "e il PD in prima fila, facciano una battaglia parlamentare per ottenere il doveroso rispetto della riforma del 2006. È già grave che si affidi una materia così delicata a un decreto: per decidere la normativa che regola i rapporti tra i genitori separati e i loro figli serve non solo un percorso parlamentare in cui tutte le parti politiche possano esprimersi, ma diventa fondamentale che vengano ascoltate le persone e i soggetti competenti sul tema".


Fonte: Redazione

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Ci sono 13 commenti


09.40  di lunedì 06/01/2014
scritto da  Antonello1
Gentile Signor Pianese

si parte dalla trasformazione dell´associazione in partito che abbia come unico punto del programma la (vera) salvaguardia degli interessi del minore. Si parte dalla mobilitazione generale di tutti i genitori interessati veramente al bene dei propri figli escludendo radicalmente quelle persone o rappresentanti politici che, nella loro storia politica, hanno anche solo minimamente dato sostegno a interessi di genere, nascondendosi dietro "l´interesse del minore". Basta con le chiacchere, bisogna mobilitarsi in modo civile ma determinato. Si parte dalla raccolta e riunione dei nostri voti per contrastare le forze "occulte" che hanno boicottato la 54/2006 le quali devono essere bloccate, rese inoffensive perchè hanno dimostrato senza ombra di dubbio la loro disonestà intelletuale, il loro sporco interesse che è quello di assicurare una rendita vitalizia a un determinato genere di donne (parassite che sfruttano la prole per campare senza fare niente). Si parte dalla contestazione aperta e senza false rituali formule di rispetto per colui che ha firmato una porcata come il decreto sulla filiazione. Ha dimostrato di essere di parte, e dalla parte sbagliata.

21.23  di sabato 04/01/2014
scritto da  Costantino Pianese
Gentile Dott.Maglietta mi firmo come Costantino Pianese a Firenze e Presidente dell´Associazione Papa´e Mamme Separati Toscana cio´ per questo fondai insieme ad latri genitori codesta associazione per salvaguardare alcuni di questi diritti:dei figli dei separati e dei genitori che particolarmente era in serie dificolta´ a vedere o crescere i propri figli in equo diritto di tempi di crescita e di frequenza con entrambi i genitori e vittoriosi ci credevamo dei suoi lunghi nni di battaglie e manifestazioni con genitori schierati con i propri figli incatenati davanti al palazzo di giustizia di Firenze erano gli anni 90 e io che affincavo alcuni di essi con la forza ed il coraggio di difendere i diritti di quei angeli indifesi oggi ormai uomini e donne adulti ultraventenni vittime di un sistema vecchio e disciminatorio del sesso maschile,alcune udienze di allora che lei ben ricordera´ seminarono risultati positivi per un papa´ e per i propri figli. Nel 2006 finalmente ci venne riconsciuto il finalmente affidamento condiviso purtroppo per molti di noi rimasto comunque di fatto con collacamento presso la madre "genitore quasi sempre affidatario" oggi chiamato collocatario i giorni rimangono scritti e le ore idem quindi oserei dire ci hanno preso ingiro la legge c´e´ ma non viene applicata .....oggi pochi anni continua il nostro amato governo a tagliarci quel poco che avevamo conquistato la finalmente crescita equilibrata con tempi e stabilita´ per il minore .Voglio ancor di piu precisare riferndomi anche al nostro Massimo Pieri che ho avuto di conoscere persolmente ....dico! i tribunali rimangono incompetenti ,le leggi ci vengono strappate ma noi padri da chi dobbiamo essere aiutati ? le amministrazioni che si ritrovano a gestire difficolta´ di padri che sono senza lavoro senza casa anche con problemi di invalidita´ come mai non vengono sostenuti anche a Firenze ?
Vogliamo continuare a fare chiacchiere o politica ?
cconosciamo i problemi signor Massimo Pieri ma volgiamo intervenire sul serio o vogliamo fare chiacchiere ?
come mai i padri a livello anagrafico debbano risultare soli ?
Gli obblighi e i doveri rimangono !
aiuti ai padri soli dove sono?
accessi alle graduatorie casa popolari!
social card "siamo stati tenuti ed esclusi se pur soli con figli di dargli da mangiare ,da vestire ,la scuola ,lo sport....ecc
Dove sono gli mmortizzatori sociali per i padri che dimostrano la vera difficolta´ ? i figli comunque vivono anche con i padri e per alcuni dei fortunati 6 mesi all´anno da chi vengono aiutati?
e´ possibile che tutti i diritti rimangono al genitori collocatari?
Gentile Marino ,Gentile Pieri Tutto da rivedere la legge e´ stato un blaff ....ora tocca a noi che facciamo ?????

Vorrei avere da voi una risposta pubblica .....d dove si riparte ? ancora altri 20 anni ad aspettare per una modifica ,perche´ non si comincia ad intervenire dando potere locale .....diamo un esempio ma non facciamo politica i figli crescono e con notevoli danni permanenti !!!!!!

10.09  di sabato 04/01/2014
scritto da  gerardo spira
Con il sistema di giustizia di " genere culturale ", non si poteva aspettare di meglio. Il problema va affrontato alla radice: la giustizia civile va tenuta lontana dalla famiglia. Il problema è sociale e quindi la società deve risolverlo. Bisogna partire dall´obbligo della mediazione che sin dal primo momento della separazione deve fissare patti e regole precise, con sanzioni e penalizzazioni a carico del trasgressore. La giustizia del tribunale dei minorenni è purtroppo assicurata da soggetti in continua mobilità. senza cultura giuridica e peggio ancora senza una morale familiare.La cultura giuridica si forma studiando e scrivendo, quella morale proviene dal regime di vita. Vi sono pochissimi magistrati che hanno queste qualità, la maggioranza fa altro.

16.20  di giovedì 02/01/2014
scritto da  Redazione - Massimo Bonaventura
Per il signor "Babbo Natale": siamo abituati a tutto, ma i vigliacchi come lei hanno una sola definizione: cagasotto. Il signor Di Giovanni da Caltanissetta si è firmato, ci ha messo la faccia. Lei, la sua faccia, non ce la può mettere. Se la fa sotto, perchè in fondo sa che non se la fila nessuno. Lei è un uomo, e se il suo commento avesse avuto - pur nella critica, anche feroce - uno spunto di costruttività e non avesse offeso nessuno, l´avremmo pubblicata ancora. Su, un pò di coraggio, Alessandro, si riveli, che non la morde nessuno...

00.19  di giovedì 02/01/2014
scritto da  Eugenio Spira
E´ vero che in Italia viviamo il medioevo in materia, ma calma e gesso. "Perché l´asino scavezzi, gli devi mollare la capezza".


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