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Sottrazioni internazionali di minore: normee UE e accordi multilaterali

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Sottrazioni internazionali di minore: normee UE e accordi multilaterali

08/10/2013 - 21.24

Con l’espressione “sottrazione internazionale di minori” si indica la situazione in cui un minore: 1) viene illecitamente condotto all’estero ad opera di uno dei genitori che non esercita la potestà esclusiva, senza alcuna autorizzazione; 2) non viene ricondotto nel Paese di residenza abituale a seguito di un soggiorno all’estero.

La fattispecie di cui sopra si presenta con frequenza maggiore quando la rottura del nucleo familiare insorge in unioni tra persone di diversa nazionalità, cultura, tradizioni oltre che ordinamento giuridico. Anche la crescente mobilità delle persone e l’aumento delle unioni di fatto incidono sul fenomeno (fonte Ministero degli Esteri).

Dal 1987 i problemi connessi alla Sottrazione internazionale di minori, nella Comunità Europea più che all'esterno, hanno richiamato l'attenzione del Parlamento Europeo. A destare questa attenzione vi furono alcuni casi clamorosi come quello delle "cinque madri di Algeri". Va distinta la sottrazione dei minori ad opera di uno dei genitori da  quella commessa ad opera di terzi (nella quale vi sono altri moventi: dolo, scopi di lucro etc.).

Le Sottrazioni commesse da uno dei genitori non sono sempre da attribuirsi soltanto a fattori emotivi ma hanno diversi caratteri di tipo legale come vincoli matrimoniali di coppie miste, e la separazione di queste. Situazione che si aggrava nel caso delle c.d. "unioni di fatto". In questi casi, chi opera la sottrazione spesso è responsabile della violazione di parti di una sentenza civile, come le ripetute violazioni del diritto di visita o la disposizione di un affido condiviso equamente distribuito tra i genitori.

Spesso la sottrazione opera in violazione anche della podestà genitoriale, che è in affido condiviso esercitata da ambo i genitori che devono quindi, per es., accordarsi sulla residenza del minore. La tendenza dell'Unione Europea a costruire un "paese multiculturale" che porterà a maggiori contatti umani tra differenti popolazioni e quindi ad un maggior numero di coppie miste comporterà un aumento del fenomeno.

A queste si devono aggiungere quelle di coppie miste in cui uno dei genitori è un immigrato da un paese terzo. In tutti questi casi la rottura del matrimonio o dell'unione implica sofferenza per i minori, mentre i coniugi si dividono sul problema dell'affidamento dei figli. Nascono allora controversie dolorose nella coppia, indipendentemente alla nazionalità: diversità di lingua, tradizioni, cultura e religione creano facilmente ulteriori fonti di conflitto nella coppia. In una situazione psicologica così delicata esiste il pericolo che si giunga alla Sottrazione dei figli.

 

Le convenzioni internazionali e la legislazione dell'UE

Esiste tutta una serie di Accordi Multilaterali e Bilaterali con i quali si cerca di trovare soluzione a questo problema. Tra i più importanti: la Convenzione de L'Aja, 25.10.1980 "sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori" e la Convenzione di Lussemburgo del 20.05.1980 "sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni sull'affidamento dei bambini e sul ristabilimento dell'affidamento". Le Convenzioni si basano su un sistema di cooperazione fra le Autorità Centrali (Min. Esteri nel caso italiano) designate dagli Stati contraenti e le Autorità Giudiziarie locali competenti e in principio vogliono togliere ai rapitori tutti i vantaggi che speravano di ottenere dalla loro azione.

Purtroppo la loro efficacia dipende, in gran parte, dal grado di cooperazione che l'Autorità Centrale dello Stato richiesto fornisce a quella dello Stato richiedente.

In questi casi, il ripristino delle condizioni di partenza, ovvero, dell'affidamento nel luogo in cui si trovava il minore prima della sottrazione, sembra la soluzione più ragionevole restando nell'ambito del diritto civile. Infatti tale intenzione appare nel titolo della Convenzione de L'Aja nel riferimento agli "aspetti civili" (fra gli Stati Membri quando si tratta di

classificare delitti specifici non vi è accordo in materia di casi in cui vi è sottrazione da parte di uno dei genitori). In data 8.7.1992 il Parlamento Europeo approvò la Risoluzione su una "Carta dei diritti del Fanciullo" ed espresse la sua preoccupazione richiedendo, agli Stati Membri, l'armonizzazione delle norme giuridiche nazionali e la creazione di un

"Registro dei bambini scomparsi" per i minori di cui si è persa ogni traccia. Si può sottolineare che le Autorità centrali di parecchi Stati contraenti non accolgono neppure le richieste di genitori vittime di non poter esercitare il diritto di visita o avere notizie riguardanti i figli.

La sottrazione e il trattenimento all’estero di minore, nei termini della legge italiana, costituisce ipotesi di reato in base agli artt. 574, 574 bis e 605 del Codice penale, la competenza del Ministero degli Affari Esteri (DGIT – Direzione Generale per gli Italiani all’estero) e delle Rappresentanze diplomatico-consolari in caso di minore italiano illecitamente condotto all’estero è:

a) primaria, se lo Stato in cui il minore è stato condotto non aderisce alla Convenzione dell’Aja del 1980 e/o non è destinatario del Regolamento (CE) n. 2201/2003.

b) di sostegno all’azione del Ministero della Giustizia, se lo Stato in cui il minore è stato condotto aderisce alla Convenzione dell’Aja del 1980 e/o è destinatario del Regolamento (CE) n. 2201/2003.

 

Che fare in caso di sottrazione?

La delegazione Adiantum di Parigi, responsabile avv. Vincenza Lo Re, fornisce assistenza diretta per le sottrazioni internazionali di minori. Oltre alla rappresentanza in giudizio del genitore vittima della sottrazione e l'azione di concerto con le Rappresentanze diplomatiche-consolari all'estero è anche possibile ottenere aiuto per:

- la procedura di restituzione del minore;

- la procedura del diritto di visita al minore sottratto;

- la sensibilizzazione di Autorità od organismi locali;

- seguire l’azione delle Autorità di Polizia per ricercare il minore sottratto;

- effettuare tentativi di conciliazione tra le parti e provvedere ad effettuare visite consolari al minore conteso;

- fornire i nominativi di altri legali localmente noti agenti di concerto con la delegazione;

- invocare l'esercizio dei poteri di giudice tutelare nella persona del Console;

- sostenere l’azione dell’Autorità Centrale e della DGIT;

- verificare le condizioni di vita e di salute del minore italiano, nell’interesse superiore dello stesso;

- acquisire informazioni sul contesto sociale, ambientale e parentale in cui vive il minore.

 

Informazioni e prevenzione

La mancanza di informazione e' presente sia presso i tribunali e i diplomatici che all'interno delle stesse coppie miste. Infatti, non basta prendere misure che risolvono il problema della sottrazione dei minori, ma occorre anche eliminare il deficit d'informazione sulle particolari situazioni. Nell’ottica di prevenire la sottrazione di un minore, nei casi di coppie miste è quindi opportuno acquisire conoscenze sui seguenti argomenti:

-  disposizioni in materia di affidamento e diritto di visita vigenti nello stato di appartenenza (o di residenza) dell’altro genitore;

-  riconoscimento, ove possibile, nello Stato di appartenenza (o residenza) dell’altro genitore l’eventuale provvedimento di affidamento del minore in proprio favore ottenuto

in Italia (o nel Paese di residenza), ovvero avviare direttamente in quello Stato analoga procedura;

- impegno al rientro: se per un qualche motivo il minore deve recarsi all’estero, far sottoscrivere dall’altro genitore un impegno di rientro in Italia alla data stabilita;

- azione del giudice tutelare per vietare l’espatrio del genitore straniero senza il consenso dell’altro, allorché si sia ottenuta la custodia legale del minore e verificare che il divieto

risulti iscritto nelle liste di frontiera;

- verifica che il genitore possibile sottrattore non abbia ottenuto l’iscrizione del figlio sul proprio passaporto senza consenso, allorché l’affidamento sia condiviso, o che non abbia ottenuto un passaporto di altra nazionalità per il minore.

Infine, sarebbe necessaria  un'azione più concreta a monte, la quale consenta di creare condizioni favorevoli per una soluzione concertata ed amichevole all'interno delle coppie e diffondere una maggiore informazione/formazione alle coppie miste per rafforzare il diritto di tutti i bambini nati da queste relazioni a vivere appieno la propria appartenenza a due culture che sono componente integrante della loro ricchezza personale.

 

L’avvocato Vincenza Lo Re è inscritta nei fori di Monza e di Parigi, è legale di alcune associazioni francesi e di una belga che si occupano di tematiche familiari e legale di diritto internazionale dell’associazione padri separati italiana. E’ inscritta nelle liste degli avvocati che praticano diritto collaborativo familiare a Parigi. Per contatti, scrivere all'indirizzo mail: info@adiantum.it


Fonte: Redazione - Avv. Vincenza Lo Re

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C'è 1 solo commento


13.46  di mercoledì 09/10/2013
scritto da  Eugenio Spira
La procedura indicata per il caso di sottrazione internazionale del minore, appare subito complessa e comunque non risolutiva. Un genitore che viene a trovarsi in questa situazione, pur avendo una buona disponibilità economica, è portato a rinunciare al figlio. Ciò perché la vessata materia, non chiara, porta il malcapitato ad impigliarsi nella rete della burocrazia. Invece di pensare a risolvere il problema, accettiamo già che un genitore possa sottrarre il figlio all´altro genitore e portarlo fuori dalla nazione. Se partiamo da qui e teniamo conto dell´elevato stato di conflittualità esistente in materia, dobbiamo pensare a fare imporre agli operatori della giustizia percorsi procedurali con prescrizioni e condizioni che prevengono queste situazioni. Vuol dire che, il giudice, specialmente quello italiano, invece di usare schemi prestampati in sede di separazione e, invece di far firmare subito accordi tra le parti che non sono stati preventivamente messi a disposizione delle stesse, deve fare il giudice con la "G" maiuscola, caso per caso, avendo cura di accertarsi sul profilo dei genitori e disponendo negli accordi condizioni di decadenza della parte del contratto violato. Il genitore che ha intenzione di sottrarre il minore, deve sapere la conseguenza a cui può andare incontro. In tal caso, le leggi internazionali, in materia penale, possono essere subito attivate, senza che si debba ricorrere alle convenzioni internazionali, agli accidenti giudiziari, etc. La materia, invece di complicarla, ormai, dobbiamo renderla agevole, semplice e d´immediata applicazione, perché, anche nel caso d´affidamento esclusivo, il minore, per le leggi internazionali, deve vivere i rapporti culturali di entrambi i genitori e, nessuno dei due, può essere favorito. Già l´affidamento esclusivo, di per se contrario al supremo diritto del minore, per "gli sproloqui giuridici", rinvenuti nella giurisprudenza italiana, gli ha aggravato la condizione di serenità e di dignità.


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