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False denunce di abuso sessuale. Tipologie di costruzione della calunnia

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False denunce di abuso sessuale. Tipologie di costruzione della calunnia

01/10/2013 - 22.46

Nel complesso e sofferto universo delle separazioni coniugali e della frequente conflittualità genitoriale che si riverbera sull’affidamento dei figli minori, si assiste in questi ultimi anni, anche a seguito della Legge n. 54 del 2006 sull’affidamento condiviso della prole, al progressivo incremento di due opposti fenomeni che affondano le loro radici nei mutamenti di ordine sociale e legislativo che hanno investito la famiglia e i suoi componenti.

Da una parte si registra l’aumento dei padri separati che, consapevoli del ruolo fondamentale che anche la figura paterna riveste nella vita dei figli e sinceramente interessati al loro armonico sviluppo, lottano per ottenerne l’affido condiviso, per esercitare cioè il diritto/dovere di frequentare con assiduità la prole con la concreta possibilità di attivare il proprio ruolo genitoriale pienamente ed efficacemente e non “col contagocce”. Dall’altro si assiste a una epidemia di denunce sporte da moglie separande nei confronti di ex mariti e padri dipinti come degeneri, accusati, fra l’altro, di maltrattamenti ed abusi sessuali sui loro stessi figli.

Una minima parte di queste accuse sono, purtroppo, fondate ma la maggior parte di esse, spesso le più infamanti, si dimostrano, dopo un iter doloroso, certamente non breve e grandemente nocivo soprattutto per i figli, false o inattendibili.

Le denunce “false” si fondano su un’ampia gamma di resoconti non corrispondenti alla verità/realtà dei fatti, che vanno dalle dichiarazioni menzognere sostenute con la precisa volontà e finalità di danneggiare l’ex marito-padre, alle dichiarazioni erronee a causa dell’interpretazione distorta dei messaggi e/o dei comportamenti del minore, in alcuni casi corroborata da pareri molto superficiali forniti dagli esperti consultati.

A tale proposito, come ben indicato dalla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), occorre precisare che non esistono indicatori comportamentali assolutamente specifici dell’abuso sessuale, ma che le liste presenti nella letteratura specialistica o divulgativa sull’argomento vanno intese unicamente come segnali di possibile abuso. Questi indicatori, inoltre, sono presenti e rintracciabili in numerose situazioni a carattere traumatico che il minore può trovarsi a vivere, come ad esempio una grave conflittualità familiare, la recente separazione dei genitori con la “scomparsa” di uno di essi, la morte o la grave malattia di un membro della famiglia, l’esperienza di un grave incidente stradale o di un disastro naturale come un terremoto.

Per quanto riguarda quegli indicatori ritenuti in passato più “pesanti”, come i comportamenti sessualizzati e le conoscenze sulla sessualità non adeguati all’età, le ricerche attuali inducono a grande cautela nella loro valutazione come sicuri effetti di un abuso, in quanto esse hanno dimostrato come il minore si relazioni con la sua sessualità in graduale sviluppo in modo molto più attivo e precoce di quanto si credesse fino a pochi anni fa, anche grazie ai numerosi e spesso incongrui stimoli e messaggi che i media o la navigazione in Rete veicolano, e a cui il bambino/a si trova esposto.

La maggior parte delle false denunce origina nel contesto della conflittualità collegata alle vicende legali della separazione, e vede un genitore che si sente ferito, oltraggiato o rifiutato dall’ex partner intenzionato a vendicarsi attraverso la costruzione dell’accusa più infamante: l’abuso sessuale nei confronti dei figli, con l’obiettivo di alienarglieli ed eliminarlo dalla loro vita, senza tener conto dei gravi danni che anche ai minori ne deriveranno. Questi ultimi vengono spesso resi “complici” di questo progetto, vuoi esercitando su di loro inaudite pressioni psicologiche per affermare cose non vere o, forse peggio, inducendo in quelli più piccoli falsi elementi di memoria relativi ad abusi sessuali subiti.

Sono state identificate alcune tipologie genitoriali “costruttrici” di false denunce, che anche gli operatori di polizia che si occupano di reati contro i minori dovrebbero conoscere per meglio orientare le loro attività di indagine e di ricerca degli elementi probanti un’accusa di abuso, con l’avvertenza di evitare pericolose generalizzazioni e semplificazioni di una realtà molto complessa e difficile da catalogare in schemi esaustivi.

Una prima tipologia è costituita da individui con veri e propri disturbi psichici – più frequentemente disturbi di personalità di tipo isterico o borderline – che interferiscono con la capacità di interpretare correttamente la realtà, distinguendola dalla propria fantasia o dai propri esagerati timori.

Una seconda tipologia è rappresentata da soggetti che, di fronte a manifestazioni del minore che possono prestarsi a diverse interpretazioni, e quindi ambigue (ad esempio un rossore in area genitale al ritorno da una visita al padre), si rivolgono ad un esperto che in maniera avventata propende per l’abuso sessuale, determinando di fatto, con la sua autorevolezza, la conseguente denuncia.

Un terzo gruppo raccoglie persone che vivono con la costante ossessione che il proprio figlio/a possa essere oggetto di abuso sessuale. Questa idea “fissa” li determina ad interrogare ripetutamente il bambino sull’argomento, ad esaminare e controllare costantemente i genitali quando torna a casa, e specialmente se è stato dall’ex partner, a sottoporlo a continue visite mediche per la stessa verifica, fino a quando un rilievo interpretato in modo distorto, magari per l’incauto commento di qualche professionista, non giunge a confermare il sospetto determinando così la denuncia. Il motore dell’ossessione in questi casi può condurre nel tempo a reiterate denunce di abuso.

La quarta tipologia, la più frequente, annovera soggetti – che possono essere o meno portatori di disagio psichiatrico – pervasi dall’odio e dal desiderio di vendetta nei confronti dell’ex partner, tanto da disporsi a strumentalizzare il minore pur di distruggere il ‘nemico’, senza chiedersi se la prima vittima di questa guerra totale non sia proprio quella più indifesa: loro figlio.

In tutti questi casi, anche quando la falsa denuncia viene finalmente ad essere dichiarata infondata, si determina la vittimizzazione di figli e padre, a causa del tempo – spesso lungo – in cui non è stato permesso loro di frequentarsi, della vergogna e dell’imbarazzo di entrambi che consegue ai casi in cui il minore è stato manipolato per rivelare abusi mai subìti, della stigmatizzazione subìta dal genitore ad opera dei media e che nessuna sentenza di assoluzione potrà mai completamente cancellare, del terribile effetto confusivo sullo sviluppo psicologico del minore che l’induzione di falsi ricordi determina.

Tutto ciò richiede che l’operatore (psicologico, di polizia, legale, ecc.) si disponga in modo emotivamente neutro di fronte ad una denuncia di abuso sessuale, senza ipotesi pregiudiziali che orientino in modo distorto, in un senso o nell’altro, l’approccio con l’indagine e con il minore in particolare, nel più rigoroso rispetto di una metodologia comunicativa e relazionale garante della massima possibilità di raccogliere dalle presunte vittime resoconti veritieri, grazie a modalità di conduzione del colloquio rigorose e scientificamente fondate.

Pertanto il fenomeno delle false denunce impone agli operatori che si occupano di abuso ai minori un ulteriore incremento di professionalità, nella consapevolezza della gravità delle conseguenze sia di un abuso non riconosciuto, che di un abuso erroneamente convalidato, perché le tracce che resteranno nella psiche dei minori saranno comunque indelebili.

 

La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo. www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com


Fonte: Redazione - Marisa Nicolini

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Marisa Nicolini
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Ci sono 6 commenti


15:19  di giovedì 06/07/2017
scritto da  Monnalisa
Ma al dolor degli adulti, vittime di false accuse di abusi sessuali non si da alcun valore?
E" devastante!!!!

14:11  di domenica 12/02/2017
scritto da  Odisseo

Mi ritrovo, mostruosamente, in questa situazione. La mia ex, di nazionalità straniera, che ho amato alla follia e dalla cui relazione è nata una bellissima bambina oggi di quattro anni, due ani fa se ne va di casa portando via la bambina, e poi comincia un carosello di sparizioni all´estero (solo la mia ex) con un altro uomo. A novembre dello scorso anno (2016) sporge denuncia nei miei confronti per "abuso sessuale nei confronti di nostra figlia". Accusa ovviamente infame e falsa, fatta con lo scopo di portarmi via per sempre mia figlia e trasferirsi all´estero! In conseguenza di ciò arrivano a casa mia, un lunedì mattina di novembre, quattro poliziotti in borghese che mi notificano l´accusa, perquisiscono la casa, sequestrano computer, chiavette, hard disk, armi (regolarmente denunciate e detenute) e mi portano in questura. Qui vengo schedato, mi viene tolto il porto d´armi. Dopo quindici giorni circa riesco a leggere la querela: da vomito! Oggi sono indagato per crimini pedo-pornografici (procedimento penale), e sono in attesa di notizie da parte del tribunale. Buona notizia: credo che gli inquirenti si siano già resi conto della falsità delle accuse perché continuo a vedere regolarmente mia figlia, che regolarmente tengo con me a week-end alterni e frequentando la casa della mia ex facendo finta di niente, come se nulla fosse. Specifico che alla mia ex ho dato tutto ciò che un uomo può dare, l´ho amata e ho tenuto anche la porta aperta alla nostra relazione, almeno fino a novembre. Tra l´altro, mando avanti un´azienda importante nel suo settore e ho contatti importanti: tutta questa faccenda poteva (può) diventare un boomerang terribile anche per l´azienda che rappresento e per le famiglie che da essa dipendono! Oggi, purtroppo, vedo le donne per quel che realmente sono! Spero solo che, una volta chiarita tutta questa menzogna, mi sia data la possibilità di agire per diffamazione contro la mia ex. Chiedo a polizia e a pubblici ministeri di valutare attentamente questi casi prima di procedere: si possono distruggere delle vite! Un uomo e un padre ha, come prima cosa, l´onore, e una accusa infame e falsa per abusi sessuali nei confronti dei figli (o di violenza in genere) va attentamente valutata. L´universo femminile, purtroppo, è totalmente deragliato, forse ancor di più di quello maschile. Cordiali saluti a tutti e un "in bocca al lupo" a chi si trova a dover affrontare un incubo come il mio.


16.49  di mercoledì 15/01/2014
scritto da  paolo
Mi sono trovato catapultato in questa situazione, non abusi sessuali, ma maltrattamenti vari, le solite accuse che le donne consigliate da legali senza scrupoli costruiscono per avere un vantaggio in sede processuale, la cura è una sola, bisognerebbe seguire finalmente il motto "impalane una per dare l´esempio a mille".
Invece non succede mai nulla, le gentil signore dopo aver inscenato il giochetto, ne escono pulite e tranquille, invece che con una condanna reale ed immediata di 6 anni per calunnia ed incarcerazione immediata, andiamo sempre avanti così e non risolveremo MAI NULLA!!, e licenziamento in tronco di quegli incapaci che hanno contribuito alla sceneggiata.
Solo così i nostri figli potranno essere difesi realmente, il resto signori tutti sono chiacchere.
E solo chi ha vissuto questi drammi può comprendere la mia posizione.

11.17  di mercoledì 16/10/2013
scritto da  Ulisse
Addirittura in USA c´è un sito dove sono pubblicati i nomi delle false accusatrici


Un sito pubblica le identità delle false-accusatrici di stupro...

http://comeulisse.blogspot.it/2013/10/false-accuse-un-sito-pubblica-le.html …

15.32  di sabato 12/10/2013
scritto da  marco
Eloquente... http://www.youtube.com/watch?v=lzZ2JF54Alw


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