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I falsi abusi della bassa modenese fanno un altra vittima. Infarto per Delfino Covezzi

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I falsi abusi della bassa modenese fanno un altra vittima. Infarto per Delfino Covezzi
Delfino Covezzi e Lorena Morselli

11/08/2013 - 10.35

Fu chiamato il "pasticciaccio brutto della bassa modenese". Una storia di falsi abusi, generata dall'incompetenza e voglia di sensazionalismo di una giovane psicologa (spalleggiata da altri operatori dell'ASL di Mirandola) e dalla violenza di una (in)giustizia che distrusse una intera famiglia e portò al suicidio un parroco, Don Giorgio Govoni - poi riconosciuto innocente - e alla morte di altri genitori.

Adesso anche Delfino Covezzi, il padre di famiglia accusato ingiustamente di abusare dei quattro figli, è morto, colto da un infarto che certamente deriva dagli anni di dolore e sofferenza patiti per la sottrazione di quattro figli e la fuga in Francia (dove si recava ogni due settimane) per salvare il quinto dai soprusi dei servizi sociali.

Delfino, con tutta la famiglia, stava aspettando le motivazioni della sentenza che lo ha scagionato per la seconda volta, dopo quasi quindici anni di un calvario sconcertante frutto di un errore giudiziario. Operaio fuochista in ceramica a Finale, è morto giovedì pomeriggio in Francia, nel piccolo paesino dove da oltre 10 anni abita la moglie Lorena Morselli, costretta a fuggire Oltralpe per tenersi il loro quinto bambino, oggi ormai proiettato verso l'adolescenza.

Covezzi, approfittando delle ferie, aveva fatto il solito lungo viaggio, lo stesso che ripeteva almeno due volte al mese, per stare vicino a quel che restava della sua famiglia. Con lui questa volta era andato anche Giuseppe, il cognato che quello stesso errore giudiziario aveva travolto.

Ora la salma è nelle camere ardenti di un vicino paese, in attesa dei permessi per poter rientrare in Italia. Per il funerale si parla dei primi giorni della prossima settimana. Nel frattempo però la notizia dalla Francia è subito rimbalzata a Massa, nel quartiere Carrobio, dove Delfino viveva in via Nives Barbieri. Nello stesso appartamento in cui, anni fa, in una fredda mattina di novembre fece irruzione la polizia, su disposizione della Procura, che aveva sposato un po' troppo frettolosamente le dichiarazioni che una psicologa ai primi incarichi aveva raccolto e spronato (con domande induttive) da un bimbo di Massa con gravi problemi familiari. Un bimbo affidato ad un'altra famiglia e che nella famiglia naturale, nei fine settimana prestabiliti, tornava malvolentieri.

Da questo disagio erano scaturiti progressivamente racconti di abusi domestici, abusi degli amici di famiglia, abusi ad opera di un sacerdote che poi venne identificato in Don Giorgio Govoni, abusi nel cimitero di Massa, in altri 4 cimiteri, alla ex Samis, nei giardini pubblici, nel castello di Finale, a Mantova ad opera di un Conte, a Cremona ad opera di un vescovo… Il tutto condito da omicidi, riti e incredibili partecipazioni di folle.

In un crescendo di testimonianze raccolte con modalità controverse e mai registrate, altri bambini - sempre legati a famiglie disadattate - vennero coinvolti. E in quel contesto venne fatto il nome dei 4 figli di Delfino, con il racconto - palesemente fantasioso - che altri parenti li prelevassero di notte all'insaputa dei genitori e li portassero nei cimiteri, per i riti di cui sopra. Una ginecologa, le cui perizie negli anni (anche in altre vicende giudiziarie) sono state oggetto di segnalazione agli organi competenti, si prestò a supportare le accuse di abusi sessuali certificando violenza mai avvenute.

Disperati, sconvolti, Delfino e Lorena protestarono l'assurdità di tutto questo. Per tutta risposta si videro recapitare dopo settimane un avviso di garanzia, con l'accusa di avere assecondato loro stessi quelle mostruosità e di avere anzi loro stessi abusato dei figli, in casa. Accuse tutte cadute con il processo in Corte d'appello, che la Corte di Cassazione (anche per evitare conseguenze pesantissime) ha fatto rifare.

Ma un'altra Corte di appello, il 2 maggio scorso, li ha di nuovo assolti, anche se anni di separazione, nel contesto accusatorio che li ha accolti, hanno spezzato per sempre i legami con i figli Il 2 agosto erano attese le motivazioni della sentenza.

Delfino non ha fatto in tempo a leggerle.

"E così questa lunga striscia di sangue legata alle sofferenze di questa storiaccia continua a mietere vittime», ha detto ieri l'avvocato Pierfrancesco Rossi, che tutta questa vicenda ha studiato e vissuto da vicino. Nel suo studio morì anche don Giorgio, il giorno dopo la richiesta di condanna a 16 anni, quale capo dei riti satanici che le sentenze postume hanno poi riconosciuto non esserci mai stati.

La vicenda, in tutti i suoi particolari giudiziari raccapriccianti, con i nomi dei protagonisti è raccontata qui. Leggetela con attenzione. Sembra la storia di un film drammatico, e invece è successo a casa nostra. Neanche una interrogazione parlamentare, nel 1999, non fece breccia sul muro di abusi giudiziari che nel frattempo era stato eretto.

Ma i morti sono stati anche altri: tra di loro una mamma suicida, un amico di famiglia colto da infarto, due mamme morte in carcere e agli arresti… Un prezzo altissimo, pagato da tante famiglie a causa dell'incompetenza di giudici ed operatori, frettolosamente dediti alla ricerca di un colpevole, anche a costo di tradire la Verità.


Fonte: Redazione

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Ci sono 3 commenti


19.48  di domenica 11/08/2013
scritto da  xx
fate i nomi dei psicologi e assistenti sociali

16.32  di domenica 11/08/2013
scritto da  Leo
La notizia si commenta da sola.Se vera,gli organi competenti ,politici,esecutivi,dovrebbero intervenire di conseguenza,lo stesso dicasi se sarebbe falsa!Certo e´ sia in un caso che nell´altro non è storia di un paese civile.

15.13  di domenica 11/08/2013
scritto da  Gli abusologi sono ancora all´opera
Un altro innocente è morto a causa della malagiustizia. Non dimentichiamo il ruolo di Cristina Maggioni e delle sue perizie:
http://cristinamaggioni.wordpress.com

Perché Cristina Maggioni è ancora all´opera a fare perizie di abusi inesistenti su bambine di 4 anni:
http://news.panorama.it/politica/in-giustizia/Un-altra-falsa-accusa-di-pedofilia


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