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Convenzione di Istanbul, gli anticostituzionalisti escono allo scoperto: adesso nuove leggi

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Convenzione di Istanbul, gli anticostituzionalisti escono allo scoperto: adesso nuove leggi
Pia Locatelli

24/05/2013 - 12.01

La Camera, all'unanimità, ha ratificato la c.d. Convenzione di Istanbul, già rifiutata da molti paesi occidentali (Danimarca, Irlanda, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Cirpo, Estonia, Lettonia, Lituania) e in Italia firmata dall'ex ministro Fornero.  Scontata la ratifica da parte del Senato, nei prossimi giorni.

Qualche deputato era ancora intento ad applaudire, quando una folta squadriglia di anticostituzionalisti, capeggiati da Daniela Sbrollini (ovviamente del PD...), cominciava a tuonare "adesso una legge sul femminicidio".  La seguiva Pia Locatelli, che auspicava "dobbiamo evitare che questo atto si riduca a pura operazione di immagine: tale sarebbe se si lasciasse immutata la legislazione vigente”.

Capito l'antifona ?

Non è bastato accostare il nostro Paese alla Turchia o al Montenegro - che certamente non hanno le nostre tradizioni in quanto a rispetto delle donne -, ma alle sostenitrici della guerra tra i generi (che frutta loro voti sicuri e tanti soldini per le associazioni clienti) sembra necessario cambiare le leggi.

Per far cosa? Forse per introdurre il principio di discriminazione di fronte al codice penale ?

Sembra di sì, e il disegno viene da lontano. Alcuni partiti, ma sopratutto i loro giornali, le loro TV e i loro organismi direzionali, usando come copertura gli episodi di violenza sulle donne (quello che chiamano "femminicidio", termine inviso anche a molte donne di cultura), vorrebbero favorire una legislazione secondo la quale la parità dei diritti tra uomo e donna verrebbe meno. Inoltre, questa già convenzione consentirebbe l'acquisizione di ingenti fondi pubblici da parte dei discussi centri anti-violenza (alcuni dei quali, non dimentichiamolo, si sono distinti in passato per la loro capacità di fabbricareartificiosamente false accuse nei confronti di ex mariti e padri).

Appoggiata da José Manuel Barroso e da Viviane Reding, qualora ratificata da 10 stati, la Convenzione di Istanbul (vedi allegato a margine dell'articolo) era tata ratificata solo da Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia, ma tanti altri paesi l'hanno rifiutata con sdegno. In Italia è stat appoggiata dal presidente della camera Boldrini, secondo la quale "la ratifica della Convenzione di Istanbul per prevenire e contrastare la violenza domestica e sulle donne sarebbe solo un primo, fondamentale passo, cui dovremo poi dare seguito con ulteriori provvedimenti ed adeguati stanziamenti di fondi....".  Per queste affermazioni il presidente della Camera ha subito, recentemente, numerose critiche sul suo ruolo smaccatamente a favore delle donne (e non di tutti gli italiani, senza distinzione di genere).

La convenzione di Istanbul, a ben vedere, si fonda su alcuni assunti che, probabilmente, andavano bene fino a cinquant'anni fa: “Riconoscere che la violenza sulle donne è una manifestazione di relazioni di potere, che hanno portato al dominio ed alla discriminazione degli uomini sulle donne”, ma anche su colossali falsità, come quella di “Riconoscere la natura strutturale della violenza sulle donne come basata sul genere”.

Effettivamente, alcuni degli articoli della convenzione sembrano finalizzati ad incentivare il sistema delle false accuse, che già oggi colpisce un numero enorme di papà separati (e anche di diverse mamme, a parti invertite, vittime di alienazione parentale). Secondo l'articolo 31, per esempio, "gli stati dovranno imporre leggi che assicurino che, nella determinazione dell'affido e dei diritti di visita dei bambini, siano tenute in conto gli episodi di violenza e per assicurare che l'esercizio dei diritti di visita o di custodia non metta a rischio le donne vittime o i bambini".

Già questo articolo fa sorgere un primo dubbio: devono essere tenute in conto le sole condanne accertate e documentate di violenza, o anche le semplici accuse ? Nel secondo caso, infatti, si avallerebbe un colossale errore di correttezza e rispondenza giuridica, perchè un sistema che incide sulla vita di più persone (padri e figli minori) sulla base di semplici accuse è chiaramente anti-costituzionale. Senza tenere in conto gli errori giudiziari o i provvedimenti temporanei (come l'ammonizione del questore in caso di presunto stalking).

Secondo, poi, l'articolo 55, si prevede che ".....il procedimento possa continuare anche se la vittima dovesse ritrattare l’accusa o ritirare la denuncia......" e che venga garantita "la possibilità per le organizzazioni governative e non governative e per i consulenti specializzati nella lotta alla violenza domestica di assistere e/o di sostenere le vittime, su loro richiesta, nel corso delle indagini e dei procedimenti giudiziari relativi ai reati stabiliti conformemente alla presente Convenzione".

Si tratta di un chiaro richiamo alle reti e ai centri anti-violenza per sole donne, che nel nostro Paese si sono distinti anche per l'enorme massa di denaro pubblico a loro destinati negli anni e con risultati decisamente inferiori alle attese.

In Italia i dati ci dicono che gli omicidi di donne sono pari a 5 per milione all'anno (dati ONU, uno dei tassi più bassi al mondo), mentre gli omicidi di uomini raggiungono la cifra di 16 per milione all'anno. Preoccupante il dato sui suicidi di uomini separati: 248 per milione all'anno (il tasso si quadruplica con la separazione), accompagnato al fenomeno della false accuse (l'80% delle accuse di violenza ed il 92.4% delle accuse di abusi quando fatte in sede di separazione). 

Calunniare l'ex coniuge è spesso visto come il metodo per impadronirsi di casa, mantenimenti e figli, ma la violenza domestica, pur essendo grave e da condannare sempre, è causata da una piccola percentuale di persone, uomini e donne in egual misura. Non si sono ancora spenti l'eco della enorme "bufala" con cui le fazioni lesbiche e femministe asserivano che “la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne” (dato assolutamente falso), e l'enorme sdegno causato dai dati ISTAT sulla percentuale di donne vittime di violenza in Italia (6.723.00.....), scaturiti da modalità di intervista "taroccate" (a cura dei centri anti-violenza), che oggi gli italiani si trovano a fronteggiare l'ennesimo caso di disinformazione collettiva, secondo la quale gli atti di violenza contro le donne sarebbero compiuti "in quanto donne". Si tratta di un'affermazione gravissima, perchè assimila gli atti di violenza - certamente condannabili e da perseguire duramente - a quelli compiuti dagli antisemiti contro una o più categorie sociali.

Nella Germania nazista, per esempio, gli ebrei venivano perseguitati "in quanto ebrei". Per un nazista era normale scendere per strada e uccidere un ebreo. Qualunque ebreo, anche sconosciuto. Gli atti di violenza contro le donne, invece, hanno tristemente un preciso destinatario, e cioè una moglie, compagna, fidanzata, amica, che nella mente malata di un omicida va colpita a morte. Non una donna qualunque, "una donna in quanto donna" scelta a caso per strada, bensì "quella donna", ben individuata e certamente a lui legata.

In sintesi, molte associazioni e alcuni magistrati, per niente allineati, sono pronti ad eccepire eventuali leggi anticostituzionali presso la Consulta. 

Prima di allora, gli anticostituzionalisti stiano attenti a non travalicare il limite della decenza.


Fonte: Redazione

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Daniela Sbrollini
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Ci sono 9 commenti


07.57  di mercoled├Č 19/06/2013
scritto da  una vittima di stalking
Da quello che leggo, si capisce che questo sito non ├Ę in difesa dei bambini, ma ├Ę solo per gli uomini. Come si pu├▓ negare che esiste la violenza sulle donne? Anche psicologica, che ├Ę quella pi├╣ nascosta, pi├╣ difficile da dimostrare, ma pi├╣ dolorosa e che lascia segni pi├╣ profondi. Per anni sono stata denigrata dal mio ex compagno che mi riteneva una madre incapace, che mi denunciava per ogni inezia, che diceva che maltrattavo la bambina pure se si sbucciava un ginocchio. Per anni ho portato mia figlia alla villa con la paura che cadesse, pensando, oltre al dolore in se stesso di mia figlia per quella caduta, anche alle conseguenze (telegramma, denuncia). Ma in questo, la vittima principale ├Ę mia figlia che ha subito in prima persona e che ora enfatizza anche un graffiettino, che ha paura di saltare e di farsi male, come invece ├Ę normale per tutti i bambini. Non si devono strumentalizzare i figli per colpire l´ex.

11.53  di mercoled├Č 29/05/2013
scritto da  2013

Nel 2013, NON si decidono a punire le donne che si divertano a malmenare gli uomini!

02.43  di mercoled├Č 29/05/2013
scritto da  Roberto
A Voice for Men pubblica un articolo dal titolo: "L´Italia dichiara guerra agli uomini italiani", in cui viene citata anche Adiantum.

http://www.avoiceformen.com/feminism/government-tyranny/italy-declares-war-against-italian-men/


23.35  di marted├Č 28/05/2013
scritto da  provvedimento


Ho visto, in ogni caso,
che gli uomini mica stiano a guardare!!!
Alessandro Carollo ha promosso l´apertura di Corsi di Autodifesa per soli uomini!!!
Visto che il Codice Penale sarà ancora più perdonista nei confronti delle donne,
noi uomini impariamo a prevenire la violenza delle donne!

23.00  di marted├Č 28/05/2013
scritto da  fabriziopiludu

E che Legge vorrebbero mettere!!!? Noi UOMINI NON siamo i VOSTRI SERVI!!! E NON vi lasceremo costruire LAGER per rinchiuderci! Se Pol-Pot è caduto, non pensate VOI di essere eterne! Le DITTATURE SI ROVESCIANO!!!!!!!!!!!!



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