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La madre del bimbo di Cittadella: adesso ci divertiamo, per il padre solo incontri protetti

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La madre del bimbo di Cittadella: adesso ci divertiamo, per il padre solo incontri protetti

23/03/2013 - 20.47

Il "The day after" di Cittadella, subito dopo il ritorno dalla mamma, ce lo racconta il Corriere della Sera. Impietosamente. «Ci stiamo divertendo», giura la mamma del piccolo Leonardo, il bimbo di 10 anni che da mesi è al centro di un braccio di ferro legale tra i genitori che si contendono il suo affidamento. Da mercoledì è tornato a Cittadella per vivere con la madre, dopo che la Cassazione ha bocciato il provvedimento con il quale lo scorso anno la Corte d’Appello di Venezia l’aveva affidato a una struttura protetta di Padova sotto la diretta responsabilità del padre.

Giovedì il piccolo ha quindi potuto riabbracciare i vecchi compagni di classe. «Lui è felicissimo - ha assicurato ieri la madre - ha solo paura che lo possano riportare via. Lunedì tornerà a frequentare le lezioni nella sua scuola, con i suoi amici, e lentamente riprenderà ad avere una vita normale, quella che merita».

La suora che gestisce la struttura protetta di Padova ha sporto denuncia sostenendo che la mamma di Leo l’avrebbe ricoperta d’insulti quando, mercoledì, è corsa a riprendersi il figlioletto. «Lei mi querela? È ridicolo. Sarò io a denunciare lei e la casa famiglia che gestisce, per le ripetute violazioni avvenute negli ultimi mesi, durante i quali hanno costantemente favorito il papà di Leo facendo in modo che potesse vedere nostro figlio più spesso di quanto potessi farlo io».

E ora che la Cassazione ha annullato la decisione d’Appello, la donna lancia un avvertimento all’ex marito: «Si tornerà al vecchio regime. Il padre potrà vedere Leo solo all’interno di incontri protetti, alla presenza degli assistenti sociali, ai quali spetterà anche il compito di fissare gli appuntamenti».

L’uomo, un avvocato padovano, ieri era ancora sconvolto per l’accaduto. «Ho la morte nel cuore - ha spiegato - mi stupisce la rapidità con cui la Cassazione è intervenuta. Purtroppo questa sentenza è arrivata proprio mentre mi stavo riavvicinando a mio figlio». Preoccupato anche lo psichiatra Rubens De Nicola, il perito del tribunale che accertò la sindrome di alienazione parentale (Pas) stando alla quale Leo aveva sviluppato un rapporto conflittuale con il padre a causa dell’influenza negativa esercitata su di lui dalla mamma. Ed è proprio questa diagnosi che la Cassazione ha letteralmente fatto a pezzi sostenendo che non ha «fondamento sul piano scientifico» e che è «una teoria non ancora consolidata ed anzi molto controversa ».

Eppure ancora oggi De Nicola sostiene la validità della tesi: «La Pas non è una malattia, ma un insieme di comportamenti patologici come possono essere lo stalking o il mobbing. Dire che non esiste non ha senso, visto che la maggioranza della comunità scientifica la ritiene una vera e propria sindrome. La cosa più assurda è che la stessa Cassazione, in un’altra recentissima sentenza, ha invece sostenuto la validità della Pas».

De Nicola rivela che, recentemente, era stato chiamato nuovamente a occuparsi del piccolo Leonardo. «Eravamo prossimi a un importante cambiamento. I rapporti con suo padre erano molto migliorati al punto che lui, per la prima volta da molti anni, era tornato a dirgli "Ti voglio bene". Così, in accordo con gli assistenti sociali, eravamo vicini ad affidare Leo al papà, affinché lasciasse la comunità per trasferirsi da lui giorno e notte. Ma l’intervento della madre mandò tutto a monte». Il giudizio dello psichiatra è netto: «Il bene di quel povero bimbo sembra essere stato completamente dimenticato. Oramai è diventata una guerra personale di uno dei genitori nei confronti dell’ex». Il risultato - stando all’opinione di De Nicola - è devastante. «Il danno apportato al piccolo è enorme. Se la madre può essere paragonata alla sua gamba destra, allora è come se a quel bambino avessero amputato l’arto sinistro per poi gettarlo via. Conosco bene i mille artifizi e le scappatoie che, in casi come questi, può mettere in atto uno dei genitori e, per questo, ho il timore che Leonardo possa non rivedere mai più suo padre ».


Fonte: Redazione - http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/23-marzo-2013/diagnostico-pas-bimbo-conteso-povero-leo-non-vedra-piu-papa-212309163195.shtml

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Ci sono 6 commenti


18.24  di venerdì 29/03/2013
scritto da  ariete 71
Perche non si vergogna lei e la casta dei delinquenti...

15.34  di venerdì 29/03/2013
scritto da  Max
Be che dire, le parole dell´avv.to della madre erano chiare. "il padre deve stare tranquillo, il figlio non è malato...deve avere pazienza e lasciargli tempo per decidere se e quando lo vuole vedere....". Se è vero che la madre ha dichiarato che si deve tornare al vecchio regime ed agli incontri protetti davanti agli assistenti sociali, voglio proprio vedere se e quando lo rivedrĂ .
Ci credo che lo psichiatra ha seri dubbi che il percorso intrapreso prosegua, 10 anni è un periodo lungo di allontanamenti, di incontri protetti per fare previsioni abbastanza certe.
Dirò la mia personale opinione, ma se e quando si ricelebrerĂ  l´appello sono certo che la l´appello si conformerĂ , lo abbiamo giĂ  visto succedere. Rammento di un padre che fu allontanato dalla figlia, accusato di molestie dalla ex. Scagionato dopo anni che non la vedeva, lui chiese di potersi vedere affidata la figlia. Gli fu risposto che oramai la figlia era diventata grande, aveva raggiunto un suo equilibrio e visto che a scuola andava benissimo, non era nell´interesse della minore tale riavvicinamento con la paura che la minore sapesse che il motivo per cui il padre era stato allontanato fosse per le false accuse della sua ex! Ma di che parliamo? Qui dei bambini non frega niente a nessuno...

18.30  di lunedì 25/03/2013
scritto da  GIulio C.
Giudici e psicologi sono i fattucchieri del diritto di famiglia. Siamo nell´era dei "Grandi coglionatori". Punto. Protestate su twitter, facebook e stampa! L´era dei "Gran coglionatori"!!

http://www.adiantum.it/public/2626-esperto-di-famiglia-del-xxi-secolo--il-gran-coglionatore---di-paracelsus.asp

11.41  di lunedì 25/03/2013
scritto da  stefano
Ora ci divertiamo...questa è la realtà di una madre che vuole solamente cancellare un ex marito dalla vita del proprio figlio... e sarebbe normale questa persona? Perchè mai incontri protetti al padre dopo che prima gli hanno dato la postestà genitoriale esclusiva? Il padre trattato come un criminale...questi tribunali sono da chiudere subito per le scempietà che sentenziano.
La veritĂ  è che un padre perde il figlio per lo scempio di questi tribunali ove prevale l´ideologia e la loro autorefenzialitĂ .

15.35  di domenica 24/03/2013
scritto da  Adamo
Basta il tenore delle affermazioni di questa schizzata per giustificare la rimozione a vita della potestà genitoriale sul figlio. Sono le stesse esternazioni la prova di un totale disprezzo della legge 54 del 2006.Che la legge degli uomini consenta a questa " cosa strana" di crescere un figlio è un insulto a DIO.


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