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Sentenza di Trieste, ANFI interviene. Silenzio delle altre associazioni forensi

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Sentenza di Trieste, ANFI interviene. Silenzio delle altre associazioni forensi
Carlo Ioppoli (ANFI)

19/03/2013 - 10.04

"Il Tribunale di Trieste, purtroppo, si è attestato su posizioni conservatrici. L'affido alternato è in realtà proprio nell'interesse del minore a conservare un rapporto equilibrato e continuativo con entrambe le figure genitoriali. Pertanto, tutti gli avvocati familiaristi continueranno a richiedere nei propri ricorsi che non vi sia un genitore collocatario, figura non prevista dalla legge 54/06, ma che il minore possa trascorrere tempi paritetici con entrambi i genitori".

Così l'Avv. Carlo Ioppoli, Presidente dell'Associazione Avvocati Familiaristi Italiani (ANFI) ha commentato la recentissima sentenza-shock del tribunale di Trieste, che ha suscitato una vera e propria sollevazione di molti genitori separati - senza distinzione di genere - che gridano all'aperta violazione dei diritti costituzionali e al "colpo di mano" che alcuni magistrati avrebbero voluto attuare in un periodo di instabilità politica di di "distrazione" dei media sui problemi della Giustizia.

La decisione dei giudici triestini ha suscitato lo sdegno anche di tanti avvocati, i quali tutti hanno interpretato il disposto come un tentativo di intimidire l'attività del legale, condizionandola fortemente nell'atto stesso della presentazione di una istanza che dovesse contemplare - caso tutt'altro che raro e quasi fisiologico in una separazione attenta agli interessi dei figli - la richiesta di un affido paritetico e/o alternato.

Ma non tutte le associazioni forensi hanno reagito alla pari di ANFI, preferendo assumere un atteggiamento cauto o di assoluto e "assordante" silenzio.

AIAF, ad esempio, forte dei suoi quasi 2.000 iscritti, e da sempre contraria a qualunque modifica dell'attuale modo di intendere il condiviso nei tribunali, non si è pronunciata. AMI, che al contrario si è sempre dichiarata propositiva sotto molti aspetti (particolarmente sentiti dalla Società Civile), al momento non ha comunicato alcun commento. Anche l'associazione degli avvocati-mediatori familiari non ha detto nulla al riguardo.

E così, in buona compagnia, tutta l'avvocatura nazionale (dall'OUA alla'AIGA per finire ai singoli ordini), che su altri argomenti non perde mai l'occasione di urlare e manifestare in piazza il proprio disagio, evita prudentemente qualunque giudizio su una sentenza che dovrebbe, al contrario, farla gridare alla illegittimità costituzionale.

La sensazione generale che si ricava da questo quadro è sconfortante. ANFI a parte, l'avvocatura nazionale si dimostra succube delle decisioni dei magistrati - anche di quelle impresentabili - mostrando una "capacità di adattamento" al sistema che definire cinico è davvero poco.

Su alcune associazioni poniamo una doverosa riserva, auspicando che la sentenza - per niente pubblicizzata dai media nazionali - sia passata inosservata. Ma ci aspettiamo una loro reazione a questo ennesimo scandalo giudiziario che l'Europa, di certo, non ci invidia. 


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


23.31  di mercoledì 20/03/2013
scritto da  dante
ma questo è già il giudizio della cassazione?

13.09  di mercoledì 20/03/2013
scritto da  mario
Grazie all´Avv. Carlo Ioppoli, unico vero difensore dell´affidamento alternato! grande professionista e grande uomo

18.49  di martedì 19/03/2013
scritto da  raffaele bottacchi

Ma io ormai rido di brutto..........siamo ancora qui dopo 8 anni dalla 54 a chiedere un affido paritetico o alternato. Sto aspettando la Corte Europea dopodichè se anche questo tentativo sarà un fallimento non ci rimane molto da fare se non........................................riempitelo voi questo spazio, quando saremo in tanti a scrivere gli stessi rimedi ci muoveremo per forza.


11.49  di martedì 19/03/2013
scritto da  Gerardo spira
Non mi sono scandalizzato della notizia perchè sono oltre 40 anni che ho letto questi giudici. Pur sapendo di subire gli effetti di risentita vendetta,al Tribunale dei minorenni di Roma espressi il mio pensiero libero ed incondizionato.A proposito della cultura giuridica della magistratura in generale, riportai il giudizio di un eccelso studioso dell´universitĂ  di Napoli,prof Quadri,il quale, siamo negli anni 60, ci teneva a ricordare a noi appena matricole che i Giudici si dividevano in tre categorie: quelli che amavano lo studio del diritto penale,finivano per fare il penale; quelli che amavano lo studio del diritto civile,finivano per fare il civile; quelli che non amavano nè il civile e nè il penale ,finivano nei tribunali per i minorenni.Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. La colpa è della societĂ  che ha delegato il problema a questa Giustizia .


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