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Io, avvocato, dico che le deficienze del diritto permettono arbitrii e abusi

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Io, avvocato, dico che le deficienze del diritto permettono arbitrii e abusi
Bruno Betti - Libero arbitrio

09/03/2013 - 15.46

La problematica  della vita di coppia e di famiglia ha ormai sconvolto l'intera  società, per aver disperso lungo il cammino civile, pezzi importanti che  ne tenevano saldamente uniti principi e valori. Duramente ne pagano le conseguenze i minori,  perchè non protetti e adeguatamente salvaguardati dalle istituzioni che entrano nell'arena con l'intenzione di mettere pace, ma col risultato di alimentare i litigi dimenticando  che  solo i minori, disperatamente aggrappati all'uno o all'altro genitore, diventano le uniche vittime, mai più recuperabili.

Di chi la responsabilità?

Senza dubbio della Società, che ha delegato un compito ed una funzione così importanti alle istituzioni, le quali non fanno altro che applicare giustamente o  ingiustamente le regole dettate dalla Società stessa. Per dirimere i conflitti le istituzioni mettono in piedi strutture gestite da persone - più o meno capaci - dirette e guidate dall'Autorità giudiziaria, la quale mette fine alla lite con  una decisione che incide sensibilmente nella sfera patrimoniale ed in quella affettiva dei litiganti.

A questo punto il minore è già divenuto  soggetto senza alcuna identità, mortificato nella dignità, distrutto nei sentimenti e soprattutto cancellato dal libro dei sogni.

Di fondamentale importanza è la funzione dei servizi, delegati ad organizzare ed istruire percorsi adeguati per il recupero di una condizione di esclusiva tutela del minore, trovando modalità di collante per la costituzione di un rapporto civile  orientati solo al benessere del minore.

Questa fase costituisce il corollario di base della decisione del Giudice. Quindi se il percorso è stato tracciato e seguito nella logica dei procedimenti corretti e con strumenti e attrezzature a norma di legge, lo stesso potrà considerarsi condizione di solidità giuridica, del conseguente procedimento e decisione del giudice, se invece lo stesso presenta incidenti e vizi, non corretti o  sistemati, la fase giudicante  si presenterà improduttiva di effetti giuridicamente validi.

Scaturisce dunque la necessità che il Giudicante, nell'interesse superiore del minore e per sua garanzia, dia atto nella decisione che la precedente fase sia stata controllata in punto di legittimità  e possa essere di garanzia giurisdizionale del provvedimento da emanare.

Qui sta il problema. Nella generalità dei provvedimenti giudiziari non è dato atto delle predette garanzie, per cui il conflitto di coppia si trasferisce sugli atti e documenti, con impegno  delle strutture coinvolte, dispendio di risorse economiche e finanziarie e conseguente impoverimento delle parti, che con una giustizia meglio organizzata e più garantista, potrebbero adempiere agli obblighi di mantenimento.

Vale il detto che tra i due litiganti il terzo gode, mentre quest'ultimo ha la responsabilità di quanto accade. Ritengo che il responsabile finale della decisione, nel nostro caso l'Autorità giudiziaria, debba deliberare chiari e precisi codici e schede di percorso e di comportamento, senza trascurare ambienti, modalità di incontri, esami ed accertamenti di tutte le parti interessate, le garanzie di protezione legale, verbalizzazione di tutto il percorso, rispetto del principio di compatibilità ed esclusione del conflitto di interesse.

La vicenda occorsa a mio figlio a Roma mi ha coinvolto per necessità professionale. Mi sono trovato pertanto, io che sono specializzato in diritto amministrativo, catapultato in un mondo in cui  le deficienze del diritto permettono arbitrii e abusi burocratici, senza alcun controllo da parte dell'Autorità giudiziaria che li raccoglie e inserisce nei provvedimenti finali.

 

Avv. Gerardo Spira


Fonte: Redazione

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Ci sono 3 commenti


20.56  di domenica 17/03/2013
scritto da  raffaele bottacchi
Mi piace

13.48  di giovedì 14/03/2013
scritto da  Gino
In realtà le deficienze del diritto sono fatte apposta per creare arbitrii e abusi e quindi dare potere di controllo ai giudici sulla gente.

17.50  di lunedì 11/03/2013
scritto da  Pino FALVELLI
Moltissimi problemi potrebbero essere superati con l´ attribuzione delle RESPONSABILITA´ DIRETTE per l´ operato di giudici ed avvocati. Solo cosi saranno costretti ad essere più attenti.-


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