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A Savona apre la Scuola per genitori. Il piacere di conoscere e imparare

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A Savona apre la Scuola per genitori. Il piacere di conoscere e imparare

06/01/2013 - 12.05

Non  soli nel dover affrontare un mestiere così difficile come quello del genitore. In questi tempi, essere genitore vuole anche dire conciliare lavoro e famiglia, i propri modelli educativi e quelli proposti dai mass media, i linguaggi degli adulti e quelli dei ragazzi, le regole familiari e le regole sociali. Il  percorso proposto vuole essere un momento di ascolto e di confronto sulle difficoltà dell'essere genitore, ma anche un momento di riscoperta del piacere di aver scelto, oggi, di essere padri e madri ancora capaci di osservare, conoscere, capire e imparare.

La comunicazione è una condizione essenziale della vita, del crescere, del farsi adulti, della salute mentale. Il processo comunicativo, dal momento che il comportamento è comunicazione ed è impossibile non comunicare, non può intendersi in modo unidirezionale, da chi parla a chi ascolta, ma come una processualità interattiva, dove il dire e il fare di ogni individuo influenza e nello stesso tempo è influenzato dal dire e dal fare dell'altro con cui interagisce.

I messaggi verbali costituiscono solo una parte limitata della comunicazione interpersonale; i messaggi non verbali, sovente ignorati, svolgono un ruolo significativo, soprattutto dal punto di vista degli scambi emozionali. Quindi in famiglia bisogna considerare lo scambio comunicativo che avviene tra i coniugi, tra i genitori, tra i genitori ed i figli, tra i figli e le altre figure che ruotano attorno alla famiglia.

Il corso partirà il prossimo venerdì 11 gennaio, si snoderà attraverso 4 appuntamenti settimanali (IN ALLEGATO IL PROGRAMMA COMPLETO) e si tiene presso i locali dell'Associazione La Luna dei papà in Via Crispi 20 (piano terra  scuola materna l'Aquilone) a Savona. Per iscrizioni e informazioni rivolgersi a Annamaria 338 8300139, Mauro 3280062253 e Gianni 3473722605. 


Fonte: Redazione

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22.25  di martedì 08/01/2013
scritto da  XI comandamento: non commettere matrimonio
Fonte:

http://www.glook.it/

re-postato in:
www.comeulisse.blogspot.com

IGM (interessengemeinschaft geschiedener und getrennt lebender Männer – www.igm.ch) è un’organizzazione della Svizzera tedesca, che da anni si batte per i diritti di padri separati e divorziati. Recentemente una sua circolare spedita via e-mail spiegava i motivi per cui gli uomini non hanno interesse di sposarsi. Questo slogan è stato concepito in Ticino da un noto avvocato divorzista di Bellinzona quando in una intervista su Ticinosette disse: “XI comandamento: non commettere matrimonio“.

Papageno ha fatto sua questa riflessione senza esitazioni, dando avvio alla campagna informativa “Matrimonio? No grazie!”. Bisogna arrendersi all’evidenza.

Dopo la separazione, niente figli (o quasi) e niente casa, avvocati, servizi sociali, pretori e tutorie al collo, minimo vitale di fr. 1200.(messo di recente in forse dalla CF Sommaruga), discriminazione fiscale, obbligo di mantenere lo standard di vita alla ex e ai figli come ai tempi della luna di miele e, in casi particolarmente sfavorevoli, mantenere la ex fino all’età della pensione.

In una seconda e-mail IGM ha distribuito un rosario di cifre statistiche impressionante sul tema dei figli cresciuti senza padre: 63% dei suicidi di giovani sono cresciuti senza padre, 71% delle minorenni incinte sono cresciute senza padre, 90% dei senzatetto minorenni sono cresciuti senza padre, 70% dei minorenni che finiscono in istituti pubblici sono cresciuti senza padre, 85% dei minorenni che finiscono in carcere sono cresciuti senza padre, 71% dei giovani che abbandonano la scuola sono cresciuti senza padre, 75% dei giovani drogati sono cresciuti senza padre.

La lista continua: 80% dei divorzi è provocato dalle donne, 97% delle denunce mendaci nei confronti dell’ex-marito per atti di violenza e abusi sessuali su se stesse e/o sui propri figli sono inscenate dalle donne che rimangono impunite in quanto, secondo una recente sentenza del tribunale federale, la madre “aveva il sospetto di…” per cui aveva “l’obbligo di denunciare il padre …”.

Per chi non volesse accontentarsi delle statistiche, IGM mette a disposizione il libro di Flavio Sardo Alptraum Scheidung. Un sottotitolo potrebbe essere “Storia di un appassionato padre svizzero che chiede il rispetto della carta dei diritti umani”: una storia di misandria (odio ai maschi). Per affrontare queste 500 pagine bisogna aver i nervi ben saldi. Dopo aver affrontato questa lettura, non commettere matrimonio non è solo uno slogan politico, ma un avvertimento prezioso per non cadere nel quasi inevitabile precipizio: 60% dei matrimoni finiscono con un fallimento. Ma il divorzista bellinzonese citato non ha paura di rimanere senza lavoro e con un sorriso afferma: “Ci saranno sempre giovani innamorati che si sposeranno”.

Se da una parte i padri si troveranno sul lastrico, per i figli delle generazioni future sono guai. Papageno continua a raccogliere e pubblicare regolarmente testimonianze in questa rubrica del Mattino, ma intanto si può consigliare la lettura di due lavori pionieristici: di Claudio Risé – Il padre, l’assente inaccettabile – e di Luigi Zoia – Il gesto di Ettore.

Papageno si muove anche sul piano pragmatico. In questi anni di intenso lavoro abbiamo identificato un enigma in cerca di soluzione: l’assenza quasi totale di padri che si espongono e conducono una lotta comune per i diritti propri e quelli dei figli. Dall’altra sponda, le istituzioni che si adoperano per negare la crisi della famiglia, affermando che “tutto va bene”. Il 95% dei divorzi sono consenzienti – ribadisce da anni Roberto Sandrinelli, capostaff del dipartimento della sanità e della socialità: un risultato incoraggiante.

Sul fronte giuridico, anche la Svizzera si è accorta che non si può continuare a calpestare i diritti fondamentali dell’uomo: sull’agenda dei parlamentari vi è la questione dell’autorità parentale congiunta. Dal nostro punto di vista è solo un timido passo verso quello che noi proponiamo ai politici del nostro paese: l’affido condiviso (presenza paritaria dei figli con i due genitori) unita ad un’equa ripartizione delle responsabilità finanziarie.


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