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Roma, tavolo tecnico tra ADIANTUM e Ordine assistenti sociali. Al via il confronto

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Roma, tavolo tecnico tra ADIANTUM e Ordine assistenti sociali. Al via il confronto
Edda Samory e Eleonora Montanari

23/12/2012 - 11.01

Nei giorni scorsi, una delegazione di ADIANTUM è stata invitata a Roma, presso la sede dell'Ordine nazionale degli assistenti sociali, per un primo confronto sulle numerose istanze provenienti dalle framiglie italiane, che vedono quegli operatori al centro di proteste per le modalità di intervento e di esecuzione di provvedimenti giudiziari.

A monte di tutto, una legge - la n. 149 del 2001, che attribuisce ai servizi sociali un potere pressocchè illimitato nei tempi e nelle misure del supporto da intraprendere -, il sostanziale abbandono dell'assistenza domiciliare alla femiglie in difficoltà e l'adozione di allontanamenti presso comunità per minori sulle quali pende un enorme conflitto di interessi economici ormai noto ai cittadini.

Presenti all'incontro Eleonora Montanari, neo consigliere e delagata nazionale di ADIANTUM, Fabio Nestola (anch'egli consigliere e delegato appena eletto), Loretta Ubaldi (psicologa e criminologa) e l'avv. Paola Tomarelli.  

Alla presenza del presidente dell'Ordine - prof.ssa Edda Samory -, si è discusso delle note questioni relative alle carenze professionali e procedurali che vengono segnalate, in tutta Italia, in capo a numerosi assistenti sociali. Infatti, nonostante il loro codice deontologico e le loro linee guida prevedano l'osservanza di diversi principi per la regolazione dei processi di sostegno ed allontanamento dei minori, spesso l'operato si allontana da quei valori fondamentali cui è ispirato il loro lavoro e la loro professione.

Eleonora Montanari (presidente dell’Associazione Tu Sei Mio Figlio Onlus), in particolare, non è nuova a questi incontri, avendo partecipato nel 2010 (presso il T.d.M. di Roma, su invito del CNOAS) proprio alla presentazione delle “Linee Guida per la Regolazione dei Processi di Sostegno e Allontanamento del Minore”, nate dall’evidente necessità di colmare le lacune esistenti, gestire le continue segnalazioni relative ad ingiustificati allontanamenti dei figli dai genitori e, sopratutto, dotare gli operatori di alcuni "paletti" da osservare rigidamente. 

"Sono passati due anni da allora, e purtroppo mi trovo a ribadire che nulla è cambiato", afferma Eleonora Montanari. "La situazione sembra persino peggiorata, e non certo per mancanze dell’associazionismo che ha cercato e cerca di sostenere le istituzioni nel loro compito primario di riconoscere la famiglia nelle sue diverse forme ed espressioni come luogo privilegiato di relazioni stabili e significative” sia per i genitori sia per i figli". "La richiesta dell'Ordine di incontrare ADIANTUM", prosegue la Montanari, "fa ben sperare per il futuro, a patto che il confronto sia costante, e si individuino forme di collaborazione intense e si possano diffondere i relativi risultati a tutti gli operatori e alle Istituzioni".

In particolare, le associazioni raccolgono segnalazioni in merito: a) ai casi di allontanamento dei figli dai genitori, b)  alla disapplicazione dell’equivalenza del periodo temporale di collocazione del minore presso entrambi i genitori, c) alla mancanza di collaborazione degli assistenti sociali con i difensori, che anzi vengono guardati con diffidenza, d) all’assenza di un sistema di controllo e verifica che eviti le lungaggini burocratiche di emanazione dei provvedimenti in materia di affidamento e potestà genitoriale sui minori.

Al tavolo, di contro, il Consiglio dell’Ordine si è lamentato dei continui attacchi che provengono dal mondo dell’associazionismo, accusato di non parlare mai dei successi che, invece, molti assistenti sociali riescono a conseguire nel territorio. Putroppo, alle associazioni arrivano dalle famiglie solo continue denunce, e pertanto ADIANTUM si è resa disponibile a raccontare i fatti positivi che dovessero essere riportati dall'Ordine.

"Continuo a credere", afferma Eleonora Montanari, "che una vera collaborazione tra il Consiglio dell’Ordine e le associazioni aderenti ad Adiantum possa eliminare  le criticità sin qui evidenziate, e per questo abbiamo proposto un protocollo d’Intesa volto a porre in essere un progetto condiviso che abbia come tema centrale la mediazione tra tutte le parti in gioco: assistenti sociali, difensori, genitori, magistrati, psicologi e, in primis, il minore quale soggetto e non oggetto della tutela".


Fonte: Redazione

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Ci sono 10 commenti


11.03  di giovedì 03/01/2013
scritto da  psico-astrologhe
Carissimi di adiantum, fate leggere alle psicoastrologhe questo

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201301/130102vegettifinzi.pdf



13.53  di venerdì 28/12/2012
scritto da  fabio da prato
Ho un figlio naturale di meno di 3 anni, ho fatto ricorso ed ho ottenuto anch´io il "falso condiviso ". Da circa 5 mesi il bimbo quando lo vado a prendere ( 3 volte a settimana ) non vuole uscire con me e piange disperatamente , io non lo forzo lo saluto e vengo via. Ho ampi orari di visita ed addirittura il pernotto e tutto questo alla madre non va giu´ e probabilmente me lo ha messo contro senza alcun motivo( PAS ? ). Fino al 17/12 anche se non veniva con il babbo per lo meno lo vedevo sulla porta di casa 3 giorni la settimana. Il 17/12/12 sono subentrati gli assistenti sociali con tanti bei discorsi nell´interesse di mio figlio con cambi di orari e modalita´ di visita. Bene da allora io ho visto il bambino un giorno solo per qualche minuto.
Se questo e´ nell´interesse di mio figlio, grazie assistenti sociali !

08.21  di martedì 25/12/2012
scritto da  sergio
http://www.luxdoor.it :no comment

12.56  di lunedì 24/12/2012
scritto da  viorica grecu. Trento.
Vi auguro buona fortuna nella vostra attivitĂ  di riuscire a fare modifiche nel modo di tutelare l´applicazione dei vari passaggi dei testi di legge che tutelano il massimo interesse del minore che in uso di articoli e comma con abilitĂ  mentale vengono purtroppo meno questi diritti da tutelare essendo visti come soggetti e non oggetti dei diritti per un inizio del travaglio con un semplice argomento - fare maturare l´astuzia degli esseri adulti genitori che di fronte alla legge non sapranno mai tutelarsi figli con tutto il amore che provano che dimostrano di avere per i propri figli, subendo e facendo subire per scelte loro di separare e divorziare, essendo visti come unici colpevoli delle proprie prole.
Io ho sentito girando tra i tribunali anche le opinioni di vari assistenti sociale che dimostrano di non approvare bene certi casi, visto che sono i primi a venir a contato diretto del modo come vivono puoi questi bambini, o come riescono a superare le trauma, a volte in modo violento da essere sottoposti a terapie pur di controllare eventi. E un mio caso indiretto, e caso di tante donne e uomini con qui sono venuta a confrontarmi nei tribunale nelle sale di attesa per le udienze. Mi ricordo con poco tempo un anno, due, forse si dava la disponibilitĂ  di rientro ai figli nelle proprie famiglie, che poi è venuto fuori un annuncio televisivo dove risultava che i genitori rifiutavano i propri figli per timore che non sano come si presentano. L´annuncio non è mai stato smentito da nessuno, anche se gruppi di genitori esistono in tutta l´Italia. Forse erano mese giĂ  dalla partenza dei criteri di rientro per la parte economico, superficie, magari un contratto indeterminato. Che non è detto che i tribunali hanno fatto adottare figli a persone benestante che puoi si sono ritrovati in miseria per fallimenti pero il figlio adottivo lo dovevano tenere senza nessuno tipo di ripristino della sentenza. Che tutto è illimitato e relativo la legge non lo prevede. Io lo considero un punto di partenza di forza per accedere a proposte di cambiare questi punti nevralgici per essere al tempo nostro attuate, per non applicare la legge con gli errori dei tempi scaduti come evoluzione dei fatti concreti della vita specificata in Costituzione ma nella vita reale difficile da provvedere in uguale misura per tutti, senza danneggiare con violazioni di diritti e dove si debbono applicare sforzi diversi per rispetto della Costituzione. Lo dico per uomini e per le donne e soprattutto per i minorenni, futuro della societĂ  di domani, della nostra societĂ .

11.44  di lunedì 24/12/2012
scritto da  Antino Sanzone
Come è giĂ  stato scritto, alle associazioni purtroppo pervengono solo le denunce per la spesso iniqua trattazione di casi; Non è nostra intenzione stigmatizzare la categoria degli assistenti sociali che sicuramente compie giornalmente azioni positive nei confronti di famiglie e di minori risolvendo al meglio i casi dando il giusto supporto a persone in difficoltĂ . Però ci sarebbe da fare un inciso di non poco conto: se faccio bene il mio lavoro, cosa per cui sono retribuito, il mio capo mi potrĂ  dare una pacca sulla spalla dicendomi "ben fatto" e magari avere stima di me. Però il lavorare bene rientra nei compiti della mia attivitĂ .. Il lavoro mal fatto no! Quindi l´unico campo in cui bisogna lavorare affinchè si possa riconoscere al servizio sociale un buon servizio è la parte negativa. Ben venga il dialogo costruttivo con il servizio sociale qualora questo sia disposto ad intervenire sulle cause che producono allontanamenti non sempre giustificati del minore dal proprio nucleo familiare ed il ricorso troppo frequente alla casa famiglia senza una serena valutazione delle risorse intrafamiliari. Un buon Lavoro a tutti


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