Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Aspetti giuridici di tutela del minore nel c.d. Processo Breve

INFOLEGAL


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Aspetti giuridici di tutela del minore nel c.d. 

Processo Breve

29/03/2010 - 18.48

A cura dell'Avv. Giorgia Gira*. Il disegno di legge “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’art. 111 della Costituzione e dell’art. 6 della Convenzione Europea sui diritti dell’uomo” intende,  introdurre nel nostro ordinamento un nuovo istituto: la “prescrizione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole”. Con tale istituto si dovrebbe soddisfare “il diritto dell’imputato a non restare sotto la soggezione del processo per un periodo di tempo troppo lungo,.. prevedendo ex lege termini massimi di durata dei diversi gradi di giudizio, il cui superamento obbliga il giudice della fase a pronunciare sentenza di non doversi procedere”. Nessun dubbio sulla necessità di abbreviare gli attuali tempi processuali, che fruttano al nostro Paese tutti gli anni una molteplicità di risarcimento danni per processi con durata superiore ai cinque anni e, in passato, hanno costretto la Corte Europea a sanzionare lo Stato Italiano. Ma la necessità di abbreviazione dei tempi non può voler significare la violazione dei principi fondamentali del giusto processo e del diritto del cittadino. A tal punto, preme, seppur brevemente, esaminare le ripercussioni che il disegno di legge avrebbe, se approvato nel testo finora noto, sull’attività di indagine e processuale relativa ai  minori. Il disegno di legge, infatti, prevede che l’estinzione del processo non operi per i reati puniti con pena edittale superiore ai 10 anni di reclusione. Sono previste, poi, delle esclusioni sulla base di requisiti soggettivi (l’aver riportato l’imputato “una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione” o l’essere stato lo stesso “dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale”, caratteristiche decisamente rare in presenza di minori) nonché esclusioni oggettive sulla base del titolo di reato oggetto del procedimento. La prima immediata conseguenza, sarebbe la esclusione dal novero dei reati per i quali non si applica il nuovo istituto, del reato di cui all’art. 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia), con esclusione delle ipotesi in cui conseguenze dalla condotta di maltrattamento siano “lesioni gravissime” o “la morte”. Sono esclusi dal novero dei reati per i quali il processo non si estingue, i reati c.d. “minori”, ma di pregevole disvalore e significanza per chiunque abbia a cuore le sorti dei minori, e specificamente: violazione degli obblighi di assistenza familiare, chi  malversa o dilapida i beni del figlio minore” o “fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore”; abuso dei mezzi di correzione e di disciplina, sottrazione di persone incapaci; sottrazione e trattenimento di minore all’estero e abbandono di persone minori o incapaci. A questi bisogna aggiungere, ai reati per i quali si applica la disposizione sull’estinzione del processo, la corruzione di minorenne, larga parte del reato di pornografia minorile, larga parte del reato di prostituzione minorile, la detenzione di materiale pedopornografico ovvero reati che hanno una oggettiva, particolare e rilevante pericolosità sociale sia per la condotta che per gli effetti determinati sulle persone offese (reali o potenziali). Pertanto, appare quantomai legittima, la preoccupazione che la “depenalizzazione” di gran parte dei delitti commessi in danno dei minori, porrebbe in serio pericolo le fondamenta del  processo di protezione e di cura del minore stesso, oltre che si porrebbe in palese contrasto con il principio della certezza della pena per gli autori di reati contro le “fasce deboli”. Appare evidente, come, la volontà di accelerare le fasi del processo si collochi in palese contrasto con i tempi del processo minorile, volti a consentire una tutela del minore al massimo grado. Il fatto che, ad esempio, nel “processo breve” l’iter vada avanti anche in assenza dell’imputato appare una scelta inaccettabile, oltre che una violazione di diritto, nel caso in cui l’imputato sia un minore. Infatti, la partecipazione del minore al processo è fondamentale, non solo perché ci sia una consapevolizzazione del danno procurato, ma anche perché scatti un processo psicologico di presa di coscienza e responsabilizzazione. Come se non bastasse, nella nuova formulazione rischiano di saltare istituti di rilevante importanza quali il perdono giudiziale e la messa alla prova. Il “Legislatore” non dovrebbe dimenticare che, la struttura e le caratteristiche del processo fanno sì che il processo non sia celebrato contro il minore e sul minore bensì con il minore. Egli, infatti, da mero oggetto del diritto diviene, in questo campo, soggetto attivo di diritto: il suo consenso al progetto educativo è, infatti, elemento necessario alla sua riuscita. Ne discende, pertanto, che le informazioni date al minore sull’andamento del processo, oltre ad essere funzionali ad una migliore comprensione di ciò che avviene, sono anche strumento perchè il minore stesso possa procedere nel processo verso un obiettivo di recupero. Per garantire ai minori “deviati” un giusto processo, è fondamentale il rispetto non solo di tutte le garanzie riconosciute all’adulto ma anche di quelle specifiche legate alla peculiare condizione minorile e proprie dello specifico obiettivo di protezione del minore e di rieducazione della sua condotta. Pertanto il semplice rispetto delle regole, non consente lo studio del vissuto in funzione di accompagnamento del minore, in piena conformità del disposto di cui all’articolo 30 della Costituzione secondo cui lo Stato deve adottare ogni provvedimento affinché prima la famiglia e, successivamente, le istituzioni sostitutive, possano provvedere non solo all’istruzione, ma principalmente all’educazione dei minori. Sarebbe forse il caso di trovare strumenti giuridici alternativi per abbreviare la durata dei processi, quali un aumento del numero dei magistrati togati, una depenalizzazione dei reati c.d. bagatellari, una riforma più elasticamente rivolta all’acquisizione di atti pubblici e similari, piuttosto che riforme che falciano i diritti delle parti offese, bloccano l’azione penale già in corso, in qualunque fase si trovi, rendono inutili gli Istituti giuridici di civiltà sino ad oggi acquisiti al sistema giuridico e, in una, modificano una parte dell’insieme, senza pensare alle conseguenze del sistema nel suo complesso.

 

* Avvocato del Foro di Taranto


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 3412 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Da quando è in vigore la legge più boicottata dai giudici della storia della Repubblicana (la...

15/07/2018 - 17:29
Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

di CRISTINA DAL MASO - È di pochi giorni fa la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha...

28/05/2017 - 18:06
Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Diritto di famiglia, tribunale di Torino: è possibile imporre al minore di frequentare...

31/03/2017 - 13:40
L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

Sono sempre più frequenti i casi di tragedie familiari che hanno come protagonisti, in negativo, i...

17/02/2016 - 12:53
Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Se una mattina decidi di scorrere le pagine di un notiziario giudiziario sulle decisioni dei tribunali per i...

10/12/2015 - 11:11
In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?

di MARCELLO ADRIANO MAZZOLA* - Quante condanne dovrà ancora subire l’Italia perché...

25/11/2015 - 11:51
Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Non ci sono ancora commenti


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584