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Cittadella, la mamma e il suo avvocato attaccano la struttura

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Cittadella, la mamma e il suo avvocato attaccano la struttura
La madre di Leo e il suo avvocato

09/11/2012 - 08.18

Tutto secondo copione: mamma privata della potestà e il suo avvocato amante dei salotti televisivi (sempre pronto ad accusare il padre, dichiarato innocente e oggi defunto, di abusi sessuali) pronti a strombazzare presunte azioni "illegali" della comunità dove è stato protetto - è il caso di dirlo - il figlio; mentre il padre osserva il silenzio stampa imposto per proteggere la privacy del ragazzino. Dopo un mese, evidentemente, Coffari ha bisogno di un altra dose di visibilità, e così giù a far leva sul carattere indomito della madre, abituata com'era stata a farsi beffe dei provvedimenti giudiziali.

Cosa vuoi che sia un'altra conferenza stampa, altro clamore, altri giornali e quotidiani che pubblicano una non-notizia..... Sì, perchè quella della comunità e di un assistente sociale che decidono come applicare il provvedimento del giudice non è una notizia, è la normalità. 

Certamente si fa fatica a comprendere come un genitore che aveva costruito un fortino di filo spinato sotto al letto e aveva sottratto, di fatto, il figlio per 5 anni al padre possa oggi essere pronta ad una condivisione della genitorialità, senza visite protette; e che questo strumento - le visite protette, appunto - siano aberranti e mettano alla prova chiunque è fuor di dubbio, ma mai come in questo caso il silenzio dovrebbe regnare sovrano. 

Suggeriamo alla mamma di cambiare strategia (e magari anche l'avvocato...), perchè quando la macchina della giustizia minorile prende il via, ciò che conta è riconquistare la fiducia degli operatori e fare in modo che le relazioni degli assistenti sociali siano positive. Qualunque altro atteggiamento non funziona, si presta a malintesi, e per una mamma che è stata additata come un genitore della peggior specie, parlare oggi di "pariteticità" negli incontri è fuor di luogo.

Il suo atteggiamento è praticamente suicida. Prima ha messo sotto accusa la casa famiglia dove il figlio è ospite e lanciato un appello per poterlo vedere tutti i giorni; poi, quasi a sorpresa, ha proposto all'ex marito il ritiro, da parte di entrambi, di tutte le denunce. Il suo avvocato ha indetto l'ennesima conferenza stampa per denunciare quelle che sarebbero, a parer suo, "illegalità e mala gestione" della casa famiglia dove il figlio «è seguito a vista» e da dove il ragazzino «medita di scappare per tornare a casa». La donna ha incontrato il figlio solo due volte, il 30 ottobre e il 6 novembre, per un'ora ogni volta: «Sempre sotto gli occhi di una volontaria. Ma la situazione si era incancrenita». Il legale ha annunciato invece di essersi rivolto al Tribunale dei Minori di Venezia per segnalare «una gestione illecita della regolamentazione di visita tra la madre e il figlio che va contro la sentenza della corte d'Appello anche nelle minime garanzie che assicura al bambino quando parla di rapporti di pariteticità».

Dito puntato contro un'assistente: «Decide tutto lei». Al centro delle accuse della donna, soprattutto, la figura di un'assistente che deciderebbe su tutto. «Non è possibile - ha incalzato la madre - che ci sia solo una persona, senza titoli, a gestire la situazione». Ha riferito che l'intermediatrice l'avverte sempre all'ultimo momento, stabilendo la visita del ragazzino la sera prima per l'indomani, e che l'ha costretta «ad un viaggio in stile mafioso, senza chiarire il motivo, per vedere in un bar i consulenti e l'ex marito, invece di trovarsi in una sede più consona, come quella degli assistenti sociali». La madre ha reclamato poi che la donna voleva, prima che incontrasse il figlio, farle firmare un patto di riservatezza, e un contratto con i costi dei consulenti (100 euro all'ora, 300 ogni comparizione) e una penale di 10mila euro in caso di violazione, anche se la colpa fosse stata del padre. «Non l'ho firmato e, fortunatamente, mi ha fatto vedere mio figlio lo stesso».

Altra critica mossa dalla madre è sulla «scomparsa» dei due consulenti: «si sono esposti favorevolmente - ha detto - perché vedessi una volta al giorno e secondo un programma stabilito. Ora sono spariti». 

Francamente, la cosa non ci sorprende affatto.


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


17.26  di lunedì 12/11/2012
scritto da  Gino

Intanto questa "neuro-psico-sofferente " sta iperversando sui media con quell´altro UFO della Mussolini...evidentemente quest´ultima ha deciso di finanziare la causa della "psico" per cavalcare il sempre valido cavallo di battaglia dei "diritti delle donne" in vista delle elezioni


18.14  di venerdì 09/11/2012
scritto da  AliChe Guevara
avere Coffari come avvocato è un´aggravante
Ricordate l´avvocatucolo che s´era inventato l´aborto a causa del naufragio al Giglio?
Mi sa che lo stampo è mooooooolto simile
Dovrebbe smettere con la professione, magari si candida e diventa Ministro degli Affari Sporchi


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