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Cittadella, la madre e il bambino si incontrano il 25 ottobre in visita protetta

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Cittadella, la madre e il bambino si incontrano il 25 ottobre in visita protetta
La Madre del bambino

16/10/2012 - 14.19

La signora Ombretta, madre di Leo, potrà rivedere il figlio fra nove giorni, ed esattamente giovedì 25 ottobre prossimo. Lo ha reso noto il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Vincenzo Spadafora, durante la puntata di Porta a Porta.

Per la donna, che ha perso la patria potestà, si tratterà del primo incontro 'protetto' con il figlio, nella casa famiglia di Padova che da mercoledì scorso ospita il minore. "All'incontro - ha spiegato Vincenzo Spadafora - prenderanno parte, con il bimbo e la mamma, uno psicoterapeuta ed il responsabile della struttura di accoglienza". Lo scopo sarà anche quello di fissare il calendario delle visite che la donna potrà successivamente fare al figlio, sempre in modalità protetta, almeno fino a quando i giudici non avranno percepito un "cambio di rotta" che consentirà alla madre di riavere una piena genitorialità.

 

PADOVA - Il 2 agosto, il 4 agosto e il 20 settembre Leo venne nascosto dalla madre. Il consulente tecnico d’ufficio del Tribunale dei minori e le forze dell’ordine se ne andarono da Cittadella senza il bambino.

Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (titolo III del libro II del codice penale - artt. 361 – 393 c.p.). È questa l’accusa per la quale il pubblico ministero Benedetto Roberti chiederà il rinvio a giudizio per la signora Ombretta, la madre del piccolo.

Nel capo d’imputazione il pubblico ministero Roberti accusa la madre di aver nascosto il bambino che entro il 25 agosto doveva essere portato in una struttura residenziale educativa e a disposizione del padre.

Ma il 2 agosto la signora Ombretta si era resa irreperibile sostenendo che era in vacanza in Toscana con il bambino e aveva dato un indirizzo nel quale le forze dell’ordine non l’hanno trovata.

Il 4 agosto Roberti sostiene che la donna aveva fatto nascondere il figlio a casa dei genitori. Neanche il 20 settembre le forze di polizia e il consulente tecnico del Tribunale dei minori riuscirono a prelevare Leo. Secondo l’accusa, la madre e i genitori di lei avevano "blindato" il ragazzino a scuola e non si era potuto portarlo via per affidarlo alla struttura educativa.

Il prossimo mese la signora Ombretta, la madre e il padre dovranno comparire davanti al giudice monocratico Claudio Marassi. Nel capo d’imputazione, sempre redatto dal pubblico ministero Roberti, si afferma che i tre imputati "ponevano in essere condotte abituali e reiterate a cagionare maltrattamenti psichici e morali al minore creando nello stesso la grave patologia in atto di sindrome di alienazione parentale". Inoltre impedivano al padre del bambino di "avvicinarsi, vedere e colloquiare col minore".


Fonte: Redazione - Il Gazzettino di Padova

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Ci sono 3 commenti


09.27  di giovedì 18/10/2012
scritto da  Gino
non capisco perchè dovrebbe essere considerato un " cambio di rotta" e perchè dovrebbe essere data l´opportunitĂ  a pseudomadre di godere di piena genitorialitĂ ...

09.38  di mercoledì 17/10/2012
scritto da  Stefano
A questo punto credo che la vicenda forse abbia aperto un po gli occhi a magistrati e giudici che finora hanno scelto di non applicare una legge portando i conflitti all´esasperazione.
Credo che i giudici si siano forse resi conto che così facendo conferiscono alla madre (soprattutto soggetti quali la signora) la "convinzione di uno strapotere assoluto" nei confronti non solo del minore ma anche degli stessi giudici che gli hanno concesso anni di agio e impunità.
Attenti tribunali quando con troppa leggerezza concedete miseri diritti di visita del padre + assegno + potere assoluto(quest´ultimo beneficio non è scritto nei verbali ma nella prassi si).

21.45  di martedì 16/10/2012
scritto da  Gino
bene per il rinvio a giudizio. Ogni tanto qualche buona notizia.
Certo che sono belli vispi e svelti i siori giudici quando un caso finisce nel tritacarne mediatico o tanta celerità è del tutto casuale?


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