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Bambino alienato, madre indagata per mancata esecuzione dolosa. Appello del padre

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Bambino alienato, madre indagata per mancata esecuzione dolosa. Appello del padre
Il padre e la madre di Leonardo

15/10/2012 - 08.20

Dopo i parenti stretti, che hanno partecipato attivamente (con uno strano tempismo) alla vicenda del piccolo Leonardo, anche la madre risulta indagata dalla Procura per mancata esecuzione dolosa dei provvedimenti giudiziali.

Per nonno e zia materna potrebbe scattare l'accusa di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. A pesare potrebbero essere anche i possibili risvolti giudiziari relativi agli atteggiamenti tenuti per opporsi all'operato dei carabinieri e poi della polizia. In altri due casi, il 24 agosto e il 4 settembre le forze dell'ordine non avevano dato seguito all'esecuzione del provvedimento dei giudici minorili ma avevano stilato dei verbali trasmessi alla procura. Da qui l'inizio di una procedura per pesanti responsabilità penali.

E mentre le indagini proseguono, il padre lancia un appello all'ex moglie perché «collabori» per il bene del loro figlio. «Faccio un ulteriore appello alla sua coscienza - ha detto il padre a Canale 5 - affinché comprenda qual è il bene del bambino e quindi collabori per il suo benessere a questo percorso in modo che, prima possibile, nostro figlio possa avere due genitori». «E quindi - ha detto l'uomo - accetti anche il fatto che esiste il padre, che esiste una famiglia paterna e che i comportamenti e le modalità dei rapporti finora tenuti sono gravissimamente dannosi».

Il padre di Leonardo ha sottolineato che «la madre aveva interrotto il suo contatto con il figlio, non poteva ne vederlo né sentirlo ed ero stato eliminato dalla sua vita». «Il clamore mediatico - ha aggiunto - fa male al bambino e mette a rischio la sua serenità», osservando poi che suo figlio è stato «vittima di un condizionamento e di una manipolazione». Ha poi spiegato che è previsto fino a fine anno scolastico «un percorso per recuperare la serenità instabile» del bambino, ma «è chiaro che in caso di evoluzione rapida e positiva della cosa si può fare anche una richiesta per accorciare» i tempi.

La cosa più importante - che ha molto colpito l'opinione pubblica - è la circostanza che il padre ha ribadito che il bambino ha diritto di vedere entrambi i genitori. L'immagine del "mostro disposto a tutto" che i media stavano pericolosamente delineando sta svanendo nel nulla.

A parlarne ancora rimangono solo i gruppi più facinorosi e violenti.

Smetteranno anche loro, e finalmente Leonardo potrà ritrovare la sua serenità.


Fonte: Redazione

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Ci sono 5 commenti


19.55  di lunedì 15/10/2012
scritto da  Antonello1
Ex art. 388 c.p... = Decreto penale di condanna... Sai che effetto!!! A certe persone non fa nessun effetto... Nonostante tre decreti penali nei confronti della madre di mio figlio, il tribunale dei minori non ha cambiato di una virgola il provvedimento in favore della madre. Ci mancava poco che pagassi le spese processuali.

11.42  di lunedì 15/10/2012
scritto da  padre preoccupato e sofferente
anch´io vedo con preoccupazione mio figlio rattristarsi sempre più nell´escalation di fenomeni ostativi d´affetto verso di me da parte di sua madre.
e non so a chi, come, affrontare le mie più che giustificate paure senza compromettere ulteriormente la situazione facendo entrare altre persone (tipo servizi sociali) di cui non sempre si sente parlare bene.
e´veramente tempo che i Giudici pensino alla grave, gravissima responsabilità delle loro decisioni prima di affidare la vita di più persone, ma sopratutto dei bambini, a uno a all´altro genitore senza testare quantomeno un minimo di sana capacità genitoriale nelle parti interessate.
prego tutti di attivarsi il più possibile affinchè vennga effettivamente attuata e migliorata la legge che dovrebbe tutelare il bene più prezioso. nostro e della società futura. i NOSTRI AMATI FIGLI

10.51  di lunedì 15/10/2012
scritto da  Pino FALVELLI
Senza voler entrare nello specifico della vicenda, poichè conosco i fatti solo per quanto viene riportato in tv, ritengo di poter esprimere il mio pensiero. Trattasi di un argomento molto scottante per il quale per molti rappresentanti delle Istituzioni fa comodo non schierarsi. Il caso è diventato eclatante , ma nessuno ha il coraggio di dire che se i tempi di permanenza del bambino fossero stati "paritetici" sin dal principio il problema non sarebbe neppure sorto. Nessuno ha il coraggio di attribuire le responsabilità a chi effettivamente le merita (cioè all´ intero "SISTEMA" vigente che non funziona e che va riformato al più presto ). Non è concepibile che la storia si trascinva sin dal 2009 (almeno così si dice ) . Cosa avrebbe dovuto fare il povero papà ??? Continuare ad aspettare e a non vedere suo figlio ??? Fino a quando le Istituzioni continueranno a difendere il "sistema" attuale non cirà speranza di evitare il proliferare di simili situazioni. Occorre prendere atto che bisogna riconoscere PARI DIGNITA´ per entrambi i genitori fin da quando iniziano le separazioni, senza favorire uno a discapito dell´ altro. Il bandolo della matassa è tutto qui . Solo eliminando tutti GLI INTERESSI ECONOMICI E PATRIMONIALI che ruotano intorno alle separazioni si possono davvero fare gli interessi dei minori. forse non è il caso della storia in argomento, ma sono certo che nella stragrande maggioranza dei casi è così. Solo con i tempi paritetici di permanenza dei figli presso entrambi i genitori, con l´ assegnazione della casa coniugale a chi ne è legittimo proprietario e con IL MANTENIMENTO DIRETTO ed obbligatorio dei figli da parte di entrambi i genitori e sulla base del proprio reddito accertato si potrà porre fine a tantissime "guerre" giudiziarie e, soprattutto, alla "contesa" dei figli. I media ne prendano atto e la smettano di invitare nelle loro trasmissioni TV le solite persone apertamente schierate a difesa di questo assurdo sistema vigente. Questa è la mia modestissima opinione che, spero, sia condivisa.-

09.47  di lunedì 15/10/2012
scritto da  Al "Padre negato" dalla Redazione
Ci contatti alla mail redazione@adiantum.it. Siamo interessati alla sua vicenda personale per un importante lavoro di ricerca sociale. Un caro saluto. A. Cardinale

08.48  di lunedì 15/10/2012
scritto da  PADRE NEGATO
NON VEDO I MIEI FIGLI(GEMELLI)DA OTTO ANNI E NON LI VEDRO´NEMMENO NEI PROSSIMI OTTO ANNI.
LA MADRE E IL SUO CONVIVENTE CHE HA RICONOSCIUTO I GEMELLI DALLA NASCITA SI RIFIUTANO DI SOTTOPORSI AL TEST DEL DNA.
ENTRAMBI SANNO CHE IO SONO IL VERO PADRE E STANNO SPECULANDO SUI TEMPI LUNGHI DELLA GIUSTIZIA PER PORTARMELI VIA.
OTTO ANNI E SONO SOLO ARRIVATO IN APPELLO,POI LA CASSAZIONE E FINALMENTE AVRO´TOLTO IL COGNOME DEL CONVIVENTE.
MA NON E´ FINITA PERCHE´DOVRO´RIVOLGERMI AL TRIBUNALE DEI MINORI PER IL RICONOSCIMENTO ATTRVERSO ALTRI TRE GRADI DI GIUDIZIO.
PRATICAMENTE FANNO PRIMA A DIVENTARE MAGGIORENNI.
IN QUESTI ANNI BEN 3 ESPOSTI IN PROCURA DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI BOLOGNA MA NIENTE VA BENE COSI.
CREDO CHE SE SI ARRIVANO A SITUAZIONI ESTREME E´ SOLO PER COLPA DELLE MAMME CHE SI SENTONO PADRONI DELLA VITA DEI LORO FIGLI E DEI LORO DIRITTI.
NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI RIESCONO ARRIVARE PER MOLTI ANNI A NON FAR VEDERE IL PADRE SOLO PERCHE´ LA NOSTRA GIUSTIZIA ITALIANA E´ LUNGA.
QUESTO E´ VERAMENTE UN PECCATO PERCHE´ LE LEGGI CI SONO E I GIUDICI FANNO MOLTO BENE IL LORO LAVORO.
AL GOVERNO SI PARLA SEMPRE E SOLO COME RISOLVERE LA CRISI ECONOMICA MA MAI COME RISOLVERE I TEMPI LUNGHI DELLA GIUSTIZIA.
MI DISPIACE TANTISSIMO PER IL BIMBO DI PADOVA.
PREFERISCO PERO´ NON COMMENTARE.
SPERO SOLO CHE IL SUO SACRIFICIO POSSA SERVIRE DI LEZIONE A TUTTE QUELLE MADRI CHE IMPEDISCONO DI FAR VEDERE IL FIGLIO AL PADRE E DI CAPIRE CHE QUELLO CHE PROVANO LORO PER IL PROPRIO FIGLIO LO PROVIAMO NELLO STESSO MODO ANCHE NOI PADRI.
UN CARO SALUTO A TUTTI I PAPA´ CHE COME ME NON VEDONO E NON VEDRANNO MAI I LORO FIGLI.


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