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Bambino conteso, secondo ANFI la condotta materna causa unica del problema

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Bambino conteso, secondo ANFI la condotta materna causa unica del problema
Carlo Ioppoli

14/10/2012 - 19.11

Il video shock nel quale viene rappresentato il bimbo di dieci anni che la Polizia trascina fuori dalla scuola ha suscitato tanto clamore, ma certo non ha sorpreso coloro che a diverso titolo si occupano di famiglia e minori.

Ormai da anni noi avvocati che trattiamo la materia assistiamo, quasi impotenti, all’ormai abituale opera di demolizione che uno dei genitori separati pone in essere con irresponsabile determinazione nei confronti dell’altro genitore; né può nascondersi che in genere il genitore autore di tale opera di deprivazione genitoriale è quasi sempre la madre. La madre è infatti il genitore che in gergo viene detto prevalente, cioè il genitore presso il quale, nonostante il cosiddetto affido condiviso, viene di solito collocato il minore; in pratica il genitore collocatario potrà quindi, consentendo formalmente, solo formalmente, una frequentazione del minore col padre, resa ogni giorno sempre più difficile quasi a divenire teorica, trasferire nel piccolo con lei convivente, tutto l’astio che prova nei confronti del padre. Il quale, dopo la separazione, viene visto come un intruso nella vita di madre e figlio.

Conseguenza drammatica che potrebbe essere evitata se solo si applicasse sempre più spesso il cosiddetto affido alternato, che farebbe sin da subito intendere al minore che genitori sono padre e madre, e che entrambi sono presenti nella sua vita. Sicchè, tornando al caso del bambino di Cittadella, non possiamo che condividere quanto deciso dalla Corte d’Appello di Venezia, che ha preso atto dell’opera di deprivazione genitoriale posta in atto dalla madre la quale, danneggiando gravemente il figlioletto, lo ha indotto ad escludere dalla sua vita la figura paterna.

La grave condotta della madre, tanto più grave perché operata nei confronti del figlio minorenne, è la causa unica ed esclusiva di quanto accaduto, in tale accaduto comprendendo le inaccettabili modalità con le quali la incolpevole Polizia ha dovuto agire. La signora, infatti, ha determinato non solo la P.A.S. che è all’origine del dramma, sicchè è a lei imputabile ogni e qualunque conseguenza che dalla P.A.S. abbia origine, ma ha stabilito un nesso diretto ed immediato tra la P.A.S. e le stesse insopportabili modalità con le quali è avvenuto il prelevamento del piccolo. E’ infatti di palese evidenza che la madre, lasciando a guardia del bambino fuori dalla scuola la zia ed il nonno, null’altro ha fatto che persistere nella sua opera di deprivazione genitoriale, perché ha in sostanza detto al minore: “reagisci al prelevamento perché fuori ci sono tua zia e tuo nonno che ti aiuteranno” . Non sono psicologo, ma sono certo che il piccolo non avrebbe reagito in quel modo al prelevamento se non fosse stato preavvertito che fuori a sostenerlo c’erano zia e nonno. In buona sostanza quella reazione era stata preparata dalla madre e dai di lei parenti, addirittura pronti a riprendere la prevista reazione con la macchina fotografica, ed al piccolo era stata assegnata da loro quel ruolo che egli ha puntualmente svolto.

Pur con tutta la comprensione per una madre accecata dall’amore per il figlio, la signora Ombretta Giglione dovrà rendersi conto che a nulla vale inveire contro l’autore della “scienza spazzatura”, alludendo a colui che per primo ha studiato questa psicopatologia, perché purtroppo esiste e danneggia gravemente i minori. Le auguriamo che un giorno non debba riscontrare tali danni anche in suo figlio, e, dal momento che ha avuto la fortuna che la P.A.S. non è stata messa in atto dal padre del minore, la preghiamo, anche a nome di suo figlio, di recedere da tale atteggiamento.

Forse è ancora in tempo.


Fonte: Redazione

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Ci sono 3 commenti


16.41  di venerd├Č 07/12/2012
scritto da  sandro
E alquanto scandaloso quello che dice l avvocato, e gli altri 2. a questo punto credo che nn ci sia nulla nemmeno da dire, ma una cosa ├Ę certa, finch├Ę ci sono queste idee cosi sbagliate ├Ę ovvio che continueranno a prelevare i bambini in quel modo, con la scusa della p.a.s che ├Ę di comodo maledettamente ma nn esiste!!!!

09.39  di gioved├Č 25/10/2012
scritto da  PADRE NEGATO
COMPLIMENTI PER L´ AUTORE DELL´ARTICOLO !CONDIVIDO PIENAMENTE !
PURTROPPO LE DONNE SI SENTONO PADRONI DELLA VITA DEI LORO FIGLI E QUINDI DEI LORO DIRITTI.
CREDO CHE ORMAI LE DONNE SONO CONSAPEVOLI CHE LA GIUSTIZIA ITALIANA E´ LENTA E QUINDI NE APPROFITTANO.(LO STESSO AVVOCATO DELLA MAMMA DEI MIEI FIGLI NELLE MEMORIE HA SCRITTO:CHISSA´ QUANDO VEDRA´I BAMBINI.)
CI VORREBBERO TRE GIORNI DI PRIGIONE A CHI IMPEDISCE DI VEDERE ALL´ALTRO GENITORE IL FIGLIO.
...........E´ INCREDIBILE CHE IN OTTO ANNI SONO ALL´ INIZIO DELL´APPELLO SOLO PER TOGLIERE IL COGNOME DEL PADRE NON VERO E POI RIPETERE LO STESSO PROCEDIMENTO AL TRIBUNALE DEI MINORI PERCHE´IL TRIBUNALE ORDINARIO E´ COMPETENTE SOLO PER IL DISCONOSCIMENTO E NON IL RICONOSCIMENTO(QUANDO CI PENSO STO MALE).
MI SENTO VIOLENTATO DALLA STESSA GIUSTIZIA E ALLA FINE MI CHIEDO COSA MI SONO RIVOLTO A FARE ALLA GIUSTIZIA.
PRATICAMENTE ARRIVANO PRIMA I MIEI FIGLI A 18 ANNI E INVECE DI MANTENERLI ECONOMICAMENTE HO SPESO UN MARE DI SOLDI IN CAUSE PER VEDERLI.
NON MI MERAVIGLIO NEANCHE SE DOVRO´ DARE TUTTI GLI ARRETRATI ALLA MADRE DEI MIEI FIGLI.





14.21  di marted├Č 16/10/2012
scritto da  daniele silvestri
L´avv. Ioppoli esprime con parole chiare la verit├á dell´accaduto.
Grazie!!!!!


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