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Padova, scuse dal Governo. Si fa chiarezza sulla vicenda, denunciati i parenti del bambino

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Padova, scuse dal Governo. Si fa chiarezza sulla vicenda, denunciati i parenti del bambino
I dirigenti della Questura di Padova

13/10/2012 - 08.02

Impossibile non speculare, per chi specula per professione, su una vicenda così densa di emotività e falsi moralismi. Per fortuna, il dibattito va lentamente concentrandosi su una visione generale del problema, e cioè che la giustizia minorile presenta molte aree di revisione, arroccata com'è alle norme e ai riti del ventennio fascista.

E' la fase del "ragionamento" quella che stiamo vivendo, nonostante le immagini del bambino trascinato in auto per essere allontanato dalla madre siano ancora vive nella nostra memoria. Si fa chiarezza, finalmente, e si ha notizia che la Questura ha fatto pervenire alla Procura anche il video sull'operazione girato dagli agenti della Polizia Scientifica. Non sono stati forniti per ora particolari su queste immagini che, comunque, riprenderebbero da un'altra angolazione, rispetto alle riprese shock girate dalla zia del bambino, le fasi dell' esecuzione del provvedimento dei giudici. In particolare nelle immagini, si è appreso, si noterebbero le azioni dei familiari e delle altre persone che hanno tentato di opporsi agli agenti di Polizia e al padre del ragazzino. Un video, è precisato dalle stesse fonti, che al momento non è assolutamente visionabile e la cui eventuale diffusione potrebbe a questo punto essere decisa solo dall'autorità giudiziaria. 

Intanto, la zia materna ed il nonno del bambino di 10 anni sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per le ipotesi di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Con loro, nella comunicazione di notizia di reato inviata alla Procura, comparirebbe anche una terza persona che potrebbe essere uno dei genitori dei compagni di scuola del bambino, che avevano aiutato i parenti nel tentativo di trattenere sul piazzale il piccolo.

Il sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, ha espresso il rincrescimento dell'esecutivo riferendo alla Camera sul caso del bambino di Padova. "La crudezza di quelle immagini - ha detto De Stefano - offusca e rischia di far dimenticare tutti gli altri casi in cui le forze di polizia operano a tutela dei più fragili e indifesi". De Stefano giudica il comportamento dei poliziotti "non adeguato a un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative".  De Stefano ha tuttavia definito necessario l'intervento delle forze dell'Ordine: "Chiunque ha visto quelle immagini ha provato sdegno e disagio ma l'intervento della Polizia era determinato dalla necessità di dare assistenza agli operatori sociali per attuare il provvedimento giudiziario adottato a tutela del minore".

Alessandra Mussolini, sempre attenta al suo ruolo di presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza (anche quando il livello di attenzione consente grande visibilità....) esprime rammarico per il "fallimento di un sistema", ma sembra più risentita con il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, perchè questa avrebbe snobbato la richiesta di tutelare il suo diritto di parlamentare a entrare nella casa-famiglia per incontrare il bambino, tentativo riuscito dopo molte resistenze e dopo un'attesa di un'ora e mezza. La parlamentare ha raccontato a "Pomeriggio Cinque" che "il questore non voleva farmi entrare nella casa protetta. Ho rassicurato il bambino, dicendogli che volevo solo ascoltarlo e lui mi ha detto 'Me ne voglio andare, voglio andare a casa da mia mamma. Torno a giocare, perché a nessuno interessa cosa voglio io'".


Fonte: Redazione - TGCOM

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C'Ŕ 1 solo commento


14.07  di sabato 13/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Io continuo ad insistere, non so in quella situazione come avrei reagito magari da genitore del compagno di classe, sicuro mi sarebbe arrivata la denuncia o mi avrebbero sparato. Significativo l´ultimo passaggio "Me ne voglio andare, voglio andare a casa da mia mamma. Torno a casa perch├Ę a nessuno interessa cosa voglio io" Di fonte a questo non ci sono parole "l´arresto" del bambino alla "MANIFESTANTE DEI NO TAV" era perfettamente fuori tempo massimo e probabilmente anche inutile. Forse era pi├╣ utile "arrestare" la madre 5 anni fa, e se pensano che un bambino cos├Č intelligente (vedi Corriere della Sera di oggi 13.10.2012)non si leghi tutto al dito e dia la colpa al padre con un probabile rapporto segnato si sbagliano di grosso.


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