Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Padova, chi ha usato maggiore violenza sul bambino ? - di Antonello1

Io penso che...


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Padova, chi ha usato maggiore violenza sul bambino ? - di Antonello1

12/10/2012 - 23.44

In un paese normale la notizia non sarebbe il fatto che il bambino viene affidato al padre, perché il padre è uno dei due genitori che la natura prima e la legge dopo ha dato al bambino e poi posto sullo stesso piano. La notizia sta nel fatto che emerge e viene sbattuto in faccia a tutti un convincimento comune totalmente infondato che invece fa parte integrante della nostra subcultura. Il bambino non è una proprietà della madre, al contrario di quanto siamo abituati a pensare.

Se il fatto si fosse verificato a parti invertite, e succede spesso, troppo spesso, non avrebbe suscitato alcun clamore, nessuna attenzione mediatica è stata riservata alle migliaia di bambini sottratti al proprio padre, avremmo detto che è tutto normale. Forse qualcuno avrebbe avuto un motivo in più per autocommiserarsi. Ma normale non è...

Se fosse stato il padre con i suoi genitori ad impedire l´esecuzione del provvedimento del giudice, si sarebbe focalizzata l´attenzione sulla violenza di genere, sull´abuso, sull´abitudine alla violenza e prepotenza. In questo casso, pur di non accettare il fatto che, forse, una donna non è adeguata a fare la madre, si negano l´attendibilità delle relazioni di CTU psicologi e Servizi Sociali. Affidabilità mai messa in discussione quando il provvedimento favorisce la frequentazione dei minori con la mamma (anche in questo caso troppo spesso).

La violenza non sta nel metodo inevitabilmente crudo, destabilizzante per chiunque anche per noi che l´abbiamo visto in TV, la violenza sta nell´alienazione provocata nel bambino da uno dei genitori nei confronti dell´altro; la violenza sta nella resistenza all´Ordine Pubblico, nel non riconoscere l´autorità del giudice quando il provvedimento non risponde alle aspettative della madre. Perché accusare il padre di violenza quando vuole solo il rispetto delle regole? Il rispetto del provvedimento del giudice. La violenza sta nel pretendere che un convincimento privo di qualunque fondamento logico, scientifico, morale e giuridico (il bambino è proprietà della madre) venga riconosciuto come un diritto inalienabile, e solo per un genitore...la madre.

Se vogliamo parlare di violenza credo che la violenza stia nel fatto che intere generazioni di donne sono cresciute con il convincimento d´avere, in famiglia, più diritti degli uomini, ritengono un loro oggetto personale il figlio negandogli persino lo status di persone. La violenza sta nel fatto che un genitore sia dovuto arrivare a tanto pur di esercitare il diritto/dovere di padre nei cui compiti è prevista anche la tutela psicologica del figlio.

L´ultima violenza, in termini di tempo, il bambino l´ha subita proprio mercoledì quando il clan materno ha voluto spettacolarizzare il passaggio dalle mani della madre, a quanto pare per niente protettive, a quelle del padre. Una violenza inaudita e inutile o forse utile sono a calpestare la dignità del piccolo. In questo particolare caso, che è poi il caso comune di molti bambini e padri, un giudice (più correttamente una camera di consiglio) l´Assistente Sociale, il Consulente Tecnico d´Ufficio, hanno verosimilmente suggerito l´allontanamento del bambino dalla madre e dal suo clan per motivi che non conosciamo ma che possiamo immaginare anche in virtù della vergognosa strumentalizzazione televisiva messa in opera dalla madre.

Sicuramente una scena come quella vista in TV, il bambino e anche noi, non la dimenticheremmo mai. Chi ha usato più violenza nei confronti del bambino?:

• la madre, che ha ostacolato prima il rapporto tra padre e figlio e poi l´esecuzione del provvedimento del giudice per ben tre volte, emesso forse a causa proprio di un pregresso comportamento anomalo della stessa e pericoloso per il bambino?

• il padre che è dovuto ricorrere alla Polizia per ottenere l´esecuzione del provvedimento in favore della salute ed equilibrio del bambino?

• la magistratura che ha dovuto aspettare tanto per emettere un provvedimento di tutela della salute mentale del minore?

• Oppure ancora la Società Civile che, ipocritamente, ha permesso che si radicasse nel tempo il falso convincimento che le madri sono “proprietarie” dei figli?

E´ vero che non si trattano così i bambini, ma è altrettanto vero che i bambini non possono diventare “oggetto” o “mezzi di ricatto” a disposizione delle donne per ottenere assegni vitalizi o rendite parassitarie, non possono neanche diventare o rappresentare l´unica fonte di reddito di molte “furbe” e soprattutto non possono subire la silenziosa, subdola e meschina violenza quotidiana della manipolazione della mente da parte di un genitore rispetto all´altro, troppo spesso della madre rispetto al padre. Manipolazioni che troppo spesso portano le vittime, i bambini, ad essere-diventare dei burattini nelle mani dei loro carnefici.

Cosa dovrà fare il padre per restituire al figlio un po di serenità, una immagine sana di se stesso, dopo tanta alienazione e violenza? Chissà se riusciranno a trovare un equilibrio, anche con la madre nonostante il provvedimento del giudice, chissà se il padre avrà la forza di controbilanciare e contrastare tutto il male che al bambino è stato fatto in questi anni?

Una cosa è certa, la loro vita sarà per lungo tempo in salita.

A chi attribuire questa terribile responsabilità?


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia č stata letta 2009 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


La storia di Pasquale: dopo 8 anni non vedo e non sento i miei figli

E' passato un altro anno, e la mia situazione non cambia, ma peggiora,  e tutto questo...

07/04/2019 - 10:23
La storia di Pasquale: dopo 8 anni non vedo e non sento i miei figli

False accuse di abuso sessuale, effetti della calunnia. Come si distrugge una persona

La mia ex, di nazionalità straniera, che ho amato alla follia e dalla cui relazione è nata una...

09/03/2017 - 12:40
False accuse di abuso sessuale, effetti della calunnia. Come si distrugge una persona

Loris. Tutti gli uomini sono violenti.... tranne il marito della Panariello

Depositate le motivazioni della sentenza di condanna per Veronica Panarello (dalla Redazione...

14/02/2017 - 18:19
Loris. Tutti gli uomini sono violenti.... tranne il marito della Panariello

Quando indagine ISTAT fa rima con bufala. Ogni 25 novembre

"....Sono 3 milioni e 466mila in Italia le donne che hanno subito stalking da parte di qualcuno...

25/11/2016 - 11:06
Quando indagine ISTAT fa rima con bufala. Ogni 25 novembre

Le pari opportunitŕ sono impari, e questo non favorisce le pari opportunitŕ tra genitori - di Ed

Negli utlimi giorni ho fatto una ricerca accurata sulla questione delle "pari...

29/09/2016 - 14:57
Le pari opportunitŕ sono impari, e questo non favorisce le pari opportunitŕ tra genitori - di Ed

La difesa della violenza a sesso unico. Quello che succede oggi viene pianificato da tempo

In un recente articolo di Fabio Nestola ADIANTUM, in relazione all'attività di moral...

04/04/2016 - 11:45
La difesa della violenza a sesso unico. Quello che succede oggi viene pianificato da tempo


Le Notizie piů Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 4 commenti


15.01  di domenica 21/10/2012
scritto da  mica chi ha usato maggior violenza è l´avvocato (della madre)?
Le realzioni tra umani, le dinamiche tra genitori e figli, le dinamiche tra "ex" non nascono per caso.
Nelle separazioni sono anzi veicolate.
Sono guidate, alimentate e dirette e dirottate da chi ne ha un guadagno.
Chi tesse i fili della vicenda, il burattinaio nascosto che fa nascere, scescere il conflitto, e dà la speranza affinchè la SUA verità finalmente sia riconosciuta è il "professionista" che sta dietro la vicenda.
Alle madri, alle donne, piace sentirsi dire di avere ragione.
A tutti piace sentirsi dire che "si ha ancora la speranza che...". E allora, via con i "conflitti", ma quelli guidati.
Se tutti, dagli avvocati di parte, al tribunale e ai CTU e CTP avessero detto "Siggno´, se dia ´na calmata", forse non ci sarebbe stata la catena di eventi che abbiamo visto in TV. Ma d´altro canto il video di adiantum che fa vedere il professionista sollevare dubiti, sospetti (al solito: abusi,violenza etc.) parla chiaro.
Propongo una black list dei fautori e alimentatori della violenza, specie verbale......

14.55  di lunedì 15/10/2012
scritto da  Stefano
Il tuo articolo rispecchia la dura e amara realtĂ  che quotidianamente noi padri riceviamo dopo la separazione. I nostri figli diventano arma di ricatto affettivo ed economico da parte delle nostre ex-mogli/compagne. E in questo caso dove sono i tribunali che dovrebbero sanzionare duramente questi comportamenti?

23.17  di sabato 13/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Bello questo approfondimento di Antonello 1. Davvero bello.

09.23  di sabato 13/10/2012
scritto da  Antonello1

Il rapporto con la madre “contribuisce a minare l’equilibrio psicologico del bambino”
Per spiegare meglio questo concetto e ciò che c’è dietro, i giudici usano una metafora “il bambino è come un’auto in corsa, diretta a velocità sostenuta in una specifica direzione ma poi improvvisamente sottoposta a brusca e repentina frenata resa obbligatoria dalla necessità di un cambio di direzione in senso radicale e contrario”.
Si accusa la Polizia di aver sottratto il bambino contro la sua volontà. Ma è necessario fare una distinzione fondamentale per non cadere nel qualunquismo che fa bene solo a chi vuole continuare a fare del male al bambino, “bisogna distinguere la volontà autentica da quella condizionata”. Questo lo spiega il Dott. Rubens De Nicola, non Antonello, quello stesso psicologo che ha studiato il ragazzo per mesi. “Il bambino era per lei, nel rapporto con il padre, come un cane da tenere al guinzaglio che si allunga e accorcia a suo piacimento”.
La relazione padre-figlio ne è uscita dilaniata e il bambino ha iniziato “a soffrire di una sindrome ansiosa depressiva legata al conflitto di fedeltà, tipica del bambino che deve aderire ad un comando”.
Non ho riportato il suo nome per una serie di motivi, per rispetto nei suoi confronti, lo stesso rispetto che non ha avuto la madre e il suo clan, ma soprattutto perché questo bambino rappresenta il figlio di tanti padri nelle stesse condizioni.
Chiedetevi quanti sono i padri che oggi aprendo il giornale non riescono a leggere gli articoli scritti su questa terribile vicenda, a quanti padri scenderanno le lacrime e pregheranno Dio che ciò non avvenga al proprio figlio… Oggi sarà una lunga e triste giornata per tutti loro e per tutti i loro figli, vissuta nel terrore che questo non accada proprio a loro. E sarà lunga, lunghissima.
Nonostante il colpevole tardivo intervento risolutivo della magistratura, a loro mi sento di rivolgere il mio ringraziamento perché hanno comunque avuto il coraggio di aprire un varco sull’ipocrisia tutta italiana.
Ma a loro chiedo se hanno avuto un insegnamento da questa vicenda, se era proprio necessario arrivare a questo punto, se non fosse stato meglio intervenire prima per evitare che al bambino venisse la sindrome depressiva, fosse ridotto come un cane al guinzaglio, con la mente totalmente annebbiata dalla violenza della madre e del suo clan.
A loro chiedo, per il futuro, di non aspettare, di saper ascoltare con attenzione il grido di dolore che si leva nelle aule dei tribunali italiani da parte di quei padri che hanno il solo torto di amare i loro figli, di essere obiettivi, di mettere se stessi in discussione e rinunciare a tutto, persino alla dignitĂ  personale, pur di difenderli. Hanno il torto di minare il dominio femminile in ambito familiare.


1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti č unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitŕ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2022 - Codice Fiscale: 97611760584