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Padova, anni di ostruzionismo verso il padre. Secondo i giudici la madre aveva potere assoluto

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Padova, anni di ostruzionismo verso il padre. Secondo i giudici la madre aveva potere assoluto
La madre, accusata di ostruzionismo

11/10/2012 - 21.32

Padova. «Il bambino ora è sereno, gioca e sta bene», precisano dalla questura. «Si tratta di un provvedimento che doveva essere eseguito già due anni fa, ma la famiglia materna si è sempre opposta e il padre da mesi non vedeva suo figlio. Gli unici che hanno volutamente produrre il caos sono stati i parenti della madre, che non hanno creato le condizioni favorevoli per l'affidamento al padre, così come disposto dalla magistratura».

Il questore Vincenzo Montemagno ha sottolineato che dopo 5 tentativi infruttuosi di convincere la madre, alla quale è decaduta la patria potestà da 5 anni, di far entrare nella sua abitazione i servizi sociali per accompagnare il figlio in una struttura protetta, è stato dato esecuzione al provvedimento del Tribunale dei Minori di Venezia. I giudici hanno disposto che, come riportato negli atti, «in mancanza di uno spontaneo accordo tra i genitori, sia il padre a occuparsi del figlio che potrà avvalersi dei servizi sociali e della forza pubblica».

Ieri mattina il padre, dopo che il giorno precedente era andato a vuoto l'ennesimo tentativo di convincere la madre ad agire secondo disposizione della Corte d'appello, si è presentato alla scuola accompagnato da tre agenti dell'ufficio minori della Questura di Padova, tra cui due donne, tutti in borghese, dal responsabile dei servizi sociali Lorenzo Panizzolo e dallo psichiatra (perito del tribunale) Rubens De Nicola. L'insegnante ha tentato prima di convincere il ragazzo a presentarsi in presidenza e poi è stato lo stesso preside a portare la scolaresca in palestra, permettendo così al padre di entrare in aula e raggiungere il figlio. Il ragazzo lo ha seguito, ma una volta fuori dalla scuola, in una uscita laterale, si è trovato di fronte nonni e zii materni che hanno tentato di impedire che il nipote si allontanasse. Il genitore ha preso di forza il figlio, chiedendo aiuto a un agente. «L'operato è stato quello giusto - ha ribadito il questore - nell'interesse del bambino.

Intelligente, vivace e simpatico.  Sono gli aggettivi che i giudici della sezione civile minori della Corte d'Appello di Venezia usano per descrivere il bimbo di 10 anni finito suo malgrado al centro di mille polemiche mediatiche dopo che il padre, aiutato dalla polizia, e' andato a prenderlo a scuola dando seguito a una sentenza della magistratura che affidava solo a lui la patria potesta'. Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate dalla stampa locale, alla madre viene imputata una "netta ostilita'" all'attuazione delle decisioni dei giudici.

Per i giudici "l'attuale situazione del minore e' gravemente rischiosa per la sua evoluzione psicofisica". La madre, poi, sarebbe detentrice "di un potere assoluto sul figlio", che si staglia su uno sfondo di un "conflitto sterile e stressante" fra i due adulti. Di qui la decisione di allontanarlo dalla madre "per aiutarlo a crescere, a resettare e reinventare i propri rapporti affettivi". "Gli incontri del bambino con il padre - spiegano - sono stati del tutto sospesi per iniziativa della madre dal settembre 2010. Sono ripresi solo l'8 febbraio 2012, in uno spazio neutro a Padova, con l'assistenza di un educatore". Il bambino, tuttavia, non e' mai andato a casa del padre e non ha piu' avuto rapporti con il lato paterno della famiglia, con una situazione che per i magistrati "e' gravemente rischiosa per la sua evoluzione psicofisica". (AGI)


Fonte: Redazione - Il Gazzettino di Padova - AGI

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Il Questore Vincenzo Montemagno
Il Questore Vincenzo Montemagno

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Ci sono 8 commenti


23.46  di venerdì 12/10/2012
scritto da  Max
Scusate ma non ci sto a dover sempre dire che la colpa è di entrambi!Ma lo capite che i prepotenti giocano proprio su questi aspetti?I genitori alienanti secondo me,a parte credere che non saranno ne scoperti ne puniti, fanno leva proprio sul fatto che il genitore che denuncia e che otterrà di togliere il bambino alla fine verrà comunque accusato e tirato dentro la melma,lo si giudicherà un genitore irresponsabile!Poi gli si dice che denunci la madre, per esempio, comunque i tuoi figli poi ce l´avranno con te a tal punto che li perderai lo stesso, quindi è meglio non farlo. Poi ti dicono che se ti riconoscono l´alienazione, il figlio verrà messo in casa famiglia, quindi in condizioni peggiori...quindi criminale il padre che per per egoismo ha preferito che il bambino finisse prigioniero di una casa famiglia!Come fai sbagli, in effetti lo sbaglio è a monte l´aver sposato qualcuno ed aver pensato pure di concepire un figlio!
Vogliamo riscendere sulla terra?Vogliamo ripristinare un po di verità e di responsabilità?Ma se mia moglie di impedisce di vedere mio figlio e la denuncio,sono conflittuale?Lo sapete in quanti lo penserebbero?Tanti, e quanti ti direbbero ma se chiami i CC poi i figli si traumatizzano!E allora niente rimane solo parlare e convincere il l´ex?Peccato che quello non ha mai sentito e fino a che avrà tra le mani l´osso non ti vede e non ti sente!Ora che il bambino non è sotto le grinfie della madre avete visto l´avvocato della moglie come cercava di trovare l´accordo per uscire dal giudizio?Peccato che se prima questo accordo ci fosse stato le cose cambiavano, ma siccome prima il bambino stava sotto la madre, ben altri erano i discorsi e le proposte!
Spero di non dover + sentire commenti in cui per forza di cose si debba criminalizzare tutti e mai distinguere gli aggressori e gli aggrediti!

22.24  di venerdì 12/10/2012
scritto da  credibile:
Devo dire che anche se può sembrare strano finita la scena eclatante un bambino condizionato dalla madre anche dopo pochi minuti in certi casi è tutto contento di mangiarsi una pizza col padre. Come se svanisse un sortilegio. Quindi la versione "ufficiale" cui normalmente non crede nessuno potrebbe essere realistica e credibile.
Fate il paragone di un bambino che strepita perchè non vuole fare il bagno: lo portate di peso nella vasca e dopo pochi minuti gioca con le barchette e non vuole più uscire.
marco casonato

17.16  di venerdì 12/10/2012
scritto da  Antonello1

In un paese normalmente civile la notizia non sarebbe il fatto che il bambino viene affidato al padre, perché il padre è uno dei due genitori che la natura prima e la legge dopo ha dato al bambino e poi posto sullo stesso piano.
La notizia sta nel fatto che emerge e viene sbattuto in faccia a tutti un convincimento comune totalmente infondato che invece oramai fa parte integrante della nostra subcultura. Il bambino non è una proprietà della madre, al contrario di quanto siamo abituati a pensare.

Se il fatto si fosse verificato a parti invertite, e succede spesso, troppo spesso, non avrebbe suscitato alcun clamore, nessuna attenzione mediatica è stata riservata alle migliaia di bambini sottratti al proprio padre, avremmo detto che è tutto normale. Forse qualcuno avrebbe avuto un motivo in più per autocommiserarsi. Ma normale non è...

Se fosse stato il padre con i suoi genitori ad impedire l´esecuzione del provvedimento del giudice, si sarebbe focalizzata l´attenzione sulla violenza di genere, sull´abuso, sull´abitudine alla violenza e prepotenza. In questo casso, pur di non accettare il fatto che, forse, una donna non è adeguata a fare la madre, si negano l´attendibilità delle relazioni di CTU psicologi e Servizi Sociali. Affidabilità mai messa in discussione quando il provvedimento favorisce la frequentazione dei minori con la mamma (anche in questo caso troppo spesso).

La violenza non sta nel metodo inevitabilmente crudo, destabilizzante per chiunque anche per noi che l´abbiamo visto in TV, la violenza sta nell´alienazione provocata nel bambino da uno dei genitori nei confronti dell´altro; la violenza sta nella resistenza all´Ordine Pubblico, nel non riconoscere l´autorità del giudice quando il provvedimento non risponde alle aspettative della madre.
Perché accusare il aspre di violenza quando vuole solo il rispetto delle regole? Il rispetto del provvedimento del giudice.

La violenza sta nel pretendere che un convincimento privo di qualunque fondamento logico/scientifico/morale/giuridico (il bambino è proprietà della madre) venga riconosciuto come un diritto inalienabile, e solo per un genitore...la madre.

Se vogliamo parlare di violenza credo che la violenza stia nel fatto che intere generazioni di donne sono cresciute con il convincimento d´avere, in famiglia, più diritti degli uomini, ritengono un loro oggetto personale il figlio negandogli persino lo status di persone.

La violenza sta nel fatto che un genitore sia dovuto arrivare a tanto pur di esercitare il diritto/dovere di padre nei cui compiti è prevista anche la tutela psicologica del figlio.

L´ultima violenza, in termini di tempo, il bambino l´ha subita proprio mercoledì quando il clan materno ha voluto spettacolarizzare il passaggio dalle mani della madre, a quanto pare per niente protettive, a quelle del padre. Una violenza inaudita e inutile o forse utile sono a calpestare la dignità del piccolo.

In questo particolare caso, che è poi il caso comune di molti bambini e padri, un giudice (più correttamente una camera di consiglio) l´Assistente Sociale, il Consulente Tecnico d´Ufficio, hanno verosimilmente suggerito l´allontanamento del bambino dalla madre e dal suo clan per motivi che non conosciamo ma che possiamo immaginare anche in virtù della vergognosa strumentalizzazione televisiva messa in opera dalla madre.

Sicuramente una scena come quella vista in TV, il bambino e anche noi, non la dimenticheremmo mai.

Chi ha usato più violenza nei confronti del bambino?:
• la madre, che ha ostacolato prima il rapporto tra padre e figlio e poi l´esecuzione del provvedimento del giudice per ben tre volte, emesso forse a causa proprio di un pregresso comportamento anomalo della stessa e pericoloso per il bambino?
• il padre che è dovuto ricorrere alla Polizia per ottenere l´esecuzione del provvedimento in favore della salute ed equilibrio del bambino?
• la magistratura che ha dovuto aspettare tanto per emettere un provvedimento di tutela della salute mentale del minore?
• Oppure ancora la Società Civile che, ipocritamente, ha permesso che si radicasse nel tempo il falso convincimento che le madri sono “proprietarie” dei figli?

E´ vero che non si trattano così i bambini, ma è altrettanto vero che i bambini non possono diventare “oggetto” o “mezzi di ricatto” a disposizione delle donne per ottenere assegni vitalizi o rendite parassitarie, non possono neanche diventare o rappresentare l´unica fonte di reddito di molte “furbe” e soprattutto non possono subire la silenziosa, subdola e meschina violenza quotidiana della manipolazione della mente da parte di un genitore rispetto all´altro, troppo spesso della madre rispetto al padre. Manipolazioni che troppo spesso portano le vittime, i bambini, ad essere-diventare dei burattini nelle mani dei loro carnefici.

Cosa dovrà fare il padre per restituire al figlio un po di serenità, una immagine sana di se stesso, dopo tanta alienazione e violenza?

Chissà se riusciranno a trovare un equilibrio, anche con la madre nonostante il provvedimento del giudice, chissà se il padre avrà la forza di controbilanciare e contrastare tutto il male che al bambino è stato fatto in questi anni?
Una cosa è certa, la loro vita sarà per lungo tempo in salita.

A chi attribuire questa terribile responsabilità?

14.58  di venerdì 12/10/2012
scritto da  emilio
Anto , non è nemmeno credibile che un figlio non voglia più vedere il padre sii seria. Ho rischito anche io di essere "alienato" da mia figlia che per anni non ha voluto frequentarmi e mi diceva: "sei un verme" ora mia figlia che ha 9 anni vuole stare sempre con me. Ogni ogni sera andavo a bussare alla sua porta chiedendo se voleva stare del tempo con me e ogni sera andavo via con un rifiuto. Ma credo allo stesso che le istiuzioni, la magistratura, i servizi sociali devo stare lontano dai bimbi e dai gnitori che si separano. Se una coppia si separa PER DEFINIZIONE IL FIGLIO DEVE ESSERE AFFIDATO CON TEMPI PARITETICI AD ENTRAMBI I GENITORI NON ESISTONO ALTERNATIVE. Togliamo alle madri il mpotere di gestire la vita dei figli...e di rovinare la persone

11.54  di venerdì 12/10/2012
scritto da  rosanna
Concordo con antonella, signor questore non siamo nati ieri e quindi nessuno crede alla solita barzelletta "il bambino e sereno e gioca" si dice sempre così per calmare gli animi, dopo il trattamento a lui preservato sicuramente questo bambino farà un enorme fatica a superare e forse dimenticare questo episodio che gli ha causato un forte trauma, nessuno mette in discussione che in questo caso il padre aveva il diritto di tenere con sè il figlio ma sicuramente si poteva agire con altri metodi certamente più civili e meno indignati.Capiamo anche che ci sono stati altri tentativi per affidare il bambino al suo papà ma questo non giustifica le modalità con cui il piccolo è stato prelevato.Non siamo certamente dalla parte di una mamma che con il suo comportamento egoista e vendicativo nei confronti dell´ex marito ha danneggiato fortemmente la psiche di questo bambino, non siamo però neanche dalla parte del padre che seppur fosse un suo diritto tenere il figlio con sè, per amore dello stesso doveva impedire questo scempio e valutare soluzioni e modalità migliori quindi egoista e vendicativo quanto la madre


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