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Il Condiviso secondo il tribunale di Firenze e il giudice Giuseppina Guttadauro

Osservatorio sul Condiviso


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Il Condiviso secondo il tribunale di Firenze e il giudice Giuseppina Guttadauro
Il giudice Guttadauro

08/07/2012 - 11.15

ADIANTUM ha cominciato nel 2009 - anno di nascita dell'Osservorio Nazionale sul Condiviso - ad informarvi con regolarità sulle sentenze e sui decreti di separazione adottate dai magistrati civili in spregio della L. 54/2006. Domiciliazione prevalente, assegni di mantenimento spropositati, trasferimenti arbitrari di residenza e, ovunque, decisioni che discriminano un genitore e costituiscono - esse sì ! - il vero pregiudizio per i figli del Falso Condiviso.

Chi pensava che, dopo sei anni dall'entrata in vigore della "Riforma", i tribunali avessero intrapreso la strada della ragionevolezza si sbaglia di grosso. L'ordine di scuderia rimane: l'affidamento e le sue modalità vengono decise sulla base del prevalente interesse di uno dei due genitori.

A Firenze, lo scorso 5 luglio, ne abbiamo avuto prova, complici anche i servizi sociali che, nonostante la richiesta del ricorrente, non si sono attivati. E così il giudice Giuseppina Guttadauro ha disposto il solito falso condiviso (con la domiciliazione prevalente, invenzione dei magistrati civili e mai prevista dal Legislatore) e l'allontanamento di due figli da uno dei genitori - il padre - già provati da una separazione conflittuale, nella speranza che "la lontananza possa servire ai due ex coniugi per ritrovare la serenità".

"Ogni giorno celebro dai 20 ai 25 processi, ma mi occupo anche della intestazione delle sentenze e di riordinare i fascicoli. Faccio da giudice e cancelliere allo stesso tempo, ma non mi lamento", dichiarava il giudice Guttadauro in un articolo del 24 gennaio 2010 del Corriere Fiorentino .

E aveva torto a non lamentarsi, perchè a farlo adesso sono i genitori vittime delle sue decisioni a senso unico, come quella che riportiamo fedelmente qui di seguito.

Sentenze come questa producono nell'opinione pubblica la sensazione della malagiustizia familiare - quella più profonda, frettolosa, incompetente e quindi offensiva - perchè si percepisce come a prevalere debba essere l'interesse di uno degli adulti, al quale tutto è concesso pur di sublimare le vere esigenze dei due figli: restaurare il legame con il genitore alienato, ricostituire buone prassi all'interno della famiglia separata e, primo fra tutti, riflettere sulle conseguenze di decisioni dettate da visioni adulto-centriche e mono-genitoriali della famiglia.

Dovere supremo di un giudice è quello di far bene il proprio lavoro, e il giudice Guttadauro - lei per prima - dovrebbe battere i pugni sul tavolo dell'amministrazione giudiziaria per chiedere di non sottoporre sè stessa e i cittadini allo scempio di 20-25 udienze al giorno e di essere messa in condizione di lavorare bene.

Ma Giuseppina Guttadauro, evidentemente, non lo fa. 

Lei "non si lamenta".


Fonte: Redazione

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Ci sono 16 commenti


13.56  di sabato 15/09/2012
scritto da  Marco Valerio
Questa sentenza ├Ę la prova provata di come sia indispensabile introdurre, quanto meno nel settore civile, la responsabilit├á diretta del magistrato.
E di come questo tipo di "giudici" travisi il concetto di "iudex peritus peritorum": tale assunto, infatti, non vuol dire che il giudice ├Ę Il Giudice (alias Dio sceso in terra), ma un uomo che, in base alla sua saggezza ed esperienza dovrebbe assicurare equilibrio al suo giudizio. E adempirebbe a ci├▓ se tenesse in considerazione chi sicuramente ne sa pi├╣ di lui in campo di psicologia infantile.
Forse,il giudice che ha emesso questa sentenza,non conosce il Parere del Consiglio Nazionale degli Psicologi, depositato in Commissione Giustizia a Novembre 2011,concernente proprio la bont├á dell´affido condiviso qualora EFFETTIVAMENTE applicato.
Questa ├Ę una sentenza che dimostra come alcuni giudici (la cui discrezionalit├á dovrebbe evidentemente essere limitata per legge o,addirittura,eliminata; e la cui progressione in carriera dovrebbe essere valutata per esami,e non per anzianit├á)NON AGISCONO NELL´INTERESSE DEL MINORE, MA IN QUELLO DELL´ADULTO.
Forse, se fossero chiamati a rispondere direttamente, si deciderebbero ad applicare la legge per davvero.

08.24  di marted├Č 17/07/2012
scritto da  Pierpaolo
E il "nido"?
Perch├ę non ├Ę stato assicurato il "nido" ai minori?
A Trieste, addirittura, il "nido" ├Ę stato assegnato ai figli, mentre i genitori vi si alternano.
Ma questo solo quando il "nido" ├Ę di propriet├á del padre.
Se il "nido" non ├Ę di propriet├á del padre, la sua importanza per i figli, improvvisamente, svanisce.

P.S. Mi compiaccio per la decisione di riportare il nominativo del giudice nel caso di sentenze abnormi.

01.18  di luned├Č 16/07/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Ciao Alessandra Pais, ma chi l´Avvocato? dacci qualche informazione in pi├╣ che ci piace come la pensi. Ciao

08.26  di domenica 15/07/2012
scritto da  Ali Che Guevara
... e poi l´ISTAT pubblica i dati
Condiviso in aumento, siamo vicini al 90%
Con questi provvedimenti l´ISTAT potrebbe scrivere anche 100%, molto semplicemente non si tratta di affido condiviso.
Mi aspetto che nelle prossime rilevazioni l´ISTAT scriva 120% di condiviso, 135%, 160%...
Tanto, assurdità per assurdità, ai numeri possiamo far dire quello che ci pare
Il problema ├Ę che c´├Ę scritto "condiviso" ma si legge "tutto come prima", perch├Ę questo l´ISTAT non lo dice?
Affido condiviso 10%, forzature stile Guttaduro & C., 90%
Perch├Ę la verit├á corre solo sul web, ma nei media ufficiali non la scrive nessuno?
ACG

17.12  di gioved├Č 12/07/2012
scritto da  Alessandra Pais
scusatemi, nel mio commento avevo scritto solo il nome...credo sia importante metterci la faccia, no?


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