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Il giudice sbaglia i conti. Padre separato perde figlie e soldi

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Il giudice sbaglia i conti. Padre separato perde figlie e soldi

27/06/2012 - 12.51

Da padre scrupoloso, marito fedele (e felice) e professionista stimato, in un giorno ho perduto tutto. Nell’estate 2009 mia moglie (eravamo sposati da 4 anni con due bellissime bimbe), che mi pareva un po’ depressa per il secondo parto e la gestione delle bimbe, mi comunica di non essere più innamorata di me. Si isola (con il suo telefono cellulare) sempre di più e nonostante neghi l’esistenza di un’altra persona io raccolgo un sms in cui l’attuale compagno dichiara di volere vivere per sempre con lei. Mia moglie nega ma viviamo senza intimità.

Dall’autunno 2009 all’autunno 2010 preleva dal conto  di famiglia contanti per circa 15.000 euro ogni anno impedendomi  di controllare la destinazione delle spese. Nell’autunno 2010 mi chiede la separazione consensuale che le nego per la tenera età delle bimbe. A primavera 2011, dopo avere svuotato il conto  corrente di famiglia, mi chiede la separazione giudiziale millantando una mia presunta “violenza psicologica” nei suoi confronti, chiedendo la mia casa, l’affido esclusivo delle bimbe e 3.500 euro per ciascun mese oltre alle spese. 

Consigliato dal mio avvocato produco dichiarazioni e prove documentali di tutto l’accaduto. A giugno 2011 una giudice mi condanna a lasciare il mio appartamento, considerando i miei redditi lordi invece dei redditi netti mi condanna a pagare 2.000 per ciascun mese oltre a spese mediche, scolastiche, per il tempo libero e le vacanze, concedendomi di frequentare le mie bambine per tempi inferiori al 20% dei tempi totali. Una situazione insostenibile dal punto di vista prima organizzativo e poi economico. Per tralasciare il tema della continuità educativa e degli affetti verso le mie figlie.

È d’uso della giustizia italiana considerare con l’appartamento anche il mobilio che non posso asportare. Appartamento e arredi erano stati acquistati oltre 10 anni prima del matrimonio con un importante prestito bancario. Così mi ritrovo, a 47 anni, senza una casa dove dormire e stare con le bambine nei tempi che mi hanno concesso, senza mobili con cui arredare un’altra dimora, senza denari, senza moglie (questo, visto l’accaduto, è un dato positivo). 

A settembre 2011 presento alla stessa giudice una istanza di revisione della condanna, sia dei tempi di frequentazione delle mie bambine sia dell’ammontare economico, dichiarandomi favorevole a ogni controllo. La giudice, molto impegnata, non ha tempo di leggere i documenti prodotti anche sulle condizioni economiche del 2011 e sulla vita imposta dalla mia ex moglie alle bambine. Nel frattempo la mia ex moglie inizia una persecuzione per drenare ogni mio reddito prodotto alla fonte (le Società per le quali lavoro) motivandola con i miei mancati pagamenti degli importi cui la giudice mi ha condannato non raccontando evidentemente di tutte le somme (documentate) locupletate in anticipo. 

Per un intero anno ho cercato di lavorare, rendere vivibile la casa di campagna dei miei genitori per avere un posto dove dormire, corso per ritirare e riaccompagnare le mie bambine, scendendo da Milano a Bologna e tornando a Milano, in costante affanno monetario e di liquidità, vittima dei pignoramenti di redditi lordi della mia ex moglie che vive col suo compagno a casa mia. L’affido condiviso è una barzelletta in quanto tutto è imposto alle mie figlie dalla mia ex moglie. Io sopravvivo, mangiando e dormendo con i denari dei mei genitori dovendo peraltro rendicontare il tutto al Giudice Tutelare essendo mio padre interdetto. Mi è stato concesso l’unico vantaggio di non pagare l’Imu per la casa che la giudice mi ha costretto a lasciare. Con quali valori e convincimenti sulle regole della società cresceranno le mie figlie avendo provato il peso di decisioni dispotiche e ingiuste assecondate dalla giustizia? In attesa di tempi processuali che avranno un epilogo alla maggiore età delle bimbe, quando nulla avrà più utilità.

 

Claudio Cattabriga

Milano


Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/mobile/articolo.jsp?id=1046019

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Ci sono 10 commenti


09.04  di venerdý 05/09/2014
scritto da  Mondino Casimiro
Lei sta vivendo una situazione normale per la giustizia italiana, ovvero lei sta subendo la consumazione di reati penali da parte del giudice e del suo avvocato che dovrÓ perseguire in proprio se vuole giustizia.

Innanzi tutto lei deve denunciare-querelare il suo avvocato per: patrocinio infedele (per averle arrecato danno non facendo il proprio lavoro), truffa (per essersi fatto pagare come procuratore alle liti senza saper fare il lavoro per cui Ŕ stato pagato, danneggiamento (per averla danneggiata patrimonialmente), molestie (per averle impedito il pieno godimento dei suoi diritti), atti persecutori (per aver tenuto un comportamento che la posta in una condizione di timore per il proprio futuro e per i propri beni). IL giudice va denunciato per abuso d´ufficio e rifiuto di atti d´ufficio.
Questo Ŕ ci˛ che sta subendo e che pu˛ difendere in proprio senza l´ausilio (inutile) degli avvocati depositando denuncia-querela motivata dei fatti alla procura, lo faccia semplicemente riportando i fatti e le leggi, eviti giudizi o commenti.
Poi alcune altre note:
il reddito Ŕ il reddito (rigo RN4 della dichiarazione dei redditi) non esiste reddito lordo e reddito netto (gli alimenti si detraggono dalle tasse quindi...);
se sua moglie vive more uxorio con un altro uomo non ha diritto agli alimenti ne all´abitazione di famiglia (se non le appartiene), perchÚ oggi la convivenza Ŕ una forma di rapporto tutelata che genera diritti per entrambe le parti molto simili al matrimonio, ed il dovere di assistenza famigliare Ŕ uno di questi, quindi esistendo un rapporto in cui il compagno ha il dovere di mantenere la compagna (sua moglie) lei ha diritto a non corrispondere gli alimenti dal momento in cui il rapporto si Ŕ avviato ed a tornare in pieno possesso della sua casa oltre ad avere il diritto al risarcimento integrale dei danni in cui deve far includere il compagno di sua moglie che ha goduto impropriamente dei suoi beni.
Se la casa in cui vivevate era di proprietÓ della sua famiglia ed i mobili erano stati (deve essere documentalmente provato) acquistati da lei prima del matrimonio, lei ha pieno diritto a prelevarli tutti e farne quello che vuole perchÚ non sono parte del patrimonio comune dei coniugi, pu˛ denunciare il giudice per favoreggiamento del reato di appropriazione indebita e sua moglie di appropriazione indebita, chiedere il sequestro forzato dei beni che le appartengono.
Poi se il giudice ha violato la legge (cosa evidente) nell´assumere decisioni, denunciandolo penalmente se verrÓ condannato avrÓ diritto alla revisione del processo.
Oggi pu˛ denunciare se ha effettivamente i documenti, sua moglie per appropriazione indebita in relazione ai prelievi, all´utilizzo dei mobili e della casa dal momento in cui ha iniziato a convivere.
Se aveva prove della relazione di sua moglie ed il suo avvocato non le ha utilizzate, o se il suo avvocato non ha agito al fine di documentare dettagliatamente tale situazione, si rivalga sull´avvocato chiedendo il pagamento di tutti i danni subiti (parta dal suo ultimo reddito utile, lo aggiorni con rivaluta istat, vi applichi gli interessi legali e poi moltiplichi il tutto per un periodo futuro ragionevole ed invii la richiesta di pagamento con messa in mora al suo legale usando una Raccomandata A/R).
In questo modo, da persona seria (mi baso sul principio che dichiari cose provate e vere) recupererÓ la sua dignitÓ economica.
Questo Ŕ l´unico modo in cui noi, cittadini onesti, possiamo ripristinare un minimo di civiltÓ e di diritto certo in questo paese. Denunciando penalmente giudici ed avvocati che non applicano alla lettera la legge utilizzando la sola interpretazione letterale come previsto dall´articolo 12 delle preleggi (prenda il codice civile e si studi i primi articoli classificati come "disposizioni fondamentali sulla legge").
In Italia le sentense non sono parte del diritto, le leggi non si interpretano ma si applicano e per applicarle l´unica modalitÓ di interpretazione possibile Ŕ quella letterale.
Quindi si armi di dizionario, recuperi online la legge 898/70 o legge sul divorzio, legga li dentro quali erano i suoi diritti e se sono stati violati proceda a denunciare penalmente giudice e avvocati.
Buon lavoro, con un po´ di pazienza recupererÓ ci˛ che le spetta.

21.34  di giovedý 26/09/2013
scritto da  fabio
Ho una figlia di quasi 9 anni, fino adesso ha vissuto metÓ col padre e metÓ con la mamma. C´era un equilibrio, soprattutto per la piccola. Un decreto del tribunale dei minori di Firenze rimette tutto in discussione. Devo iniziare a pagare alimenti, arretrati anche se non sarebbero dovuti, devo vendere la mia casa sulla quale ho un mutuo ipotecario, acquistata dopo che la madre di mia figlia mi aveva letteralmente cacciato di casa, casa per la ristrutturazione della quale avevo speso tutti i miei risparmi.
Il tribunale dei minori mi concede un affido condiviso , ma solo sulla carta, decide solo la mamma il tutto.
Il bene di un minore secondo la giustizia di questo stato Ŕ aumentare i conflitti tra genitori? mettere un genitore sul lastrico? Spesso le decisioni vengono prese in modo poco approfondito e rovinano le persone. Io sono una di quelle, rovinato in tutto.E pensare che dopo la separazione ero riuscito a rialzarmi, a creare un bellissimo rapporto con mia figlia, addirittura meglio di quello che ha con la madre.
Con queste leggi e questo sistema giudiziario, non credo che questa nazione abbia un futuro. Invito le nuove generazioni a non mettere al mondo figli, che sono un dono bellissimo, le leggi non applicate dai giudici italiani o applicate secondo un interpretazione spesso poco approfondita rovinano le persone .
Da una persona onesta e lavoratrice, amante dei propri figli, si crea disperazione.
Una giustizia fantastica ....

mi piacerebbe condividere con qualcuno che ha esperienze simili alla mia per questo scrivo la mia mail fabio-da@hotmail.it

09.47  di luned├Č 17/09/2012
scritto da  Marco
una storia come tante purtroppo.

il dramma non ├Ę solo nelle singole vicende ma nel sistema che le genera.

finch├Ę i giudici e i loro consigliori avranno il potere insindacabile di interpretare a piacimento le leggie fare ci├▓ che vogliono delle nostre vite saremo solo le vittime sacrificali all´altare di un sistama sessista e inefficiente.


12.36  di mercoled├Č 04/07/2012
scritto da  Carlo Orecchia
Già simile simile a quello che sta succedendo a me.

Con l´aggravante che mia moglie dopo avere minacciato ripetutamente di trasferirisi con la boambina all´estero ha fatto diventare nostra figlia cittadina croata, residente in Croazia (ovviamente mentendo, visto risiede a Bologna) e LA giudice ha rigettato una mia istanza per ottenere il divieto di espatrio della bambina, autorizzandola in vece mia.

Roba da pazzi. Se sei di Bologna e ti va di scrivermi: charliepersol@gmail.com

ciao.

17.30  di sabato 30/06/2012
scritto da  Stefano da Cagliari
sono sempre pi├╣ convinto che il vero problema, il nocciolo della questione sono i SOLDI. spesso, solo i soldi ...
finch├Ę il legislatore non si preoccuper├á di GARANTIRE un equilibrio economico della famiglia che chiede la separazione, anzich├Ę garantire l´ASSISTENZA economica dei minori, ci troveremo sempre davanti allo stesso problema:
padri sul lastrico che si trasformano in babbo-mat che spesso non riescono neppure a vedere i propri figli e madri che finiscono per annullarsi come donne (convinte che la separazione avrebbe dato loro un p├▓ di respiro ..) che fanno la chioccia a tempo pieno.
La lotta diventa estrema: padri che finiscono per non pagare pi├╣ e madri che impediscono ai figli di stare un p├▓ con i loro padri.
Oppure, come alcuni casi che conosco, i figli vivono stabilmente col padre, mentre quest´ultimo ├Ę costretto a pagare il manteniimento dei loro figli alla mamma che si tiene per intero per se stessa !!
ma che sistema ├Ę questo ??
se non esistono regole che aiutano al padre, che ├Ę colui che paga, ad avere il DIRITTO-DOVERE di GESTIRE le risorse economiche per mantenere VERAMENTE i figli, come potr├á il legislatore garantire il loro sostentamento ? pretender├á i soldi dagli ex suoceri come fa spesso ? bel sistema !!
per la maggior parte delle donne LA SEPARAZIONE E´ UN BUSINESS ..
Lo vogliamo capire questo ?
lo vogliamo accettare come dato di fatto ?
Il legislatore si preoccupa di obbligare il genitore a dare assistenza economica ai figli, anche quando questi soldi non ne ha per se stesso e lo obbliga a moltiplicare le sue spese per la sua sopravvivenza.
Come può avere un padre la serenità di dare un sostegno ai figli se sostegno non ne ha neppure per se stesso, quando si trova sbattuto fuori in mezzo alla strada da SENTENZE DI FALSI CONDIVISI ?
sapendo poi, come nel caso di Claudio e di molti altri, che questi soldi se li intasca la mamma, LA QUALE NON HA NESSUN OBBLIGO DI GIUSTIFICARE LE SPESE DEL MANTENIMENTO, come pu├▓ accettare tutto questo SENZA CONSEGUENZE ?
ringrazio il legislatore e il giudice che saprà darmi una risposta soddisfacente a queste mie domande.


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